Amministrative 2012- Monza- FAC SIMILE SCHEDA

maggio 4, 2012

Ecco qui come sarebbe la mia scheda elettorale se vivessi a Monza. Al Consiglio Comunale, voterei Tommaso Cereda, un ragazzo serio e un amico.

Qui la pagina web di Tommaso Cereda. Qui quella Facebook. Qui Twitter.


Una cosa di sinistra

febbraio 20, 2012

Pietro Ichino suggerisce di riformare il sistema odierno degli ammortizzatori sociali e cambiare radicalmente il funzionamento della Cassa integrazione, di cui oggi si fa un improprio abuso e che non riesce a risolvere il problema a lungo termine di chi perde il lavoro. Questo non perché la Cassa integrazione sia inutile in termini assoluti, ma proprio perché se ne fa un uso improprio. Ichino dice:

  Invece, ogni volta che si verifica una crisi aziendale con necessità di ridurre il personale o addirittura chiudere l’unità produttiva, la prima misura che tutti immancabilmente concordano di adottare è la Cassa integrazione; in questo modo si fa il danno dei lavoratori, perché li si tiene legati a un’impresa che non potrà più dare loro lavoro. Si congela la situazione senza affrontare il problema; anzi lo si aggrava, perché è dimostrato che, quanto più lungo è stato il periodo di inattività del lavoratore dopo la perdita del posto, tanto più è difficile ricollocarlo.

Come dargli torto? Ichino suggerisce, quindi, uno strumento efficace per risolvere il problema, ovvero un sussidio alla disoccupazione:

A chi perde il posto occorre dare un sostegno del reddito anche più robusto di quello offerto dalla Cassa integrazione: la proposta è di aumentare la copertura dell’ultima retribuzione al 90 per cento per il primo anno e alzare il “tetto” mensile a 3000 euro. Ma questo intervento deve essere coniugato con un’assistenza intensiva nella ricerca della nuova occupazione e deve essere condizionato alla disponibilità effettiva del lavoratore.

Un sistema di questo tipo è stato provato essere efficace in altri paesi d’Europa, permetterebbe ai lavoratori di cercare lavoro con relativa tranquillità e renderebbe possibile un mercato del lavoro più flessibile di quello attuale, cosa che favorirebbe investimenti stranieri e assunzioni, togliendo molti giovani lavoratori dallo stato di semi-schiavitù in cui si trovano oggi.

Perché questa proposta, che è una proposta di sinistra (tutele e aiuti dello stato nei momenti di difficoltà non sono esattamente mantra di destra), non viene portata avanti dai partiti si sinistra e centrosinistra italiani? Perché noi siamo fermi a parlare dell’articolo 18, come se il dibattito si limitasse ad esso e come se parlarne e mettere in discussione le attuali dinamiche del mercato del lavoro fosse un diabolico piano di cattivi neoliberisti antagonisti dei lavoratori e un “nemici del popolo” per licenziare tutti incondizionatamente. Vengono peraltro usati strumenti di delegittimazione e falsi ideologici come quelli che abbiamo visto usare (non a caso più o meno dagli stessi individui) nella campagna referendaria di giugno, circa i servizi idrici. La tattica è sempre la stessa: semplifichiamo la questione al massimo, riduciamola a slogan spiccioli e populisti che tutti possono capire e poi diciamo che chi vuole riformare è uno “stronzo” in mala fede, che vuole il male degli altri (e che magari dice certe cose per favorire i propri interessi): sembra esserci un’invasione dall’800 di homines oeconomici.

Non è vero, non è cosi`. E la prova di ciò è che mentre Fassina, Camusso, Landini e tanti altri individui si riempiono la bocca di belle parole o favole anacronistiche (diritti e uguaglianza o posto fisso) senza spiegarci come arrivare ad una vita dignitosa, come ridurre la disoccupazione giovanile, come ridare lavoro a chi l’ha perso e soprattutto come raggiungere una società più equa o come sia sostenibile economicamente una società di soli posti fissi, altri, senza tabù e prigioni ideologiche, cercando di ignorare i carabinieri dottrinali di turno, fanno proposte concrete su come uscire dalla drammatica situazione attuale (perché sembra quasi, a sentire la Camusso, che oggi vada tutto bene, che nulla debba cambiare). E lo fanno con proposte che SONO DI SINISTRA: perché, e lo voglio ribadire, il sussidio di disoccupazione è presente in qualunque “welfare state” d’Europa, non certo per volontà dei partiti conservatori.

