Fuori il secondo

Questa volta a lasciare le primarie repubblicane è il candidato migliore sulla piazza: Jon Huntsman, l’ex governatore mormone dello Utah, di cui avevo parlato qui.

Huntsman, fin dal 2009 quando era ancora ambasciatore americano in Cina, era considerato dalla Casa Bianca uno degli avversari più temibili alla rielezione, forse non tenendo conto del peso sempre maggiore che gli estremisti stavano conquistando nel partito repubblicano.

Huntsman ha faticato fin da subito in questa campagna elettorale a guadagnare “momentum” e donazioni e spesso ha dovuto ricorrere ai soldi di famiglia; pur in una corsa che ha visto diversi candidati salire e scendere come sulle montagne russe, Huntsman è sempre rimasto nelle ultime posizioni dei sondaggi.

I risultati scadenti sono probabilmente dovuti a vari fattori: il fatto di dover pescare nello stesso elettorato moderato di Mitt Romney, peraltro un lontano parente, senza averne l’organizzazione sul campo e i ricchi donatori, ma anche una crescente rilevanza degli elettori più estremisti del partito, che l’hanno visto (erroneamente) come una sorta di Obama-clone e, probabilmente, anche per una campagna elettorale che poteva essere condotta meglio.

Sbagliando si impara, si dice. Infatti sono in molti a sostenere che in ogni caso questa è stata per Huntsman una sorta di esperienza formativa per correre seriamente nel 2016, quando, nei suoi calcoli, anche i democratici dovranno scegliere il loro candidato.

Huntsman ha condotto, peraltro, una campagna diversa dagli altri: non ha praticamente corso in Iowa e ha inizialmente sperato di poter arrivare fino Florida e giocarsela li` (strategia che aveva già perseguito, senza successo, Rudy Giuliani nel 2008). In corsa, però, è stato costretto a cambiare strategia e ha deciso di puntare tutto sul New Hampshire, dove ha fatto bene, ma non abbastanza per poter sopravvivere, essendo arrivato terzo dopo Romney e Ron Paul. Ritirandosi oggi dopo l’ultimo week-end in South Carolina, uno stato del sud in cui lui si trovava in grande difficoltà, Huntsman farà sicuramente un ulteriore favore a Romney che non si deve preoccupare più di nessuno “alla sua sinistra” e può concentrarsi sui candidati da circo alla sua destra. Inoltre, pare che Huntsman sia intenzionato a sostenere lo stesso Romney e non sarà con molta probabilità un papabile per un eventuale ticket con quest’ultimo, se non altro perché anch’egli mormone.

Di Huntsman ricorderemo principalmente l’apertura della campagna sotto la statua della libertà, in pieno stile reaganiano, e l’esuberanza delle figlie, che si sono rese famose per avere preso in giro un video di Herman Cain e per avere un account twitter molto divertente.

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