Viaggiare, we must

Jonah Lehrer scrive cose molto interessanti che l’autore di questo blog consiglia vivamente. Avevo già parlato qui di lui, poi ho letto altri libri, ho scoperto il suo fantastico blog su Wired dal nome “Frontal Cortex”, e provo a leggere i suoi articoli sul Guardian. Devo dire che scrive di cose davvero interessanti, riuscendo abbastanza bene a parlare di neuroscienze in maniera divulgativa e comprensibile anche ai profani come il sottoscritto.

Ne parlo perché su Internazionale e` uscita la traduzione (non disponibile su internet) di un suo articolo scritto sul Guardian appunto, che spiega “perché viaggiamo”.

L’articolo e` molto interessante, come al solito, e sostiene che viaggiamo perché viaggiare ci rende più creativi e l’idea che sia cosi` mi piace molto.

Mi piace viaggiare, ma non ho mai razionalizzato il perché. Questo articolo mi ha dato delle risposte e, per concludere, leggetevi Jonah Lehrer.

A proposito di grandi citta`

Questo e` un articolo che consiglierei di leggere al prossimo sindaco di Milano, che mi auguro vivamente possa essere Giuliano Pisapia.

Si tratta di un pezzo di Jonah Lehrer (quello del best-seller “How we Decide”) del dicembre dello scorso anno, pubblicato sul New York Times Magazine (nel link la copia originale in inglese) e uscito questa settimana su Internazionale, sulle teorie del fisico inglese Geoffrey West riguardo alle leggi matematiche che governano lo sviluppo delle grandi città.

Si tratta di un articolo estremamente interessante che spiega in maniera scientifica che cosa sono, cosa saranno e come cambiano e cambieranno le città del mondo. Per farla breve West sostiene che, esattamente al pari delle leggi che governano il funzionamento degli astri e del cosmo, ci siano altrettanti leggi matematiche costanti (neanche troppo complesse a dire il vero), che regolano la crescita, lo sviluppo e il funzionamento dei grandi centri urbani, ovunque essi siano.

Il dato che più colpisce e` questo:

Dopo due anni di ricerche, Bettencourt e West hanno scoperto che tutte queste variabili potevano essere descritte da un paio di semplici equazioni. Conoscendo, per esempio, la popolazione di un’area metropolitana in un certo paese, è possibile stimare con un’accuratezza dell’85 per cento il suo reddito medio e le dimensioni del sistema fognario. “Abbiamo trovato le costanti che descrivono le città”, spiega West. “Posso fare previsioni precise sul numero di reati e sulla superficie occupata dalle strade in una città giapponese di duecentomila abitanti senza sapere niente di questa città, neanche dove si trova né qual è la sua storia. Ogni città è uguale alle altre”.

Insomma, se non sapete cosa fare e vi interessano questioni di “urbanistica”, leggetevi questo articolo, non può che risultare interessante. Inoltre, se proprio risultasse necessario chiedere una consulenza per Milano sul suo sviluppo urbanistico, invito il prossimo sindaco a fare un pensierino a Geoffrey West, sempre meglio che gli pseudo-super-consulenti di Letizia Moratti.