Allora, forse è il caso di chiedersi chi siano i riformisti e i progressisti e chi i veri conservatori italiani. A me pare evidente e mi pare francamente inaccettabile l’immobilismo imposto dal più basso populismo e dall’insopportabile arroganza di chi crede di avere sempre ragione, di chi non mette mai in dubbio le proprie opinioni, di chi vende ricette facili e prive di sacrifici verso la felicità e verso una vita dignitosa. Chiudo quindi con una citazione di Erich Fried che mi pare calzi a pennello

“He who wants the world to remain as it is, doesn’t want it to remain at all”.

Erich Fried


Tutti contro Romney

gennaio 9, 2012

In questi giorni che precedono le primarie repubblicane in New Hampshire tutti i candidati repubblicani stanno attaccando Mitt Romney, il superfavorito qui e per la vittoria finale. Questi attacchi sembrano aver dato qualche frutto visto che Romney, dato da alcuni sondaggi anche sopra il 40% delle preferenze fino a pochi giorni fa, ora pare aggirarsi intorno al 35%.

La maggior parte delle accuse degli altri cinque si riferiscono in particolare al passato di Romney come C.E.O. di Bain Capital, una firm di investimenti accusata di aver fatto i soldi facendo l’avvoltoio sulle imprese in difficoltà, lucrando sui fallimenti e facendo cosi` perdere tanti posti di lavoro. A riguardo non è stata sicuramente felice l’uscita di Romney di un paio di giorni fa in cui dice che a lui “piace l’idea di poter licenziare le persone che lavorano (provide services) per lui”, ora in tutti i tv ads degli avversari repubblicani e anche prontamente ripresa dai democratici.

Peraltro è lo stesso ex-governatore del Massachusetts che in campagna ha sempre fatto del suo passato da top manager un motivo di vanto e che spesso ha detto di voler essere un “C.E.O. president”. Ora gli altri gli chiedono il conto, in particolare Huntsaman e Gingrich.

Jon Huntsman, che in Iowa non ha praticamente fatto campagna, spera qui di rilanciare la propria campagna, anche se viene dato in generale per spacciato. Gingrich ha qui forse l’ultima possibilità di arrivare alla nomination: deve arrivare secondo o di poco terzo e poi far molto bene in South Carolina, dove sta spendendo moltissimi soldi, e dove si giocherà il tutto per tutto.

In ogni caso, qui in New Hampshire, l’unica ragione di interesse rimasta sarà di vedere chi si aggiudicherà il secondo ed il terzo posto posto dietro Romney e di quanto: sono in molti, infatti, ad affermare che sarà molto difficile per chiunque sostenere un posizionamento peggiore e comunque ottenere la nomination (a meno che anche queste elezioni facciano una o più vittime illustri, facendo cosi` convergere la maggior parte dei voti “anti-Romney” su uno o al massimo due candidati. Pare, comunque che tutti siano intenzionati ad arrivare perlomeno alla prossima tappa, in South Carolina).

Anyway, in questo momento i sondaggi danno Paul secondo intorno al 20%, Huntsman terzo tra il 10% e il 16%, Santorum, il secondo di otto voti in Iowa, quarto intorno al 10% con un leggero margine su Gingrich e poi Perry, il cui fare da cowboy (scemo) proprio non piace qui nel nordest, dead last con l’1%.

La gara per secondo e terzo posto, quindi, è aperta. Ora non resta che aspettare. La sensazione generale è che, comunque vada, alla fine Obama sfiderà Romney (e vincerà).

Una cosa interessante su Obama: la tattica del presidente durante la prossima campagna sembra essere molto simile a quella che ha vinto il secondo mandato a Clinton e riassumibile nel motto: “la colpa è del congresso a maggioranza repubblicana che non mi fa lavorare”. I repubblicani rispondono che il senato è a maggioranza democratica, che, come risposta, mi pare un po’ vuota.

