Il segretario che vorrei

Per quanto il Partito Democratico, compresi molti suoi iscritti di tutte e tre le mozioni, mi stia facendo incazzare notevolmente ultimamente, e per quanto sia davvero offeso (e` proprio il termine giusto) dal fatto che si sia considerata anche solo l’ipotesi del “Lodo Scalfari” (il quale, insieme al suo ex giornale, ultimamente mi sembrano “utterly out of place”), sono piu` che convinto che Marino sia davvero l’unica strada possibile e questa intervista sulla Stampa lo dimostra.

Quando si parla di cambiare le regole perche` fa comodo ad altri:

«Cambiare le regole delle primarie a metà partita ricorda pi le politiche di Palazzo che quelle del Pd che vorrei , La proposta è estranea all’attuale regolamento, scritto e approvato da Franceschini e Bersani».

Quando si parla del casino Binetti:

«Con le sue idee, Paola Binetti è, di fatto, incompatibile con il Pd. E se qualcuno di noi non crede in unprincipio che sta nel Dna del Pd, quello dell’uguaglianza, deve andarsene».

«La Binetti doveva fàre questa riflessione e lasciare il Pd quando due anni fa non voto` la fiducia a Romano Prodi proprio su questo argomento. Siamo in ritardo di due anni. Il problema della presenza della Binetti all’interno del Pd si pose quella notte, in cui il governo di Romano Prodi sopravvisse per un voto».

Quando si parla di alleanze:

«Le alleanze sono necessarie ma non possono venire meno a quelli che sono i principi guida del Pd. Enrico Letta, della mozione Bersani, ha detto che il Pd si deve alleare con l’Udc per vincere in 5 regioni. Questa è la logica dei perdenti. Io voglio vincere e per farlo voglio allargare li consenso nelle persone. Fatemi capire: l’Udc è buona quando ci fa vincere alle regionali ed è cattiva quando boccia la legge sull’omofobia?”

And so on… sfido chiunque, a trovare qualcuno che nel partito abbia parlato su questi temi in maniera cosi` chiara e concreta. Votare la nomenclatura non risultera` una tattica vincente in questo partito,  giocare in difesa e` sempre perdente, votare per chi c’e` sempre stato e non ha mai risolto non cambiera` le cose.

(Franeschini ha detto bene sulla Binetti, bisogna riconoscerglielo)

Buon risultato!

Voglio riportare l’ottimo risultato, a mio parere, di Marino nel mio circolo del Partito Democratico.

ecco i risultati del congresso di 02PD conclusosi ieri sera.
Scheda regionale
Votanti 195
Schede valide 190
Schede bianche 4
Schede nulle 1
Maurizio Martina 92
Emanuele Fiano 47
Vittorio Angiolini 51

Scheda nazionale
Votanti 195
Schede valide 194
Schede bianche 1
Pierluigi Bersani 97 (50%)
Dario Franceschini 23 (11,8%)
Ignazio Marino 74 (38,2%)

Mi stupisce un risultato cosi` deludente da parte di Franceschini, mentre non mi stupisce affatto la vittoria di Bersani. Se pensiamo che a 02pd e` venuto a presentare la mozione di Bersani, Filippo Penati, il quale e` coordinatore nazionale della campagna di Bersani, il nostro risultato (di Marino) acquista un valore ancora superiore.

Vi faro` sapere dalla convenzione provinciale.

Elezioni Anticipate

Mi ha sorpreso che la cosa sia venuta fuori, per cosi` dire, cosi` tardi, mi aspettavo che se ne sarebbe parlato prima, insomma.

Non e` fantapolitica, io, personalmente, la ritengo piu` che un’opzione e, cosi` pare, anche Berlusconi.

Il Riformista riporta infatti la notizia che Berlusconi stesso vorrebbe andare ad elezioni anticipate gia` a Marzo 2010, dopo appena due anni dalle ultime politiche. Non si capisce bene se l’intento sia pero` quello di ricandidarsi, ipotesi che parrebbe assurda, ma che non stupirebbe. Ormai siamo abituati a tutto.

