E` ora di decidersi

settembre 4, 2011

Si è scatenato un putiferio nel Partito Democratico e non sto parlando del caso Penati. Renzi ha dichiarato in un’intervista a Repubblica che potrebbe essere aperto a candidarsi alle primarie del centrosinistra, qualora si facessero. Al di la` dei giudizi del caso, mi pare che fosse una cosa scontata e mi pare che Renzi, dopo essersi reso conto di essere l’unico iscritto del Partito Democratico (insieme forse a Nicola Zingaretti) che potrebbe prevalere su Nichi Vendola, faccia bene a dire che e` disponibile.

Quello che e` pazzesco e` che il partito di Bersani, quindi una parte di partito, benché sia la maggioranza uscita dal congresso, se l’è presa manco fosse un’offesa personale. Rosy Bindi “avvisa” Renzi che non può farlo perché per statuto “qualora il Partito Democratico aderisca a primarie di coalizione per la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri è ammessa, tra gli iscritti del Partito Democratico, la sola candidatura del Segretario nazionale”, ma aggiunge (sempre con tono come se sesse minacciando qualcuno) che, qualora Bersani non si candidasse, Renzi non sarebbe l’unico iscritto del PD a partecipare alle consultazioni (cosa che mi pare ovvia e che penso Renzi stesso desse per scontato). Rosy Bindi ha detto insomma che, nel caso, ci sarebbe anche lei.

Lo stesso giorno che Rosy Bindi, Presidente del Partito Democratico (espressione della segreteria), invitava il sindaco di Firenze, suo compagno di partito, ad uscire dal PD “perché qui si sostiene Bersani, l’Obama di Piacenza”,  il vicesegretario del partito, Enrico Letta, dichiarava che fosse per lui candiderebbe Alessandro Profumo, che per carità, sarà anche competente, ma avete rotto le palle per anni su Renzi che non era di sinistra e bla bla bla e adesso volete candidare Profumo che non e` esattamente Che Guevara? E poi soprattutto, il candidato non era Bersani?

Bersani, appunto. In tutto questo non dice nulla. Sappiamo che i suoi, come dischi rotti, ripetono a rotazione che “il nostro candidato e` Bersani” e sappiamo che se lui vincesse le primarie farebbe una campagna “fantasma”, nel senso che crede che sia intelligente non mettere il suo nome sul simbolo e non fare una campagna improntata sulla sua figura di Bersani leader della coalizione (quando si dice “fare di necessità, virtù”). Magari, se diventa Presidente del Consiglio, (non lo diventa, tranquilli), non si farà mai vedere in giro, che poi la gente pensa che e` un leader (che nel lessico innocente di Bersani e` una parolaccia alla stregua di “pupù marrone”, quindi la peggiore).

In ogni caso, faccio un appello, che rimarrà inascoltato. Dato che la norma statutaria che vincola, per il PD, la sola candidatura del segretario c’è (su questa norma ci faccio un post a parte), Bersani, oggi, domani, tra una settimana, ma non tra due mesi o tra un anno dice, senza giri di parole, senza metafore da osteria romagnola, senza quell’atteggiamento che “se sto parlando davanti a voi vi sto facendo un favore”, se ha intenzione di candidarsi alle primarie oppure no. In questo modo ci regoliamo tutti di conseguenza. Rosy Bindi può candidarsi contro Renzi (e vediamo chi prende più voti), Letta può candidare Profumo, Della Valle, Montezemolo e tutti i nomi, più o meno originali che ha tirato fuori nel corso di questi anni da vicesegreterario e poi, magari, esce dal cilindro anche un altro candidato o magari anche due, pensate che bello!

Se Bersani si candidasse, inizieremmo dal giorno successivo a fare la non-campagna per lui, senza foto e senza simboli, ma solo col il forte brand del Partito (Solidissimo) Democratico, in stile campagne elettorali anni ’60, tipo quelle che si vedono nei film.

Se, invece, Bersani decide di non candidarsi gli altri possono iniziare a fare campagna elettorale come Vendola, che e` in campagna dal 2009 (che dite, e` il caso di muoversi o no?), cosi` magari, non ci troviamo alle prossime elezioni a dover scegliere tra Berlusconi, Casini e, appunto, Vendola (giuro se e` davvero lo scenario, piuttosto voto Berlusconi, per fare dispetto, e poi scappo all’estero).