 


Una risposta “cool” da uno che propone cose “trendy”

dicembre 13, 2011

Stefano,
dal tuo articolo sull’Unita`(da leggere prima di leggere la risposta), sembra emergere che provare a dare lavoro ai giovani e preoccuparsi della cosa sia solo “trendy”, un vezzo che non ci possiamo permettere. Quasi non fosse un problema reale, quel 30% abbondante di disoccupazione giovanile. Tanto i giovani possono stare a casa di mamma e papa` fino a 35 anni, non e` mica la fine del mondo! Queste sono esattamente le cose che accendono gli animi e creano conflitto generazionale e politico. Questi toni, poi, sono semplicemente inutili. Sminuire cosi` i problemi di noi giovani e` un insulto che dal responsabile economico del mio partito non accetto.
I problemi dei giovani e del lavoro, di noi giovani, non sono trendy e non sono cool e chi se ne preoccupa non va schernito. Sono i problemi di una generazione che, diversamente dalla tua, non può permettersi di giocare a fare la generazione rivoluzionaria con i soldi di mamma e papa`. Di una generazione che, diversamente dalla tua, non andrà in pensione a 67 anni, ma a 75, se mai ci arriverà, alla pensione. Di una generazione che si e` stufata di sentirsi dire da altri, come devono essere fatte le cose, secondo paradigmi che non solo non ci piacciono, ma evidentemente neanche ci interessano.

Inoltre, a me non risulta che siamo in questa crisi per l’eccesso di neoliberismo in Italia. Per esempio, tu vedi concorrenza da qualche parte? O che ne so, vedi maggiore competitività? O vedi riforme utili alla crescita da qualche parte? Le hai mai viste? No perché io vedo, per esempio, corporazioni medievali, gli ordini professionali, che governano il paese (non esattamente capisaldi neoliberisti), vedo monopoli nei trasporti (tolto quello aereo, che infatti, grazie a concorrenza permette di viaggiare a Londra andata-ritorno con meno di 50 euro, pero` non sento tanta gente protestare, anzi vedo molti consumatori soddisfatti), vedo uno stato che non sa riformare, abbiamo assistito per decenni a politiche del debito e degli sprechi, non esattamente politiche neoliberiste, che pero` sono causa principe della situazione in cui siamo, ho visto per anni comuni che potevano spendere a piacere e senza vincoli, bastava mandare il conto a Roma, non vedo liberalizzazioni da nessuna parte (eccetto quelle che abbiamo fatto noi, grazie al Nostro segretario); insomma vedo che in Italia, di politiche liberali o liberiste, ne abbiamo adottate ben poche. Eppure non mi sembra che oggi navighiamo nell’oro.

Quindi, articoli come quello tuo sull’Unita`, non solo sono offensivi, per come sminuiscono un problema enorme, quello del lavoro dei giovani, ma sono anche faziosi, perché presentano a lettori che sono mediamente “economicamente ignoranti” e tendenzialmente “aprioristicamente favorevoli a quello che dici” tesi ben espresse e, all’apparenza, molto convincenti. Come quando dici che “il Fmi qualche mese fa abbia radicalmente confutato le loro tesi (intese come le tesi “neoliberiste” di Giavazzi e Alesina)”, frase che non e` supportata dal alcuna “prova” e che, detta cosi`, sa solo di intellettualmente disonesto.

Ora, io non voglio creare ulteriore conflitto, le soluzioni che proponi sono perlopiù accettabili: sostegno alla crescita (cosa che peraltro sostengono anche i tanto vituperati Giavazzi e Alesina), un’Europa più forte ed unita anche dal punto di vista politico (io, figurarsi, sono federalista europeo), la BCE prestatore di ultima istanza, un solo grande istituto europeo di vigilanza, federalismo fiscale (vero) e, ragionandoci bene, anche gli eurobond, se fatti con certi vincoli, possono andare. Ma, quello che dovrebbe farti riflettere e` che molti liberali (quelli che tu chiami neo-liberisti tatcheriani) pensano le stesse cose o cose simili. Insomma possiamo discutere e trovarci. Ma i tuoi toni non aiutano, anzi aiutano solo a fomentare gli ultras della politica. E questo non va bene per il PD, per l’Italia e per l’Europa.