Diventa, percio`, di vitale importanza questo congresso del PD. Se il Partito Democratico riuscisse ad uscire rafforzato (e non, come pare scontato, indebolito) dal Congresso di Ottobre, si puo’ giocare una vera e propria partita.

Il tutto, l’intero quadro, e`, pero`, disgustoso, lo ammetto, l’Italia e` un paese in questo momento senza un Governo, e` un paese privo di alcuna guida, allo sbaraglio. La discussione politica e` inesistente, i giornali sono occupati da una guerra che, sinceramente ha stancato e gli Italiani sono sempre piu` poveri.

I partiti, quelli grandi, sono deboli e disuniti. Fini contro Berlusconi, Bersani contro Franceschini e Marino. Chissa`  se a Marzo ci troveremo davvero due grandi partiti e non cinque partiti medi. Uno di Fini, uno di Berlusconi, un grande centro con Casini, Rutelli e Montezemolo, un partito di Bersani ed uno di Marino (magari con Vendola). Fantapolitica? Staremo a vedere, intanto, godiamoci il tutto.

Si e` svegliato!

ecco ora che anche marino vuole dibattere…

La discussione sul confronto a tre continua

Ignazio ha affermato il 6 settembre, da Cesena, che “il Partito democratico guarda ad Obama, ma poi se proponi le primarie all’americana, con un confronto diretto sui programmi dei candidati, Franceschini rimanda a dopo i congressi dei circoli e Bersani tace. Queste sono le primarie all’italiana”. Ignazio ha poi continuato chiedendosi: “Ma che senso ha la proposta di Franceschini di realizzarlo dopo i congressi dei circoli, peraltro a distanza, con tre discorsi distinti? E’ questo il rispetto che il segretario del più grande partito d’opposizione italiano ha per i suoi iscritti? Io credo che la proposta di Pippo Civati, di realizzare il confronto il 20 settembre a Firenze, ospiti nella città governata da Matteo Renzi, vada accolta senza timori”.

Oggi (8 settembre), Pierluigi Bersani ha risposto a Ignazio che da Repubblica Tv, questa mattina, aveva sostenuto che si sarebbe rivolto a D’Alema e Veltroni: “Marino può rivolgersi a chi vuole, ma il problema è semplice, ci sono i congressi di circolo aperti e bisogna avere rispetto per questa discussione. Il nostro percorso prevede che l’11 ottobre ci sia la Convenzione, dove i tre i candidati, a conclusione dei congressi di circolo diranno la loro. Lì ci sarà il confronto,  davanti alla nostra gente. Dopodiché da lì alle primarie del 24 ottobre decideremo se sarà il caso di fare dibattiti pubblici insieme. Lo valuteremo in concordia e in amicizia. Però, in questa fase, secondo me, ci vuole un po’ più di rispetto per la discussione che sta avvenendo nei nostri circoli. Credo che si debba seguire il percorso che tutti insieme abbiamo deciso ”.

Ignazio ha quindi replicato (8 settembre):

