This is October!

Ottobre è finalmente giunto e insieme a giornate più corte e l’estate che sembra sempre di più un vago ricordo si è portato come ogni anno i playoff di MLB: stanotte si comincia e, viste le premesse, pare che non ci annoieremo.

A voler essere precisi, i playoff sarebbero iniziati già venerdì: da quest’anno la MLB ha cambiato il regolamento e il numero di squadre che accedono alla post-season. Infatti, accedono direttamente alla fase finale le 6 squadre (3 dell’American League e 3 della National League) che vincono le loro division, come anche negli anni passati, ma rappresenta una novità  l’aggiunta di un’ulteriore wild card, oltre a quella a cui eravamo abituati. Questo significa che le due migliori seconde di ogni lega si sfidano in una partita secca per aggiudicarsi il quarto posto rimanente in entrambi i lati del tabellone.

Venerdì notte si sono sfidati nell’American League i Baltimore Orioles, rivelazione della stagione, e i Texas Rangers, reduci da due apparizioni consecutive alle World Series finite entrambe senza parata finale (clamorosa la sconfitta dell’anno scorso contro i Cardinals in cui i Rangers arrivarono anche a uno strike dalla vittoria di gara 7 e anello). Hanno vinto gli Orioles, che mancavano i playoff da 15 anni, per 5-1 in Texas, impedendo cosi` alla vecchia squadra di George W. Bush, di provarci per un terzo anno di fila.

Nella National League i soliti St. Louis Cardinals, che riescono sempre ad accedere ai playoff per un pelo per poi fare faville (2011 docet), hanno sconfitto gli Atlanta Braves 6-3, proprio quei Braves che proprio l’anno scorso furono protagonisti (insieme ai Red Sox) di uno dei più grandi “collapses” della storia del baseball e furono eliminati dai playoff l’ultimo giorno di stagione regolare grazie ad una straordinaria rimonta -wait for it- dei St. Louis Cardinals. Niente rivincita, quindi, per Atlanta, che comunque recrimina giustamente per una pessima chiamata dei quattro arbitri che avrebbe potuto cambiare il destino di partita e stagione.

Da oggi, però, si fa sul serio, con gara 1 di ALDS (Americal League Division Series) tra gli Oakland Athletics (la squadra del film Moneyball con Brad Pitt, per voi che non amate il baseball ma amate il cinema) e i Detroit Tigers. La serie al meglio delle cinque partite inizia a mezzanotte ora italiana.

Alle 3.30 ora italiana, poi inizia gara 1 di NLDS (National League Division Series) tra i Cincinnati Reds, che hanno il secondo miglior record della lega, e i vincitori del 2010, i San Francisco Giants.

Domani poi giocheranno i New York Yankees contro Baltimore e i Cardinals contro i Washington Nationals.

Come potete vedere stride fortemente l’assenza totale di quelle che sembravano due grandi favorite ad aprile e che invece hanno avuto, per molte ragioni, stagioni disastrose: parlo dei Philadelphia Pillies e dei Boston Red Sox, reduci dalla peggior stagione dal 1968, proprio nell’anno del centenario di Fenway Park, il loro storico stadio.

Ora facciamo una breve preview di cosa dovete aspettarvi, poi vi darò il mio pronostico personalissimo (in modo tale da non giocarvi quella squadra alla SNAI).

Oakland Athletics: hanno vinto incredibilmente la AL West, in cui c’erano due squadre corazzata come i Texas Rangers, che a 6 partite dalla fine della stagione erano avanti di 4 sugli A’s, e i Los Angeles Angels arrivati sorprendentemente terzi dopo che nella scorsa offseason avevano speso 331$ per aggiudicarsi le prestazioni del miglior battitore in circolazione (Albert Pujols) e del miglior lanciatore sul mercato (C.J Wilson). Si può quindi dire che nell’anno in cui la storia di Billy Beane, il General Manager della squadra, è diventata nota in tutto il modo dopo il successo del film “MoneyBall”, la strategia di usare le “subermetrics” per colmare evidenti gap di budget (gli A’s sono la squadra con il secondo monte ingaggi più basso in giro, mentre gli Angels sono quarti e i Rangers sesti) ha funzionato. Eppure questa annata ha comunque del sorprendente: gli A’s del 2001 (l’anno della storia raccontata nel film) erano uno squadrone in confronto a questo e anche se il regista non ve l’ha detto avevano dei grandissimi campioni nel roster, questa squadra invece è interamente composta da giocatori che in molte altre squadre sarebbero a malapena dei panchinari. Staremo quindi a vedere se riusciranno a stupire ancora (e di più: nel 2001 persero subito contro gli Yankees).

Detroit Tigers: anche i Tigers sono reduci da un mercato ricchissimo in cui hanno speso ben 214$ milioni per aggiudicarsi le prestazioni di Prince Fielder uno dei migliori battitori della lega. Se a Fielder aggiungi Miguel Cabrera, che quest’anno ha avuto una stagione incredibile in cui ha vinto la Triple Crown, ovvero è arrivato primo in tutte e tre le categorie offensive più importanti (Media battuta, Home Runs, RBI), cosa che non capitava da 45 anni, e Justin Verlander, che nel 2011 vinse il CY Young award, premio per il miglior lanciatore e MVP, premio per miglior giocatore assoluto della lega (solitamente riservato ai battitori), sarebbe stato lecito immaginare che Detroit sia arrivata ai playoff come favorita e reduce da una stagione pazzesca. In realtà è la squadra dell’American League ai playoff con il record peggiore (“solo” 87 vittorie) e ha rischiato addirittura di non riuscire a qualificarsi: se non fosse stato per un mese di settembre di altissimo livello i Tigers starebbero guardando le partite in televisione.