Insomma, senza perdermi in ulteriori parole e stupide battutine poco simpatiche (noi giovani siamo immaturi, cosa vi aspettate?) invito il mio segretario a fare il suo “Coming Out”, che qui, di sentir parlare a vanvera la Bindi, non ne possiamo più.

 


Ecco cosa fanno nei paesi intelligenti

maggio 7, 2011

Nei paesi che funzionano, il bipolarismo e` una richiesta che viene dal basso. Nei paesi che funzionano, le coalizioni sono viste malissimo, perché, per quanto affini, partiti diversi non potranno mai avere una linea comune su tutto e, come spesso e` accaduto da noi, neanche su molto o neppure su qualcosa. Spesso le nostre coalizioni litigano su ogni cosa e spesso i rapporti tra i partiti delle stesse sono mossi solo da mere logiche di “do ut des”.

Ecco, in Gran Bretagna e` stata sonoramente bocciata la proposta di Nick Clegg di passare ad un sistema elettorale “più proporzionale” e “meno maggioritario”, mediante un voto di referendum.  E` stata bocciata, fondamentalmente, la proposta di passare ad un sistema elettorale che avrebbe portato ad una rosa partitica più ambia e avrebbe reso più difficile governare. Nei paesi responsabili e` cosi`: governabilità davanti a tutto.

Concludo ricordando che il maggioritario e` l’unico sistema elettorale in grado di garantire un controllo vero delle persone sui propri rappresentanti, proprio perché i rappresentanti devono portare avanti le istanze delle loro piccole circoscrizioni. La mia convinzione, quindi, e` che un maggioritario che funziona, vale più di ogni proposta di federalismo.

Dico questo, perché continuo ad auspicare che anche da noi il PD ritorni a proporre un’idea di un sistema politico bipolare, basato su un maggioritario forte. Mi piacerebbe anche poter essere un giorno davvero indipendenti: vorrei smetterla, prima o poi, di discutere su chi sia meglio tra Fini e Vendola, Casini e Di Pietro, perché tra tutti loro, onestamente, preferisco non dover scegliere. Preferisco il Partito Democratico e i suoi rappresentanti.


Nichi Vendola, uomo serio

aprile 30, 2011

Mi e` venuta in mente questa cosa e vorrei dirla, anche se forse non e` il moneto appropriato, anche se forse sarebbe meglio non fare polemiche, perché a Milano si rischia di vincere e di cacciare Letizia Moratti, grazie ad una grande campagna di tutto il popolo del centrosinistra, indipendentemente dal partito di provenienza e grazie ad un candidato che si sta mostrando valido e preparato.

Io sostengo Giuliano Pisapia, come tanti altri democratici che votarono diversamente alle primarie, lo sto facendo, come gli altri, con grande impegno e grande entusiasmo. Lo stiamo facendo per dimostrare a chi sosteneva che non l’avremmo fatto che noi siamo persone serie, lo stiamo facendo, come e` naturale che sia, perché Giuliano Pisapia sarà un ottimo sindaco per la città di Milano e perché per noi, le primarie sono una cosa seria. Lo sta facendo anche Stafano Boeri, principale sfidante di Pisapia lo scorso autunno, smentendo tutti coloro che sostenevano che se avesse perso, si sarebbe dimenticato e disinteressato di Milano, dei Milanesi e dei nostri problemi.

L’unico grande assente dalla campagna vera, quella contro la destra, quella contro Letizia Moratti e il suo capolista, Silvio Berlusconi e` proprio Nichi Vendola, che dimostra di essere veramente una persona poco seria e interessata solo a se` stesso e alla propria carriera politica.

Nichi Vendola, in tempi di primarie si e` speso più volte in prima persona per Giuliano Pisapia, ha fatto rumore, si e` fatto intervistare sul tema, ha rivendicato l’importanza delle primarie, e` venuto per ben 3 volte a Milano in tempi di campagna elettorale per sostenere il “suo candidato”. Peccato che oggi si sia dimenticato di lui, peccato si sia dimenticato che vincere le primarie e` importante, ma che, forse, e` ancora piu` importante vincere “le secondarie”, peccato che non trovi mai il tempo per spendere una sola parolina (una piccola narrazione, Nichi!) anche per le elezioni che consegneranno Milano al centrosinistra, peccato che non abbia trovato il tempo di venire nella città della Resistenza neanche per il 25 aprile, mentre il tempo lo aveva trovato lo scorso anno per farsi applaudire dopo il suo secondo “miracolo pugliese”.