Elia Francesco Nigris

p.s. Stefano e` Stefano Fassina, responsabile economico del Partito Democratico


Primarie ora, primarie subito

dicembre 1, 2011

Le primarie per i parlamentari sono la soluzione migliore per aggirare il Porcellum, la peggior legge elettorale del mondo occidentale. Noi ci siamo stufati di avere un parlamento di nominati perché, come abbiamo visto in questi giorni, le persone che siedono in parlamento sono (o dovrebbero essere) più di meri schiacciatasti e cambiano le sorti di governi e legislature.

Prossima Italia e Pippo Civati (ma anche Renzi e molti altri) chiedono ai dirigenti del PD che i nostri parlamentari siano scelti dagli elettori e non dalla segreteria (qualunque essa sia) nelle stanze dei palazzi romani.

Se sostenete questa proposta ora é possibile firmare l’appello anche su internet, qui. Fatelo, gioca solo a vostro favore (e se non lo fate, poi pero` non lamentatevi).


Verso le primarie di Palermo e oltre

ottobre 7, 2011

Da queste parti si sostiene Davide Faraone alle primarie per eleggere il candidato del centrosinistra a Palermo.

Faraone ci piace, non solo perché ha avuto il coraggio e la dignità di dimettersi dal consiglio comunale in segno di protesta nei confronti di un Partito Democratico Siciliano che sembra sempre più tutto fuorché un partito democratico, ma perché ha delle idee intelligenti su cosa deve essere Palermo, la Sicilia e su quello che ci vuole al sud, nel PD e perché ci da` l’impressione che qualcosa, finalmente, si muova anche al sud. Insomma, più “Faraone” e meno “Bassolino”, per intenderci.

Quindi, amici palermitani, votatelo e dategli una mano e, invece, amici non palermitani, segnatevi questo nome, perché e` uno che merita di essere ascoltato e conosciuto.


Fascisti 2.0

settembre 17, 2011

I gruppi NO-TAV sono gruppi fascisti e antidemocratici, ormai non c’è più alcun dubbio.

E` fascista chi:

  • ricorre alla violenza piuttosto che confrontarsi in maniera civile e democratica.
  • irrompe ad una festa di partito, con bambini e anziani, per fare casino e cercare guai.
  • da minoranza non si attiene alle decisioni prese dalle maggioranze politiche liberamente elette ed espressioni del popolo e si oppone mediante l’uso di violenza ed azioni illegali alle decisioni prese dal parlamento europeo, dal parlamento italiano, dai governi italiani di destra e sinistra, dal consiglio regionale e dalle giunte regionali di destra e sinistra.
  • chi tira la corda finché non si rompe e fa del prossimo “Carlo Giuliani” un nuovo eroe.

E potrei andare avanti. Il punto e`, che indipendentemente da quello che si crede sulla TAV e delle opinioni che si hanno a riguardo, questa gente e` criminale, e` fascista, e` egoista ed e` antidemocratica.

E quando ci scapperà il morto, sappiate che la colpa sarà solo e unicamente dei movimenti NO-TAV e dei loro leader che l’hanno cercato, in tutti questi anni, come pretesto per scatenare una guerra civile. Nei confronti di questa gente non si può più essere tolleranti. Perché non siamo negli anni di piombo e non siamo nel Far West. Certe cose, in Italia, in Europa, nel 2011, non sono più accettabili, non possono più succedere.

E, per una volta, sulla TAV e sul movimento NO-TAV sono fiero della posizione del mio partito.

Somebody stop this madness before it’s too late.

(il video e` di ieri alla festa democratica di Milano)

 

P.S. Spunto di riflessione: perché dall’altra parte della valle, in Francia, nessuno protesta per l’alta velocità?


Ora Basta, e quando mi incazzo mi incazzo.

settembre 8, 2011

Gianni Barbacetto delira e offende tutto coloro che hanno votato Pierfrancesco Maran, che gli hanno dato una mano in campagna elettorale e che lavorano, tanto, come fa il mio circolo, per una politica migliore, più forte e più a contatto con i cittadini.

