La risposta di Matteo Orfini

In effetti non sono Obama, anche se confesso che come chiunque abbia seguito west wing non mi dispiacerebbe avere uno staff come quello del presidente degli stati uniti. E penso che quella di rispondere alle domande sul web sia un’ottima trovata comunicativa. Ma non è questo il punto. Perchè non ho voluto affrontare una discussione lunga su fb, mi chiedi. Prima di tutto per una ragione di metodo. Mi chiedevi di specificare il mio parere su alcune cose di cui ho parlato decine di volte sui giornali, in tv, sul web. Onestamente, non avendo lo staff di obama, non sempre ho il tempo per rifare la stessa discussione ogni volta che qualcuno decide che proprio quello è il momento in cui quella discussione va fatta. Non ci riesco perchè in quel momento magari sono a una festa democratica, a un convegno,a una riunione o semplicemente a cambiare il pannolino a mia figlia. Non è mancanza di rispetto, solo questione di tempo. D’altra parte cosa penso di quelle cose e cosa ho risposto a simili obiezioni non è difficile scoprirlo, forse basta google. Ma a parte questo, c’è qualcosa di più profondo. No, non penso che fb sia lo strumento per una discussione seria e approfondita. Sulle domande che mi fai (e su molto altro) ho scritto un libro, proprio perchè le ritengo questioni meritevoli di approfondimento. E non accetterò mai l’idea che sia necessario offrire un bignami in forma di commento 2.0, soprattutto a chi vuole discutere sul serio. Ce ne sono tanti molto più bravi di me a fare politica in 160 caratteri. A me non pare una gran cosa: penso che la politica abbia bisogno soprattutto di recuperare profondità. Che ci servono i libri, le riviste, i convegni e i seminari. E la voglia di ascoltarci. E che tutto ciò non può essere sostituito dai social network. Vedi, se questa nostra discussione servirà a farci prendere un caffè di 4 ore, sarà stata utile davvero. Come utili davvero sono le ore che passo ogni sera a discutere in giro per l’italia esattamente delle cose che di cui mi chiedi. A questo -per me- servono i social network, a implementare la possibilità di costruire momenti di confronto veri. Che poi, a ben vedere, è quello che obama fece nella sua prima celebre (e vittoriosa) campagna elettorale: usare il web per fare incontrare le persone. E non sostituire il web a quegli incontri.

Matteo Orfini, mantenendo la parola data, ha risposto al mio post precedente. Apprezzo molto il gesto e penso che questo scambio sia stato utile, al di là di tutto, anche per stabilire i toni e modi che mi auguro faranno da padroni questa campagna elettorale.

Detto questo continuo a non essere d’accordo con quello che dice: pazienza. Non credo davvero che discutere su Facebook rischierà mai di eliminare i rapporti faccia o lo stare insieme, credo che sia semplicemente un modo (parlando di Facebook come strumento politico) per facilitare la trasmissione di idee, lo scambio di contenuti e il desiderio che c’è in ognuno di noi di dire la sua confrontandosi con la collettività. Penso quindi che non sia “peccato” discutere di temi non esattamente facili con quello strumento, pur tenendo sempre presente che non è l’unico e mai lo sarà.

Rispetto e capisco molto di più il discorso sul tempo. Trovare momenti per discutere e dibattere non è facile a causa degli impegni della quotidianità che tutti noi abbiamo. Anche per questo, tuttavia, vedo Facebook come parte della soluzione più che causa del problema.

Ora, e mi rivolgo direttamente a Matteo Orfini, tenendo presente che il tempo è limitato e gli impegni sono molti, se capiterai dalle parti di Milano a questo punto mi sembra bello trovarsi anche per questo caffè (magari non di quattro ore), proprio perché ritengo imprescindibile e questa cosa qui che stiamo facendo da dietro la tastiera di un computer (comunque la si chiami) e, come dici tu, vedersi, parlarsi e ascoltarsi.

Che detto così mi fa venire in mente questa scena di “Grande, Grosso e Verdone”:

(“Perché questo partito esiste”).

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4 pensieri su “La risposta di Matteo Orfini

  1. Un altro elemento a favore dell‘uso di facebook, se posso dire la mia, è si può leggere il dibattito anche dopo, magari a fine convention o scesi dal treno. Non permetterà analisi profonde, ma per chi non a abbastanza tempo per seguire dibattiti più estesi (o magari non ritiene la politica così portante) è sicuramente un mezzo più completo dei cartelloni e dei sunti dei tg.

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