Ecco cosa fanno nei paesi intelligenti

maggio 7, 2011

Nei paesi che funzionano, il bipolarismo e` una richiesta che viene dal basso. Nei paesi che funzionano, le coalizioni sono viste malissimo, perché, per quanto affini, partiti diversi non potranno mai avere una linea comune su tutto e, come spesso e` accaduto da noi, neanche su molto o neppure su qualcosa. Spesso le nostre coalizioni litigano su ogni cosa e spesso i rapporti tra i partiti delle stesse sono mossi solo da mere logiche di “do ut des”.

Ecco, in Gran Bretagna e` stata sonoramente bocciata la proposta di Nick Clegg di passare ad un sistema elettorale “più proporzionale” e “meno maggioritario”, mediante un voto di referendum.  E` stata bocciata, fondamentalmente, la proposta di passare ad un sistema elettorale che avrebbe portato ad una rosa partitica più ambia e avrebbe reso più difficile governare. Nei paesi responsabili e` cosi`: governabilità davanti a tutto.

Concludo ricordando che il maggioritario e` l’unico sistema elettorale in grado di garantire un controllo vero delle persone sui propri rappresentanti, proprio perché i rappresentanti devono portare avanti le istanze delle loro piccole circoscrizioni. La mia convinzione, quindi, e` che un maggioritario che funziona, vale più di ogni proposta di federalismo.

Dico questo, perché continuo ad auspicare che anche da noi il PD ritorni a proporre un’idea di un sistema politico bipolare, basato su un maggioritario forte. Mi piacerebbe anche poter essere un giorno davvero indipendenti: vorrei smetterla, prima o poi, di discutere su chi sia meglio tra Fini e Vendola, Casini e Di Pietro, perché tra tutti loro, onestamente, preferisco non dover scegliere. Preferisco il Partito Democratico e i suoi rappresentanti.


Neanche se si fossero messi d’impegno

febbraio 16, 2011

Lo dico, l’ho già detto e lo ripeterò: non penso esista scelta peggiore di Rosy Bindi come guida di una coalizione antiberlusconiana che va da Vendola a Fini, in realtà penso addirittura che Rosy Bindi non dovrebbe avere alcuna visibilità nel Partito Democratico.

Innanzi tutto ritengo che le possibilità che una coalizione che esiste solo grazie a Berlusconi risolva i problemi dell’Italia sono pari allo zero, dal momento che tutte le coalizioni eterogenee e “contro qualcosa” piuttosto che “per qualcosa” sono perdenti in partenza (in termini progettuali), inoltre credo che Rosy Bindi sia una pessima politica, che spesso non pensa prima di parlare e sovente si trova a dire cose senza senso e a “spararla grossa” (per poi dover ritrattare, rispiegare, rettificare), inoltre e` evidente che non sappia quasi mai argomentare le proprie (nostre?) ragioni in modo efficace: come potrebbe, quindi, essere adatta a fare il primo ministro? Faccio un suggerimento, vediamo di trovare figure autorevoli per ricoprire un ruolo che l’attuale primo ministro ha “denobilizzato” e vediamo di pensare ai problemi strutturali di questo paese, visto che il problema Berlusconi e` eliminabile semplicemente vincendo le elezioni e le elezioni si vincono con un volto che suscita passione e, ancor di più, con un progetto riformatore, che si ponga l’obiettivo di sistemare le piaghe strutturali che uccidono il futuro dell’Italia.

 


Premesso che…

gennaio 27, 2011

Premesso che:

-della casa di Montecarlo non me ne frega nulla, come anche a tutti gli Italiani.

-che la questione della casa di Montecarlo e` una questione legata a fatti “privati”, che non concernono la “cosa pubblica”.

-che il Ministro degli Esteri dovrebbe occuparsi di altre cose in un momento in cui si dice che il premier era convinto che Ruby fosse la nipote del Presidente egiziano Moubarak (in un momento in cui l’Egitto e` a ferro e fuoco).

