Un, due, tre: che me ne fotte a me?

novembre 27, 2011

Se il comune fa il blocco del traffico tutti si lamentano. Se non lo fa si lamentano tutti. Se non piove è colpa del comune, se piove ladro è il governo. Se c’è smog la colpa è del sindaco. Se devi usare la macchina è scandaloso che si sia il blocco, che tanto non serve a nulla. Se non la devi usare devono vietare la circolazione a tutti, ovviamente, che “ne ho piene le palle dello smog”. Se dialogano con la provincia sono venduti. Se non dialogano con provincia e regione non sanno coordinarsi. Se bloccano anche i motorini sono infami. Se non bloccano i motorini è un’ingiustizia.

Gli Italiani. I Milanesi. Keep it up.

 

 


Notte contro le mafie

novembre 23, 2011

Giovedì 24 Novembre, per chi fosse interessato, Facciamo Rete, in collaborazione con Libera e altre associazioni antimafia organizza una serata per discutere della commissione antimafia a Milano.

La mafia a Milano e l’EXPO. La nostra città è chiamata alla sfida più grande degli ultimi vent’anni, l’EXPO, ma deve convivere col fenomeno dell’infiltrazione mafiosa. Per combatterlo è stata creata la commissione antimafia del consiglio comunale, ma come renderla operativa senza compromettere la riuscita dell’evento internazionale ormai alle porte? quali strategie mettere in campo e perchè?

Ne parleremo con:
- David Gentili, consigliere PD
- Nando Dalla Chiesa, docente di Sociologia
- Ilaria Ramoni, referente lombardia per Libera
- Giuseppe Catozzella, autore de “l’alveare”

modera: Daniele Biacchessi, giornalista di Radio 24 e scrittore

in collaborazione con: Libera, Studenti Viola, Agende Rosse, 11Metri

L’evento si tiene al Lato B, in Piazza XXIV Maggio, a Milano. Si tratta di quel locale in mezzo alla piazza.

Qui l’evento su Facebook. Partecipate, che è importante.

N.B. Anche se non potete venire, diffondete l’evento, che e` altrettanto importante.


Il costo dello studio

ottobre 10, 2011

Io sono solito studiare in biblioteca. Lo faccio perché a casa, tra internet, televisione, frigorifero, telefono and so on non riesco a concentrarmi. In tanti condividono questa situazione e preferiscono studiare nelle biblioteche piuttosto che a casa. Infatti questi luoghi sono sempre affollati e spesso, in certi orari, è molto difficile trovare anche solo posto a sedere, a dimostrazione che la domanda esiste.

La domenica, però, è sempre un dramma. Questo perché la mia università, come il comune di Milano come tutte le altre università (eccetto una, ma dopo ci arrivo) hanno deciso che la domenica è un giorno in cui le biblioteche devono rimanere chiuse, diversamente da quanto succede nel resto del mondo.

Premesso che per quanto riguarda la mia università, la Bocconi, si tratta di un problema interno e difficilmente risolvibile in quanto ente privato (ciò non toglie che sia a maggior ragione scandaloso a fronte della retta pagata) e premesso che comunque la mattina della domenica, in Bocconi ci sono dei posti studio aperti (pochi), con gli enti pubblici, in particolare quelli comunali, non si può essere così transigenti, o meglio si può provare a fare qualcosa. Perché si, gli studenti studiano anche di domenica e perché si, è un dovere delle istituzioni pubbliche fornire servizi che vengano incontro ai cittadini.

Questo onda evitare che l’unica biblioteca aperta la domenica pomeriggio a Milano, quella di architettura del Politecnico, in via Ampere 2, possa continuare a far pagare l’accesso agli studenti non del Politecnico 5 euro. Che sono tantissimi. Che sono un calcetto, un mostra o quasi un cinema. Ovviamente, essendo gli unici a fornire il servizio, possono permettersi questi prezzi assurdi offrendo in cambio, sostanzialmente, un tavolo, una sedia e silenzio (gli studenti non del Poli, infatti, non possono neppure accedere al wifi). Basta una lezione di microeconomia per sapere che se le biblioteche comunali fossero aperte quelli di Architettura non potrebbero tenere questi prezzi e, qualora decidessero di mantenerli, nessun “esterno” fruirebbe più del servizio.

