Un decalogo come si deve di cose per far vincere Matteo Renzi

Non so cosa voterà Paolo Cosseddu alle prossime primarie del PD, ma spesso mi trovo d’accordo con quello che scrive sul suo blog (Popolino) e quello che dice in generale. Ora mi è capitato di leggere questo decalogo e, lo devo proprio dire, è fantastico perché centra esattamente il motivo per cui le critiche a Renzi da parte di dirigenti e militanti del PD non hanno proprio alcun senso:

1 – Dire che è di destra, e contestualmente cercare insistentemente una sponda con i parenti acquisiti di Caltagirone e con i postfascisti redenti.
2 – Dire che è di destra, mentre si sostiene il governo Monti con Casini e Alfano, e di tanto in tanto si manda Fioroni a dire che, dopotutto, col Pdl ci si potrebbe governare anche nel 2013.
3 – Dire che è liberista, invocando la socialdemocrazia, lo statalismo, le accise sulla benzina, le tasse e infine la morte, vero momento di uguaglianza proletaria.
4 – Contestare il tema del rinnovamento, mandando in tivù a sostenere il valore irrinunciabile dell’esperienza D’Alema, Veltroni, Rosy Bindi, eccetera. Anche Latorre, per dire.
5 – Predicare il rinnovamento, e farlo interpretare da Fassina e Orfini pettinati con la riga di lato, con indosso grembiule e fiocco, come alla recita della scuola.
6 – Decidere di non invitare Renzi a una manifestazione del Pd, poi rilasciare dichiarazioni tipo “non lo invitiamo gne gne”, poi farsi travolgere dalla polemica e invitarlo lo stesso. Infine, farsi dire di no.
7 – Organizzare tristissimi raduni cammellati, chiusi da fumosi discorsi della durata non inferiore ai 70 minuti, del tutto casualmente calendarizzati nello stesso giorno in cui lui organizza le sue Leopolde.
8 – Perimetrare la propria base con filo spinato, mine antiuomo, checkpoint coi pastori tedeschi e torrette coi cecchini, a botte di dichiarazioni polemiche così dure da far sentire a disagio tutti quegli altri che, pur sentendosi un pochino di sinistra, non possono dimostrare di aver avuto antenati in linea diretta di sangue tra i partecipanti della Prima Internazionale, quella del 1864.
9 – Accusare Renzi di basarsi troppo sulla comunicazione, e poi fare della comunicazione di merda.
10 – Spiegare continuamente e con fare piccato che “il candidato del Pd è Bersani”. Non porta bene.

Il post originale lo trovate qui.

Insomma, se dovete attaccare Renzi fatelo sui contenuti e su un’idea di paese nel caso sia davvero diversa dalla vostra. Tutto il resto è noia.

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