Pazza Inter…

Novembre 24, 2009

Cosi` Beppe Severgnini sul suo twitter, e io, da milanista, godo.

beppe severgnini beppesevergnini: J.Cesar 5, Maicon 4, Samuel 4, Lucio 4, Chivu 4, Cambiasso 4 (Muntari 4), T. Motta 4, Stankovic 4 (Balotelli 4), Zanetti 4, Milito 4 Eto’o 4

Mourinho: Barcellona, prova di maturità. Per ora: bocciati. Primo ingresso in area: 30° PT, corner. Imbarazzante. Dov’è il membro interno?


A ognuno il suo circo massimo

Novembre 24, 2009

Non vuole essere un bacio di giuda, questo, non vuole essere nulla piu` che lo stupore di un blogger e di un democratico che fa davvero fatica a capire come diamine funziona e ragiona questo partito. Non voglio entrare nel merito della questione se sia giusto o no scendere in piazza, voglio solo fare un paio di considerazioni sul modo in cui il PD e` sceso in piazza in passato e sul modo in cui ha scelto di scendere (o non-scendere) in piazza oggi.

Da veltroniano dico che il piu` grande errore di Walter e` stato il “circo massimo”, quando fu costretto dai “militanti veterani” (chiamo cosi` tutti quei militanti sui 50/60 anni che ancora credono che l’unico modo di fare opposizione sia gridare nelle piazze) e dalle pressioni suoi colleghi di partito a portare il PD in piazza il 25-10-2008, al Circo Massimo a Roma, rimangiandosi tutto cio` che aveva detto sul cercare di fare una opposizione nuova in Italia, un’opposizione che non  aveva il bisogno di scendere in piazza per essere forte (come tutte le opposizioni europee), ma che riesce comunque a proporre e a svolgere la sua funzione di critica e dibattito nelle sedi della politica.

Veltroni si e` cosi` rovinato, infatti, piuttosto che un segnale di forza, “il circo massimo” e` stato recepito dai suoi “fedeli” come una sconfitta della sua “politica nova” e dai suoi detrattori (i militanti veterani) come un evento che doveva essere organizzato prima e che si sarebbe dovuto ripetere nelle sue modalita` anche dopo. Il 25 Ottobre 2008 il PD di Veltroni e` morto.

Oggi leggo che Bersani ha deciso di scendere in piazza, dopo che aveva detto no, la settimana scorsa, alla partecipazione democratica alla manifestazione organizzata dai blogger e sponsorizzata su facebook per il 5-12-2009.

Come al solito ci abbiamo fatto la figura dei cioccolatai, degli snob, di quelli superiori, ma, onestamente, non ce lo possiamo permettere e questo atteggiamento ci fara` sicuramente calare leggermente nei sondaggi. Non siamo stati snob ed antipatici per aver scelto di non manifestare, lo siamo stati per aver scelto di non farlo perche` l’aveva organizzata il popolo di internet. Io non so ancora, anzi, diciamo che sono ancora indeciso, se ritenere che “la piazza” sia utile ora, so, pero`, di certo, che l’unica manifestazione “utile” al PD e al paese sarebbe il NO B-Day, non di certo una cosa alternativa, elitaria, noiosa e chiusa il cui unico risultato e` far fare brutta figuara a Bersani (che aveva detto no alle manifestazioni solo la settimana scorsa) e ai militanti del PD.

Infatti puntualmente il PD ha organizzato qualcosa d’altro per la settimana dopo.

Che senso ha manifestare da soli dopo una sola settimana? Non impareremo mai dai nostri errori? Possiamo smettere di manifestare solo per accontentare quei cinquanta-sessantenni che della politica ormai non sono nulla piu` che disillusi veterani, logorati da mille battaglie e che sono un motivo per cui il progressismo non puo’ accadere in Italia?

Manifestare puo’ essere giusto e puo’ essere giusto scendere in piazza ora, non lo so, ma sicuramente non con queste modalita`, con questa presunzione.

