Anche loro hanno le loro beghe

febbraio 28, 2010

A quanto pare il PdL rischia seriamente di non avere alcuna lista nella citta` di Roma, cosa che assicurerebbe una sconfitta quasi certa alla candidata finiana Renata Polverini. Infatti, pare che le suddette liste siano state presentate troppo tardi e non siano state accettate, a quel punto il PdL locale ha fatto ricorso, ma anch’esso e` stato respinto. Ora al PdL non resta che sperare nel ricorso d’appello o nel tar del Lazio, ad ogni modo, diciamoci la verita`, “sembra” di vivere in un paese di dilettanti.

ROTONDI ATTACCA – Categorico il commento del ministro per l`Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi che denuncia la “incapacità” organizzativa del Pdl, alla luce del ritardo nella presentazione della lista nel Lazio . «L’onorevole De Luca da solo in Piemonte ha presentato in tre giorni una lista della Dc per Cota letteralmente pensata e realizzata in una settimana. I maestri del Pdl – attacca il ministro- hanno fatto perdere la Polverini a tavolino. Io ne ho piene le tasche di fare il parente povero in questa banda di incapaci. Nemmeno la campagna elettorale mi induce a misericordia».


Fare Comunicazione

febbraio 28, 2010

Al PD, pare che abbiamo anche gente che di comunicazione ne capisce qualcosa, cosa che, da un po’ di tempo a questa parte, non si era notata: newsletter del partito firmate dalla “redazione”, giusto sempre cosi` nessuno ci mette la faccia (Obama docet?), manifesti elettorali che tutti dicono essere pessimi, e che effettivamente sono un po’ squallidi e incapacita` totale di vendere il “prodotto PD”, saro` ripetitivo, ma anche li` Veltroni era secoli avanti.

Civati, comunque, dimostra che, per una campagna elettorale, si possono costruire manifesti, volantini, slogan molto “catchy”, molto chiari, molto fighi: molto “obamiani”, insomma. Bravo Pippo and good luck.


Quando si dice “tirarsi la zappa sui piedi”

febbraio 27, 2010

Diamine Bersani, la questione relativa all’eleggibilità o meno di Formigoni ed Errani non puo’ essere trattata con questo fare sprezzante e questa superficialita` (e lo sai meglio di me).


Udite, Udite!

febbraio 25, 2010

Una nuova Tangentopoli? L’Italia del 2010 come quella del 1992? «No. Per certi versi, siamo oltre. Allora crollò il sistema del finanziamento dei partiti. Oggi è la coesione sociale, è la stessa unità nazionale a essere in discussione, al punto da venire apertamente negata, anche da forze di governo. Si chiude l’orizzonte dell’interesse generale e si aprono le cateratte dell’interesse privato, dell’arricchimento personale, della corruzione dilagante»

Parole forti, parole vere. A pronunciarle, pero`, non e` stato un politicante della infame sinistra giustizialista, un mero antiberlusconiano incallito, uno, per intenderci, del partito dell’odio; e` stato, invece uno che di Berlusconi e` stato ministro, ovvero Beppe Pisanu, in un discorso estremamente lucido sulla situazione italiana.

Pisanu ha usato parole forti, ha parlato di un paese corrotto nel suo insieme, in cui non e`, e di questo sono assolutamente convinto, solo la classe politica ad agire in maniera spesso illecita ed indecorosa, ma sono anche tanti troppi italiani. Le truffe e gli illeciti praticati da politici, infatti, sono da combattere, contrastare, condannare, perche` chi le pratica e` in una posizione di potere (e questo, certo aggrava la cosa), eppure in Italia siamo tutti, o quasi, dei furbi, non abbiamo un vero e proprio senso di legalita` , anzi non seguire regole e regolamenti e` una prassi praticata da molti e, anzi, spesso, chi le regole le segue e` considerato e trattato come uno “sfigato”.

