Passera, non smentirci

febbraio 2, 2012

Da quando Mario Monti è Presidente del Consiglio ed è caduto il precedente governo ho cercato di parlare il meno possibile di quello che stava facendo perché in occasioni come queste è meglio astenersi e formulare un giudizio quando si hanno gli elementi per farlo e dopo che si è dato il tempo a chi è arrivato di prendere dei provvedimenti e agire (nessuno ha la bacchetta magica). Inoltre, sono convinto che la situazione fosse troppo critica per fare i pignoli su alcune cose.

Ora la situazione rimane grave, ma è meno grave di quando lo spread toccava per la prima volta quota 500 punti e ad affrontare la crisi c’era un governo di inetti. Ora, poi, un po’ di tempo è passato e su qualcosa si può anche iniziare fare i pignoli, che è poi quello che mi riesce meglio.

Premetto che sono molto soddisfatto di quello che sta facendo questo governo complessivamente e che i suoi membri, che con il tempo stiamo imparando a conoscere, mi sembrano persone per bene, brave e preparate. Soprattutto mi sembrano persone in buona fede.

Il punto è che proprio per questo sarebbe il caso di evitare di mettersi in situazioni che possono essere equivocate. Per esempio, per quanto io stimi il Ministro Profumo e per quanto fossero anni che all’istruzione non andava un cretino o una cretina (a destra e a sinistra), ma anzi una persona preparata, stimata e stimabile, ritengo che sia equivocabile il suo non voler lasciare la presidenza del Cnr, presidenza che aveva ottenuto poco prima di diventare ministro. L’incompatibilità tra i ruoli esiste non solo per una questione di trasparenza (il controllato e il controllante non dovrebbero poter coincidere) ma anche per vincoli di legge. Profumo sarà un gran ministro e avrà tutto il tempo di tornare alla presidenza del Cnr, dove sarebbe una boccata di aria fresca, finito il suo mandato. Ora, scelga una delle due cariche.

CORREZIONE: Mi avvisano che il Ministro Profumo si è dimesso due giorni fa, chiedo scusa e complimenti al Ministro. Qui la notizia.

E poi passiamo a ciò che mi ha spinto a scrivere questo post, ovvero un atteggiamento equivocabile, appunto, del super-Ministro Corrado Passera. Passera è stato fino ad adesso molto corretto: ha ceduto, per una questione di trasparenza le sue azioni in Banca Intesa e si sta spendendo, almeno questo è un mio parere, con dedizione e buona volontà per lo sviluppo del paese. Insomma, Passera, che è pure tra i pochi a non aver escluso un futuro in politica (e sarebbe nel centrodestra), quando la parentesi di questi mesi sarà conclusa, a mio parere sta agendo in maniera efficiente, trasparente e con buoni propositi.

Ecco proprio per questi motivi credo che debba dare delle spiegazioni, come ha fatto fino ad adesso, su questo fatto:

Poche settimane fa il Ministro Corrado Passera ha spiegato in Parlamento che non poteva essere accordato alla Singapore Airlines il permesso di far proseguire verso New York JFK il volo che tutti giorni arriva a Malpensa da Singapore, perché osterebbero le norme europee.

Eppure Linkiesta ha scoperto che:

Qualcuno che aveva dubbi sulla risposta, però, parrebbe essersi premurato di svolgere al posto del Ministero quest’incombenza, ottenendo dalla UE una risposta veloce e non ambigua: il Governo italiano può decidere in piena autonomia, senza bisogno di permessi da Bruxelles.

(Leggi il resto dell’articolo qui).
Ora, abbiamo parlato di liberalizzazioni in vari settori. Questo (quello aereo) è un settore dove, più di altri,  la concorrenza ha portato, nel concreto e nella vita di tutti noi, vantaggi economici notevoli e tangibili. Riconosco che su questa tratta in particolare potrebbe esserci un interesse personale di chi scrive, tuttavia è anche una questione di principio. I maliziosi iniziano, infatti, a porsi delle domande: “ma Passera non era l’advisor del salvataggio di Alitalia?” Pare di si. “Chi ha il quasi-monopolio sulla tratta Milano-JFK?” Alitalia e i suoi partner stretti. Ora io non credo che Passera abbia risposto in malafede, non credo che si stia cercando di difendere un quasi-monopolio nazionale (e non di stato attenzione) e neanche interessi personali del Ministro, tuttavia, giusto solo per smentire i maliziosi, sarebbe il caso di concedere a questo (e altri voli simili) un permesso per imbarcare nuovi passeggeri, come, peraltro, succede in altri capitali europee. A maggior ragione con la situazione attuale di Malpensa (Formigoni, svegliati, se esisti, e attivati) che ormai, quando ci arrivi, sembra una città deserta del far-west.
Quindi ricapitoliamo: la concorrenza abbasserebbe i prezzi sulla tratta, Malpensa aumenterebbe traffico e prestigio, ci sarebbe più lavoro. What’s not to like?
Ministro, non smentisca noi che crediamo nella sua buona fede e nel suo interesse per lo sviluppo: conceda questo e altri permessi e facciamola finita. #liberalizIT.