Milano è una città europea (o si avvia ad esserlo). A Milano abbiamo una giunta attenta ai problemi degli studenti e delle esigenze di chi vive in città. Milano è un polo universitario molto importante in Italia e le università milanesi accolgono studenti da tutto il mondo. Questo, alla città di Milano fa comodo. Perché l’economia gira anche grazie agli studenti universitari, perché le università, per una città sono un asset importante.

Ora è necessario che Milano dia qualcosa indietro a coloro che scelgono di studiarvici. Non è più accettabile, né tollerabile tenere chiuse le biblioteche comunali la domenica. Gli studenti di Milano lo esigono e lo meritano.

Sono sicuro che il sindaco e la giunta, una volta considerato il problema capiranno. Intanto, facciamo sentire la nostra voce.

 


La politica, tutti insieme

ottobre 4, 2011

Ieri sera a Palazzo Reale a Milano c’è stato un incontro interessantissimo sul futuro delle biciclette e dei ciclisti a Milano, organizzato da Pierfrancesco Maran, Assessore alla mobilità e all’ambiente, con l’aiuto di Ciclobby.

La sala era stracolma di gente che voleva ascoltare e confrontarsi sul tema, cosa che, con le amministrazioni precedenti, era stato impossibile fare. Si trattava di persone desiderose di trovare una giunta pronta ad assumersi la responsibilità di cambiare lo “stuatus quo” in fatto di mobilità e pare che Maran e Pisapia abbiano intenzione di ripagare la fiducia delle tante, tante persone che ieri hanno riempito la sala conferenze di Palazzo Reale: nuove piste ciclabili già entro Expo, nuove stazioni BikeMi, limitazioni per chi si muove in automobile ed intransigenza totale verso coloro che, per esempio, parcheggiano l’auto sulle poche piste ciclabili già esistenti, giusto per citare le prime cose che mi vengono in mente.

Quello che fa ben sperare, in ogni caso, è che tutta questa voglia di ascoltare i cittadini e le loro opinioni non c’era mai stata, come anche l’umiltà, se vogliamo, di pensare che da soli, un sindaco, un assessore, una giunta, non possono cambiare le cose, ma che davvero, oggi, più di quando siamo andati alle urne e abbiamo votato Pisapia, Milano ha bisogno di tutti noi. E questa giunta non smette mai di ricordarcelo.


Ora Basta, e quando mi incazzo mi incazzo.

settembre 8, 2011

Gianni Barbacetto delira e offende tutto coloro che hanno votato Pierfrancesco Maran, che gli hanno dato una mano in campagna elettorale e che lavorano, tanto, come fa il mio circolo, per una politica migliore, più forte e più a contatto con i cittadini.

Noi, come circolo, veniamo da risultati elettorali straordinari. I voti per il Partito Democratico nella nostra zona sono sempre aumentati, ad ogni tornata elettorale, andando anche in controtendenza con il trend generale. I candidati che sostiene il mio circolo hanno sempre risultati sorprendenti, frutto di un lavoro meticoloso e ben fatto. Noi svolgiamo un lavoro capillare e vincente nella nostra zona, un lavoro premiato dai cittadini, che ci votano, più di quanto votino altri.

Questo e` il segreto di Maran e di 02pd: essere più bravi degli altri. Saper fare politica in maniera migliore, in una maniera che piace ai cittadini milanesi. E fare ciò non e` facile. E` dispendioso, e` faticoso, richiede un lavoro enorme da parte di tutti gli iscritti del circolo. Richiede il tempo e il sacrificio di tanti volontari.

Il segreto, quindi, non e` Penati, non e` l’uomo forte di turno: non c’e` trucco, siamo solo più bravi e questo da` fastidio. Ha dato fastidio al mio partito in passato, infastidisce la destra ed evidentemente anche una parte di sinistra che meriterebbe di essere una volta per tutte abbandonata.

