Una risposta “cool” da uno che propone cose “trendy”

Stefano,
dal tuo articolo sull’Unita`(da leggere prima di leggere la risposta), sembra emergere che provare a dare lavoro ai giovani e preoccuparsi della cosa sia solo “trendy”, un vezzo che non ci possiamo permettere. Quasi non fosse un problema reale, quel 30% abbondante di disoccupazione giovanile. Tanto i giovani possono stare a casa di mamma e papa` fino a 35 anni, non e` mica la fine del mondo! Queste sono esattamente le cose che accendono gli animi e creano conflitto generazionale e politico. Questi toni, poi, sono semplicemente inutili. Sminuire cosi` i problemi di noi giovani e` un insulto che dal responsabile economico del mio partito non accetto.
I problemi dei giovani e del lavoro, di noi giovani, non sono trendy e non sono cool e chi se ne preoccupa non va schernito. Sono i problemi di una generazione che, diversamente dalla tua, non può permettersi di giocare a fare la generazione rivoluzionaria con i soldi di mamma e papa`. Di una generazione che, diversamente dalla tua, non andrà in pensione a 67 anni, ma a 75, se mai ci arriverà, alla pensione. Di una generazione che si e` stufata di sentirsi dire da altri, come devono essere fatte le cose, secondo paradigmi che non solo non ci piacciono, ma evidentemente neanche ci interessano.

Inoltre, a me non risulta che siamo in questa crisi per l’eccesso di neoliberismo in Italia. Per esempio, tu vedi concorrenza da qualche parte? O che ne so, vedi maggiore competitività? O vedi riforme utili alla crescita da qualche parte? Le hai mai viste? No perché io vedo, per esempio, corporazioni medievali, gli ordini professionali, che governano il paese (non esattamente capisaldi neoliberisti), vedo monopoli nei trasporti (tolto quello aereo, che infatti, grazie a concorrenza permette di viaggiare a Londra andata-ritorno con meno di 50 euro, pero` non sento tanta gente protestare, anzi vedo molti consumatori soddisfatti), vedo uno stato che non sa riformare, abbiamo assistito per decenni a politiche del debito e degli sprechi, non esattamente politiche neoliberiste, che pero` sono causa principe della situazione in cui siamo, ho visto per anni comuni che potevano spendere a piacere e senza vincoli, bastava mandare il conto a Roma, non vedo liberalizzazioni da nessuna parte (eccetto quelle che abbiamo fatto noi, grazie al Nostro segretario); insomma vedo che in Italia, di politiche liberali o liberiste, ne abbiamo adottate ben poche. Eppure non mi sembra che oggi navighiamo nell’oro.

Quindi, articoli come quello tuo sull’Unita`, non solo sono offensivi, per come sminuiscono un problema enorme, quello del lavoro dei giovani, ma sono anche faziosi, perché presentano a lettori che sono mediamente “economicamente ignoranti” e tendenzialmente “aprioristicamente favorevoli a quello che dici” tesi ben espresse e, all’apparenza, molto convincenti. Come quando dici che “il Fmi qualche mese fa abbia radicalmente confutato le loro tesi (intese come le tesi “neoliberiste” di Giavazzi e Alesina)”, frase che non e` supportata dal alcuna “prova” e che, detta cosi`, sa solo di intellettualmente disonesto.

Ora, io non voglio creare ulteriore conflitto, le soluzioni che proponi sono perlopiù accettabili: sostegno alla crescita (cosa che peraltro sostengono anche i tanto vituperati Giavazzi e Alesina), un’Europa più forte ed unita anche dal punto di vista politico (io, figurarsi, sono federalista europeo), la BCE prestatore di ultima istanza, un solo grande istituto europeo di vigilanza, federalismo fiscale (vero) e, ragionandoci bene, anche gli eurobond, se fatti con certi vincoli, possono andare. Ma, quello che dovrebbe farti riflettere e` che molti liberali (quelli che tu chiami neo-liberisti tatcheriani) pensano le stesse cose o cose simili. Insomma possiamo discutere e trovarci. Ma i tuoi toni non aiutano, anzi aiutano solo a fomentare gli ultras della politica. E questo non va bene per il PD, per l’Italia e per l’Europa.

Elia Francesco Nigris

p.s. Stefano e` Stefano Fassina, responsabile economico del Partito Democratico

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4 thoughts on “Una risposta “cool” da uno che propone cose “trendy”

  1. Cito Fassina: “Ovviamente, la giustificazione è l’equità verso i giovani, principio trendy, strumentalizzato senza imbarazzo da un classismo pesante e autolesionista.”
    L’uso ironico, in senso retorico, del termine mi sembra chiaro.
    Fassina non pensa affatto che “provare a dare lavoro ai giovani e preoccuparsi della cosa sia solo “trendy“, anzi.
    Forse quanto scritto qui sopra andrebbe serenamente riconsiderato.

  2. Signor Elia Nigris, Quando dici “Inoltre, a me non risulta che siamo in questa crisi per l’eccesso di neoliberismo in Italia”, dici una cosa inverosimile. In Italia, come in tutto il mondo, non sono i sistemi politici ad essere in crisi, ma quelli economici. Si gioca a chi ce l’ha ancora più duro, ma il capitalismo è un sistema economico che, raggiunta la sua massima espansione, ora arranca e fatica . Qui in Italia, come in Cina. Ti basti pensare che oggi il disprezzato “made in china” è quasi tutto fatto nel Vietnam e nel Laos. E’ totalmente inutile pensare di uscire dalla crisi instaurando una “sana concorrenza” e dar via a delle inutilissime “liberalizzazioni”. I Monti/Marchionne sono dei tecnici, dei manager professionisti, ma le decisioni che stanno prendendo sono quelle che qualsiasi rru/coge prendono in qualsiasi azienda al mondo: tagliare i costi. Che sono quasi sempre del personale.
    Dare in mano a dei manager il nostro futuro è come delegare il futuro alimentare a Mc Donald o quello sanitario alla o quello energetico alla BAYER. E, guarda caso, è quasi già così.

    Invece di invocare alla libertà economica, ti prego, come me, di chiedere che qualcuno ci difenda, non in quanto lavoratori determinati o indeterminati, ma in quanto a “classe povera”, quale ormai siamo o stiamo diventando.

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