Ecco come si fa il miglior giornale del mondo/4

novembre 18, 2011

Un altro capitolo della saga: il NYT oggi pubblica un “editorial” che espone la linea del quotidiano sul ruolo che dovrebbe avere la BCE. Si dice, sostanzialmente, che la Banca Centrale Europea deve iniziare ad essere un po’ più banca centrale europea e un po’ meno banca centrale tedesca, che “bene Monti e Papademos”, ma il Pil dell’intera Eurozona non può crescere con solo austerity e tassi “tedeschi” e che Merkel dovrebbe cercare di navigare meno a vista e essere meno populista e più lungimirante.

Al di là di quello che ciascuno pensa sul tema (e io sono d’accordo con il quotidiano di 8th&42nd), il contributo che i giornali portano al dibattito politico ed economico deve essere questo. I giornali non devono avere paura di prendere posizione, di schierarsi e di appellarsi alla classe politica ed all’establishment perché portino avanti quello che essi credono sia giusto fare. Il problema è, tuttavia, sempre di modo e stile e quindi di credibilità. Cioè non è che si può fare come Repubblica, che tratta Mario Monti come una sorta di messia, quando per anni si è opposta strenuamente alle politiche che lo stesso Monti propone.

Non solo, noi abbiamo altri grandi quotidiani di opinione, come Libero, come il Giornale, come il Fatto and so on. Insomma, imparassero un po’ di più dal NYT e inizino a fare informazione. Il tempo per gli ultras nei quotidiani è finito. Forse, dopo ai continui appelli alla responsabilità rivolti alla classe politica, sarebbe il caso che anche loro iniziassero ad agire, come dire, in modo più responsabile.

  (hat tip: Camillo)


Feltri is pulling the old Brett Favre (again)

giugno 7, 2011

La saga continua. Vittorio Feltri era direttore del Giornale, poi se ne e` andato e ha fondato Libero. Poi da Libero e` tornato a dirigere il Giornale, poi e` stato sospeso dall’ordine dei giornalisti e poi e` tornato a Libero ora (che ve lo dico a fare?) e` tornato al Giornale.

To be continued…

 


“Problem Solved”

gennaio 17, 2011

Qualche giorno fa il solito puntuale e ottimo Lettera43 aveva diffuso la notizia che il sito di Futuro e Libertà fosse amministrato da Luca Sofri, direttore del Post (altro quotidiano italiano di buonissima qualità) e blogger di uno dei blog più importanti (per visite giornaliere) del nostro paese: Wittgenstein.

La cosa mi ha lasciato un attimino perplesso, per quanto non la ritenessi poi una notizia cosi` sconvolgente: Sofri e` stato nel PD e ha creduto nel progetto, ma di recente si e` detto più volte molto deluso da questo Partito Democratico (chi non lo e`, in effetti) e ha parlato di nuovi partiti, ma mai ha lasciato intendere un avvicinamento o “endorsement” a Fli (cosa che, per altro, non implicherebbe nulla di nulla, mica e` un reato aderire a nuovi progetti, cambiare idea…). Fatto sta che la cosa mi era sembrata un po’ strana.

Quello che avevo pensato (diversamente da altri su internet che già stava proponendo tesi complottistiche tipo: “c’e` Adriano Sofri, l’ex capo di Lotta Continua, dietro a Fini!” o “e` tutto il solito giro di potere colluso”) e` che Luca Sofri, di mestiere, gestisse e amministrasse dei siti, oltre a fare il direttore del Post, il giornalista per altre testate e il blogger.

Bhe` mi sbagliavo, lo spiega qui Flavia Perina, che cosa era successo:

Il Post partecipò il 30 luglio scorso alla concitata giornata in cui fu annunciata la fondazione dei gruppi finiani con un “concorso” on line: si intitolava, se non ricordo male, «aiutateci a suggerire un nome al nuovo partito dei dissidenti del PdL, prima che sia troppo tardi». Parteciparono in tantissimi (almeno un paio suggerirono proprio “Futuro e libertà”) e quando il nuovo nome fu annunciato al Post lo registrarono per premura in tempo reale, avvisando Fli che era in tutt’altre faccende affaccendata: in due giorni si era consumata a sorpresa l’espulsione di Fini dal Pdl, la decisione di dare vita a una formazione autonoma, la raccolta di firme tra i parlamentari per costituirla, e insomma c’era altro a cui pensare.  Poi, quando in tempi più tranquilli si arrivò a ragionare sul resto – a cominciare dalla registrazione del sito di Fli – esaurimmo con il direttore del Post le pratiche di passaggio del dominio.