Noi non abbiamo altri segreti oltre quelli scritto qui sopra e ora mi sono davvero rotto i coglioni di gente che sminuisce lavoro e fatica sulla base di nulla. Sono privilegiati, gente che per mestiere può permettersi di dire falsità e scemenze senza avere conseguenze. E io mi sono stufato. E la sinistra, quella vera, si dovrebbe essere stufata di questi avvoltoi pronti a colpire il nemico al primo segno di debolezza. Mi fanno ribrezzo.

Ora, sul sito del fatto ho commentato cosi`, l’articolo di Barbacetto.

Numero 1: Il centrosinistra sbaglia quando non e` garantista anche quando la giunta e` di destra, non quando e` garantista come ora.
Numero 2: Penati non e` stato condannato da nessuno, se non da Barbacetto, che, evidentemente ritiene di avere elementi sufficienti per sostituirsi alla magistratura.
Numero 3: Anche Penati fosse colpevole, e magari lo e`, Maran non c’entra proprio nulla, ma proprio nulla. Barbacetto, come coloro per conto di cui scrive l’articolo, ovvero l’idv milanese che voleva proprio quell’assessorato, si dimentica di menzionare che solo nel 2010, quando Penati era candidato alla presidenza della regione lombardia, Maran e il mio circolo del partito democratico, si quello attivissimo di cui parla, abbiamo sostenuto un candidato che  Penati non solo non ha sostenuto, ma che Filippo Penati, come l’intero apparato dirigente del pd, hanno fortemente ostacolato perche` toglieva a loro posti e voti. Quel candidato, Pietro Bussolati, 27 anni e nessun padrino politico alle spalle, sconosciuto a tutti ancora due mesi prima delle elezioni, ha preso oltre 3000 preferenze, poco meno di quello che ha preso Maran. Com’e` la storia Barbacetto? Perche` ti dimentichi di menzionarlo.
Noi prendiamo tanti voti, come circolo, perche` siamo piu` bravi degli altri, perche` facciamo campagne elettorali che gli altri si sognano e perche` crediamo nelle persone che sosteniamo, crediamo nel valore della rappresentanza e nell’impegno nei confronti della gente. E la gente ci premia.

Quindi, su quali basi Maran si dovrebbe dimettere? Perche` e` stato molto piu` bravo degli altri? Perche` e` capace e piace alla gente?
No, perche` non mi risulta che dalla procura si sia anche solo pensato di coinvolgere Maran. Forse barbacetto e` piu` intelligente della procura ad unire puntini? Io non credo.

Vi dovete vergognare. Invocate meritocrazia e siete i primi a violarne anche i piu` basilari principi. Siete disgustosi.

Elia Francesco Nigris, 20 anni.

Non c’è molto altro da aggiungere, ma voglio puntualizzare due cose:

  • Io non scrivo certe cose su Filippo Penati perché mi piaceva politicamente. Io l’ho più volte criticato, ho ritenuta assurda la scelta di candidarlo alla Presidenza della Regione Lombardia, ci ho discusso animatamente durante la fase congressuale. Detto questo, uno non può essere garantista solo quando sono coinvolti gli amici e i parenti. Io credo nel garantismo come forma di democrazia e di tutela dell’individuo. Credo nel garantismo perché ritengo sacrosanta l’idea che uno non e` colpevole finché dimostrato altrimenti, che alla base dello stato di diritto. Credo nel garantismo perché spero di non dovermi mai difendere da false accuse e voglio sapere che, qualora succeda, lo stato mia dia la possibilità di difendermi. Penati e` indagato, finché non c’è una condanna, per favore, tacete (vi basti ricordare la vicenda Del Turco).
  • Attaccare Maran per attaccare Pisapia e` un cosa viscida e schifosa, degna del peggior Sallusti.

(Ho scritto questo post pur essendomi ripromesso di non scrivere della vicenda per non dare neanche voce a chi e` in malafede a prescindere. L’ho fatto, perché oltre ad offendere una brava persona, Pierfrancesco Maran, si e` arrivati ad offendere tutti coloro che hanno volontariamente  deciso di aiutarlo e votarlo. Gente per bene, gente onesta, gente stufa).

