Sta sera iniziano i playoff NFL

gennaio 7, 2012

Siccome mi sono appassionato anche al football NFL vi ricordo che sta notte iniziano i playoff con Cincinnati Bengals vs Houston Texans e Detroit Lions vs New Orleans Saints.

Tra le due partite la più interessante è sicuramente la seconda. I Lions sono risorti dopo anni di schifo schifo, ma veramente schifo, con un ottime giovane Quarterback (Matt Stafford) e con uno strepitoso Wide Receiver (Calvin Johnson), mentre i Saints sono la franchise di Drew Brees uno dei più forti QB della lega, uno che quest’anno ha battuto il record di passing yards di Dan Marino, uno che quando la sua squadra gioca è sempre favorita.

Infatti, pur consapevole delle severe punizioni che gli dei infliggono ai tracotanti, ovvero coloro che si accingono a fare pronostici per sport di cui non hanno (ancora) conoscenza enciclopedica, credo che al superbowl ci arriveranno proprio i Saints e che giocheranno contro i New England Patriots, la squadra di Tom Brady.

Le altre papabili, comunque, sono i Pittsburgh Steelers di Big Ben Roethlisberger, il QB più grosso e tamarro della NFL, e i Green Bay Packers, superfavoriti di tutti, che tanto non vinceranno perché nello sport americano non vincono mai i superfavoriti (altra punizione divina in vista), ma che comunque hanno perso una sola partita in stagione.

Qui, si spera in una vincente tra San Francisco 49ers, New York Giants o, appunto, New England Patriots.

(Ah, poi, quando l’ondata raggiungerà l’Italia, prima con un articolo del Post o del Foglio, poi con Sky Sport, conoscerete anche voi la nuova “sensation” della lega, Tim Tebow, il fortescarsissimo QB dei Denver Broncos, che sono ai playoff ma hanno “zero chances” e potrete dire di averne già sentito parlare qui).


Si ma adesso voglio giocare anche io

febbraio 23, 2011

Rahm Emanuel e` il nuovo sindaco di Chicago, ha vinto le elezioni ieri notte, le prime, in 55 anni di storia della città, in cui non correva un Daley.

Rahm e` uno con i “controglioni” (scusatemi il termine), e` uno che ha lavorato per Clinton ed e` stato pedina fondamentale nella creazione del “fenomeno Obama”, di cui e` stato Chief of Staff alla Casa Bianca. Rahm, per dire, e` uno che si sedeva a capotavola nello studio ovale e, se poi c’era posto libero dall’altra parte del tavolo, Obama poteva sedersi dall’altra parte.

Non e` considerato “uno simpatico”, ma e` sicuramente uno degli “strateghi” politici più fini e abili al mondo, e` sempre stato abituato ad essere dietro le quinte, ad organizzare, a allacciare contatti e relazioni per qualcun altro. Ora tocca a lui: Rahm Emanuel si e` stancato di stare a guardare, Rahm Emanuel e` il nuovo sindaco di Chicago, ha vinto al primo turno e con il 55% dei voti e` il primo sindaco ebreo della storia della Windy City.

Good Luck Rahm, dubbi che saprà farsi valere anche li` ce ne sono pochi.

(qui un pezzo molto carino del Foglio sul neo-sindaco).


Meno male

settembre 20, 2010

Quando leggo certi articoli, mi ricordo, come d’improvviso, perche` non sono di destra.

Tuttavia all’interno del Popolo della libertà sarebbe sommamente utile una “fronda” con la grinta di una Sarah Palin, anche perché pure presso di noi ci sono troppi che “se la sono cercata”.

Invocare una Sarah Palin nel Pdl e` fenomenale. I Repubblicani veri, in America, non la possono vedere, troppo idiota, troppo ignorante, troppo impreparata. Bhe`, allora voglio rassicurare l’editorialista del Foglio, Francesco Forte: il Pdl in Italia e` il partito della Meloni, di Stracquadanio, di Capezzone, della Carfagna, della Prestigiacomo e cosi` via, quindi tranquilli gente come Sarah Palin, ne avete eccome, anzi, secondo me riuscite, talvolta, a fare di meglio.

Un’ultima considerazione che mi viene da fare leggendo il titolo dell’articolo:

solo in Italia il Financial Times e` considerato “stampa liberal” e di sinistra: questo per la cattiva abitudine dei berluschini di credere che tutti quelli che criticano il capo sono comunisti.


Man of the Year

dicembre 17, 2009

Come di consueto TIME magazine ha scelto “l’uomo dell’anno“, l’anno scorso era stato ovviamente Barack Obama, due anni fa Valdimir Putin e poi lo sono stati nel passato George W. Bush, Bill Clinton, Papa Giovanni Paolo II, John F. Kennedy… insomma gente importante (qui lista completa). Quest’anno la scelta e` ricaduta su Ben Bernanke, il “chairman” della Federal Reserve, la banca centrale americana, il quale ha avuto un ruolo chiave durante questa crisi e ha ricevuto parole di apprezzamento per il suo lavoro da parte del Presidente Obama, che gli sono valse la riconferma alla guida della piu` importante istituzione economica americana.

La scelta e`, pero`, ovviamente, insolita: Obama, Putin, Bono, Kennedy, i “Men of the Year” del passato erano sempre state “celebrita`”, star, persone che fanno notizia e che sanno, anche per loro bravura, saper far parlare di se`. Bernanke, invece, e` per molti uno sconosciuto, e` un uomo di basso profilo con la barba lunga e il “look” da secchione e topo di biblioteca, non a caso era professore di economia in una delle migliori universita` americane, Princeton.