Tutto a posto quindi.

Rimangono solo due cose, a voler proprio giocare ai piccoli detective:

1. Tra amministrare un sito ed essere proprietari di un dominio c’e` differenza. Stando a L43 Sofri sarebbe tutt’oggi amministratore del sito.

2. Perché ” al Post lo registrarono [il dominio] per premura in tempo reale”? Cioè perché se ne e` occupato il Post? Secondo me, ed e` solo una mezza battuta, in Fli nessuno dei grandi capi sapeva/sa registrare un dominio e il 30 di luglio non avevano trovato nessuno che lo registrasse per loro, quindi la Perina chiese a Sofri il favore di farlo lui.

3. Perché il nome di Sofri e` ancora li`? Perché non c’è nulla di male, prima di tutto, forse, pero` ci poteva essere, da parte di tutti meno leggerezza.

Anyway… il caso e` chiuso e come al solito tra tutti i protagonisti i più buffoni risultano sempre quelli del “Giornale”.

 


Trovata Giornalistica

ottobre 9, 2010

Che Vittorio Feltri sia una vecchia volpe lo sappiamo tutti, eppure ieri sera, da Daria Bignardi su La7, appariva teso, irritato e preoccupato per tutti i casini relativi al Giornale, di cui non e` piu` direttore responsabile (lo e` Sallusti), ma e` un “semplice” direttore editoriale. Non l’ho mai visto cosi`: generalmente fa lo spaccone, ma lo fa con calma e sicurezza, con quel tono da: “tanto ho ragione io e prima o poi ti fotto”. La cosa mi e` parsa strana.

Ancora piu` strana e sicuramente sintomo di poca tranquillita` e lucidita` e` stata la scelta di pubblicare (al posto del dossier originale -quello chi sa dove e` finito-) una sorta di rassegna stampa di tutti gli articoli di vari quotidiani nazionali in cui si parla delle vicende poco trasparenti che riguarderebbero il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. Ora vi spiego perche` questa scelta, al lettore attento, apparira` sicuramente come un semplice tentativo malriuscito di pararsi il fondoschiena e, anzi, dimostera` come Vittorio in realta` ha un’enorme coda di paglia.

Ora ricostruiamo, qui il link al dossier del Giornale, come appare sul loro sito e qui sotto vediamo come e` titolato.

 

 

 

Il dossier pubblicato oggi e`, quindi, una rassegna stampa cosi` composta:

3 articoli del Fatto Quotidiano. 3 articoli dell’Espresso. 1 articolo di Repubblica. 1 articolo dell’Unita`. 1 articolo del Sole 24 Ore. 1 articolo del Corriere della Sera. 1 articolo della Stampa. Per un totale di 11 articoli.

8 di questi articoli provengono da testate e gruppi editoriali di sinistra. Gli altri 3 sono, invece, articoli di quotidiani “imparziali”. Il Sole 24 Ore e` addirittura il giornale di Confindustria.

Il punto e` che lo sappiamo tutti che il modo di fare giornalismo dell’Espresso, del Fatto, di Repubblica e dell’Unita` e` un modo di fare giornalismo parziale e spesso fazioso. Feltri non prova nulla in questo modo, anzi mette i lettori moderati di questo paese, coloro che leggono i giornali per informarsi (e ormai in Italia pare impossibile farlo -a proposito buona fortuna a Lettera43-), di fronte ad una verita` che oggi come mai pare evidente: l’Espresso, il Fatto, Repubblica e l’Unita` fanno giornalismo nello stesso modo pessimo in cui lo fa il Giornale (e, visto che ci siamo, Libero). Con la differenza che le testate di sinistra, perlomeno, lo fanno senza un “mandante morale”, sempre che non sia materiale, un mandante che e` anche editore e Presidente del Consiglio, le testate di sinistra conducono una battaglia ideologica che non condivido, ma perlomeno si battono per quello in cui credono. Feltri, Sallusti, Porro, Berlusconi… possono dirci che il giornale di Feltri e` solo di Feltri “finche` non lo cacciano” (e qui cito quel genio di Nicola Porro, nelle intercettazioni che ripropongo qui), ma non ci crede nessuno, neppure Porro.