 

P.S. I PALADINI DELLA LIBERTÀ DI ESPRESSIONI, OVVERO IL FATTO QUOTIDIANO HA CENSURATO IL MIO COMMENTO. ORA CAPITE L’IPOCRISIA DEL TRAVAGLISMO? ORA CAPITE L’IPOCRISIA DEGLI AMICI A 5 STELLE. QUESTO, NEL MONDO OCCIDENTALE, SI CHIAMA FASCISMO. E POI HAI VOGLIA A PROTESTARE CONTRO LA LEGGE BAVAGLIO.


Non ci vuole molto

giugno 20, 2011

Non ci vuole molto per cercare di stare a contatto con i cittadini che ti hanno eletto. Non e` complicato, basta volerlo, insomma.

Ecco, questo nuovo corso a Milano sembra voler ristabilire un rapporto tra cittadini a politica che si era interrotto ed incrinato. In questo senso va letta l’idea intelligente di trasmettere online, per la prima volta, la prima seduta del nuovo consiglio comunale. Bravi.

 


La giunta Pisapia

giugno 11, 2011

La giunta Pisapia sarà un’ottima giunta e farà bene, ne sono sicuro. Auguro quindi a tutti buon lavoro e colgo l’occasione per fare i miei più sentiti complimenti in particolare a Pierfrancesco Maran, che ho sostenuto con grande entusiasmo in campagna, per il suo nuovo e importante incarico di Assessore alla mobilità, ambiente e arredo urbano.

Ora cambiamo Milano.


Adesso non perdiamoci di vista

giugno 3, 2011

Ora che sono passati un po’ di giorni, ora che tutto forse e` un po’ più chiaro, ora che abbiamo avuto il tempo di riflettere e metabolizzare ciò che di bello abbiamo fatto, vorrei, prima di parlare della mia lettura politica di ciò che e` successo, dire una cosa che mi preme: adesso non perdiamoci di vista.

Adesso che c’è bisogno di governare Milano, continuiamo a dare quel che abbiamo dato in questi mesi di campagna, che non si smetta di dedicare tempo ed energie alla città, non lasciamo che Pisapia governi da solo: non perdiamoci di vista.

Adesso che possiamo cambiare le cose grazie alla nostra voglia di rinnovamento, all’entusiasmo e alla determinazione che abbiamo mostrato a tutti di avere: non perdiamoci di vista.

La gente di Piazza del Duomo, la gente che e` venuta ai concerti, coloro che hanno fatto campagna volantinando, ma anche quelli che hanno semplicemente fato un paio di telefonate o hanno convinto un solo amico a votare Giuliano Pisapia, ecco tutti, e siamo tanti, tutti noi che abbiamo reso davvero tutto questo possibile, non perdiamoci di vista, il nostro compito non e` finito, e` appena iniziato. Il nostro compito e` governare, i prossimi 5 anni con Giuliano. Ed e` il compito più difficile.

(Raccomandazione, che conosco i miei polli: non abbiate fretta, lasciate il tempo al nuovo sindaco e alla nuova giunta di insediarsi ed iniziare a a lavorare, non e` che dopodomani tutti i parcheggi sotterranei saranno finiti, le buche aggiustate e le periferie sistemate, ci vuole pazienza).


Come a Grant Park

maggio 31, 2011

Sorvoliamo il fatto che dal palco hanno suonato la musica dell’Internazionale, sorvoliamo il fatto che le bandiere di Rifondazione erano davvero troppe, sorvoliamo il pirla con la bandiera della DDR, ieri in Piazza del Duomo si respirava davvero una bella atmosfera. Davvero bella.

E checché se ne dica, quella che si respirava era aria di cambiamento, un cambiamento “intergenerazionale”, un cambiamento al quale abbiamo contribuito tutti con gli stessi meriti: noi giovani, sia quelli un po’ annoiati dalle tradizioni della sinistra e lontani dalla cultura sessantottina (tipo me) sia quelli che ancora mettono le magliette del Che e giocano a fare i rivoluzionari anticonformisti, ma anche la generazione dei trenta-quarantenni e poi tutte le altre, compresa quella dei sessantenni di cui parla Luca.

