Vincere per 8, dico 8, voti

gennaio 4, 2012

Questa notte si sono tenute le primarie in Iowa, che hanno inaugurato ufficialmente l’anno presidenziale negli Stati Uniti. Ha vinto Mitt Romney, che qui è partito pure tardi (nel senso che aveva puntato tutto sul New Hampshire, in cui si vota il 10 gennaio), per 8, dico 8, voti su Rick Santorum, l’ultimo candidato repubblicano a vivere una notorietà improvvisa e inaspettata (qui si era parlato proprio dell’altalena di sondaggi che hanno preceduto le primarie, con Romney stabile e il suo avversario che è cambiato spesso negli ultimi mesi). Santorum si trova adesso ad essere considerato da tutti “l’anti-Romney”, anche se, onestamente, mi pare molto difficile che possa spuntarla. Ron Paul, il matto libertario, invece, è arrivato di poco terzo dicendo forse addio definitivamente alla nomination, visto che in Iowa, aveva puntato molto. Non è detto, peraltro, che Paul si presenti comunque alle elezioni come indipendente, il che sarebbe un regalo molto apprezzato da Obama. Gingrich, quarto, rimane in vita e ci proverà perlomeno fino al 21 gennaio, quando ci saranno le primarie, quasi decisive, in South Carolina. Gli altri sono tagliati fuori: Rick Perry, il governatore del Texas che pareva il nominato sicuro quando ha annunciato il suo ingresso nella corsa quest’estate, ha distrutto tutto il vantaggio che aveva con una campagna disastrosa e con gaffe ridicole, come quando si è dimenticato il nome di un ministero che voleva eliminare una volta eletto: la sua carriera politica potrebbe essere finita e pare stia meditando il ritiro, come anche Michele Bachmann. Ultimo, con uno zerovirgola è arrivato il candidato migliore Jon Hunstman, ex-governatore dello Utah e ex-ambasciatore americano (nominato da Obama) in Cina. Hunstman aspetta il New Hampshire per provare un disperato rilancio, cosa che, tuttavia, risulta difficile credere.

La vittoria di Romney, il candidato inevitabile che non vuole votare nessuno, è, comunque, del tutto simbolica, in quanto il partito repubblicano, per la prima volta, ha adottato un sistema proporzionale per l’assegnazione dei delegati: fino a quattro anni fa il vincitore li prendeva tutti, oggi Romney ha gli stessi delegati di Santorum, 11, 3 sono andati a Ron Paul (stando a quello che dice il Post).

In ogni caso, Romney, che è mormone, a questo punto probabilmente vincerà la nomination ed è davvero l’unico candidato ad avere un outside-shot di battere Obama, gli altri, Santorum compreso, sono tutti dietro di circa di 10 punti.

 


Autosponsorizzarsi fa bene (ogni tanto)

ottobre 28, 2010

Siccome questo blog e` il mio blog e credo che il mio blog debba anche parlare di quello che faccio oltre a dedicarmi a quelle cose noiosissime tipo “cosa ha detto D’Alema” o “in quale guaio si e` cacciato Silvio sta volta” oppure “a chi ha portato sfiga Bertolaso questa settimana”, insomma avete capito, ho deciso di sponsorizzare anche qui la band in cui canto, che debuttera` live il 27 novembre (salvo improvvise complicazioni).

Ci chiamiamo “I Presocratici” (questo denota il nerdismo dei membri della suddetta), qui trovate la fan page su facebook (che siete pregati di “likeare”, pena riti voodoo con tanto di bamboline) e qui, invece, trovate il nostro myspace in fase di aggiornamento.

Qui sotto invece la simpatica descrizione della band made by Pitagora (aka Fabio Ceravolo) nostro grande bassista:

I Presocratici sono un gruppo indie-rock milanese. La scelta del nome denota la simpatia dei membri.
Nascono nel 480 a.C. in seguito alla battaglia di Salamina, quando Gorgia scambiò un pezzo di colonna per un microfono e si mise a cantare che nulla è e se anche fosse non sarebbe conoscibile. Da quel momento per lui cantare ha significato esprimere la propria parola, e si sa, la parola è una potente signora, che pur dotata di un corpo piccolissimo è in grado di esercitare terribili incantesimi.
Incantati dalla sua prosa d’arte gli altri presocratici si imbarcarono eìs tò Peiraia portandosi dietro i propri strumenti per suonare con lui.

Tra questi Talete, il primo filosofo,ormai vecchissimo, imbracciata la sua lira elettrica (ovviamente di color verde acqua) si convinse che la terra fosse un disco che naviga sul mare, così, dopo essere caduto in più di un pozzo riuscì a giungere a destinazione.

Insieme a lui Pitagora giunse percorrendo la rotta più breve (l’ipotenusa, più corta della somma dei lati) direttamente da Crotone, città che giustifica la sua carnagione olivastra (anche se è nativo di Samo, città che giustifica la sua insana passione per il vino). Portò con se, oltre ai suoi discepoli di riserva (nel caso avesse avuto bisogno di “carne da reincarnazione”), la sua voce possente per gli urletti, il suo basso e ovviamente il suo triangolo, indispensabile per un buon ritmo, soprattutto se ci sono anche dei quadrati costruiti sopra.

Non potè resistere nemmeno Eraclito, che, alla notizia della formazione della band, icasticamente disse : “I miei assoli di tastiera dovranno essere tutti un divenire”. Ebbe qualche problema a giungere al Pireo, soprattutto perchè si ritrovò ad attraversare qualche fiume di troppo, con notevoli difficoltà.

Infine, il Solo e Unico Parmenide divenne il batterista della band. Giunto direttamente da Elea con il suo tamburo sferico, simbolo di perfezione dell’essere.

Insomma, con questi cinque grandi saggi riuniti non si potrà che ascoltare una melodiosa musica delle Sfere!!
L’archè sta nelle bacchette di Parmenide.


Teologicamente e filosoficamente interessante.

agosto 14, 2009

Ho trovato molto interssante il dibattito che ha preso luogo su Repubblica tra Adriano Sofri e Vito Mancuso, sull’Angelus del Papa da Castelgandolfo. Sofri ha criticato duramente le parole del Papa, Mancuso ha risposto a Sofri facendo un’analisi, a mio modo di vedere piu` profonda e, paradossalmente, piu` coraggiosa.

Siamo tutti d’accordo nel dire che il Papa e` stato superficiale e dilettantistico sulla questione,  equiparare nazismo al nichilismo moderno e` una castroneria gigante. Pero` non voglio entrare nel merito della questione, trovo piu` importante riportare la notizia. E` vero che, come dice A. Sofri, (“Io non sono filosofo, e tanto meno teologo, ma l’ uso ordinario e non specialistico che si fa, e il Papa stesso fa, di termini come nichilismo, autorizza chiunque a pensarci e replicare”), a quanto pare, percio`, chiunque potrebbe dire la sua, pero` entro certi limiti e non credo di poter produrre nulla di particolarmente interessante sull’argomento, anche se alcune idee le ho. Comunque, enjoy.

(Penso che queste siano il genere di cose che si devono leggere oggi sui giornali, non le vacanze dei vip, o le notiziole da tabloid. Fare un giornale di qualita` non e` facile, ma non e` impossibile. Repubblica dovrebbe ricordarselo piu` spesso.)


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