Un, due, tre: che me ne fotte a me?

novembre 27, 2011

Se il comune fa il blocco del traffico tutti si lamentano. Se non lo fa si lamentano tutti. Se non piove è colpa del comune, se piove ladro è il governo. Se c’è smog la colpa è del sindaco. Se devi usare la macchina è scandaloso che si sia il blocco, che tanto non serve a nulla. Se non la devi usare devono vietare la circolazione a tutti, ovviamente, che “ne ho piene le palle dello smog”. Se dialogano con la provincia sono venduti. Se non dialogano con provincia e regione non sanno coordinarsi. Se bloccano anche i motorini sono infami. Se non bloccano i motorini è un’ingiustizia.

Gli Italiani. I Milanesi. Keep it up.

 

 


Il costo dello studio

ottobre 10, 2011

Io sono solito studiare in biblioteca. Lo faccio perché a casa, tra internet, televisione, frigorifero, telefono and so on non riesco a concentrarmi. In tanti condividono questa situazione e preferiscono studiare nelle biblioteche piuttosto che a casa. Infatti questi luoghi sono sempre affollati e spesso, in certi orari, è molto difficile trovare anche solo posto a sedere, a dimostrazione che la domanda esiste.

La domenica, però, è sempre un dramma. Questo perché la mia università, come il comune di Milano come tutte le altre università (eccetto una, ma dopo ci arrivo) hanno deciso che la domenica è un giorno in cui le biblioteche devono rimanere chiuse, diversamente da quanto succede nel resto del mondo.

Premesso che per quanto riguarda la mia università, la Bocconi, si tratta di un problema interno e difficilmente risolvibile in quanto ente privato (ciò non toglie che sia a maggior ragione scandaloso a fronte della retta pagata) e premesso che comunque la mattina della domenica, in Bocconi ci sono dei posti studio aperti (pochi), con gli enti pubblici, in particolare quelli comunali, non si può essere così transigenti, o meglio si può provare a fare qualcosa. Perché si, gli studenti studiano anche di domenica e perché si, è un dovere delle istituzioni pubbliche fornire servizi che vengano incontro ai cittadini.

Questo onda evitare che l’unica biblioteca aperta la domenica pomeriggio a Milano, quella di architettura del Politecnico, in via Ampere 2, possa continuare a far pagare l’accesso agli studenti non del Politecnico 5 euro. Che sono tantissimi. Che sono un calcetto, un mostra o quasi un cinema. Ovviamente, essendo gli unici a fornire il servizio, possono permettersi questi prezzi assurdi offrendo in cambio, sostanzialmente, un tavolo, una sedia e silenzio (gli studenti non del Poli, infatti, non possono neppure accedere al wifi). Basta una lezione di microeconomia per sapere che se le biblioteche comunali fossero aperte quelli di Architettura non potrebbero tenere questi prezzi e, qualora decidessero di mantenerli, nessun “esterno” fruirebbe più del servizio.

Milano è una città europea (o si avvia ad esserlo). A Milano abbiamo una giunta attenta ai problemi degli studenti e delle esigenze di chi vive in città. Milano è un polo universitario molto importante in Italia e le università milanesi accolgono studenti da tutto il mondo. Questo, alla città di Milano fa comodo. Perché l’economia gira anche grazie agli studenti universitari, perché le università, per una città sono un asset importante.

Ora è necessario che Milano dia qualcosa indietro a coloro che scelgono di studiarvici. Non è più accettabile, né tollerabile tenere chiuse le biblioteche comunali la domenica. Gli studenti di Milano lo esigono e lo meritano.

Sono sicuro che il sindaco e la giunta, una volta considerato il problema capiranno. Intanto, facciamo sentire la nostra voce.

 


La politica, tutti insieme

ottobre 4, 2011

Ieri sera a Palazzo Reale a Milano c’è stato un incontro interessantissimo sul futuro delle biciclette e dei ciclisti a Milano, organizzato da Pierfrancesco Maran, Assessore alla mobilità e all’ambiente, con l’aiuto di Ciclobby.

La sala era stracolma di gente che voleva ascoltare e confrontarsi sul tema, cosa che, con le amministrazioni precedenti, era stato impossibile fare. Si trattava di persone desiderose di trovare una giunta pronta ad assumersi la responsibilità di cambiare lo “stuatus quo” in fatto di mobilità e pare che Maran e Pisapia abbiano intenzione di ripagare la fiducia delle tante, tante persone che ieri hanno riempito la sala conferenze di Palazzo Reale: nuove piste ciclabili già entro Expo, nuove stazioni BikeMi, limitazioni per chi si muove in automobile ed intransigenza totale verso coloro che, per esempio, parcheggiano l’auto sulle poche piste ciclabili già esistenti, giusto per citare le prime cose che mi vengono in mente.

Quello che fa ben sperare, in ogni caso, è che tutta questa voglia di ascoltare i cittadini e le loro opinioni non c’era mai stata, come anche l’umiltà, se vogliamo, di pensare che da soli, un sindaco, un assessore, una giunta, non possono cambiare le cose, ma che davvero, oggi, più di quando siamo andati alle urne e abbiamo votato Pisapia, Milano ha bisogno di tutti noi. E questa giunta non smette mai di ricordarcelo.