Ecco, sarà che sono giovane, sarà pure anche che di vittorie ultimamente ne ho viste poche, sarà pure che sono uno dei pochi che ancora oggi non si vergogna di dire che Obama, per noi, dovrebbe essere un modello, ma io quest’atmosfera di Piazza del Duomo, in cui c’eravamo tutti, nonostante le differenze (anche  antropologiche in molti casi), l’avevo vissuta solo a Grant Park a Chicago quando nel 2008 vinse Obama. Fu una festa di tutti: gente, di tutti i tipi, di tutte le eta`, etnie, religioni che esprimeva, insieme, genuino entusiasmo per quel che era successo e a cui stava assistendo (history on the making), gente che viveva, insieme, l’emozione della speranza che il futuro sarebbe stato migliore. Saranno banalità, ma nell’Italia di oggi e` già qualcosa, anzi e` più di qualcosa: e` la speranza che domani può essere diverso.

Ora, prima che mi linciate, non voglio dire che Pisapia e` Obama, non voglio neanche dire che con Pisapia tutti i problemi di Milano saranno magicamente risolti, non voglio neanche dire che tutti gli esiti di queste amministrative sono stati positivi e che i problemi della sinistra non esistono più, anzi sto preparando un post di critica (perché se ci si piace troppo non si va nessuna parte, se non si riportano i piedi per terra non si governa bene e se non si e` perfezionisti alle prossime elezioni si perde).

Detto questo, vorrei che ci godessimo questo momento, ci dicessimo “bravi” e prendessimo un istante per realizzare che quello che e` stato, questa campagna fino alla serata in Piazza del Duomo, e` stato, in una semplice e banale parola, “bello”.


A proposito di grandi citta`

maggio 19, 2011

Questo e` un articolo che consiglierei di leggere al prossimo sindaco di Milano, che mi auguro vivamente possa essere Giuliano Pisapia.

Si tratta di un pezzo di Jonah Lehrer (quello del best-seller “How we Decide”) del dicembre dello scorso anno, pubblicato sul New York Times Magazine (nel link la copia originale in inglese) e uscito questa settimana su Internazionale, sulle teorie del fisico inglese Geoffrey West riguardo alle leggi matematiche che governano lo sviluppo delle grandi città.

Si tratta di un articolo estremamente interessante che spiega in maniera scientifica che cosa sono, cosa saranno e come cambiano e cambieranno le città del mondo. Per farla breve West sostiene che, esattamente al pari delle leggi che governano il funzionamento degli astri e del cosmo, ci siano altrettanti leggi matematiche costanti (neanche troppo complesse a dire il vero), che regolano la crescita, lo sviluppo e il funzionamento dei grandi centri urbani, ovunque essi siano.

Il dato che più colpisce e` questo:

Dopo due anni di ricerche, Bettencourt e West hanno scoperto che tutte queste variabili potevano essere descritte da un paio di semplici equazioni. Conoscendo, per esempio, la popolazione di un’area metropolitana in un certo paese, è possibile stimare con un’accuratezza dell’85 per cento il suo reddito medio e le dimensioni del sistema fognario. “Abbiamo trovato le costanti che descrivono le città”, spiega West. “Posso fare previsioni precise sul numero di reati e sulla superficie occupata dalle strade in una città giapponese di duecentomila abitanti senza sapere niente di questa città, neanche dove si trova né qual è la sua storia. Ogni città è uguale alle altre”.

Insomma, se non sapete cosa fare e vi interessano questioni di “urbanistica”, leggetevi questo articolo, non può che risultare interessante. Inoltre, se proprio risultasse necessario chiedere una consulenza per Milano sul suo sviluppo urbanistico, invito il prossimo sindaco a fare un pensierino a Geoffrey West, sempre meglio che gli pseudo-super-consulenti di Letizia Moratti.


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