Fuori un altro

dicembre 4, 2011

Herman Cain ha annunciato ieri di voler sospendere la sua campagna elettorale a causa di quelli che lui continua a definire attacchi ingiustificati da parte della stampa e degli avversari circa le accuse di molestie sessuali da parte di alcune donne e di una relazione extraconiugale durata più di tredici anni.

Herman Cain, quindi, non è più in corsa per il ruolo di Presidente (anche se era davvero poco credibile che avesse delle vere opportunità), ma ha solo sospeso e non ritirato la propria campagna, cosa che gli permette, per esempio, di continuare a ricevere donazioni. Cain non ha ancora dichiarato cosa esattamente voglia fare, anche se ha detto di voler continuare a dare una mano al suo paese. Inoltre, presto farà l’endorsement ad un altro candidato.

Il suo ritiro favorisce sicuramente Newt Gingrich, riesumato negli ultimi giorni dagli elettori repubblicani e che, secondo i sondaggi, rimane l’unico vero sfidante per Mitt Romney, il candidato che non vuole votare nessuno (di tutto questo abbiamo parlato qui).

Insomma, il circo repubblicano ha perso uno dei suoi attori principali. Di Cain rimarranno memorabili l’improbabilità, gli spot elettorali assurdi e l’epic fail in più di un’intervista sulla Libia, in cui pare non sapere neanche di cosa si stia parlando.


About “fare informazione”…

marzo 31, 2011

Ecco, a proposito di “fare informazione”, qui c’è un gran bel pezzo di Lettera43 sulla crisi libica e sulle reazioni in Europa.

Lo consiglio vivamente.

Eppure il premier italiano non ha ancora portato a casa nulla più di qualche generica rassicurazione e pacche sulle spalle. E questa volta, forse, non è nemmeno colpa sua: sulla Libia in Europa è il vuoto pneumatico
I politici devono occuparsene, con energie proporzionalmente inverse alla distanza della loro scrivania da Tripoli. Ma i cittadini, quelli che si impegnano a far tornare i conti e sono alle prese con tagli e riforme, di Gheddafi possono dimenticarsi senza grandi scrupoli.


Eccolo, un parere intelligente.

febbraio 27, 2011

Riconosco che sia leggermente di parte, ma sono perfettamente d’accordo con questo pezzo di Andrew Sullivan, uscito su Internazionale di questa settimana, riguardo alla questione sulla politica estera adottata da Obama e sulla assurda rivalutazione che la Bush Doctrine sta avendo in questi giorni (e di cui avevo parlato qui).

La prima cosa che fanno i dittatori è dare la colpa all’ingerenza straniera, agli israeliani e agli americani. Ma questa volta non ci sono riusciti. Obama non ha fatto nulla mentre cresceva la ribellione in Egitto? Ha fatto bene. Avreste preferito una reazione automatica e pericolosa come quella di Bush? Non ho visto nessun cartello contro gli Stati Uniti tra la folla e nessun riferimento a Obama.

Lo stesso ragionamento, secondo me, si può applicare alla Libia, ne ho parlato commentando cosi` questo post di Francesco Costa:

Francesco io sono d’accordo, ci vogliono sanzioni, ma non mi pare che Obama si sia mai opposto alla cosa. Il punto nodale e` il seguente: dov’e` l’Onu? Servirebbe che l’Onu si svegliasse e mettesse in atto sanzioni alle quali nessuno si opporrebbe. Vogliamo la “no fly zone”? D’accordissimo, ma non e` Obama a decidere per il resto del mondo e neanche Van Rompuy. L’Onu, e solo l’Onu, e` addetto a prendere questo tipo di decisioni (esiste per quello!!), sarebbe il caso che le prendesse. La situazione e` troppo delicata e io, dal canto mio, ho apprezzato la cautela che fino ad ora l’attuale Presidente degli Stati Uniti ha deciso di usare. Un altro presidente, anche solo quello precedente, avrebbe risolto tutto “the redneck way”: un paio di raid militari su Tripoli e via, “problem solved”. E` questo quello di cui stiamo parlando? E` questo quello che vogliamo? Credo di aver capito che non e` quello, credo di aver capito che vogliamo un diverso approccio alla politica estera, quello che non ho capito, invece e` l’alternativa di mezzo che Obama aveva tra il raid e le dichiarazioni di condanna, Io onestamente non la so. Ribadisco, non e` Obama da solo a dover decidere sulla “No Fly zone” o altre sanzioni. Affermarlo, o anche solo lasciarlo intendere implica esattamente quelle cose per cui gli Stati Uniti sono stati criticati in molte occasioni e per cui Clinton e` stato criticato nell’ultima guerra nei balcani. [...]

(per continuare a leggere cliccate qui).

 

 


Revisionismo del lella

febbraio 25, 2011

Sapete chi sono quelli che mi fanno più arrabbiare? Quelli che ora, oggi, dopo quello che e` successo e sta succedendo nel Nord-Africa sono arrivati a dire che Bush, poco meno di dieci anni fa, aveva ragione, che la Bush Doctrine deve essere rivalutata.

Allora chiariamo, non va rivalutato un bel niente, tanto meno la stupida, assurda e inutile guerra in Iraq (che per tutto fu fatta, meno che “esportare democrazia”) esempio lampante del fallimento di quel modo di intendere la politica estera (anche fosse stato in buona fede). Oggi ci sono popoli che, autonomamente, si stanno ribellando a orribili dittatori, senza interferenze di paesi occidentali o poteri occulti (per quanto ne sappiamo), come dovrebbe essere. La cosa ci fa piacere e condanniamo giustamente i dittatori criminali di guerra che sparano sul loro popolo; e` pero` necessario capire che la democrazia non si esporta e non si impone militarmente, al massimo si preserva, si auspica e si sostiene, soprattutto l’approccio di Bush non può essere rivalutato per i presunti tentennamenti di Obama nel condannare il ratto Gheddafi o ai tentennamenti europei ed italiani. Io spero in una Libia democratica, in un Egitto democratico, in una Tunisia democratica, in un mondo democratico, ma questo non mi da` alcun diritto di usare la forza per imporre o esportare “democrazia”. Non ha senso, non e` giusto, non e` lecito e non e` neanche cosi` difficile capirlo.

Io non so come andrà a finire, non so cosa sta succedendo, non so chi sta facendo cosa per cosa, per questo fino ad ora avevo parlato molto poco della situazione (temo, per altro, che non lo sappiano neanche i big shots che scrivono editoriali sui quotidiani di tutto il mondo, purtroppo), ma so una cosa: la Bush docrtine e la sua rivalutazione non c’entrano proprio nulla.

 

Relativamente Off-Topic:

1. Sulla Libia, l’Onu sta dimostrando la sua perenne inutilità e incapacità di agire prontamente e correttamente qualunque cosa accada nel mondo.

2. Le uniche cose sensate che ho sentito dire sul rapporto che si sarebbe dovuto tenere con Qaddafi (o Gheddafi) sono qui.

3. Si sente sempre di più l’esigenza di un’Europa unita e federale, un po’ perché affrontare queste sfide da singoli stati non porta nulla, un po’ perché proprio quello che sta succedendo nel mondo arabo potrebbe cambiare notevolmente il modo in cui guardiamo il mondo, le forze in campo, gli quilibri politici ed economici. Farlo insieme e` una cosa, farlo singolarmente e` fallimentare.

(Una volta che la situazione libica si sarà stabilizzata -si spera a favore di chi protesta e a sfavore del ratto- scriverò un’altra serie di riflessioni che ora non mi sento di fare).


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