Per concludere, Bersani, la storia dei corsi e ricorsi e` piu` che vera, non cascarci anche tu…

(la gente non m venga a dire che il NO B-DAY sara` come e` stato piazza navona, confido nell’intelligenza di chi ha organizzato.)

 


Ecco Perche` siamo degli sfigati

Novembre 23, 2009

Lo spiegano bene Civati e Sofri dai loro blog:

Prima chiedere per favore

Se le ragioni di chi rimprovera a Pippo Civati di non essersi candidato alle primarie del PD hanno una loro solidità (lo ammette uno che ha frenato, per prudenza o paura che fosse, e non esclude di avere sbagliato), quelle di chi gli suggerisce di proporsi alla regione Lombardia tra la diffidenza di mezzo partito mi sembrano davvero sventate. E lui saggio.

In questo contesto, il nome del vostro affezionatissimo circola da settimane: ne hanno parlato i giornali e la risposta, da parte mia, è sempre stata: «se il partito ne è entusiasta, sono a disposizione». La mia non è una formula di cortesia, ma una precisa richiesta: chi si candida in Lombardia, ha bisogno che tutti lo sostengano. La risposta, da parte della ‘base’ è stata di incoraggiamento, da parte dei dirigenti del Pd non è stata né positiva, né negativa: non c’è proprio stata. Zero carbonella. Nessuno mi ha nemmeno telefonato. Probabilmente, nel Pd della Lombardia, la mia candidatura è presa come una provocazione.

 

Cosi` io ieri


Ah si?!

Novembre 23, 2009

Cvd...

D’Alema era il candidato ufficiale dei socialisti europei e se la sua nomina a responsabile della politica estera della Ue non è andata in porto, a vantaggio della britannica Catherine Ashton, la colpa è del premier italiano Silvio Berlusconi.

 

Per Schulz se Berlusconi avesse ufficialmente proposto il nome dell’ex ministro degli Esteri le cose sarebbero andate diversamente. “D’Alema non aveva un governo che lo sostenesse – racconta il capogruppo a Repubblica – Al contrario. Mi risulta che Berlusconi abbia ontattato alcuni primi ministri conservatori per chiedere di far cadere la candidatura”.

 


Programmazione del lella

Novembre 22, 2009

Siamo al 22 di Novembre e mancano solo quattro mesi alle elezioni per la regione Lombardia e il PD non ha ancora deciso, ne pensato seriamente, chi presentare. Va bene che perderemo, questo e` poco ma sicuro, ma almeno bisognerebbe cercare di non essere umiliati, di perdere con dignita`, di far sentire la nostra voce, per quanto in una regione per meta` verde e per l’altra meta` azzurra… a noi resteranno solo le briciole.

Riconosco anche che nessuno abbia voglia di candidarsi per una posizione dove se gli va bene perde di 20 punti, pero` e` anche indecente che il PD ad oggi non abbia nessuno, quando in regione persone in gamba ci sarebbero anche: Pietro Ichino, Pippo Civati, Filippo Penati… oppure qualcuno dalla società civile. Alcuni di loro pero` hanno (ragionevolmente) paura di rovinarsi politicamente, altri non vengono (peccato) neanche presi in considerazione. Ecco perche` alla fine verra` scelto uno sconosciuto oppure il PD supportera` un candidato che non e` nel suo partito (si erano fatti i nomi di Pezzotta e Tabacci), un’opzione che a me non piace e non solo per la questione della “vocazione maggioritaria” (che pero` pare tramontata), ma soprattutto perche`, credo, che in una regione importante, popolosa, economicamente fondamentale e prossima organizzatrice dell’expo quale e` la Lombardia il PD ci deve essere e deve “martellare le palle” alla destra fino alla morte. Dobbiamo essere puntuali, pignoli, tignosi, fastidiosi.

