Iniziano le World Series

Dopo un campionato iniziato circa sei mesi fa, 162 partite di stagione regolare per ogni squadra e quasi un mese di playoff, la stagione di baseball MLB 2012 si sta per concludere con l’ultima serie dell’anno, quella che assegnerà gloria, titolo e prestigio ad una città e mesi di rimpianti per un’altra. A sfidarsi per il titolo saranno i Detroit Tigers e i San Francisco Giants, che vinsero l’edizione di due anni fa.

Cosa è successo fin qui.

Anche questa post-season non è stata per nulla avara di emozioni e cose da raccontare: tutte le “division series”, il primo round dei playoff, in entrambe le leghe, sono andate avanti fino a gara 5 e sono state vinte nell’American League dai Tigers, contro gli Oakland A’s e dagli Yankees, contro i Baltimore Orioles; nella National League si sono aggiudicati il primo round i San Francisco Giants, contro i Cincinnati Reds e i St. Louis Cardinals, vincitori l’anno scorso, contro i Washington Nationals.

Gli Yankees hanno battuto, pur stentando offensivamente, i Baltimore Orioles, ma hanno poi perso in sole quattro partite contro i Detroit Tigers il titolo dell’American League finendo la stagione in una sorta di psicodramma collettivo che non potrà non avere strascichi anche sulla prossima stagione e che ha lasciato attonita un’intera città. Tutto è iniziato quando in gara 3 della serie contro Baltimora, il manager degli Yankees, Joe Girardi, con la squadra sotto per 2-1 in casa al nono inning e in procinto di andare sotto 2-1 anche nella serie, ha sostituito la “underperforming” star da 275$ milioni, Alex Rodriguez, con un quarantenne in procinto di concludere una carriera dignitosa, Raul Ibanez. Ibanez ha colpito un homerun per pareggiare la partita e mandarla ai tempi supplementari e poi ne ha colpito un altro, qualche inning più tardi, per consegnare agli Yankees la vittoria nella partita, garantendosi nel frattempo un posto nella storia del baseball, come primo giocatore entrato nel nono inning a siglare più di un home-run in una partita di playoff. Da quel momento, però, le cose per New York, che ha poi vinto quella serie in gara 5, ma che non ha mai più dato la sensazione di poter competere per l’anello, sono naufragate.

Alex Rodriguez, non si è più ripreso e, dopo essere stato sostituito in una situazione simile della partita successiva contro Baltimora, dopo essere stato tenuto in panchina per il “clincher” dell’ALDS, dopo essere finito nello scandalo per aver mandato una pallina con il proprio numero di telefono a due modelle australiane negli spalti mentre la squadra perdeva la prima partita della serie contro Detroit, ha finito per essere lasciato fuori nelle decisive gare 3 e 4 di quella serie, ovvero le ultime (e le più importanti) della stagione, fatta eccezione per un pinch-hit at bat (finito con un nulla di fatto) in gara 4, quando tutto era già perduto. A-Rod diventa quindi un problema enorme per gli Yankees: si tratta di un giocatore di 37 anni, in grossa difficoltà sportiva, con una fan-base che lo “fischiava” già quando era un campione (figurarsi ora) e ancora 5 anni di un contratto, con valore residuo di, minimo, 114$ milioni.
Rodriguez, in ogni caso, non è l’unico motivo della disastrosa campagna newyorkese: le cose si sono messe malissimo già quando nella prima gara contro i Tigers, Derek Jeter, capitano e anima del team da 17 anni, uno che ha giocato solo a New York, che ha vinto già 5 anelli e miglior performer della squadra in attacco, si è infortunato gravemente alla caviglia, tanto che dovrà stare fermo dai 4 ai 5 mesi ed è addirittura in dubbio per l’inizio della prossima stagione. Inoltre, non vanno certo dimenticati i disastri offensivi di una squadra teoricamente nota per la sua capacità di segnare punti ma che quest’anno in quel reparto è stata davvero troppo discontinua: gli Yankees, come squadra, hanno chiuso questi playoff con la media battuta più bassa della storia per una squadra che ha giocato almeno 9 partite di playoff: .188, un record negativo che se fosse ancora vivo il vecchio proprietario, “the Boss”, George Steinbrenner, eccentrico padrone di stampo zampariniano deceduto nel 2010, l’allenatore e tutto il suo staff sarebbero stati licenziati appena dopo la sconfitta in gara 4.