Insomma qualcosa risulta chiaro da questo dossier del Giornale: la maggior parte dei quotidiani (e settimanali) italiani non fa giornalismo con il fine di informare, di dare notizie in modo imparziale, notizie grazie alle quali il lettore si puo` fare un’opinione (come fanno le piu` grandi testate al mondo, dal NYTimes al Washington Post, dal Financial Times al Guardian), la maggior parte dei quotidiani (e settimanali) italiani fa politica e non giornalismo e usa il giornale come strumento per portare avanti una battaglia che si riduce, poi, ad essere pro o contro qualcuno (e questo qualcuno si riduce poi sempre ad essere Silvio Berlusconi). Questo pero` prova solo un fatto “risaputo” e non scagiona affatto il Giornale. “Mal comune mezzo gaudio” un cazzo, permettetemi. Non siamo piu` all’asilo dove quando disegnavi con il pennarello sul muro alla maestra dicevi: “eh, ma l’ha fatto anche Tizio e anche Caio eh…”.

Quindi voi direte: “Bhe`, se lo fanno tutti, pero`, allora perche` le procure hanno perlustrato solo le sedi del Giornale di Roma e Milano, oltre alle abitazioni di Sallusti e Porro?” Per un motivi non da poco (anche il Post ne parla qui):

  1. Le intercettazioni di Nicola Porro. Lui si e` scusato dicendo che scherzava (lo lascio giudicare a voi, ascoltandole con le vostre orecchie, se scherzava nel minacciare una campagna mediatica contro Emma Marcegaglia). In ogni caso, la mia opinione e` che non stesse scherzando, la campagna ci sarebbe stata (altrimenti non si sarebbe mosso persino Fedele Confalonieri).
  2. Le motivazioni di questa campagna contro il Presidente di Confidustria non sono chiarissime, lo stesso Porro dice ad Arpisella, in una delle intercettazioni incriminate, che poi glielo “spieghera` quando si vedono”. Di sicuro Porro dice che, a quelli del Giornale Confindustria, ha fatto dei torti, non nella persona di Emma Marcegaglia, ma di altri, quindi intanto si tratta di ripicca (manco all’asilo! -e tra l’altro Porro dimostra di essere proprio tutte quelle cose che Granata gli ha detto ad Exit mercoledi` scorso-). Dice anche che Confidustria snobba il Giornale e che ora non li snobberanno piu`. Inoltre, Marcegaglia ha recentemente criticato duramente l’operato di questo governo, il cui capo, ribadiamolo (che senno` poi qualcuno fa lo gnorri) e` anche editore del Giornale. Quindi perche` attaccare Emma Marcegaglia? Non si sa bene, ma si sa che Marcegaglia doveva capire che non poteva fare come le pareva.
  3. E qui arriviamo all’ultima motivazione: perche` l’obiettivo della campagna non era informare, ma distruggere Emma Marcegaglia di fronte all’opinione pubblica e probabilmente anche farle capire che se il Giornale avesse voluto, avrebbe potuto tranquillamente “distruggerla”. Quindi (ed e` per questo che la procura ha indagato Porro e Sallusti per violenza privata), il dossier era una minaccia: “o fai cosi` o ti sputtaniamo”, “o la smetti o ti sputtaniamo” (come era gia` accaduto nel caso Boffo e con Fini).

Per concludere voglio solo far notare che alcuni articoli presenti nel “dossier”, come quello del Sole 24 Ore, non hanno nulla a che vedere con quel modo di fare giornalismo tipico del Giornale, ovvero il giornalismo dello “sputtanamento”: quella del Sole e` critica, e` informazione e nessuno impedisce al Giornale di fare la stessa cosa. Ma che, perlomeno, Feltri, Sallusti e Porro non ci prendano per scemi: quello che fa il loro giornale (con la minuscola) e` tutt’altro.