Facci un favore, Nichi, almeno sta volta, non saltare sul carro dei vincitori una volta che Noi abbiamo fatto l’impresa, saresti solo patetico.


Neanche se si fossero messi d’impegno

febbraio 16, 2011

Lo dico, l’ho già detto e lo ripeterò: non penso esista scelta peggiore di Rosy Bindi come guida di una coalizione antiberlusconiana che va da Vendola a Fini, in realtà penso addirittura che Rosy Bindi non dovrebbe avere alcuna visibilità nel Partito Democratico.

Innanzi tutto ritengo che le possibilità che una coalizione che esiste solo grazie a Berlusconi risolva i problemi dell’Italia sono pari allo zero, dal momento che tutte le coalizioni eterogenee e “contro qualcosa” piuttosto che “per qualcosa” sono perdenti in partenza (in termini progettuali), inoltre credo che Rosy Bindi sia una pessima politica, che spesso non pensa prima di parlare e sovente si trova a dire cose senza senso e a “spararla grossa” (per poi dover ritrattare, rispiegare, rettificare), inoltre e` evidente che non sappia quasi mai argomentare le proprie (nostre?) ragioni in modo efficace: come potrebbe, quindi, essere adatta a fare il primo ministro? Faccio un suggerimento, vediamo di trovare figure autorevoli per ricoprire un ruolo che l’attuale primo ministro ha “denobilizzato” e vediamo di pensare ai problemi strutturali di questo paese, visto che il problema Berlusconi e` eliminabile semplicemente vincendo le elezioni e le elezioni si vincono con un volto che suscita passione e, ancor di più, con un progetto riformatore, che si ponga l’obiettivo di sistemare le piaghe strutturali che uccidono il futuro dell’Italia.

 


Le cose stanno proprio cosi`

gennaio 3, 2011

Lettera43 intervista Manghi, direttore del Centro studi della Cisl nazionale prima per il Mezzogiorno e poi a Firenze ed ex-consigliere del governo Prodi, circa gli accordi di Pomigliano e Mirafiori e lo scandalosamente fazioso e inutilmente ideologico atteggiamento della Fiom. (La Camusso, finalmente, ha preso un minimo le distanze).

Comunque, io la penso come lui. Penso che finalmente nel PD anche gente come Chiamparino e Fassino ha avuto il coraggio di guardare avanti e non indietro, in quanto si e` capito che la priorita` e` salvare i posti di lavoro, la filiera e la produzione di automobili in Italia, poi possiamo fare i teorizzatori dei rapporti industriali. Penso che su molti temi abbia ragione Marchionne, quando dice ci vogliono nuovi rapporti rapporti aziendali, che il mondo e` cambiato, che in Italia siamo fermi a 30 anni fa e che gli stabilimenti debbano essere piu` efficienti (anche se a Mirafiori, sul tema della rappresentanza sindacale poteva essere meno intransigente), comunque gli vanno sempre riconosciuti i meriti di aver salvato un’impresa come Fiat dal fallimento. Penso anche, che la Fiom sia irresponsabile e che la debba smettere di fare politica e iniziare a fare il sindacato (con le responsabilità che fare il sindacato comporta) .

Insomma Manghi dice un po’ quello che penso io.

Un’ultima cosa: io credo che quello del lavoro sia il tema più importante di tutti, il tema su cui si costruisce un’azione di governo, su cui si regge un paese. Lo faccio notare a tutti coloro che, oggi, teorizzano un’alleanza tra PD e Sel, portando come esempio le alleanze a livello comunale, regionale, provinciale dove si governa -sicuramente bene- insieme (non capendo, pero`, che amministrare un territorio -un comune, una provincia, una regione- e` molto piu` facile che governare una nazione intera, perché a Roma, governando, si fanno anche considerazioni politico-ideologiche, che nei territori hanno molta meno rilevanza, giustamente, anche perché le responsabilità sono differenti). Vendola ha usato parole fortissime, sostenendo al 100% le ragioni della Fiom. Nel PD, come ho fatto notare, mi pare che il pensiero dominante sia diverso, di sicuro non e` di incondizionato sostegno al landinismo dei metalmeccanici della cgil. Ora mi spiegate come caspita si può governare insieme il paese se mancano le intese sui temi nodali e centrali in un’azione di governo? Non metto in dubbio che con Vendola possiamo arrivare ad accordi su tante cose (energie rinnovabili, istruzione, persino la liberalizzazione di alcuni settori), ma se manca un accordo sulle politiche del lavoro non si può mettere in piedi un’alleanza di governo.