-che la questione della casa di Montecarlo che torna alla ribalta e` legata alla necessita` del Pdl di spostare l’attenzione su altro rispetto alle prime pagine di cronaca attuali e che serve per consolidare l’elettorato berlusconiano che in questo momento potrebbe essere suscettibile proprio ai fatti di cronaca e che e` molto sensibile alla questione della casa di Montecarlo.

-che moralismi da chi vive come Hugh Hefner ed e` Presidente del Consiglio sono francamente inaccettabili e che le richieste di dimissioni a Fini per questa cosa fanno gridare “ma da che pulpito?!”.

-che nella storia ci sono stati innumerevoli leader politici che hanno svolto il ruolo di Presidente della Camera, basti ricordare gli ultimi due (Bertinotti e Casini).

-che nulla lascia pensare che Fini si sia comportato parzialmente, violando le norme comportamentali richieste al Presidente della Camera nello svolgere il suo ruolo e che quindi la richiesta di dimissioni perché Fini non sarebbe imparziale non ha ragion d’essere.

-che il comportamento del Pdl in questo periodo non merita alcuna attenzione, perché sembra che vivano in un mondo che non esiste.

-che della casa di Montecarlo non me non occuperò più.

Premesso tutto questo, io credo che Fini si debba dimettere per un semplice motivo: la casa e` di Tulliani e Fini ha detto che se si fosse provato che la casa era di suo cognato, lui si sarebbe dimesso, indipendentemente dalle circostanze e dalle modalità con cui ciò si sarebbe provato.

In un momento in cui le parole vengono pronunciate a vanvera, Gianfranco Fini dimostrerebbe di essere una persona coerente.

 

 


“Problem Solved”

gennaio 17, 2011

Qualche giorno fa il solito puntuale e ottimo Lettera43 aveva diffuso la notizia che il sito di Futuro e Libertà fosse amministrato da Luca Sofri, direttore del Post (altro quotidiano italiano di buonissima qualità) e blogger di uno dei blog più importanti (per visite giornaliere) del nostro paese: Wittgenstein.

La cosa mi ha lasciato un attimino perplesso, per quanto non la ritenessi poi una notizia cosi` sconvolgente: Sofri e` stato nel PD e ha creduto nel progetto, ma di recente si e` detto più volte molto deluso da questo Partito Democratico (chi non lo e`, in effetti) e ha parlato di nuovi partiti, ma mai ha lasciato intendere un avvicinamento o “endorsement” a Fli (cosa che, per altro, non implicherebbe nulla di nulla, mica e` un reato aderire a nuovi progetti, cambiare idea…). Fatto sta che la cosa mi era sembrata un po’ strana.

Quello che avevo pensato (diversamente da altri su internet che già stava proponendo tesi complottistiche tipo: “c’e` Adriano Sofri, l’ex capo di Lotta Continua, dietro a Fini!” o “e` tutto il solito giro di potere colluso”) e` che Luca Sofri, di mestiere, gestisse e amministrasse dei siti, oltre a fare il direttore del Post, il giornalista per altre testate e il blogger.

Bhe` mi sbagliavo, lo spiega qui Flavia Perina, che cosa era successo:

Il Post partecipò il 30 luglio scorso alla concitata giornata in cui fu annunciata la fondazione dei gruppi finiani con un “concorso” on line: si intitolava, se non ricordo male, «aiutateci a suggerire un nome al nuovo partito dei dissidenti del PdL, prima che sia troppo tardi». Parteciparono in tantissimi (almeno un paio suggerirono proprio “Futuro e libertà”) e quando il nuovo nome fu annunciato al Post lo registrarono per premura in tempo reale, avvisando Fli che era in tutt’altre faccende affaccendata: in due giorni si era consumata a sorpresa l’espulsione di Fini dal Pdl, la decisione di dare vita a una formazione autonoma, la raccolta di firme tra i parlamentari per costituirla, e insomma c’era altro a cui pensare.  Poi, quando in tempi più tranquilli si arrivò a ragionare sul resto – a cominciare dalla registrazione del sito di Fli – esaurimmo con il direttore del Post le pratiche di passaggio del dominio.