Non bisogna, ovviamente, dimenticare i meriti dei Tigers, che, dopo essere arrivati ai playoff per un pelo e aver rischiato qualcosa nella serie contro Oakland, la squadra di Billy Beane del film Moneyball, hanno giocato una serie pressoché perfetta contro gli Yankees e si candidano a favoriti nelle World Series. La squadra della Motor City, ha messo in mostra una serie fenomenale di lanciatori, il cui leader è Justin Verlander, vincitore l’anno scorso del premio riservato ai pitcher e anche del premio MVP, solitamente riservato ai battitori, e un parco battitori inferiore a nessuno (e sicuramente di gran lunga superiore a quello di New York), guidato da campioni come Miguel Cabrera, vincitore del Triple Crown, ovvero giocatore leader in tutte e tre le categorie offensive più importanti (cosa che non accadeva da circa 40 anni) e prossimo MVP, Prince Fielder, firmato durante lo scorso mercato con un contratto del valore di 214$ milioni e Austin Jackson, giovane ex-prospetto degli Yankees, scambiato tre anni fa da New York per l’allora esterno-centro dei Tigers, Curtis Granderson che, invece, è stato protagonista di una serie disastrosa, tanto da essere forse stato il peggior battitore in assoluto per New York durante questi playoff.

La National League Championship Series, invece, si è giocata tra i vincitori delle edizioni 2010 e 2011, ovvero i San Francisco Giants e i St. Louis Cardinals. I Giants ci sono arrivati  dopo una rimonta spettacolare nella NLDS ai danni dei Cincinnati Reds, che erano avanti per 2-0 nella serie e che, perdendo poi tre partite consecutive in casa, hanno cosi` salutato ogni velleità di vittoria finale. St. Louis, invece, ha battuto sempre in 5 partite la sorpresa della stagione, i Washington Nationals, privi di Stephen Strasburg, il giovane lanciatore fenomeno lasciato fuori in via precauzionale dalla franchigia della capitale perché aveva superato il suo “inning-limit”, decisione peraltro assai discussa da quelle parti.

Nella finale di lega, poi, St. Louis si era portata in una situazione estremamente favorevole contro Giants, vincendo 3 delle prime quattro partite e giocandosi il “clincher”, ovvero il pass per le World Series, in gara 5, 6 e 7, ma perdendole tutte e tre. La sconfitta in gara 5 ha cambiato l’inerzia della serie che si è poi spostata di nuovo a San Francisco, dove i Giants hanno vinto gara 6 e stravinto 9-0 gara 7.

Cosa è lecito aspettarsi succeda.

Prima di tutto è garantito un grande spettacolo, con due squadre davvero divertenti da veder giocare: i Giants hanno il parco lanciatori migliore della MLB, Detroit il miglior attacco. La National League ha vinto l’All Star Game, che decide il fattore campo delle finali e quindi i Giants partono avvantaggiati e con la certezza di giocarsi un’eventuale gara 7 in casa. I Giants potrebbero, peraltro, vincere il secondo titolo in tre anni, dopo che nel 2010 vinsero il per la prima volta da quando si trasferirono a San Francisco nel 1958. Detroit, che non vince dal 1984 e non gioca le World Series dal 2006, è reduce da un grande successo, è la squadra più completa, quella con il monte ingaggi più alto e quella più talentuosa, ma i giocatori sono fermi da giovedì scorso e potrebbero essersi raffreddati.

Gli appuntamenti

Wednesday , October 24
Game 1 — Detroit at San Francisco
Justin Verlander vs.  TBA

Thursday, October 25
Game 2 — Detroit at San Francisco
Doug Fister vs.  TBA

Saturday, October 27
Game 3 — San Francisco at Detroit
TBA vs. Anibal Sanchez

Sunday, October 28
Game 4 — San Francisco at Detroit
TBA vs. Max Scherzer

Monday, October 29
Game 5* — San Francisco at Detroit

Wednesday October 31
Game 6* — Detroit at San Francisco

Thursday, November 1
Game 7* — Detroit at San Francisco

*se necessarie

Pronostico.

Premesso che fino a questo momento non ho sbagliato solo la sfida di ALDS tra Yankees e Orioles (più per scaramanzia che altro, peraltro) e che avevo predetto questa finale (ok la smetto), rimango con la mia scelta di Detroit, se non altro perché fino ad adesso avevo scelto bene. Occhio però ai Giants, che hanno “momentum” e che sono 6-0 in una partita in cui rischiano di essere eliminati. Ne hanno giocate 3 e vinte 3 con Cincinnati e 3 e vinte 3 contro St. Louis.

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