Noi, come circolo, veniamo da risultati elettorali straordinari. I voti per il Partito Democratico nella nostra zona sono sempre aumentati, ad ogni tornata elettorale, andando anche in controtendenza con il trend generale. I candidati che sostiene il mio circolo hanno sempre risultati sorprendenti, frutto di un lavoro meticoloso e ben fatto. Noi svolgiamo un lavoro capillare e vincente nella nostra zona, un lavoro premiato dai cittadini, che ci votano, più di quanto votino altri.

Questo e` il segreto di Maran e di 02pd: essere più bravi degli altri. Saper fare politica in maniera migliore, in una maniera che piace ai cittadini milanesi. E fare ciò non e` facile. E` dispendioso, e` faticoso, richiede un lavoro enorme da parte di tutti gli iscritti del circolo. Richiede il tempo e il sacrificio di tanti volontari.

Il segreto, quindi, non e` Penati, non e` l’uomo forte di turno: non c’e` trucco, siamo solo più bravi e questo da` fastidio. Ha dato fastidio al mio partito in passato, infastidisce la destra ed evidentemente anche una parte di sinistra che meriterebbe di essere una volta per tutte abbandonata.

Noi non abbiamo altri segreti oltre quelli scritto qui sopra e ora mi sono davvero rotto i coglioni di gente che sminuisce lavoro e fatica sulla base di nulla. Sono privilegiati, gente che per mestiere può permettersi di dire falsità e scemenze senza avere conseguenze. E io mi sono stufato. E la sinistra, quella vera, si dovrebbe essere stufata di questi avvoltoi pronti a colpire il nemico al primo segno di debolezza. Mi fanno ribrezzo.

Ora, sul sito del fatto ho commentato cosi`, l’articolo di Barbacetto.

Numero 1: Il centrosinistra sbaglia quando non e` garantista anche quando la giunta e` di destra, non quando e` garantista come ora.
Numero 2: Penati non e` stato condannato da nessuno, se non da Barbacetto, che, evidentemente ritiene di avere elementi sufficienti per sostituirsi alla magistratura.
Numero 3: Anche Penati fosse colpevole, e magari lo e`, Maran non c’entra proprio nulla, ma proprio nulla. Barbacetto, come coloro per conto di cui scrive l’articolo, ovvero l’idv milanese che voleva proprio quell’assessorato, si dimentica di menzionare che solo nel 2010, quando Penati era candidato alla presidenza della regione lombardia, Maran e il mio circolo del partito democratico, si quello attivissimo di cui parla, abbiamo sostenuto un candidato che  Penati non solo non ha sostenuto, ma che Filippo Penati, come l’intero apparato dirigente del pd, hanno fortemente ostacolato perche` toglieva a loro posti e voti. Quel candidato, Pietro Bussolati, 27 anni e nessun padrino politico alle spalle, sconosciuto a tutti ancora due mesi prima delle elezioni, ha preso oltre 3000 preferenze, poco meno di quello che ha preso Maran. Com’e` la storia Barbacetto? Perche` ti dimentichi di menzionarlo.
Noi prendiamo tanti voti, come circolo, perche` siamo piu` bravi degli altri, perche` facciamo campagne elettorali che gli altri si sognano e perche` crediamo nelle persone che sosteniamo, crediamo nel valore della rappresentanza e nell’impegno nei confronti della gente. E la gente ci premia.

Quindi, su quali basi Maran si dovrebbe dimettere? Perche` e` stato molto piu` bravo degli altri? Perche` e` capace e piace alla gente?
No, perche` non mi risulta che dalla procura si sia anche solo pensato di coinvolgere Maran. Forse barbacetto e` piu` intelligente della procura ad unire puntini? Io non credo.

Vi dovete vergognare. Invocate meritocrazia e siete i primi a violarne anche i piu` basilari principi. Siete disgustosi.

Elia Francesco Nigris, 20 anni.