In Italia i politici e i potenti sono sono espressione di chi li vota e li rende tali. Se il politico ruba 100, c’e` uno sconosciuto che ruba almeno 50, e ruba di meno, non perche` e` piu` onesto del politico, ma perche` non e` in condizione di riuscire a rubare di piu`.

In Italia tangentopoli non ha mai avuto inizio e non avra` mai una fine, tangentopoli c’e` e c’e` sempre stata perche` gli Italiani sono cosi` da sempre, ricordate Giolitti e lo scandalo della Banca Romana? Certo in alcuni momenti storici il sistema diventa talmente esasperato e insostenibile da esplodere, come nei primi anni ’90. Qualcuno paga, qualcuno fa del finto moralismo, che poi si traduce in un giustizialismo deprecabile ed esasperato, poi per uno o due anni si finge di comportarsi tutti bene e poi si rincomincia, da capo. Non basta mettere in galera qualche politico per risolvere la cosa, bisognerebbe fare uno sforzo collettivo, da parte di tutti i cittadini onesti, che devono emarginare, condannare, ostacolare tutta quella parte di societa` corrotta e ladra che vediamo tutti i giorni sotto i nostri occhi. Imprigionare il politico che ruba, e incitare perche` cio` accada, e` lecito solo se non si compra piu` la carne dal macellaio che non elargisce lo scontrino fiscale, se non si paga piu` il pizzo (li` il discorso e` piu` complicato, ma la sostanza e` quella), se non si accetta che l’amico -dell’amico ti dia le informazioni su quando vendere e comprare in borsa perche` un suo amico-di-un-amico gli ha detto che la Parmalat falsifica in bilancio e che prima o poi scoppia il caso e le azioni si svalutano, e potrei andare avanti.

Perche` in Italia la prassi del rubare, dell’illecito, della “tangente” abbia una vera e definitiva fine (almeno in quanto prassi, poi chi ruba c’e` sempre e dappertutto) bisognerebbe che gli Italiani onesti si impegnino a cambiare la cultura del loro paese, decenni e decenni di patrimonio culturale che deve essere dimenticato, cambiato: bisogna, insomma, smettere di essere “Italiani”, per quello che essere Italiani significa oggi. Sembra un paradosso, ma e` cosi`; noi siamo figli e nipoti di una societa` in cui gli amici di Cesare come Sallustio potevano edificare dove non si poteva, di una societa` che aveva nel “do ut des” (non solo nei confronti del Dio) un valore forte e fondante. Cosi`, finche` non nascera` una nuova generazione interamente cresciuta ed educata secondo il principio di legalita` le cose non cambieranno e il mio non e` affatto un discorso giustizialista, e` un discorso legalitarista (una cultura che si deve diffondere) frutto di riflessioni sociali, antropologiche, culturali, ma, attenzione bene, non necessariamente politiche.

Cosi` le parole di Pisanu suonano come una conferma di cio` che vado dicendo:

C’è la corruzione endemica, denunciata dalla Corte dei Conti; e c’è quella più strutturata e sfuggente delle grandi organizzazioni criminali, tra le più potenti al mondo. In ordine d’importanza: ’ndrangheta, Cosa Nostra, camorra». La ’ndrangheta calabrese più importante della mafia siciliana? «Sì. A Milano controlla il 90% delle cosche. Ogni anno le mafie riversano su tutta l’Italia fiumi di danaro sporco, che vengono immessi nell’economia legale con l’attiva collaborazione di pezzi importanti della società civile: liberi professionisti, imprenditori, banchieri, funzionari pubblici e uomini politici a ogni livello. Tiri le somme, e capirà perché l’Italia è così in basso nelle graduatorie mondiali sulla corruzione e le libertà economiche».

«Il Paese rischia di piegarsi sotto il peso dell’illegalità. Non sarei così preoccupato se fossi sicuro della tenuta della società civile e dello stesso patto costituzionale».

“Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se non nascerà in noi un nuovo senso del dovere”».

(qui l’articolo sulle parole di Pisanu).


Di male in peggio

febbraio 22, 2010

Pippo Civati, ottimo consigliere regionale del Partito Democratico, ci propone uno scenario pessimo nel caso, all’apparenza ottimo, che Formigoni non fosse costituzionalmente eleggibile.


Se questo e` un signore

febbraio 22, 2010

Ditemi voi se questo e` un uomo di sport, un “cosiddetto” gentleman, una persona rispettosa, speciale. Io non credo proprio e questo e` un discorso che va ben oltre il calcio, e` un discorso di malcostumi tutti italiani, in cui piu` uno e` maleducato, irrispettoso e piu` uno non segue regole e regolamenti, piu` questo e` venerato, lasciato fare e, tra l’altro, meno viene punito. Questo modo di fare e` sintomo di manie di protagonismo, egocentrismo e “complesso di superiorita`”. Bravo Mourinho, grazie ancora.


La sindrome dell’estero

febbraio 19, 2010

La sindrome dell’estero e` quella sindrome che colpisce l’italiano che si trova all’estero e si trova a leggere, prima il NYTimes cartaceo (mamma che giornale!) e che poi per nostalgia va a leggere sul web (o sulle nuove apps per iPhone) le notizie dal belpaese.

Tutto sembra futile, noioso, inutile, una replica continua di uno show gia` visto e neanche il fatto che leggi tutto cio` sull’iPhone riesce a farlo sembrare meno vecchio e marcio.

C’e` Berlusconi, che attacca i giudici, fa il paladino della giustizia dicendo che chi ha reati deve essere allontanato dalla politica e che attacca l’opposizione per qualsiasi ragione gli passi per il cervello.

C’e` l’opposizione e il dopo-festival sanremese (meno male che sono via) che si umilia, ri-umilia e ri-ri-umilia ancora e che escogita sempre nuovi modi per apparire piu` “lame” di quello che e`.

Ci sono i “sempiterni” imprenditori corrotti e i loro mai-veramente-provati rapporti con la politica e con la mafia.

C’e` San Remo, c’e` Morgan, c’e` la Clerici (ma Pippo Baudo dove sta?)

Ci sono le pseudo-politiche ambientaliste, buone solo a creare disagi ai cittadini, ma tristemente inutili per risolvere il problema “smog” in cui ci troviamo.

E poi sapete cosa c’e`? C’e` Berlusconi, che attacca i giudici, fa il paladino della giustizia dicendo che chi ha reati deve essere allontanato dalla politica e che attacca l’opposizione per qualsiasi ragione gli passi per il cervello…

Ecco leggere i giornali italiani dall’estero e` cosi` deprimente perche` esprimono la bassezza del dibattito, l’incapacita` di riformare e rinnovarsi che questo paese ha e che, duole dirlo, sempre avra`, perche` ci sono sempre le solite cose, perche` ogni italiano sa oggi cosa ci sara` sul giornale domani. Questa e` la “Sindrome dell’estero”: rendersene conto.


It’s over, finally

febbraio 15, 2010

E` finita questa edizione della Coppa America e nessuno, dico nessuno, se la ricordera` come la piu` interessante e divertente. Due sole regate per chiudere un capitolo che dura da anni, in cui si e` speso piu` tempo in tribunale che in mare. Comunque, per fortuna, l’hanno vinta gli Americani di Oracle, i quali, tradunt, vogliono riportare la competizione ad essere quella divertente ed entertaining di sempre.


Rimpianti

febbraio 14, 2010

Ecco di nuovo Walter:

Lei ora aprirà una scuola di politica, è così?