Le cose importanti

agosto 20, 2010

E` bello sapere che qualcuno ci mette al corrente delle cose importanti, si danna alla ricerca della verita`. No, che stavate pensando, mica i veri mandanti degli assassinii di Falcone e Borsellino! Ma no, cosa dite, mica chi ha fatto esplodere la stazione ferroviaria di Bologna! Ma no, non dite sciocchezze, mica la verita` sulla morte di Pinelli o su chi fece esplodere la bomba in Piazza Fontana a Milano e Piazza della Loggia a Brescia! Ma no, non sto neanche parlando della verita` sulla P3, sto parlando, della vecchia casa di AN, quella in cui vive il cognato di Fini, queste si che sono cose importanti.


Gli opposti si attraggono

agosto 20, 2010

Ho trovato estremamente divertente, in un certo senso, si fa per dire, questa iniziativa del Giornale, che richiede, attraverso una raccolta firme, le dimissioni del Presidente della Camera, Gianfranco Fini.

La trovo divertente per vari motivi, tanto per iniziare perche` trovo profondamente incoerente che le stesse persone che difendono individui loschi come Caliendo e Scajola, persone, tra l’altro, che votano la fiducia ad un governo guidato da Silvio Berlusconi, chiedano le dimissioni di un altro solo perche` non piu` amico, ma (da poco) leader di un nuovo movimento; dimissioni richieste, per la cronaca, per cose di cui non ce ne frega nulla, come ho gia` detto qui, per altro.

Lo trovo pero` estremamente divertente perche` la modalita` usata e` proprio quella della petizione, raccolta firme, metodo gia` usato da un altro quotidiano di tutt’altra bandiera, La Repubblica, che, proprio per questa sua, come dire, propensione alla “petizione” veniva schernita e ridicolizzata proprio da Il Giornale, che, tra l’altro, in quel caso, faceva quasi bene, perche` delle petizioni di Repubblica, proprio non ne possiamo piu`;  in ogni caso, quello della petizione e` diventato uno strumento inutile, noioso e sistematico, usato da Repubblica, per dare un contentino ai lettori dipietristi, e adesso pure da Vittorio Feltri, per dare un contentino ai lettori berlusconiani (altri opposti non cosi` opposti, Tonino e Silvio). La cosa e` esilarante e  l’incoerenza di questa gente e` imbarazzante (per loro e per noi, che da questa gente, per interposta persona, siamo governati).

Io allora faccio partire una petizione, una raccolta firme: basta petizioni per un anno! (Perche` ci hanno veramente rotto i “cabasisi” e inoltre perche` lo strumento in se` sarebbe anche utile se non fosse continuamente tirato in ballo, dunque un consiglio: teniamocelo buono per le “cose importanti”).


Pseudogarantismo

agosto 8, 2010

Leggendo l’attacco da parte dei membri del PdL a Gianfranco Fini sulla casa a Montecarlo, mi e` venuto un dubbio: ma non e` che quelli del PdL sono garantisti per modo dire, dunque pseudogarantisti, opportunisti, giustificazionisti (per citare un’ex-berlusconiana doc come Chiara Moroni)?

Perche` a me pare di ricordare che fino ad una settimana fa, sul caso Scajola prima e Caliendo poi, per esempio, fossero tutti sbandierare il loro garantismo, mi ricordo che chi chiedeva le dimissioni di Caliendo era accusato di essere un giustizialista che voleva mettere il “povero sottosegretario” sotto la gogna mediatica, mi ricordo che ”uno e` innocente fino a che dimostrato diversamente dalla magistratura” (principio in se` giustissimo, per altro, solo che nel caso di Giacomo Caliendo non c’entra nulla visto che la mozione di sfiducia era stata chiesta prima che questi fosse iscritto nel registro degli indagati; dunque non si puo` parlare di giustizialismo, ma di invocazione alla responsabilita`, all’onesta`, alla trasparenza, alla moralita`). Solo che nel caso di Fini (per una questione, per altro, di importanza nettamente inferiore, visto che anche le tesi di Feltri fossero corrette non si parla di una gestione scorretta beni pubblici, ma si tratta di una disputa sulla vendita di beni privati, in particolare sulla gestione degli immobili da parte di Fini mentre era segretario di AN; infatti, al massimo, la cosa interessa gli ex-AN e, se proprio proprio, al PdL, di certo non ai cittadini italiani, che in ogni caso non ci hanno guadagnato ne` perso) c’e` chi invoca, a causa della questione della Casa di Montecarlo, le sue dimissioni da Presidente della Camera, c’e` chi lo da` gia` per colpevole, lo accusa, lo attacca, in maniera “violenta e barbara”. Ah il Partito dell’Amore! Due pesi, due misure!

