Scusate il ritardo

gennaio 31, 2012

Scusate il ritardo prolungato negli aggiornamenti ma in quest’ultimo periodo sono stato “molto indaffarato”, come dicono le persone importanti.

In ogni caso, sta sera si vota in Florida, stato chiave per capire a che punto siamo nella corsa. Romney, il candidato che nessuno vuole votare, dopo il riconteggio in Iowa, che ne ha decretato la sconfitta virtuale (virtuale perché comunque i delegati ottenuti sono gli stessi di Rick Santorum) e dopo la sconfitta abbastanza pesante subita da Gingrich in South Carolina all’ultimo giro, deve dimostrare di essere ancora il frontrunner per la nomination e, come dice anche il NYT, vuole vincere sta notte di un margine maggiore rispetto a quanto Gingrich fece dieci giorni fa su di lui (circa 12 punti). I sondaggi dicono che potrebbe farcela, anche se, a onor del vero, gli ultimi due usciti ieri parlano di un margine di vantaggio sotto i dieci punti. Si vedrà.

In ogni caso, la vittoria di Romney non dovrebbe essere in discussione e già questo dovrebbe tranquillizzare l’ex governatore del Massachusetts: la Florida, infatti, rimane uno degli ultimi stati “winner-takes-all”, dopo che molti sono passati ad un sistema proporzionale di assegnazione delegati, come riporta anche Christian Rocca sul suo blog. Qui, per la cronaca, i delegati in palio sono 50.

Gingrich qui tenterà di limitare i danni e di riuscire a non perdere per “double digits”. In ogni caso, rimane sicuramente l’unico dei quattro candidati rimasti ad avere ancora delle possibilità e sta a lui giocarsele al meglio. Detto onestamente, comunque, io credo che al massimo potrà solo rallentare la vittoria di Romney, ancora candidato inevitabile, e sconfitto male in South Carolina più per errori suoi che per meriti di Gingrich. Certo è che se Romney non aggiusta la mira negli stati più conservatori, la partita potrebbe allungarsi troppo e ritardare l’inizio della campagna contro Obama, con cui è praticamente appaiato negli stati più importanti.

Per Paul e Santorum rimangono comunque solo le briciole. Santorum non è riuscito a sfruttare il sostegno totale dei pastori evangelici e Paul è un “matto troppo matto” per poter puntare seriamente alla Casa Bianca (non è detto che comunque non corra come indipendente).

Ora aggiornamenti più random.

Jeb Bush, fratello di George W. e figlio George H., popolare ex-governatore della Florida, non ha ancora fatto l’endorsment a nessuno dei candidati rimasti: pare, infatti, che sia molto critico delle posizioni troppo anti-immigrazione di Romney, che sul tema, in effetti, sembra aver preso non pochi spunti dalla Lega nostrana (salvo poi avere “illigals” nel cantiere di costruzione della propria casa, come Perry, pace all’anima sua, gli ha fatto notare praticamente in ogni dibattito). Jeb Bush, in ogni caso, è stato da molti invitato a buttarsi nella corsa in prima persona, anche nelle settimane passate, e di lui si è parlato molto negli ultimi tempi anche per una battuta di Obama, mentre Jeb si trovava in vista alla Casa Bianca, in cui l’attuale Presidente si dice “contento che non abbia corso”. In effetti, sarebbe stato un avversario molto più temibile dei candidati attuali. Qui il NYT fa un bel riassunto della “situazione Jeb Bush”.

Altro fatto interessante è che il grosso grasso governatore del New Jersey, Chris Christie, che ha flirtato con la candidatura in più di un’occasione e che è il National Chairman della campagna di Romney, non ha totalmente escluso la possibilità di correre come vice-presidente nel caso Romney glielo chiedesse. A mio parere per Christie sarebbe un grave errore tattico, sia per un’eventuale candidatura nel 2016, sia perché non ha ancora finito il primo mandato in New Jersey.

Ultima cosa: qualcuno continua a spingere per una sorta di “terza via” che corrisponderebbe a Mitch Daniels, governatore dell’Indiana, il quale ha tenuto il tradizionale discorso di risposta allo Stato dell’Unione pronunciato da Obama. Daniles non ce la può fare a costruire una campagna per le primarie (pur mancando ancora un sacco di delegati da assegnare, più di 2000). Quello che può succedere è che alla convention il partito si spacchi su Romney e a quel punto Daniels potrebbe essere l’opzione migliore per mettere insieme tutti. Per me è fantapolitica, ma qualcuno, anche qualche pezzo grosso del partito repubblicano, la presenta come una possibilità da non escludere completamente.

Chiudo con una segnalazione: se vi interessano le primarie repubblicane segnatevi il blog di Andrea Marinelli, un ragazzo di Perugia che le sta seguendo per bene per alcuni giornali nostrani. Scrive bene e la lettura è molto piacevole.

Ah, pronostico per sta sera: Romney vince, ma non di +12% su Gingrich. Poi Santorum e Paul con il 25% rimanente.