Urgono spiegazioni

gennaio 21, 2012
Qualcuno spieghi all’avvocato che quando avrà bisogno di un taxi, lo troverà, perché ci saranno più licenze. Qualcuno spieghi al farmacista, che quando dovrà comprare casa, non dovrà pagare una tariffa minima al notaio. Qualcuno spieghi al tassista, che quando avrà finito il turno delle 11 potrà andare in farmacia e comprare quel farmaco che e` finito e il figlio ha l’influenza.
Qualcuno spieghi agli italiani, che l’interesse di pochi non e` l’interesse di tutti. E che l’interesse di tutti e` anche il loro. #liberalizIT

La colpa, in effetti, è degli altri

novembre 19, 2011

La cosa più sconvolgente che sto sentendo in questi giorni da sinistra a destra, da Ferrara a Giulietto Chiesa, quasi fosse il collante dell’opposizione al governo Monti, e` che la colpa di questa crisi non e` italiana.

Non siamo noi che per quarant’anni abbiamo governato malissimo la nostra cosa pubblica, a tutti i livelli. Non siamo noi che abbiamo fatto debito senza sapere se e come l’avremmo ripagato. Non siamo noi ad avere permesso che la politica costruisse un società profondamente ingiusta, oppressa da corporazioni medievali e intoccabili, impossibili da eliminare. Non siamo noi ad avere la peggior informazione del mondo libero. E non siamo noi ad aver letto, senza lamentarci troppo, i peggiori giornali dell’occidente. Non siamo noi ad avere la peggiore televisione di stato mai vista, lottizzata dai partiti e assolutamente inguardabile. Non siamo noi ad aver avuto la peggiore anomalia del sistema politico occidentale, Berlusconi, e ad averlo sopportato per 20 anni. Non siamo noi il paese dei poteri fortissimi e invincibili, come la mafia, vero cancro nazionale troppo spesso dimenticato (poteri forti reali e non inventati come quelli che avrebbero messo su Monti, per chiarire). Non siamo noi il paese della grandi disparità tra nord e sud. E non siamo il paese che in 150 anni non è mai riuscito a fare nulla per ridurle, queste disparità. Non siamo noi il paese di grandi ricercatori e di una pessima ricerca (perché di soldi, per quella non ci sono). Non siamo noi il paese di baroni, evasori e Lele Mora. Non siamo noi il paese che per i giovani non ha mai fatto nulla in 150 anni. Non siamo noi ad affrontare il secolo XXI con infrastrutture del secolo XX. E potrei andare avanti. Ora, però, capite che la colpa non può essere nostra, noi siamo stati così bravi!

La colpa della nostra crisi, ci dicono, è dei mercati, dei banchieri americani, dei finanzieri inglesi, della Merkel e di Sarkozy. L’Italia è grande, sono gli altri che ci opprimono. Sembrano gridare all’isolazionismo, alla riscoperta delle nostre radici e della nostra (presunta) grandezza. E a quel paese l’Europa e a quel paese il FMI e a quel paese la finanza internazionale e la globalizzazione, che senza queste mafie legalizzate, noi saremmo di nuovo grandi, i più grandi, perché noi abbiamo il manifatturiero, eh.

L’ultimo ad avere detto cose simili? Benito Mussolini. Quota ’90. Battaglia del Grano. Isolazionismo. Grande Italia. Radici cristiane.

Mussolini era un socialista, ha unito tutti i matti, i complottisti, gli esaltati. Stiamo attenti, che se Chiesa e Ferrara lo trovano, il loro Mussolini, li vedremo uniti e ci sarà da divertirsi.

(Ah e Ferrara che ancora oggi si ostina a dare la colpa di vent’anni di berlusconismo a tutti fuorché Berlusconi fa quasi tenerezza).

P.S. Vorrei chiarire che qui non si sta dicendo che la colpa della crisi economica internazionale è italiana, la crisi è partita altrove e ne siamo tutti ben consci. Detto questo l’Italia non cresceva prima della crisi e cresce ancora di meno ora che ci siamo dentro. Inoltre, la crisi del debito e dell’Euro, magari non oggi, magari non domani, ma dopodomani magari si, sarebbe scoppiata comunque. E se oggi siamo nella situazione in cui siamo non è solo per i mutui sub-prime concessi oltreoceano. Giusto per chiarire.