Tutto a posto quindi.

Rimangono solo due cose, a voler proprio giocare ai piccoli detective:

1. Tra amministrare un sito ed essere proprietari di un dominio c’e` differenza. Stando a L43 Sofri sarebbe tutt’oggi amministratore del sito.

2. Perché ” al Post lo registrarono [il dominio] per premura in tempo reale”? Cioè perché se ne e` occupato il Post? Secondo me, ed e` solo una mezza battuta, in Fli nessuno dei grandi capi sapeva/sa registrare un dominio e il 30 di luglio non avevano trovato nessuno che lo registrasse per loro, quindi la Perina chiese a Sofri il favore di farlo lui.

3. Perché il nome di Sofri e` ancora li`? Perché non c’è nulla di male, prima di tutto, forse, pero` ci poteva essere, da parte di tutti meno leggerezza.

Anyway… il caso e` chiuso e come al solito tra tutti i protagonisti i più buffoni risultano sempre quelli del “Giornale”.

 


Forse qualcuno si e` confuso.

gennaio 12, 2011

Gad Lerner sostiene che tra poco Renzi andrà a destra, che è prossimo al salto della quaglia. E` chiaro: dopo che e` andato ad Arcore ed ha addirittura sostenuto che si può essere di sinistra senza condividere le posizioni della Fiom, e` evidente che Renzi stia per diventare il nuovo Capezzone.

Sono confuso: cioè quelli che si vogliono alleare con Fini sarebbero di sinistra (quella vera e dura e pura, quella che piace a Lerner) e Renzi, per esempio, che ha sempre auspicato di lasciarlo perdere, Fini, sarebbe uno di destra?

La smettano, certi signori, di assumersi il diritto di sentenziare cosa e` sinistra e cosa no, specie quelli che militavano in “Lotta Continua“, perché questi non ne hanno alcun diritto, nessuno, zero, nada, zip. Non esiste una dottrina della sinistra, non esistono eresie, perché non esistono ortodossie (giusto per citare Fini) esiste il mondo di oggi, che non e` quello di 40, 30, 20 e neanche 1o anni fa (ed esiste il PD che era nato per unire culture diverse, non per portare avanti le vetuste idee lerneriane). La sinistra, i progressisti devono mutare con il mondo che cambia intorno a loro. Renzi l’ha fatto, forse quelli che si vogliono alleare con chi vuole “creare la nuova destra” ancora no.

Renzi vuole una sinistra progressista, liberale, aperta, riformista, priva di tabu` novecenteschi e, magari vincente. Forse questo infastidisce.


Ma guarda un po’

dicembre 28, 2010

Quindi si scopre che, mentre Belpietro parla di Fini che si vorrebbe fare un autoattentato per guadagnare consensi, in realtà l’attentato di cui e` stato vittima e` stato una montatura? (Chissà perché mi puzza di autoattentato, perché questo e` quello che si ottiene quando si vanno sparando in giro certe fandonie: non ti crede più nessuno).


De “Massimi” Opionione

dicembre 16, 2010

Pippo Civati risponde cosi` a Massimo D’Alema sulle sue ultime discussioni tramite il sito di Prossima Fermata Italia:

Egregio Presidente D’Alema, leggiamo che secondo lei criticare il dialogo con Fini e Casini è da cretini, da mentecatti, e che il voto di martedì è stato un successo. Siccome la pensiamo diversamente e non da oggi, da cretini quali siamo, ne prendiamo atto.

Dice questo – con la consueta grazia, e in numerosa compagnia – dopo aver sostenuto per mesi che in Parlamento esisteva una maggioranza alternativa, che era necessario un governo di responsabilità nazionale, che il Pd non poteva chiedere le elezioni perché prima andava cambiata la legge elettorale.

Lo dice prendendo la parola al posto del segretario Bersani, che forse in questo momento sarebbe più titolato a parlare. Specie dopo aver portato il popolo del Pd in piazza a sostegno di una tesi che è stata smentita tre giorni dopo.