“Trovo sorprendente che chi si candida a leader della principale forza di sinistra e del Partito democratico non voglia avere rispetto per le persone dei circoli attraverso un confronto su temi che interessano la gente. Queste persone chiedono che ci confrontiamo in maniera pubblica sullo sviluppo energetico, sulle politiche del lavoro, sull’immigrazione, sui diritti civili, in modo che gli iscritti abbiano la possibilità di sentire dalla nostra viva voce l’Italia che immaginiamo. Io continuerò ad insistere, anche perché, a tutte le Feste Democratiche a cui partecipo, quando chiedo alla gente se vuole o meno un dibattito pubblico, la risposta è un boato di sì. Bersani dice che bisogna avere rispetto degli iscritti e farli prima votare: è come se chiedessi a un professore di fare il voto prima di interrogare uno studente. E’ davvero sorprendente. Bersani poi afferma che abbiamo deciso che il dibattito non si faccia. Ma abbiamo chi? Sicuramente non io. Il Regolamento del Pd non vieta confronti democratici”.
Ignazio avanza il sospetto che il ‘niet’ a un confronto pubblico miri a ‘oscurarlo’, per impedirgli di farlgi raggiungere il quorum del 5%, necessario per accedere alle primarie. E prosegue”‘D’altra parte, il fatto stesso che l’organizzazione della nostra mozione non ha l’anagrafico degli iscritti, e le difficoltà che incontriamo da tutti i punti di vista, questo è un dato di fatto. Ma al di là del tentativo di non farmi superare il 5%, che non riuscirà,  il problema di fondo è che abbiamo due grandi leader di statura nazionale che si propongono di guidare l’Italia e non vogliono il confronto, e questo per un solo motivo: non sanno dare un “sì” o un “no” chiaro su nucleare, sui respingementi; sui diritti civili, poi, scapperebbero dalla stanza, viste le contraddizioni dentro le loro mozioni. Io, invece, voglio un Pd in cui, come è scritto nel Vangelo, ci siano dei “sì” e dei “no” chiari: il di più viene dal Maligno”.

L’ultima dichiarazione di Ignazio a riguardo (9 settembre):

“Sono molto arrabbiato, preoccupato. Vedo aprirsi uno scenario che è il contrario di quello che ho in mente quando penso al futuro del PD. Il rifiuto da parte di Bersani e Franceschini di partecipare ad un confronto alla pari, di fronte agli elettori, non è altro che il sabotaggio della democrazia interna e un insulto nei confronti dei nostri iscritti. In ogni piazza d’Italia dove vado incontro migliaia di persone, gli stessi organizzatori ne sono stupiti e le cronache dei giornali regionali riportano fedelmente l’interesse suscitato dalla mozione Marino. Sono gli stessi iscritti che chiedono il confronto.  La stampa nazionale, invece, pare non accorgersi della novità della nostra presenza al congresso, quasi ci fosse una congiura del silenzio.”

“Io mi batto per la democrazia sempre, dentro e fuori il partito, per questo mi pare che l’unico modo per dare ai nostri iscritti, ai molti che sono ancora indecisi, la possibilità di capire quali siano le molte e sostanziali differenze tra le tre proposte sia quello di un confronto a tre. Il partito non può essere democratico solo di nome, deve esserlo nei fatti e mi pare ci sia molta strada da fare in questa direzione. Anche in Francia dove il congresso del Partito Socialista era aperto solo agli iscritti, la campagna congressuale si è svolta sostanzialmente attraverso il confronto diretto tra i candidati alla segreteria.”

Primarie del PD

Secondo il riformista ed il corriere Marino e` un candidato senza speranze, relegato all’11% dei consensi tra gli elettori democratici. La cosa non puo’ che rattristarmi, pur sapendo che queste notizie vanno prese con le pinze. Credo che Marino arrivera` ad aggirarsi intorno al 20% alle primarie, ma al momento non vedo possibilita` di vittoria, ne` di rimonta.

Marino ha un programma solido, uno staff all’altezza ed e`, senza dubbio il miglior candidato in corsa. Il problema non e` di natura programmatico, ne` relativo alla bravura del candidato, il problema di marino e` che e` un candidato che non fa notizia: non e` un candidato mediatico e, se togliamo le accuse del foglio, non ha suscitato neanche particolare interesse tra i giornali, un po’ di piu` tra i non-democratici.