«Sì. Una generazione rischia di considerare la politica come un mestiere. Ma la politica non è un mestiere. E’ una vocazione. Chi lo nega esercita il suo cinismo. Se la politica non è vocazione, è una schifezza, in cui tutto diventa possibile. L’obiettivo che coltiviamo con Salvati, Vassallo è gli altri è costruire una grande scuola di formazione, promossa da personalità che vengano dalla società, da tutte le componenti interne del Pd e anche da esponenti di forze riformiste altre. Una scuola contro le correnti, perché solo il merito e le competenze possono sfondare il regime delle appartenenze correntizie, che generano conformismo, trasformismo e spregiudicatezza. Aperta anche a ragazzi esterni al Pd, che educhi alla cultura democratica, alla legalità, alla memoria, al dubbio, che faccia crescere una generazione di nuovi protagonisti della politica. Ce ne sono tantissimi in giro che hanno la luce negli occhi, che ci credono, che vogliono cambiare il paese».


Banale

febbraio 14, 2010

La storia di Bertolaso, legata a quella degli appalti in Sardegna e all’Aquila, oltre a quella dell’arresto del Consigliere Comunale di Milano Camillo Milko Pennisi per aver preso mazzette in cambio di favori edilizi, non lasciano perplessi, non creano in noi la giusta indignazione, ci scivolano addosso come il traffico a Milano od il ritardo dei Treni.

Sono storie di soldi, si sesso e di potere, le solite, da sempre. Storia di un’eredita` culturale che risale ai tempi della fine della Repubblica Romana, di quegli anni di corruzione che furono preludio del Principato e poi della fine. Sono, comunque, storie che ormai sono diventate noiose e prevedibili e alle quali la societa` non sa piu` reagire.

Pero`, in nome del garantismo, e` bene aspettare ad additare subito Bertolaso come un criminale senza scrupoli, magari lo e`, ma non spetta a noi dirlo, tanto piu` che lui le dimissioni le aveva date, e questo non e` da poco. Infatti, se il “caso Pennisi” (pensate davvero sia isolato?) sembra non lasciare dubbi, il coinvolgimento di Bertolaso in quelle vicende squallide deve ancora essere dimostrato.

C’e` pero` comunque qualcuno che ha ancora la capacita` di indignarsi e di dire quello che pensa, senza peli sulla lingua; costui e` Matteo Bordone e lo fa tramite le pagine del suo Blog.

Cio` che da` piu` speranza, e` triste dirlo, sono i commenti al suo post:

Io faccio il biologo. E la ricerca in Italia fa schifo al cazzo. E fa schifo al cazzo perchè un sacco di soldi, invece di darli alla scienza, vengono impiegati e spesi da individui che lavorano per lo stato (nello stato) il cui cervello è un inutile ammasso di vagine, macchine 4×4, sperma cieco e stupido, soldi, potere, cinico disprezzo della ragione a scapito di un grido disperato. [...]

“Tra qualche giorno compie 30 anni e io mi chiedo come padre: che ho fatto per lui? Un cazzo”

La pompa ha sostituito il brindisi, alla fine dell’accorto concusso/concussore. E’ un evoluzione culturale che va verso il salutismo magari, meno alcool, prostate più sane.

[...]ad ogni modo quello che mi stupisce è che per quanto questi siano ricchi, potenti e famosi (discutono con la clinton…), non appena arriva una zoccola che glielo suga, questi decidono di buttare milioni (e farli guadagnare ad alcuni imprenditori, oggi sinonimo di magnaccia) senza ventilare nemmeno l’ipotesi di spendere meglio questi soldi (anche una diversione su un conto privato svizzero a mio avviso sarebbe una decisione più ragionata)[...]

il potere corrompe? o il potere seleziona chi è corruttibile? è il contesto a generare la corruzione? e, allora, da cosa è generato il contesto? l’Italia è realmente diversa dalla Francia, dalla Germania o dalla Danimarca? o, banalmente, è solo più volgare e sguaiata?

E ce ne sono altri ed altri ancora: questa e` la societa` che non ne puo’ piu` che sta per ribellarsi.


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