Anche perche` ricordiamolo, la destra vincera` anche le prossime elezioni in ragione, ma gli ultimi quindici anni formigoniani sono stati pazzeschi a livello politico, dalla gestione e le false promesse su Malpensa alla pessima organizzazione sull’expo (colpa a meta` con il Comune di Milano), dalla nuova autostrada Milano-Brescia alla pessima gestione del fenomeno immigrazione, da una pessima gestione della crisi economica ad un programma mai realizzato e per concludere una lista incompleta: l’influenza della mafia al nord.

E` quindici anni che in Lombardia stiamo a guardare, vogliamo fare qualcosa? Vogliamo darci da fare?

(e lo stesso discorso vale per il Comune di Milano, io sceglierei oggi il candidato sindaco per il 2011 e incomincerei da adesso a fare campagna elettorale, Milano, a differenza della regione, possiamo vincerla.)


Non propriemente

Novembre 21, 2009

Luca Sofri dal suo blog:

Sai-che-scoperta

Elena Stancanelli ha scritto una piacevole e accurata recensione di Kindle, su Repubblica di oggi. Ma anche lei ritiene sia rilevante concludere che è diverso dai libri di carta.
È come se all’invenzione dell’automobile avessimo commentato che i cavalli erano un’altra cosa (qualcuno l’avrà fatto, certo).

L’unica cosa che dico e` che mentre l’automobile ha portato vantaggi enormi nei trasposti, Kindle non porta gli stessi vantaggi nella lettura, e` piu` che altro un vezzo. Saro` old fashoned ma leggermi guerra e pace su kindle mi viene da spararmi solo a pensarlo…


“volemose bene”

Novembre 20, 2009

Questo clima da “volemose tutti bene” descritto da Tommaso Labete su Riformista rispetto alla sconfitta europea “del baffo” e (a quanto pare) dell’Italia, mi suona un po’ strano; o e` falso o siamo proprio degli sfigati: “per fortuna” scelgo la prima (o forse entrambe).

D’Alema, aggiornato in tempo reale di quanto stava accadendo a Bruxelles, ha giocato anche l’ultima carta. E Giorgio Napolitano, dalla Turchia, ha fatto il “passo ufficiale” a sostegno della candidatura italiana: «Massimo D’Alema ha le carte in regola per questo incarico, ora bisogna vedere da chi sarà sostenuto e da chi sarà avversato».

Alle 18, ora in cui l’intervento di Napolitano veniva ripreso dalle agenzie, il film era ai titoli di coda. La liturgia delle nomine. Il capogruppo Schulz che, parlando del tramonto della candidatura D’Alema, chiamava in correità il governo italiano per il sostegno «non fattivo». E le reazioni. Quella furibonda di Bersani («Nomine di basso profilo»), quella dispiaciuta di Cicchitto («Il no a D’Alema è una sconfitta oggettiva per l’Italia»), quella amareggiata di Casini («Un’occasione persa»). Il tutto mentre «Massimo» rimaneva chiuso coi suoi all’ufficio della fondazione ItalianiEuropei e Berlusconi abbandonava silente l’eurovertice che ha messo l’Italia nell’angolo.


Wrong Choices, yet again

Novembre 20, 2009

Trovo assolutamente errate, anzi quasi offensive nei confronti di coloro che credono in un ruolo dell’Europa come protagonista e guida nel mondo, le scelte fatte ieri sera a Bruxelles per le cariche di Presidente del Consiglio europeo e di Mr. (in questo caso Mrs.) PESC, il “ministro degli esteri” dell’Unione. Sono stati scelti, infatti, due personaggi di poca esperienza e rispettabilita` seguendo criteri che sono assolutamente assurdi.

Giusto per la cronaca sono stati scelti Herman Van Rompuy, premier belga da un anno, come Presidente del consiglio e Catherine Ashton, una donna inglese, come ministro degli esteri.