La cosa non sorprende: nel PdL, di valori in cui credere ce ne e` uno solo: il berlusconismo, e questo valore deve andare bene a tutti gli iscritti. Cosi` tutto il resto viene valutato a seconda delle opportunita`, a seconda di come qualcosa favorisca o sfavorisca Silvio Berlusconi. Dunque sono giustificazionisti e non garantisti e addirittura giustizialisti all’occorrenza. Come sono anche, di facciata, liberali e poi stalinisti nei fatti, ostracizzando la critica interna, come fece Stalin in Russia, nel suo partito bolscevico. Come sono anche vittime, all’occorrenza, ma pure persecutori (usando le stesse armi -Feltri e Belpietro- che usano per piangersi addosso e dire che la stampa conduce azioni di violenza gratuita, cattiveria e menzogne nei loro confronti -Mauro, De Gregorio e perfino De Bortoli, Calabresi e Polito-).

Per concludere dico un paio cose:

  1. Se la legge-bavaglio fosse in vigore, la campagna mediatica del Giornale e di Libero contro Fini non sarebbe stata possibile ai termini della legge (se non e` opportunismo questo).
  2. Fa piacere vedere che alcuni ex-socialisti si stiano finalmente dissociando da Berlusconi. Che abbiano capito che Berlusconi e il PdL non hanno niente a che vedere con le politiche del vecchio psi, con le battaglie riformiste e garantiste? Se si`, meglio tardi che mai, anche dopo 16 anni.
  3. Il PD dimostra ancora una volta di essere un partito debole e patetico, “doti” incarnate nella figura del suo segretario e dei suoi consiglieri, che a queste quattro scemenze sulle contraddizioni (gigantesche) dell’avversario di cui ho appena parlato io non ci erano ancora arrivati.

(Sia chiara una cosa: io non sto difendendo Gianfranco Fini in quanto Gianfranco Fini, non mi potrebbe fregare di meno dell’indentita` della vittima della campagna mediatica, che ha una importanza politica solo perche`, in questo caso, causa scatenante di essa. Mi spiace che l’occasione per evidenziare cio` di cui ho parlato qui sopra, ovvero l’opportunismo del PdL e dei suoi membri, sia un controversia su Fini, perche` so che puo` essere strumentalizzata, so che qualcuno puo` dire: “ecco voi soliti sinistroidi che parteggiate sempre per chiunque vada contro Berlusconi”. Non e` cosi`. Dunque fate conto che avrei scritto e detto le stesse identiche cose se al posto di Fini ci fosse stato Bersani, La Russa, Bossi, Gasparri, Vendola, Rizzo o Ferrero, anche se, probabilmente, giusto per rinforzare la tesi di questo post, se al posto di Fini ci fosse stato La Russa, noi di tutto cio` non sapremmo nulla,)


Insulti che fanno piacere

marzo 1, 2010

Essere insultati e criticati dal giornale del mercenario Vittorio Feltri dovrebbe essere considerata sempre una cosa positiva, insomma l’insultato di turno dovrebbe ritenere l’attacco un elogio indiretto e rallegrarsi; infatti colui che le ingiurie le subisce  e` sempre garanzia di qualita`, risulta essere spesso uno intelligente (eccetto il povero Boffo, forse). Ecco percio` un altro motivo per cui Fabio Granata deve essere conscio che le sue battaglie e la sua azione politica sono quelle giuste.


Ma dove li trovano?

novembre 27, 2009

Adesso mi chiedo, con rispetto parlando, ma si puo’ essere cosi` scemi? Pare che il cronista Francesco Guzzardi del “Giornale” (si`, il quotidiano diretto da quel geniaccio di Vittorio Feltri e di proprieta` della famiglia del Premier) si sia autoscritto una lettera minatoria apponendoci la firma delle Brigate Rosse. Il tutto e` stato splendidamente fatto a mano, ovviamente, percio` e` stato estremamente semplice per la digos accusare lo stesso giornalista dopo una perizia calligrafica.