Quindi, ancora una volta e sempre: PD da solo e bipolarismo. (Altrimenti mi si spieghi nel concreto come si intendono affrontare certi temi).


De “Massimi” Opionione

dicembre 16, 2010

Pippo Civati risponde cosi` a Massimo D’Alema sulle sue ultime discussioni tramite il sito di Prossima Fermata Italia:

Egregio Presidente D’Alema, leggiamo che secondo lei criticare il dialogo con Fini e Casini è da cretini, da mentecatti, e che il voto di martedì è stato un successo. Siccome la pensiamo diversamente e non da oggi, da cretini quali siamo, ne prendiamo atto.

Dice questo – con la consueta grazia, e in numerosa compagnia – dopo aver sostenuto per mesi che in Parlamento esisteva una maggioranza alternativa, che era necessario un governo di responsabilità nazionale, che il Pd non poteva chiedere le elezioni perché prima andava cambiata la legge elettorale.

Lo dice prendendo la parola al posto del segretario Bersani, che forse in questo momento sarebbe più titolato a parlare. Specie dopo aver portato il popolo del Pd in piazza a sostegno di una tesi che è stata smentita tre giorni dopo.

Lo dice in seguito al voto che ha confermato la fiducia a Berlusconi, che lei e altri presentate come un successo. E se la fiducia a Berlusconi è un successo allora forse davvero siamo cretini, perché nella nostra ingenuità pensavamo che successo fosse sconfiggere Berlusconi, e non venirne sconfitti.

Noi, pensi che cretini, credevamo invece che dopo la batosta del voto di fiducia finalmente non si parlasse più di alleanze contro natura e di effimere alchimie di Palazzo. Doppiamente cretini, perché visto come è andata ci illudevamo ci venisse almeno riconosciuto di aver avuto ragione sin dall’inizio, quando dicevamo che Berlusconi va battuto alle elezioni, e che questo è l’unico messaggio che i nostri elettori vogliono sentire. Cretini anche in questo, ci perdoni se può, Presidente.

Del resto, avevamo anche capito che lei, Presidente, aveva tanto da fare con la sua fondazione, e che non si sarebbe più occupato di queste cose. Di nuovo, cretini.

Ma ci stiamo provando, Presidente, ci stiamo provando. E se, al contrario di quel che dice, di queste faccende continuerà ad occuparsi – è il caso di dire che lo capirebbe anche un cretino – abbiamo compreso che dovremo essere noi a non occuparci più di lei, o almeno ci proveremo.

Di sicuro ci piacerebbe.

Questa e` il mio commento (presente anche tra i commenti al post) sulle parole di Pippo.

Sono d’accordo, anche perche` tanto i numeri per fare un governo tecnico non ci sono, perche` se alla camera anche si riuscisse ad ottenere una maggioranza (di uno o due voti), al senato non si riesce. Sono anche d’accordo nel criticare i toni usati da D’Almea, arrogante come solo chi crede di averle viste tutte puo` essere.
Non sono d’accordo su una cosa, pero`. Dialogare con Fini e Casini e` esattamente uguale a dialogare con Di Pietro e Vendola, ogni alleanza e` di per se` “contro natura” . Perche` da noi, dovrebbero essere tutti e 4 equidistanti, l’ex-fascismo di Fini e il giustizialismo dipietrista, il clericalismo casiniano e il “post”-comunismo di Vendola. Quindi se si decide di perseguire la assurda politica delle alleanze, bisogna dialogare con tutti quelli che sono oggi opposizione. Altrimenti, e questo e` quello che auspico, si tirano fuori gli attributi e si va avanti da soli, nell’ottica che vide nascere questo partito, nell’ottica del lingotto che non dobbiamo dimenticare, nell’ottica di un’Italia bipolare, riformata e non piu` frenata da vecchi tabu`.