La cosa preoccupante e` che l’Europa aveva finalmente l’opportunita` di scegliere leader carismatici che portassero avanti una politica estera condivisa e comune e che agissero come portavoce, volto e simbolo della comunita` europea. Si e` preferito eleggere, invece, persone sconosciute, di poca esperienza, per una posizione che ha bisogno principalmente di persone che “siano del mestiere”. Questo e` successo perche` i singoli paesi della comunita`, i loro primi ministri e ministri degli esteri non avevano alcuna intenzione di essere “eclissati” da due veri leader, rischio molto meno considerevole quando si eleggono due sconosciuti.

Inoltre, mi ha davvero lasciato inorridito la scelta di una donna, la Sig.ra Ashton, solo perche` donna, non perche` brava, intelligente, capace, esperta, ma solo per il suo sesso. Questo “pseudo-egualitarismo”, una forma di bigottismo se lo chiedete a me, si riflettera` in pieno nel momento in cui dovremo avere un leader capace di unire e di rappresentarci agli occhi di americani, cinesi, russi… (gia` i giornali esteri titolavano “Low Profile Leaders Chosen for top European Posts“).

Per quanto nessuno metta in dubbio il fatto che la Ashton sia una persona capace e intelligente (in altri settori), le sue competenze in campo di politica estera sono minime, per non parlare della sua scarsa esperienza e notorieta`, oltre al fatto che parla solo inglese; io, personalmente, ammetto di non averne mai sentito parlare fino a questo mese quando si parlava dei papali alla posizione per cui poi e` stata eletta.

Circa Von Rampuy mi chiedo come possa concentrarsi sul suo paese e sulla politica europea contemporaneamente, siamo scontenti noi Europei e saranno scontenti i Belgi di avere un Presidente part-time.

Eppure di candidature autorevoli e buone ce ne erano, Tony Blair era stato candidato per la Presidenza dal suo successore in patria Gordon Brown (il quale ha pero` ritirato la candidatura nel momento in cui ha avuto la certezza di “piazzare” la Ashton, dimostrando scarso coraggio: tra Blair e la Ashton, scusate, non c’e` paragone). Blair era sostenuto da grandi politici europei ed internazionali (tra cui Veltroni), e` una persona conosciuta e rispettata, che sta svolgendo un ottimo lavoro diplomatico in medio-oriente, oltre ad avere alle spalle due mandati e mezzo da Primo Ministro inglese, mica male eh… eppure proprio questo impressionante curriculum e il suo blasone hanno fatto temere i 27 egoisti ed e`, cosi`, stato accantonato. Too Bad.

La alternativa alla Ashton era, invece, stata individuata nell’ex-primo ministro ed ex ministro degli esteri italiano Massimo D’Alema, la cui elezione sarebbe stata estremamente positiva per piu` ragioni. Intanto, bisogna dire che tutti sanno che io non amo D’Alema, tuttavia credo fermamente che quella di Mr. PESC sarebbe stata la “sua” posizione: ovvero e` il ruolo per il quale sarebbe piu` idoneo e che gli riuscirebbe meglio, insomma credo che sarebbe stato un eccellente Ministro degli Esteri. La sua elezione lo avrebbe anche allontanato dalle dinamiche della politica e dei partiti italiani, il che avrebbe fatto molto bene sia ai partiti che a lui stesso, oltre che a noi (per non parlare di Bersani, ma questo lo sussurriamo).

Insomma, pessime scelte, che sono emblema del disinteresse generale rispetto a creare un’Unione forte e compatta. Quando non saremo piu` interlocutori del mondo che conta, quando i singoli paesi europei, poveri di materie prime, smetteranno di avere la loro influenza sulle politiche mondiali, solo allora, forse, penseranno che l’Unione e` la unica nostra salvezza.

 

 


Sud Est

Novembre 18, 2009

Ieri sono stato alla bellissima mostra del fotografo americano Steve McCurry, allestita al “Palazzo della Ragione”, in Piazza Mercanti a Milano.