Questo e` il vero problema di Marino e sono convinto che sia ancora possibile risolverlo, ma bisogna iniziare a fare sul serio. Obama, ad esempio, non ha vinto, purtroppo, perche` era il piu` bravo (il fatto che comunque lo fosse non e` da sotovalutare), cio` che gli ha dato la vittoria contro candidati forti, prima alle primarie con Hillary e poi alle elezioni con McCain, e` stata la capacita` di attirare su di se` le attenzioni di tutti , di farsi conoscere e di saper comunicare un messaggio semplice, chiaro e vincente. Poi, dopo aver fatto cio`, e` riuscito anche a far capire di avere il programma migliore, ma e` stato l’ultimo tassello di un puzzle che non sarebbe neanche iniziato se non avesse fatto quello che la politica italiana considera blasfemia: marketing politico; Obama e` diventato di moda, la politica e` diventato argomento di discussione, avere la spilla di obama, o la magliettina, faceva tendenza. Obama e` stato aiutato in questa avventura da un grande stratega, David Axelrod, noi non ce l’abbiamo “un Axelrod”, pero` il team guidato da Civati e` certamente molto capace e competente, basta essere piu` coraggiosi, piu` incisivi, bisogna saper interessare; le proposte sono estremamente innovative, la comunicazione di queste no. Continuando cosi` si prendono 30 punti di distacco da Bersani (e la cosa sarebbe imbarazzante). Non dico che fino adesso non si sia fatto nulla, si e` lavorato, duramente, si ha coinvolto ed entusiasmato la base degli elettori di marino, ma non si e` riusciti a fare breccia nel restante 80% del popolo democratico.

E` ovvio, anche, che la situazione italiana sia diversa da quella americana e non e` facile ripetere un successo come quello di Obama, che, per altro, ha sicuramente anche altre origini, pero`, ribadisco, prendere spunto non fa mai male. Mi rendo conto che Marino non e` Obama, chiunque faccia politica o segua il mondo della politica se ne rendera` conto, pero`  io dico che “si puo’ fare” (tanto per citare uno slogan infelice) di meglio…

I miei suggerimenti, da modesto elettore, sono i seguenti:

1. L’ho gia` detto: bisogna organizzare un dibattito tra i tre candidati, questo e` fondamentale per la riuscita della campagna, ma deve essere la stoccata finale, quella che ti fa fare l’ultimo salto di popolarita` e nei sondaggi, ecco le motivazioni per il dibattito.

Il dibattito a inizio settembre, permette di chiarire le posizioni prima dei “mini-congressi” dei circoli.
tra l’altro i risultati del dibattito sarebbero molteplici:
1. MARINO DIMOSTRA DI ESSERE UN CANDIDATO MIGLIORE DEI DUE AVVERSARI A COLORO CHE GIA` VOTANO DEMOCRATICO E AGLI ISCRITTI
2. MARINO ATTIRA COLORO CHE NON VOTANO DEMOCRATICO ALL’AREA DEMOCRATICA E QUESTI LO VOTANO ALLE PRIMARIE; SI ALLARGA L’ELETTORATO PD.

Il dibattito va fatto sul modello dei dibattiti democratici americani:
1.DOMANDE FATTE VIA YOUTUBE DAI DEMOCRATICI ITALIANI -> COINVOLGIMENTO DELLA BASE
2.TEMPO LIMITATO PER FORNIRE RISPOSTE E RIGOROSITA` NELLO SFORARE.
3.DOMANDE POSTE DA STUDIO DA VARI PROFESSIONISTI NEI LORO CAMPI, MEDICI SULLA RICERCA, ECONOMISTI SULL’ECONOMIA, PROFESSORI UNIVERISTARI SULL’UNIVERSITA`.

questo e` il primo imprescindibile punto della campagna di marketing di Marino.

2. Si iniziano a usare i social network in modo diverso: non e` possibile che mi arrivi un messaggio ogni 10 giorni, non e` possibile che su twitter si aggiorni lo status una volta ogni 10 giorni (adesso magari esagero, pero` siamo li`). Eravate iscritti alla newsletter di Obama? mi arrivava (e mi arriva ancora) una mail ogni due giorni. Teniamo alto l’interesse dell’elettorato, martelliamo di informazioni.