New York Yankees: la squadra con il monte ingaggi più alto ha avuto una stagione altalenante e piena di infortuni. Dopo un inizio di stagione col freno a mano tirato e la devastante perdita di Mariano Rivera per l’intero campionato, gli Yankees hanno avuto un’estate torrida, arrivando a meta` luglio con 10 partite di vantaggio su Baltimora, seconda nella AL East. A fine agosto pero` la squadra, anche a causa di infortuni importanti ad Alex Rodriguez, il più pagato della lega, e Mark Texeira (contratto da 180$ milioni), ha fatto molta fatica, bruciando tutto il vantaggio acquisito e trovandosi il 2 settembre pari in testa alla propria division con Baltimora. Per tutto settembre le due squadre sono state appaiate, finché negli ultimi tre giorni della stagione gli Yankees sono riusciti a conquistare il primo posto nella AL East e il miglior record nell’American League.

Baltimore Orioles: sono con gli A’s la squadra rivelazione dell’American League. Non andavano ai playoff da 15 anni e hanno giocato tutto l’anno in uno stadio semi-deserto perché nessuno a Baltimora credeva nelle potenzialità di un gruppo senza star, ma con un grandissimo allenatore: Buck Showalter, che ha l’occasione della vita. La città pero` nelle ultime settimane ha iniziato a crederci e ora che Baltimore si appresta a sfidare i rivali newyorkesi l’entusiasmo è alle stelle. Baltimore, che ha un grande bullpen (lanciatori da partita in corso), un ottimo giocatore in Adam Jones e poi molti gregari che fanno benissimo le piccole cose ma non molto di più, è sicuramente la squadra più “hot” della lega.

San Francisco Giants: i Giants vinsero due anni fa contro ogni pronostico e quest’anno hanno avuto una stagione stranissima. Fino ad agosto non sono mai riusciti a spiccare il volo, poi il loro miglior battitore e MVP dell’All-Star Game di quest’anno, Melky Cabrera, è stato sospeso per doping. Da allora i Giants hanno iniziato a vincere e non si sono fermati più. Hanno vinto la division con una settimana d’anticipo e hanno il parco lanciatori più forte tra le otto squadre rimaste. Look out.

Cincinnati Reds: il secondo miglior record della MLB e un grandissimo battitore (Joey Votto) non sono sufficienti per garantirgli lo status di favorita neanche nella sfida con i Giants. Sono la squadra più anonima delle otto in circolazione, sono ben composti ma non fanno clamore. Onestamente non c’è più nulla da dire e forse per questo alla fine vinceranno tutto (non credo, ma io mi sbaglio spesso).

Washington Nationals: la vera storia dell’anno, tra tutte è a Washington signori e signore. In una division che doveva essere una questione tra Atlanta, Philadelphia e Miami (franchigia che ha speso tantissimo e inagurato un nuovo stadio), una division in cui i Nationals sono ultimi per monte ingaggi, la squadra della capitale ottiene il miglior record della MLB (98 vittorie) e torna a giocare ad ottobre dopo un’eternità. Hanno fatto tutto questo mentre decidevano ad agosto di far concludere la stagione del giocatore più forte della squadra, il lanciatore Stephen Strasburg, perché aveva superato il limite di inning che la squadra ritiene un lanciatore di 22 anni possa sopportare in una stagione. Questa è stata una delle decisioni più contestate e chiacchiarate nella storia dello sport americano: una squadra che lotta per vincere tutto che mette ai box la sua stella non perché infortunata o affaticata, non perché non stava “performando” (anzi), ma perché secondo i medici di Washington (e non solo loro, ma questo è stato il caso più eclatante in cui si è presa una decisione simile)  un giovane è più rischio infortuni di un giocatore di 35 anni e non si può rischiare una carriera per un obiettivo a breve termine. Off topic: il caso di Pato vi dice qualcosa?

St. Louis Cardinals: last but not least, i campioni in carica, anche quest’anno giunti ad ottobre con il minor sforzo possibile (peggior record delle squadre della National League), sono sempre insidiosissimi e molto esperti. I Cardinals dopo la vittoria dello scorso anno, hanno perso il miglior battitore della lega (Albert Pujols) e il miglior manager della storia del baseball (mia opinione personale), Tony LaRussa. Sembravano destinati ad una stagione anonima e invece sono sempre li` a giocarsela, che non si sa mai.

Ora il pronostico, premesso che qui si tifa Yankees e che l’auspicio è di un ventottesimo titolo per New York, penso che vinceranno le ALDS Detroit e Baltimore. Troppo scarsi gli A’s, troppo discontinui gli Yankees alla battuta e troppo “hot” gli O’s. Alle World Series poi ci va Detroit.

Nella National League vincono le NLDS Giants, a mani basse, e St. Louis in 5 partite. Troppo anonimi i Reds, troppo forti i lanciatori di San Francisco, troppo inesperti i Nationals e espertissimi i Cardinals. Alle World Series poi ci vanno i Giants.

Worlds Series: Giants vs Detroit.. Vince Detroit. Grandissimi lanciatori per i Giants contro i grandissimi battitori di Detroit. Pero` Detroit ha anche un superlanciatore (Verlander), San Francisco non ha un supercampione a battere. Comunque si va a gara 7.

Ora potete puntare tutto sui Cincinnati Reds.

Qui il post del 2011, sulla pazza stagione passata.

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