Ecco come si fa il miglior giornale del mondo/4

novembre 18, 2011

Un altro capitolo della saga: il NYT oggi pubblica un “editorial” che espone la linea del quotidiano sul ruolo che dovrebbe avere la BCE. Si dice, sostanzialmente, che la Banca Centrale Europea deve iniziare ad essere un po’ più banca centrale europea e un po’ meno banca centrale tedesca, che “bene Monti e Papademos”, ma il Pil dell’intera Eurozona non può crescere con solo austerity e tassi “tedeschi” e che Merkel dovrebbe cercare di navigare meno a vista e essere meno populista e più lungimirante.

Al di là di quello che ciascuno pensa sul tema (e io sono d’accordo con il quotidiano di 8th&42nd), il contributo che i giornali portano al dibattito politico ed economico deve essere questo. I giornali non devono avere paura di prendere posizione, di schierarsi e di appellarsi alla classe politica ed all’establishment perché portino avanti quello che essi credono sia giusto fare. Il problema è, tuttavia, sempre di modo e stile e quindi di credibilità. Cioè non è che si può fare come Repubblica, che tratta Mario Monti come una sorta di messia, quando per anni si è opposta strenuamente alle politiche che lo stesso Monti propone.

Non solo, noi abbiamo altri grandi quotidiani di opinione, come Libero, come il Giornale, come il Fatto and so on. Insomma, imparassero un po’ di più dal NYT e inizino a fare informazione. Il tempo per gli ultras nei quotidiani è finito. Forse, dopo ai continui appelli alla responsabilità rivolti alla classe politica, sarebbe il caso che anche loro iniziassero ad agire, come dire, in modo più responsabile.

  (hat tip: Camillo)


Vincitori e vinti

novembre 14, 2011

Berlusconi ha perso, ma Travaglio non ha vinto.

Berlusconi ha perso ed è stato sconfitto, perché è stato un pessimo governante, forse il peggiore, cosa che Travaglio e i travaglisti hanno sempre messo in secondo piano. Per loro, è sempre stato più importante sostituirsi alla magistratura, sui giornali, in televisione, preferendo parlare del piano morale e del privato piuttosto che della disdicevole e vergognosa condotta pubblica e politica. Come dicevamo da tempo, pur accusati di non essere “abbastanza di sinistra”, il berlusconismo finirà solo se la gente si renderà conto che affidare il paese ad uno così è tragico per le conseguenze politiche che questo ha e per nessun altro motivo. Per il resto si possono dare giudizi (sicuramente negativi) e si aspetta la magistratura, ma non è con il resto ed esclusivamente con il resto che si fa opposizione.

Per fortuna, Berlusconi ha perso e Travaglio non ha vinto. Per fortuna Berlusconi si è dovuto dimettere per manifesta incapacità politica e non per un avviso di garanzia o una condanna. A quei problemi, ora, finalmente, penserà la magistratura. Senza pressioni, senza che nessuno possa dire che questa stia agendo per fini politici piuttosto che in buona fede. Berlusconi è finito e tornerà ad essere un comune cittadino. Lo era sempre stato, ma ora se ne renderanno conto anche i suoi e se ne dovrà rendere conto anche lui. E i magistrati potranno giudicare e valutare con maggiore tranquillità, senza la pressione di Travaglio, di Di Pietro e della Santanchè. Certo Berlusconi e le sue vicissitudini giudiziarie faranno clamore. Ma non si potrà parlare di Golpe politico da una parte o non si potrà limitare ad esse l’attività di opposizione (o di governo) dall’altra.

Finalmente, magari non oggi, ma la prossima legislatura, si potrà riformare la giustizia e parlarne secondo ciò che è giusto e ciò che non lo è, non secondo ciò che favorisce o sfavorisce Berlusconi. Questo sarà possibile perché Berlusconi ha perso, ma Travaglio non ha vinto.

Ma c’è qualcuno che ha vinto? Per ora no. La partita è lunga e c’è più speranza oggi di quanta ce ne fosse la settimana scorsa. Ma per uscire dal tunnel ce ne è di strada ancora da fare. Bisognerà lasciare fare al Professor Monti. Bisognerà fare sacrifici. Bisognerà fare tutti la nostra parte. E poi, la prossima volta che andremo votare, tra 3 mesi, 6 mesi, un anno, nel 2013, gli Italiani dovranno votare bene. Dovranno votare per fare in modo che una situazione come quella di oggi, in cui c’è un esercito di incapaci al governo e un esercito di forcaioli tra i suoi oppositori, non si ripresenti più.

Quando si andrà a votare, Berlsuconi e Travaglio dovranno essere archiviati tra le pagine nere della nostra storia. Di quelle da non rievocare. Di quelle da dimenticare. Di quelle di cui faremo a meno.

Si può fare: perché Berlusconi ha perso e Travaglio non ha vinto. Grazie a Dio.


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