 


A Milano vince Pisapia, ma si parla solo di Vendola

novembre 19, 2010

Ecco qui il mio ultimo articolo su The Post Internazionale, sulla vittoria di Pisapia a Milano. Vorrei precisare che, per quanto io abbia sostenuto Boeri alle primarie, ho sempre detto che avrei poi sostenuto chiunque avrebbe vinto, specie se le alternative sono Moratti o Albertini. Certo, se sostieni un candidato in maniera convinta e poi quello perde, non puoi essere contento, un po’ di delusione c’e`. Come non posso essere contento che alle primarie abbiano votato 67.000 persone, 33.000 in meno rispetto a quelle che ci si aspettava (li` abbiamo perso tutti). La cosa, pero`, che piu` mi ha infastidito in assoluto e` che al posto che parlare di Milano si parla solo di Vendola, “Vendola candidato premier”, “Vendola vince a Milano”, “Vendola sconfigge il PD”. Non e` cosi` e chi lo sostiene e` superficiale e manca di rispetto a Pisapia, a chi a votato alle primarie e alla citta` di Milano.

A Milano vince Pisapia, ma si parla solo di Vendola

di ELIA NIGRIS

MILANO – Le primarie di Milano si sono concluse con una vittoria e molte, eclatanti, sconfitte. A onor del vero, le vittorie sono state due: la prima, quella più importante, è ovviamente quella dell’avvocato Giuliano Pisapia, 61 anni, ex-deputato indipendente tra le file del Prc, che andrà a sfidare Letizia Moratti in primavera. La seconda, tutt’altro che secondaria, è quella del Presidente della Puglia Nichi Vendola, segretario di Sinistra e Libertà e sempre più leader dell’intero centrosinistra, che, ancora una volta, ha causato non pochi dispiaceri al Partito Democratico e ai suoi dirigenti. [...]

Continua a leggere qui.

 

 

 

 


Sono ovunque

settembre 22, 2010

E` strano vedere come la gente si sorprende alla notizia che anche nella DC ci potessero essere degli omosessuali anche perche`, quella degli omosessuali nella “Balena Bianca”, e` una “leggenda” vecchia e sicuramente verosimile, tornata alla ribalta dopo che l’ha ritirata fuori Vendola, per dire che un Premier gay c’e` gia` stato (ed era della Dicci`). Il sospetto che non sia una bufala viene anche dalle non-smentite degli ex-democristiani (perlomeno di non tutti e cio` basta), come riporta bene il Corriere, sempre attento e meticoloso quando c’e` da fare gossip politico.

Dicevo che sorprende la sorpresa di tutti. Il 5% della popolazione mondiale e` gay, lesbica o bisex, quindi e` statisticamente probabile che anche nella DC ci fossero alcuni omosessuali (non dichiarati, ovviamente) e che qualcuno sia stato anche Presidente del Consiglio e perche` no Presidente della Repubblica (ogni riferimento a cose o persone e` da ritenersi puramente causale). Non ci vedo niente di male, ovviamente, credo che il sesso, come i gusti sessuali dei nostri dirigenti siamo problemi loro e credo che l’essere omosessuale o eterosessuale non condizioni in nessun modo i giudizi circa l’abilita` politica di un individuo. Quindi, anche se un ex-dc e` stato Presidente del Consiglio, chissenefrega, qual e` il problema? E` qualcosa di veramente degno di nota? Non credo.


Le cose che succedono

settembre 5, 2010

Bene, sono stato via per circa una settimana nella bellissima terra di Sicilia e di cose, mentre ero via, ne sono successe. Vorrei fare una breve riflessione su quelle che ritengo piu` importanti.

La prima e` che il Milan ha finalmente acquistato le “prestazioni” di due top players: Zlatan Ibrahimovic e Robinho, dunque grazie Silvio (e grazie Gianfranco)!

La seconda, e ben piu` importante, e` che la situazione politica nazionale si e` evoluta nel modo che esattamente mi aspettavo: i dirigenti del Partito Democratico, purtroppo, continuano a rilanciare alleanze che vanno da Fini a Vendola senza capire che queste alleanze ci hanno stufato, che gli italiani non le vogliono e non le capiscono, oltre al fatto che non porteranno da nessuna parte. Tutto cio` si ricollega ad un altra cosa successa in questi giorni: la fantastica intervista rilasciata dal sindaco di Firenze Matteo Renzi a Repubblica, in cui invita i protagonisti del vecchio ulivo (che sarebbero poi anche quelli del nuovo ulivo) a farsi da parte (Renzi sei tutti noi!). Ed e` anche successo che qualcuno (i kaloi kai agatoi del PD) propone di aggirare il porcellum facendo le primarie per decidere le liste in caso di elezioni, proposta, questa, rilanciata dall’Unita` e che non ha trovato un no secco da parte del segretario, capo indiscutibile, Pierluigi Bersani.