La mostra propone un’eccezionale raccolta di oltre 240 scatti che accompagnano il visitatore in un racconto che si snoda in un percorso dove volti, colori, paesaggi e luci, pervasi da una magica atmosfera, segnano l’identità di paesi come l’Afghanistan, l’India, il Tibet, la Birmania, colti attraverso l’obiettivo di uno dei maestri del fotogiornalismo, premiato già due volte con il World Press Photo Awards, il premio Nobel della fotografia.
La mostra è la narrazione del viaggio silenzioso che Steve McCurry ha più volte intrapreso nel Sud e nell’Est del mondo dove si è trasformato in osservatore per renderci testimoni di luoghi che sembrano non incrociare il nostro sguardo.

La mostra, che ha giustamente ricevuto ottime recensioni, offre un numero ampissimo di fotografie (quasi troppe, tanto che alla fine si esce abbastanza stanchi). Tra gli oltre 240 scatti, allestiti in maniera originale, bella, intrigante, intelligente, l’osservatore ha quasi paura di perdersene qualcuna in questa sorta di labirinto, che da` l’impressione, talvolta, di essere in una stanza piena di specchi. Percio` oltre all’ottima qualita` delle opere c’e` un fantastico allestimento, tanto che l’insieme delle fotografie e` probabilmente la cosa piu` affascinante dell’intera mostra, la ricchezza nelle immagini nel loro insieme lascia spesso senza fiato.

Non c’è forse luogo meno adatto a mostre di fotografia del Palazzo della Ragione, ma in questo caso Peter Bottazzi, che ha curato l’allestimento, ha fatto un vero miracolo, costruendo un percorso labirintico in cui le immagini compaiono nella penombra e sembrano quasi light-box («ma come fanno a essere illuminate così bene?» chiedeva ammirata una visitatrice) che esaltano ancor più il colore, punto di forza, assieme alla sapienza compositiva, delle immagini di McCurry.

Nella foto di questa fanciulla afghana (in alto) scattata nel 1984, il pezzo piu` pregiato dell’esposizione, ho visto l’odierna Monna Lisa, mentre l’altra opera acclamata, quella dell’altra ragazza velata (in basso) scattata nel 2002, mi ha subito ricordato la “Vergine Annunciata” di Antonello da Messina.


1000 piazze

Novembre 16, 2009

Domani a Milano parte l’iniziativa lanciata sul web da Pippo Civati per mobilitarci contro il ddl sulla giustizia:

Mille piazze: il comunicato

Comunicato stampa. Civati: Mille piazze per l’Italia contro il DDL giustizia. Giuseppe Civati, membro della Direzione Nazionale del Partito Democratico, venerdì ha lanciato sul suo «Mille piazze per l’Italia», perché «dalla rete alla piazza si può fare». «Un’iniziativa nata dal web che ha portato ad una mobilitazione notevole in pochissimo tempo – commenta Civati – Il via sarà dato dalla Piazza di Milano, domani 17 novembre alle ore 17.30 davanti a Palazzo di Giustizia, poi la maggior parte delle Piazze si sono concentrate per il 18 novembre alle ore 18. Tra le altre Roma, Lecco, Varese, Monza, Mantova, Livorno, Piombino, Firenze, Prato, Pisa, Poggibonsi Oristano, Sassari, Assemini, Perugia, Torino, Biella, Nichelino, Udine, Macerata, Salerno e Bari e si aggiungono altre località con il susseguirsi delle ore. Una presenza in piazza assolutamente necessaria, visto il Decreto legge proposto dal Governo, perché la nostra voce si levi alta. E’ impensabile che si salvino gli imputati e le vittime restino senza giustizia e risarcimento. Tra questi, potrebbero essere a rischio i processi Eternit, Cirio, Parmalat. Mille piazze per l’Italia nasce per il rispetto delle leggi del nostro Paese e per la Costituzione. Non una sola manifestazione nazionale, ma una bella manifestazione in ogni città d’Italia».

Il sito: millepiazze.blogspot.com.
L’email: millepiazze@gmail.com.
L’evento: Mille piazze su Facebook.

 

VENITE NUMEROSI!