Contro la mafia

Oggi a Milano si e` svolta un bellissima e partecipatissima manifestazione nazionale contro la mafia, un segnale importante per dire che Noi, cittadini onesti, la mafia non la vogliamo, che la vogliamo debellare, scacciare allontanare. Si e` ribadita la necessita` di avere uno stato forte, che faccia valere la propria autorita` contro questi farabutti, contro questo cancro che ci costa miliardi in termini economici, che ci costa carissimo in termini di credibilita` e buon governo, che uccide.

Devo ammettere, tra l’altro, che mai mi sarei aspettato una partecipazione cosi` massiccia; a Milano io ho visto tanta gente scendere in piazza solo il 25 Aprile. C’erano persone che venivano da tutta Italia, di tutte le eta` e appartenenza politica. C’erano molti giovani e molti studenti. Qualcuno, i soliti, purtroppo, hanno approfittato della situazione per protestare anche contro il governo, contro il decreto “salva-liste” ed altro, cose che non c’entrano assolutamente nulla con il tema della manifestazione, per fortuna erano pochi ed isolati.

Ribadire fermamente la nostra posizione contro la mafia, in qualsiasi forma ed in qualunque luogo e` fondamentale. La lotta deve essere continua, intensa, rigorosa e deve vedere protagonisti tutti i tanti cittadini onesti di questo paese. Dobbiamo stare all’erta, anche al nord, perche` la mafia c’e` anche da noi, e` bene ricordarlo, ed e` forte, ha numerosi interessi sparsi, specie sull’EXPO e controlla ampi territori dell’hinterland. Dunque dimentichiamo le parole di Pillitteri: “A Milano la mafia non c’e`” e rimbocchiamoci le maniche. Dunque, alle regionali assicuriamoci di votare candidati puliti e pronti a combattere e a vigilare, sia a destra che a sinistra, e cacciamo questi infami dalla cosa pubblica.

Intanto vorrei proporvi due parole interessanti pronunciate dall’Onorevole Granata in un’intervista recente:

“Dobbiamo invece capire che la Sicilia ha più risorse della Brianza e se ci troviamo in questa situazione di difficoltà profonda e agli ultimi posti delle classifiche di vivibilità e di benessere economico i motivi sono due: la mafia e l’incapacità della classe dirigente, anche se poi le due cose finiscono spesso con l’intrecciarsi. La crisi che stiamo vivendo rappresenta il fallimento della classe dirigente, anzi dell’intera società siciliana che ha vissuto per troppo tempo di abusi e raccomandazioni. La politica in questo senso ha dato esempi negativi, però anche i cittadini devono, ancor prima di reclamare diritti, assolvere ai loro doveri, pagando le tasse, denunciando il pizzo, non costruendo sulle spiagge.”

La politica, dunque deve dare l’esempio, le classi dirigenti devono impegnarsi a lottare e non possono farsi sottomettere e soprattutto, e` necessario un ricambio di queste classi dirigenti, e non solo in Sicilia; evitiamo di votare persone che in consiglio regionale corrono per il sesto mandato (o coloro che hanno governato in Regione negli ultimi quindici anni e che qualche responsabilita`, sulle infiltrazioni mafiose in Lombardia, le avranno anche). Contro la mafia bisogna entrare in guerra, bisogna avere il coraggio di lottare e di non farsi sottomettere, bisogna che governino persone oneste, pulite, sulle quali non devono circolare dubbi, voci: contro la mafia la prima arma e` la trasparenza!