Tutti contro Romney

gennaio 9, 2012

In questi giorni che precedono le primarie repubblicane in New Hampshire tutti i candidati repubblicani stanno attaccando Mitt Romney, il superfavorito qui e per la vittoria finale. Questi attacchi sembrano aver dato qualche frutto visto che Romney, dato da alcuni sondaggi anche sopra il 40% delle preferenze fino a pochi giorni fa, ora pare aggirarsi intorno al 35%.

La maggior parte delle accuse degli altri cinque si riferiscono in particolare al passato di Romney come C.E.O. di Bain Capital, una firm di investimenti accusata di aver fatto i soldi facendo l’avvoltoio sulle imprese in difficoltà, lucrando sui fallimenti e facendo cosi` perdere tanti posti di lavoro. A riguardo non è stata sicuramente felice l’uscita di Romney di un paio di giorni fa in cui dice che a lui “piace l’idea di poter licenziare le persone che lavorano (provide services) per lui”, ora in tutti i tv ads degli avversari repubblicani e anche prontamente ripresa dai democratici.

Peraltro è lo stesso ex-governatore del Massachusetts che in campagna ha sempre fatto del suo passato da top manager un motivo di vanto e che spesso ha detto di voler essere un “C.E.O. president”. Ora gli altri gli chiedono il conto, in particolare Huntsaman e Gingrich.

Jon Huntsman, che in Iowa non ha praticamente fatto campagna, spera qui di rilanciare la propria campagna, anche se viene dato in generale per spacciato. Gingrich ha qui forse l’ultima possibilità di arrivare alla nomination: deve arrivare secondo o di poco terzo e poi far molto bene in South Carolina, dove sta spendendo moltissimi soldi, e dove si giocherà il tutto per tutto.

In ogni caso, qui in New Hampshire, l’unica ragione di interesse rimasta sarà di vedere chi si aggiudicherà il secondo ed il terzo posto posto dietro Romney e di quanto: sono in molti, infatti, ad affermare che sarà molto difficile per chiunque sostenere un posizionamento peggiore e comunque ottenere la nomination (a meno che anche queste elezioni facciano una o più vittime illustri, facendo cosi` convergere la maggior parte dei voti “anti-Romney” su uno o al massimo due candidati. Pare, comunque che tutti siano intenzionati ad arrivare perlomeno alla prossima tappa, in South Carolina).

Anyway, in questo momento i sondaggi danno Paul secondo intorno al 20%, Huntsman terzo tra il 10% e il 16%, Santorum, il secondo di otto voti in Iowa, quarto intorno al 10% con un leggero margine su Gingrich e poi Perry, il cui fare da cowboy (scemo) proprio non piace qui nel nordest, dead last con l’1%.

La gara per secondo e terzo posto, quindi, è aperta. Ora non resta che aspettare. La sensazione generale è che, comunque vada, alla fine Obama sfiderà Romney (e vincerà).

Una cosa interessante su Obama: la tattica del presidente durante la prossima campagna sembra essere molto simile a quella che ha vinto il secondo mandato a Clinton e riassumibile nel motto: “la colpa è del congresso a maggioranza repubblicana che non mi fa lavorare”. I repubblicani rispondono che il senato è a maggioranza democratica, che, come risposta, mi pare un po’ vuota.

 


Help from Jersey contro Obama

ottobre 12, 2011

Mentre le primarie repubblicane offrono scenari sempre più assurdi, con Hermain Cain, un tizio fuori di zucca, ex C.E.O. di Godfather’s Pizza, che dopo il dibattito di ieri viene dato da un sondaggio PPP avanti di ben 8 punti rispetto a Mitt Romney (cosa che se uno non la vede non ci crede), Romney, che rimane comunque il più probabile vincitore della nomination, riceve l’endorsement più ambito nel GOP, quello di Chris Christie, il grosso, grasso, governatore del New Jersey, che in molti avrebbero voluto in corsa in prima persona.

Del soggetto si era già parlato qui e per Romeny questo e` un bel colpo, come spiega il NYT. Christie offre garanzie politiche, popolarità, una faccia che piace agli americani e soprattutto donatori. Quelli che avrebbero finanziato la sua campagna (ed erano tra i conservatori con le valanghe di dollari da investire) adesso dovrebbero investire su Mitt, il mormone, che e` comunque quello tra i repubblicani con le maggiori possibilità di battere Obama.

Detto questo, i sondaggi danno Romney e Obama più o meno appaiati e, a meno di suicidi politici, e` difficile credere che l’attuale Presidente venga sconfitto. Un po’ perché nei dibattiti Obama e` un fuoriclasse e Romney, che contro Perry sembra un fenomeno, non e` certo quello che ti fa sognare. Un po’ perché Romeny non può attaccare Obama sul grande cavallo di battaglia dei repubblicani, ovvero Obamacare, visto che la riforma sanitaria si e` ispirata molto a quella che Romney fece passare nel Massachusetts quando ne era governatore. Un po’ perché Obama e` complessivamente un miglior candidato rispetto a Romney e per di più ha il vantaggio di essere Presidente uscente (negli Stati Uniti, nella storia recente, sono stati pochi gli “one-term-Presidents” ).

Insomma, se l’economia non peggiora nettamente, se Gheddafi non riconquista la Libia, se non si scopre che Bin Laden e` ancora in Pakistan vivo e vegeto, per i repubblicani forse bisognerà aspettare il 2016.


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