3. Puntare sui giovani e le politiche giovanili: si sta facendo molto, pero` sono dell’idea che si debba iniziare a girare degli spot mirati sulle politiche di marino, specie quelle giovanili e quelle civili, da far girare con i social networks e con youtube.

4. Sarebbe anche utile che Marino si faccia riprendere per 5 minuti al giorno e faccia girare il video sui vari networks, facendo i punti della campagna, gli appuntamenti quotidiani e commentando le notizie piu` rilevanti “dell’ oggi politico”.

5.  Marino deve parlare come fosse il segretario del Pd; fino ad oggi mi e` sempre sembrato, sara` stata una mia impressione, che Marino parli sempre come un outsider, qualcuno che non c’entra col pd, che sta in un altro partito. Dobbiamo tentare di diventare noi il pd, di far passare il messaggio che quando si parla di Pd si parla di Marino e cavalcare l’onda “dell’orgoglio democratico”; anche a forza di risultare noiosi e ripetitivi, dobbiamo far sentire la nostra voce, far sapere con chiarezza cosa pensiamo usando sempre le stesse parole e sempre gli stessi termini chiave.

6. Trovare e poi pubblicizzare il sostegno di membri importanti della societa` italiana, dal mondo della televisione (che ne so magris, floris o fazio), a quello universitario.

7. Avessimo un simbolo carino si sarebbe potuto davvero fare gadget con quello, ma non ce l’abbiamo. Questa e` una grande critica alla campagna, il simbolo sembra quello delle piscine del comune a milano.

Bettino, Silvio e tutti gli uomini del presidente:

Giuseppe Saro è andato oltre: «Voi non vi rendete conto ma c’è il clima che si respirava quando Bettino stava cadendo. Bisogna dare un’anima a un partito che non c’è». E così via.

Ho qui ‘ennesima prova, se ancora ce ne fosse bisogno,  che tra Silvio e Bettino le differenze sono davvero poche. Silvio ha fatto piu` strada, e` diventato piu` ricco, ma guida lo stesso partito, del caro bettino, con un nome diverso. Adesso questo partito, l’ex psi, ha aggiunto alla componente mafiosa quella fascista, ma siamo li`.

Le mie parole sono forti, con questo non voglio assolutamente dire che tutto l’ex-psi fosse un partito di mafiosi, ne` che fossero tutte personalita`, anche allora,  piu` di destra che di sinistra (anche se e` strano parlare di psi come partito di sinistra quando il gruppo dirigente del pdl e` per, almeno meta`, composto da ex-socialisti). Anche nel Psi c’era gente di valore, ma non era un dirigente, chi governava il psi ha rovinato l’Italia, insieme con Andreotti e ha creato silvio.

Tra Berlusconi e Craxi la differenza e` poca, lo dimostra chi gli sta, ancora oggi intorno e lo difende a spada tratta; chi teme che Silvio fara` la fine di Bettino, teme il giusto.  Questa fase di Berlusconi assomiglia alla prima fase di tangentopoli, quando venivano fuori scandali, su scandali ogni settimana, in un escalation di scandali che ha portato alla fine della prima repubblica. Oggi si e` iniziato con gli scandali sessuali, si e` arrivato alle indagini su droga, mafia, sanita` , prostituzione contro tarantini ed io non mi sorprenderei se tra poche settimane uscisse qualcosa di piu` grosso, che includa molti dei partiti e delle personalita` politiche di oggi e che sposti davvero l’attenzione dalla puglia a roma.

Servirebbe questo per azzerare la classe politica italiana e ricominciare da capo? Credo di si`. Credo che questo sia il momento giusto per fare fuori quelli che nel PD rischiano di essere travolti dal prossimo scandalo. Credo che questo sia il momento di cambiare il paese, di sostenere Marino e di azzerare la classe politica italiana e di dare, finalmente spazio ai giovani. Chissa` che la salvezza del nostro paese sia una nuova tangentopoli, chissa`.