Ovviamente “il Giornale” non ha ritenuto che la notizia avesse alcun tipo di rilevanza ed e` stata ignorata.

Come diceva il saggio “mai mettere paletti alla deficienza altrui.”


Ti piacerebbe, eh?

settembre 18, 2009

Ho letto con particolare interesse questo articolo di Maurizio Crippa sul Foglio, in cui sostiene che i giornali di destra siano fatti meglio di quelli di sinistra, citando anche come fonte Adinolfi, il blogger del PD.

In questo pezzo ho notato un tono strano, di illusione, speranza, come fossero anni che Crippa volesse scrivere un articolo cosi`, ma non ha mai trovato l’occasione, ne` lo spunto (ne` il coraggio e il buon gusto) per farlo. Si nota pero` anche la consapevolezza di scrivere delle assurdita` , si nota, chiaramente, che si tratta di un sogno, piu` che un’analisi della realta` e, si nota, che il tono fa sembrare la questione come una lotta fra due coalizioni, i buoni e i cattivi, uno contro l’altro.

La ovvia esaltazione dell’operato feltriano, le lodi al giornale di Belpietro, il ritorno di Giordano a Mediaset, come non fosse una bocciatura dell’ex-direttore di Studio Aperto e del Giornale, pero` non dicono la verita`.

Il Giornale ha guadagnato il 30% di copie con il passaggio di Feltri alla testata di Berlusconi, tutto vero, eppure, cio` che Crippa dimentica di citare e` che quella percentuale e` un quasi fisiologico passaggio di lettori da Libero al Giornale stesso. Libero e`, infatti, in vera e propria “caduta libera”, ha perso il 20% di lettori in un anno.  Quei lettori sono i fedelissimi di Feltri,che, cambiata la testata di direzione, lo hanno “seguito”, come anche grande parte della redazione di Libero stesso. Il restante 10% e`  un fisiologico aumento dei lettori che coincide con una curiosita` maggiore verso un prodotto nuovo e che ha saputo far parlare di se`. Poi che Feltri attiri i destrorsi non e` certo una novita`.

Dire che i Giornali di destra sono piu` rilevanti nella discussione politica rispetto a quelli di sinistra e` falso e quasi ridicolo, spero che Crippa non lo creda per davvero, ma che il suo intento fosse solo quello di provocare. Basta guardare il numero (non le percentuali) totale delle persone che comprano i quotidiani della sinistra paragonati a quelli che comprano i giornali di destra. Repubblica, da sola, vince il confronto, poi ci sono l’Unita, il Riformista… e poi ci sono le testate “neutre” guidate da noti simpatizzanti di sinistra, Sole 24 Ore, Corriere della Sera e La Stampa. Come si fa allora a parlare di maggiore rilevanza nel mondo giornalistico di Libero e Giornale rispetto alle altre? Come si puo’ essere cosi` ingenui ed illusi? Non e` che, forse, ci si e` lasciati ingannare dalla propria “fede” politica?

E` anche vero che un discorso sulla rilevanza e su “quali giornali siano fatti meglio” e` un discorso sterile fin da principio; Crippa parla di giornalisti in trattative come fossero calciatori e di calcio-mercato del giornalismo, io, rimanendo nella stessa area semantica, credo che la base della discussione sia la stessa di un tifoso del Napoli che prova a sostenere che la sua squadra e` la piu` forte in Italia, perche` formata da giocatori di grande esperienza e da giovani interessanti, dimenticandosi che cio` non basta a vincere lo scudetto e che le corazzate del campionato sono altre.

Chi si loda si imbroda, dice il proverbio, Crippa dovrebbe tenerlo a mente mentre stende la seconda parte dell’analisi. (Mi piacerebbe anche capire cosa voglia dire “essere fatto meglio”, perche` non e` che mi sia chiarissimo, se vuol dire avere appeal tra chi vota a destra, forse il giornalista del Foglio ha ragione).


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