Help from Jersey contro Obama

ottobre 12, 2011

Mentre le primarie repubblicane offrono scenari sempre più assurdi, con Hermain Cain, un tizio fuori di zucca, ex C.E.O. di Godfather’s Pizza, che dopo il dibattito di ieri viene dato da un sondaggio PPP avanti di ben 8 punti rispetto a Mitt Romney (cosa che se uno non la vede non ci crede), Romney, che rimane comunque il più probabile vincitore della nomination, riceve l’endorsement più ambito nel GOP, quello di Chris Christie, il grosso, grasso, governatore del New Jersey, che in molti avrebbero voluto in corsa in prima persona.

Del soggetto si era già parlato qui e per Romeny questo e` un bel colpo, come spiega il NYT. Christie offre garanzie politiche, popolarità, una faccia che piace agli americani e soprattutto donatori. Quelli che avrebbero finanziato la sua campagna (ed erano tra i conservatori con le valanghe di dollari da investire) adesso dovrebbero investire su Mitt, il mormone, che e` comunque quello tra i repubblicani con le maggiori possibilità di battere Obama.

Detto questo, i sondaggi danno Romney e Obama più o meno appaiati e, a meno di suicidi politici, e` difficile credere che l’attuale Presidente venga sconfitto. Un po’ perché nei dibattiti Obama e` un fuoriclasse e Romney, che contro Perry sembra un fenomeno, non e` certo quello che ti fa sognare. Un po’ perché Romeny non può attaccare Obama sul grande cavallo di battaglia dei repubblicani, ovvero Obamacare, visto che la riforma sanitaria si e` ispirata molto a quella che Romney fece passare nel Massachusetts quando ne era governatore. Un po’ perché Obama e` complessivamente un miglior candidato rispetto a Romney e per di più ha il vantaggio di essere Presidente uscente (negli Stati Uniti, nella storia recente, sono stati pochi gli “one-term-Presidents” ).

Insomma, se l’economia non peggiora nettamente, se Gheddafi non riconquista la Libia, se non si scopre che Bin Laden e` ancora in Pakistan vivo e vegeto, per i repubblicani forse bisognerà aspettare il 2016.


Non corre

ottobre 4, 2011

Il New York Times e molti altri (tra cui Camillo) sostengono che Christie non correrà, obbligando i repubblicani a dover scegliere tra Perry, Romney e gli altri luminari. In ogni caso alle 19 ore italiane sapremo avremo la conferma ufficiale.

Update: Christie non si candida. Obama avrà tirato un bel sospiro di sollievo.


Per capire chi e`, se si candida

settembre 30, 2011

Di Christie avevo parlato qui. Francesco Costa, sul Post, ne fa un ritratto più completo. Intanto il New York Times parla del non-rapporto di Christie, governatore repubblicano, con i due senatori democratici del New Jersey.

Che dite, dovremo iniziare a pensare a una società “weight blind”?.


Chris Christie vs Obama

settembre 28, 2011

A Obama conviene sperare che il governatore del New Jersey, Chris Christie, non cambi idea e decida di correre alle presidenziali. Stravincerebbe le primarie repubblicane (Rick Perry Who?) e sarebbe un avversario molto molto ostico, anzi il più ostico con Marco Rubio. Inutile dire che se proprio dovesse vincere un repubblicano, tra quelli che hanno possibilità di impensierire Obama (quindi escluso Huntsman), Christie sarebbe meglio di tutti gli altri. Infatti, non e` pazzo (come Perry, Paul e Bachmann) e non e` un bugiardo, voltagabbana (come Romney). Inoltre, e` un moderato, cerca spesso il confronto con l’opposizione ed e`, perlomeno, intellettualmente onesto.

Detto questo, e` un candidato di destra. Ha apportato tagli enormi alla scuola pubblica, che hanno generato proteste in giro per il New Jersey ed ha tagliato, in generale, la spesa pubblica statale, inoltre e` molto repubblicano quando si parla di tasse.

Christie, comunque, dice di non voler correre (non a questo giro, perlomeno), anche se in molti nel mondo repubblicano (soprattutto tra quelli che finanziano le campagne elettorali, tipo i fratelli Koch) nutrono ancora speranze che cambi idea e lo chiamano tutti i giorni nella speranza che lo faccia. Il tempo, comunque, stringe e una decisione definitiva dovrebbe arrivare entro un paio di settimane.

Intanto, ieri, Christie ha tenuto uno discorso importante e di rilievo nazionale alla Reagan Library, un luogo sacro dell’establishment repubblicano. Il New York Times scrive che non e` stato un gran discorso: un po’ banale e poco entusiasmante. Stiamo a vedere.

Inoltre, per gli interessati, Camillo dice la sua sull’eventuale sfida tra il Presidente nero e il Governatore ciccione (con eloquenti foto). Ecco, forse tra la Casa Bianca e Chris Christie ci sono 40 pounds di troppo.


Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 1.537 other followers