Lo dice in seguito al voto che ha confermato la fiducia a Berlusconi, che lei e altri presentate come un successo. E se la fiducia a Berlusconi è un successo allora forse davvero siamo cretini, perché nella nostra ingenuità pensavamo che successo fosse sconfiggere Berlusconi, e non venirne sconfitti.

Noi, pensi che cretini, credevamo invece che dopo la batosta del voto di fiducia finalmente non si parlasse più di alleanze contro natura e di effimere alchimie di Palazzo. Doppiamente cretini, perché visto come è andata ci illudevamo ci venisse almeno riconosciuto di aver avuto ragione sin dall’inizio, quando dicevamo che Berlusconi va battuto alle elezioni, e che questo è l’unico messaggio che i nostri elettori vogliono sentire. Cretini anche in questo, ci perdoni se può, Presidente.

Del resto, avevamo anche capito che lei, Presidente, aveva tanto da fare con la sua fondazione, e che non si sarebbe più occupato di queste cose. Di nuovo, cretini.

Ma ci stiamo provando, Presidente, ci stiamo provando. E se, al contrario di quel che dice, di queste faccende continuerà ad occuparsi – è il caso di dire che lo capirebbe anche un cretino – abbiamo compreso che dovremo essere noi a non occuparci più di lei, o almeno ci proveremo.

Di sicuro ci piacerebbe.

Questa e` il mio commento (presente anche tra i commenti al post) sulle parole di Pippo.

Sono d’accordo, anche perche` tanto i numeri per fare un governo tecnico non ci sono, perche` se alla camera anche si riuscisse ad ottenere una maggioranza (di uno o due voti), al senato non si riesce. Sono anche d’accordo nel criticare i toni usati da D’Almea, arrogante come solo chi crede di averle viste tutte puo` essere.
Non sono d’accordo su una cosa, pero`. Dialogare con Fini e Casini e` esattamente uguale a dialogare con Di Pietro e Vendola, ogni alleanza e` di per se` “contro natura” . Perche` da noi, dovrebbero essere tutti e 4 equidistanti, l’ex-fascismo di Fini e il giustizialismo dipietrista, il clericalismo casiniano e il “post”-comunismo di Vendola. Quindi se si decide di perseguire la assurda politica delle alleanze, bisogna dialogare con tutti quelli che sono oggi opposizione. Altrimenti, e questo e` quello che auspico, si tirano fuori gli attributi e si va avanti da soli, nell’ottica che vide nascere questo partito, nell’ottica del lingotto che non dobbiamo dimenticare, nell’ottica di un’Italia bipolare, riformata e non piu` frenata da vecchi tabu`.

 


No alle correnti, Si alle fondazioni

ottobre 12, 2010

I due piu` importanti partiti italiani, il PD ed il PdL, appena nati avevano subito condannato le correnti, affermando di volersi liberare da quel modo di fare politico vecchio e tipico della Democrazia Cristiana. Eppure in entrambi i partiti la lotta al correntismo ha dato il via ad un correntismo mascherato, il correntismo fatto da “fondazioni”, enti fondati dalle varie personalita` di spicco dei vari partiti e il cui “mestiere” e` diffondere l’opinione del politico di riferimento “per interposta persona”, tramite editoriali, post e quant’altro pubblicati sul sito della fondazione stessa. Un esempio Farefuturo e` la fondazione di Gianfranco Fini dai tempi in cui il Presidente della Camera era nel PdL ed e` stata usata come arma principale del “dissenso finiano”. I vari Filippo Rossi, Alessandro Campi, Mario Ciampi, Adolfo Urso etc etc si occupavano di far sapere al mondo quello che il loro leader e Presidente di fondazione stava pensando, creando scompiglio nel partito del premier. Cosi` e` anche nel Pd, dove D’Alema e Veltroni hanno le loro fondazioni e cosi` via.