Non ci vuole molto

giugno 20, 2011

Non ci vuole molto per cercare di stare a contatto con i cittadini che ti hanno eletto. Non e` complicato, basta volerlo, insomma.

Ecco, questo nuovo corso a Milano sembra voler ristabilire un rapporto tra cittadini a politica che si era interrotto ed incrinato. In questo senso va letta l’idea intelligente di trasmettere online, per la prima volta, la prima seduta del nuovo consiglio comunale. Bravi.

 


La giunta Pisapia

giugno 11, 2011

La giunta Pisapia sarà un’ottima giunta e farà bene, ne sono sicuro. Auguro quindi a tutti buon lavoro e colgo l’occasione per fare i miei più sentiti complimenti in particolare a Pierfrancesco Maran, che ho sostenuto con grande entusiasmo in campagna, per il suo nuovo e importante incarico di Assessore alla mobilità, ambiente e arredo urbano.

Ora cambiamo Milano.


Progetto eccellente

ottobre 6, 2010

Trovo ottimo l’impegno di Armani, insieme con il Comune di Milano, di ristrutturare il vecchio Palalido, per creare un nuovo palazzetto dello sport (che magari non crolli alla prima nevicata). Si chiamerà Pala AJ, ospiterà le partite di basket di campionato dell’Armani Jeans Milano, concerti e sarà funzionale anche ad altre attività sportive: ottimo.


Poi leggi queste cose

agosto 11, 2010

… e ti chiedi per quale motivo Civati non lo candidiamo dappertutto: al comune, alle primarie per candidato premier, al consiglio di zona, insomma, dove serve.

(forse dovremmo chiedergli perche`, in effetti, alle primarie per sindaco non si candida, perche` io non l’ho proprio capito.)


‘nvedi

marzo 28, 2010


Qualcuno per favore me lo spieghi

gennaio 11, 2010

Qualcuno sa, per caso, spiegarmi come sia possibile che il Sindaco di Milano, Letizia Moratti, sia salita del 3% dei consensi dall’inizio del suo mandato? Cioe` sembra quasi che peggio fai, piu` vieni votato in questo paese.

La cosa e` preoccupante, Milanesi, svegliatevi, porco cane!

Scorrendo la classifica balza agli occhi il risultati di alcuni grandi città, a partire da Roma e Milano. Destini simili quelli dei due primi cittadini, la milanese Moratti (Pdl) e il romano Alemanno (Pdl): per entrambi il gradimento è al 55%. Ma il sindaco della Capitale, che si piazza al 42esimo posto, ottiene solo un aumento dell’1,3%, mentre la Moratti cresce del 3%.


Paese di Incivili

dicembre 22, 2009

Solo in un paese di incivili e scansafatiche 20 cm  di neve possono bloccare un’intera metropoli, colta per il secondo anno di fila impreparata ad una nevicata intensa ma niente in confronto alle nevicate del nord-est americano, per intenderci.

Solo in un paese di incivili un sindaco (Letizia Moratti) non si e` fatto vedere una sola volta in televisione per spiegare cosa stava succedendo e cosa intendeva fare.

Solo in un paese di incivili durante un esame di guida un esaminatore pagato dallo stato se ne va durante l’esaminazione senza dare alcuna spiegazione sul da farsi ne` sui motivi che l’hanno spinto a prendere tale decisione, scappando come un ladro (aveva la coda di paglia) a chi l’esame non l’ha fatto ed ha aspettato di fare quel dannato esame al freddo e sotto la neve per 3 ore. (Davvero uno stronzo, consentitemi di dire, ogni tanto penso quasi che abbia ragione Brunetta).

Solo in un paese di incivili e` possibile essere trattato come qualcuno a cui viene fatto un favore, dopo aver pagato 500 euro di patente, se riesce a fare l’esame di guida.

Solo in un paese di incivili uno come Moretti puo’ permettersi di fare dichiarazioni di questo tipo:

«se la gente preferisce che tagliamo il 50% dei treni, lo dica: non è che tutti i manager dei trasporti europei sono coglioni: c’è un problema di cause naturali». «Poi se dico alla gente che deve portare le coperte, tutti si mettono a ridere – ha aggiunto Moretti -. Ma se c’è una disalimentazione elettrica e il treno rimane al ghiaccio è bene che la gente si premuri prima. Sono informazioni di servizio».

Solo in un paese di incivili e in un paese “non civilizzato” persone anziane che avevano il volo ieri 21/12/2009 alle ore 6.40 del pomeriggio da Catania per Milano partiranno il giorno 28/12/2009 dopo aver aspettato 20 ore in aeroporto (grazie a dio la notte la compagnia si e` degnata di pagare un albergo).

Solo in un paese di incivili i taxi non possono prendere prenotazioni “perche`, sa, con la neve non possiamo garantire il servizio” (ah si? io liberalizzerei, tipo a NY, dove il tassista lo fa il pakistano in cerca di fortuna, non il borghesotto che con i soldi del taxi si compra i 200 metri quadri a Milano).

Solo in un paese di incivili tutto questo non produce un’indignazione generale che si traduce in una sfiducia collettiva verso chi governa questo paese di incivili, ma, giustamente, se uno e` incivile, e` incivile e l’incivile ha poca di indignarsi per l’incivilita` di un altro di incivile! Scemo io che ancora qualche speranza in questa terra la nutro, ma potrei aver perso la pazienza.


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