Poi e` successo anche che D’Alema continua a dire la sua su tutto e, nel farlo a scontentare tutti (che abbia preso sul serio l’invito dell’emerito Cossiga, deceduto, a diventare il nuovo, inutile, picconatore?).

Poi e` successa che il PD ha fatto una cosa buona e, come dice uno dei miei “consiglieri”, e` stata talmente una rarita` che a Siracusa il giorno dopo e` venuto a piovere: il PD milanese (almeno una parte di esso) e` riuscita a convincere Boeri, l’architetto, a candidarsi alle primarie per le comunali e provare a sconfiggere Giuliano Pisapia candidato di Nichi a Milano; inoltre, pare anche che Onida abbia deciso di partecipare alla gara. La cosa e` buona, le primarie si dovevano fare e ora appare chiaro che si faranno. Si parlava anche di una possibile candidatura di Ivan Scalfarotto, vice-presidente del PD, ma non c’e` ancora nulla di ufficiale.

Poi e` successo che Cassano ha fatto vincere la nazionale (ma dai?!), che la vittoria di alcuni membri dei Tea Parties americani alle primarie repubblicane ha ridato fiducia ai democratici e ad Obama, convinti che l’elettorato moderato preferira` votare loro piuttosto che qualche redneck bigotto estremista, e` successo che Stephen Hawking ci ha detto che Dio non e` necessario per la creazione dell’universo ed e` successo che tutti si preparano a sentire cosa dira` Gianfranco Fini a Mirabello.

Ah Giusto, Mentana ha creato il “terzo polo” televisivo, con il suo nuovo tg di LA7 ed e` iniziata la mostra del Cinema di Venezia


Wierd stuff (or not)

agosto 10, 2010

Chiara Moroni, che si definisce socialista e si fa portavoce del “neocraxismo”, che si rivolge a “quei giovani che magari sono socialisti ma non lo sanno”, sta in un gruppo parlamentare con Fini, Granata, Bocchino… gente che fino a dieci anni fa, i socialisti (seppure italiani, dunque socialisti “light”, ma comunque gente di sinistra), li vedevano distanti quanto al nero, l’arancione (per dire). L’On. Moroni, pero`, non e` la sola, un nuovo “colonnello” di Gianfranco Fini e` Benedetto Della Vedova, anche lui ex-psi. Strane cose, non necessariamente negative, nel senso che non si capisce se sono Moroni e Della Vedova che sono andati a destra o Fini e Bocchino che sono venuti a sinistra: forse il senso di tutto, pero`, e` proprio che parlare oggi di destra e sinistra “un senso non ce l’ha”.

Enrico Letta, vice-segretario del PD, (probabilmente d’accordo con Pierluigi Bersani, il capo) ha detto che sarebbe disponibile a fare un governo tecnico con alla sua guida l’attuale Ministro dell’Economia Giulio Tremonti, che per quanto mi riguarda e` politicamente uguale a Silvio Berlusconi, senza le leggi ad-personam; mentre posso essere d’accordo che sul piano personale Tremonti sia effettivamente un politico in “buona fede” (ed e` già qualcosa oggi), non capisco come chiunque nel PD possa condividerne la politica e, considerato che il Presidente del Consiglio e` una carica politica, non comprendo come deputati e senatori democratici potranno mai votargli la fiducia senza apparire trasformisti e poco credibili. Meglio una prova di coraggio, chiedere le elezioni, presentarsi da soli, (tanto si perde comunque), ma almeno si da` l’idea di un PD forte, orgoglioso, impavido, coerente con le proprie idee politiche: lasciamo perdere il clericalismo centrista, l’estremismo e il giustizialismo dipietrista, il “neocomunismo” vendoaliano.

Il Senatore Francesco Rutelli crede di contare ancora qualcosa, senza rendersi conto che rappresenta 10 parlamentari e 15 elettori. Fa tenerezza.

Beppe Grillo ha deciso di presentarsi alle elezioni politiche, quando esse saranno. In Italia gli astensionisti, i disfattisti e gli ex-sessantottini avranno finalmente qualcuno da votare: un comico che non fa ridere, che grida nelle piazze in maniera arrogante, offende, senza particolari freni, gli avversari politici e il Capo dello Stato, viva la democrazia!


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