Quindi dai tempi del correntismo democristiano non e` cambiato quasi nulla, le fondazioni hanno preso il posto delle correnti, svolgendone la stessa funzione “fuori” dal partito piuttosto che “dentro”. Siamo sicuri, a questo punto che il correntismo classico sia davvero tanto peggio? Almeno nella DC i leader non si mascheravano dietro scagnozzi e subordinati e il dialogo (nelle sue forme perverse) c’era, ora non c’e` piu` neanche quello. Dico questo, pur stimando molto Veltroni, il quale, dopo aver tentanto di sconfiggere il correntismo si e` lasciato ingolosire dal “fondazionismo”. Non lo so, sono riflessioni cosi`, intanto mi sono letto questo articolo di Lettera43 in cui si elencano tutte le fondazioni del PdL e sono rimasto molto poco entusiasta del fenomeno nelle sue forme (quanti soldi buttati, mi piacerebbe dare un’occhiata ai loro bilanci d’esercizio).


Fascisti, ex-fascisti, neo-fascisti e la destra che cambia

ottobre 1, 2010

Ecco il mio nuovo articolo su The Post Internazionale:

MILANO -  DI RECENTE in Italia e` accaduto qualcosa di estremamente grave, anche se i media non hanno dato il rispetto e gli spazi dovuti alla notizia: fuori dal Liceo Classico Manzoni a Milano, si e` verificata una rissa tra alcuni ragazzi del Centro Sociale “Il Cantiere” e alcuni giovani dei gruppi di estrema destra, che, a onor del vero, si recano regolarmente a volantinare di fronte ai licei di Milano con il chiaro intento di provocare e nella speranza di arrivare ad un confronto fisico proprio con quei ragazzi di estrema sinistra troppo bigotti ed irresponsabili per capire che “le botte” non portano a nulla. Insomma, sembra di parlare degli Anni ’70. Nell’ultimo periodo, peraltro, abbiamo avuto segnali evidenti di un clima politico poco tranquillo: violenza, mancanza di rispetto per le norme democratiche, del pensiero e della libertà di espressione altrui; dopo gli ultimi eventi possiamo sembra tornare di attualità questa frase di Ennio Flaiano: “in Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti”.

Continua a leggere qui.


Vergognoso

settembre 27, 2010

Ora, io non sono per le mozioni di sfiducia, in genere. Primo perche`, in genere, non portano da nessuna parte, secondo perche` andrebbe “sfiduciata” un’idea, una proposta di legge, bisognerebbe fare battaglia sui contenuti non sulle persone, insomma, per esempio, le mozioni di sfiducia contro Berlusconi, settimanalmente invocate da gentaglia come Di Pietro, sono cio` che permette ai berlusconiani di dire che noi siamo solo antiberlusconiani, privi di un programma e un’ idea di governo.

Detto questo sono assolutamente favorevole alla mozione di sfiducia invocata dal PD contro Umberto Bossi per le sue frasi schifose di quest’oggi. Sono Porci Questi Romani, questo vorrebbe dire S.P.Q.R., secondo il Senatur. Ora, a questo schifo va messa la parola fine, ci sono dei LIMITI che un Ministro della Repubblica non puo` superare e che gli Italiani non possono accettare. Roma e` la nostra capitale politica e culturale. Roma e` la capitale di una nazione nata grazie alle azioni eroiche di alcuni patrioti durante il risorgimento. Se a Bossi non va bene se ne vada, non sentiremo la sua mancanza.

La mozione di sfiducia, quindi, va presentata, Bossi va sfiduciato e se i finiani sono gente seria, voteranno a favore della mozione. Quanto sarei felice se la crisi di governo si aprisse con una mozione di sfiducia contro Bossi non posso neanche esprimerlo a parole. Facciamolo, dunque, sfiduciamolo (facciamo si` che cada il governo come conseguenza naturale della mozione di sfiducia) e facciamo un governo tecnico che faccia la legge sul conflitto di interessi e la legge elettorale e poi si vada a nuove elezioni. Sarebbe una bella occasione per rimettere questo paese sulla retta via. E sara` “merito” di Bossi.


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