Platini, dacci l’Half Time Show in finale di Champions

Ieri si è giocato il Super Bowl XLVI  e, surpise surprise, contrariamente a quanto avessi pronosticato, hanno vinto i NY Giants in una partita al cardiopalma che si è decisa nei 57 secondi finali.

I Giants, che erano sotto di due punti, hanno segnato un touchdown portandosi sopra di quattro con appunto 57 secondi ancora da giocare. Brady, il QB dei Patriots, ha fatto tutto il possibile, compreso un drive di oltre 50 yards con 5 secondi ancora da giocare che stava per entrare, ma non è entrato e ha dato la vittoria a New York.

I Giants hanno fatto una cosa pazzesca: sembravano spacciati con due partite di regular season rimanenti, ma vincendo le ultime due della stagione contro avversari diretti (compreso il derby di New York con i Jets) hanno conquistato un posto ai playoff. Poi hanno battuto i Falcons, i Packers, superfavoriti per la vittoria finale e capitanati dall’MVP della stagione, Aaron Rodgers, e poi i 49ers, quindi i Patriots di Brady (3 anelli all’attivo, ma reduce da due sconfitte consecutive proprio contro i Giants al Super Bowl) con il risultato di 21-17, nella finale delle finali.

Eli Manning ha quindi vinto il suo secondo anello, dopo quello del 2008, conquistato sempre contro i Patriots, superando il fratello maggiore Payton, fermo ad uno, nel suo stadio. Payton Manning è considerato il Quarteback più talentuoso della famiglia, se non della lega, eppure bisogna ricordare che Eli gioca a New York, in un palcoscenico molto diverso da quello di Indianapolis, con molta più pressione alle spalle e ha portato, per due volte, alla vittoria squadre ottime, ma mai veramente favorite. Per dire, i Patriots quest’anno, in stagione regolare avevano vinto 13 partite, i Giants appena 9, avendone perse 7. Quindi onore a Eli.

Tom Brady, l’altro Quarteback della sfida, non ha certo sfigurato: è diventato il QB con il maggior numero di passing yards nella storia del Super Bowl a 34 anni  (e c’è  da scommettere che questa non sarà la sua ultima partita a febbraio della carriera) e, inoltre, ha battuto anche il record di 15 passaggi consecutivi completati in una partita. Ieri ne ha fatti 16.

Abbandonando i discorsi più tecnici il Super Bowl di Indianapolis è stato un enorme successo, compreso l’Half Time Show di Madonna, che, vi assicuro, merita di essere visto (e io non è che sia un fan di Madonna). Mi permetto di suggerire a Platini di fare una cosa simile per la finale di Champions League, che è vero che voi direte che a noi europei ‘ste pacchianate non piacerebbero, ma io invece dico che dopo che avremo fatto per bene gli snob e gli altezzosi sulla cosa e avremo tirato in ballo la tradizione e questo e quest’altro, se i Muse, per dire, suonassero tra un tempo e l’altro della finale di Champions proprio schifo non ci farebbe.

Lo show completo, comunque è qui sotto, enjoy.

P.S. le pubblicità mi erano piaciute di più l’anno scorso.

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