He doesn’t have a commanding presence. He isn’t a mesmerizing speaker. He has none of the look-at-me swagger or listen-to-me charisma so common among men with oversize Washington offices. His arguments aren’t partisan or ideological; they’re methodical, grounded in data and the latest academic literature. When he doesn’t know something, he doesn’t bluster or bluff. He’s professorial, which makes sense, because he spent most of his career as a professor.

Adesso non accusatemi di dare troppa importanza ad un premio che non ha, lo ammetto, una vera e propria valenza politica, pero`, e` ovvio, questa scelta un’analisi la meritava.
Curioso e` anche il “timing” con cui “Il Foglio” di Giuliano Ferrara ha pubblicato proprio un articolo molto interessante su Bernanke.

Loro ci capiscono meglio di quanto ci capiamo noi

dicembre 7, 2009

Sul Foglio Alfonso Berardinelli parla di Gianfranco Fini, dei problemi della sinistra in Italia e del “partito di Repubblica” e lo fa con una lucidita` sorprendente, loro ci capiscono meglio di quanto ci capiamo noi, e questo e` grave.


Ah davvero?

ottobre 4, 2009

Ferrara pensa di darci una notizia sconvolgente:

Visto che Eugenio Scalfari apprezza cortesemente il “gustoso Marcenaro”, Ezio Mauro mi chiama gentilmente in correità per la battaglia sulla “libertà di stampa” e Carlo De Benedetti ci ha inviato un gradito e richiesto articolo su Barack Obama, vorrei precisare che il Foglio non è passato al nemico, non ancora, c’è tempo, e anzi resta saldamente, ironicamente e liberamente berlusconiano.

Ah davvero?


Ti piacerebbe, eh?

settembre 18, 2009

Ho letto con particolare interesse questo articolo di Maurizio Crippa sul Foglio, in cui sostiene che i giornali di destra siano fatti meglio di quelli di sinistra, citando anche come fonte Adinolfi, il blogger del PD.

In questo pezzo ho notato un tono strano, di illusione, speranza, come fossero anni che Crippa volesse scrivere un articolo cosi`, ma non ha mai trovato l’occasione, ne` lo spunto (ne` il coraggio e il buon gusto) per farlo. Si nota pero` anche la consapevolezza di scrivere delle assurdita` , si nota, chiaramente, che si tratta di un sogno, piu` che un’analisi della realta` e, si nota, che il tono fa sembrare la questione come una lotta fra due coalizioni, i buoni e i cattivi, uno contro l’altro.

La ovvia esaltazione dell’operato feltriano, le lodi al giornale di Belpietro, il ritorno di Giordano a Mediaset, come non fosse una bocciatura dell’ex-direttore di Studio Aperto e del Giornale, pero` non dicono la verita`.

Il Giornale ha guadagnato il 30% di copie con il passaggio di Feltri alla testata di Berlusconi, tutto vero, eppure, cio` che Crippa dimentica di citare e` che quella percentuale e` un quasi fisiologico passaggio di lettori da Libero al Giornale stesso. Libero e`, infatti, in vera e propria “caduta libera”, ha perso il 20% di lettori in un anno.  Quei lettori sono i fedelissimi di Feltri,che, cambiata la testata di direzione, lo hanno “seguito”, come anche grande parte della redazione di Libero stesso. Il restante 10% e`  un fisiologico aumento dei lettori che coincide con una curiosita` maggiore verso un prodotto nuovo e che ha saputo far parlare di se`. Poi che Feltri attiri i destrorsi non e` certo una novita`.

Dire che i Giornali di destra sono piu` rilevanti nella discussione politica rispetto a quelli di sinistra e` falso e quasi ridicolo, spero che Crippa non lo creda per davvero, ma che il suo intento fosse solo quello di provocare. Basta guardare il numero (non le percentuali) totale delle persone che comprano i quotidiani della sinistra paragonati a quelli che comprano i giornali di destra. Repubblica, da sola, vince il confronto, poi ci sono l’Unita, il Riformista… e poi ci sono le testate “neutre” guidate da noti simpatizzanti di sinistra, Sole 24 Ore, Corriere della Sera e La Stampa. Come si fa allora a parlare di maggiore rilevanza nel mondo giornalistico di Libero e Giornale rispetto alle altre? Come si puo’ essere cosi` ingenui ed illusi? Non e` che, forse, ci si e` lasciati ingannare dalla propria “fede” politica?

E` anche vero che un discorso sulla rilevanza e su “quali giornali siano fatti meglio” e` un discorso sterile fin da principio; Crippa parla di giornalisti in trattative come fossero calciatori e di calcio-mercato del giornalismo, io, rimanendo nella stessa area semantica, credo che la base della discussione sia la stessa di un tifoso del Napoli che prova a sostenere che la sua squadra e` la piu` forte in Italia, perche` formata da giocatori di grande esperienza e da giovani interessanti, dimenticandosi che cio` non basta a vincere lo scudetto e che le corazzate del campionato sono altre.

Chi si loda si imbroda, dice il proverbio, Crippa dovrebbe tenerlo a mente mentre stende la seconda parte dell’analisi. (Mi piacerebbe anche capire cosa voglia dire “essere fatto meglio”, perche` non e` che mi sia chiarissimo, se vuol dire avere appeal tra chi vota a destra, forse il giornalista del Foglio ha ragione).


The right sector of the wrong side (in questo caso, ovviamente)

settembre 15, 2009

Non sapevo che Giuliano Ferrara sapesse essere elegante, ma nella mia crociata contro Feltri tutto va bene, anche un elegante, illustre, rimprovero.


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