Non c’è molto altro da aggiungere, ma voglio puntualizzare due cose:

  • Io non scrivo certe cose su Filippo Penati perché mi piaceva politicamente. Io l’ho più volte criticato, ho ritenuta assurda la scelta di candidarlo alla Presidenza della Regione Lombardia, ci ho discusso animatamente durante la fase congressuale. Detto questo, uno non può essere garantista solo quando sono coinvolti gli amici e i parenti. Io credo nel garantismo come forma di democrazia e di tutela dell’individuo. Credo nel garantismo perché ritengo sacrosanta l’idea che uno non e` colpevole finché dimostrato altrimenti, che alla base dello stato di diritto. Credo nel garantismo perché spero di non dovermi mai difendere da false accuse e voglio sapere che, qualora succeda, lo stato mia dia la possibilità di difendermi. Penati e` indagato, finché non c’è una condanna, per favore, tacete (vi basti ricordare la vicenda Del Turco).
  • Attaccare Maran per attaccare Pisapia e` un cosa viscida e schifosa, degna del peggior Sallusti.

(Ho scritto questo post pur essendomi ripromesso di non scrivere della vicenda per non dare neanche voce a chi e` in malafede a prescindere. L’ho fatto, perché oltre ad offendere una brava persona, Pierfrancesco Maran, si e` arrivati ad offendere tutti coloro che hanno volontariamente  deciso di aiutarlo e votarlo. Gente per bene, gente onesta, gente stufa).

 

P.S. I PALADINI DELLA LIBERTÀ DI ESPRESSIONI, OVVERO IL FATTO QUOTIDIANO HA CENSURATO IL MIO COMMENTO. ORA CAPITE L’IPOCRISIA DEL TRAVAGLISMO? ORA CAPITE L’IPOCRISIA DEGLI AMICI A 5 STELLE. QUESTO, NEL MONDO OCCIDENTALE, SI CHIAMA FASCISMO. E POI HAI VOGLIA A PROTESTARE CONTRO LA LEGGE BAVAGLIO.


E` ora di decidersi

settembre 4, 2011

Si è scatenato un putiferio nel Partito Democratico e non sto parlando del caso Penati. Renzi ha dichiarato in un’intervista a Repubblica che potrebbe essere aperto a candidarsi alle primarie del centrosinistra, qualora si facessero. Al di la` dei giudizi del caso, mi pare che fosse una cosa scontata e mi pare che Renzi, dopo essersi reso conto di essere l’unico iscritto del Partito Democratico (insieme forse a Nicola Zingaretti) che potrebbe prevalere su Nichi Vendola, faccia bene a dire che e` disponibile.

Quello che e` pazzesco e` che il partito di Bersani, quindi una parte di partito, benché sia la maggioranza uscita dal congresso, se l’è presa manco fosse un’offesa personale. Rosy Bindi “avvisa” Renzi che non può farlo perché per statuto “qualora il Partito Democratico aderisca a primarie di coalizione per la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri è ammessa, tra gli iscritti del Partito Democratico, la sola candidatura del Segretario nazionale”, ma aggiunge (sempre con tono come se sesse minacciando qualcuno) che, qualora Bersani non si candidasse, Renzi non sarebbe l’unico iscritto del PD a partecipare alle consultazioni (cosa che mi pare ovvia e che penso Renzi stesso desse per scontato). Rosy Bindi ha detto insomma che, nel caso, ci sarebbe anche lei.

Lo stesso giorno che Rosy Bindi, Presidente del Partito Democratico (espressione della segreteria), invitava il sindaco di Firenze, suo compagno di partito, ad uscire dal PD “perché qui si sostiene Bersani, l’Obama di Piacenza”,  il vicesegretario del partito, Enrico Letta, dichiarava che fosse per lui candiderebbe Alessandro Profumo, che per carità, sarà anche competente, ma avete rotto le palle per anni su Renzi che non era di sinistra e bla bla bla e adesso volete candidare Profumo che non e` esattamente Che Guevara? E poi soprattutto, il candidato non era Bersani?

Bersani, appunto. In tutto questo non dice nulla. Sappiamo che i suoi, come dischi rotti, ripetono a rotazione che “il nostro candidato e` Bersani” e sappiamo che se lui vincesse le primarie farebbe una campagna “fantasma”, nel senso che crede che sia intelligente non mettere il suo nome sul simbolo e non fare una campagna improntata sulla sua figura di Bersani leader della coalizione (quando si dice “fare di necessità, virtù”). Magari, se diventa Presidente del Consiglio, (non lo diventa, tranquilli), non si farà mai vedere in giro, che poi la gente pensa che e` un leader (che nel lessico innocente di Bersani e` una parolaccia alla stregua di “pupù marrone”, quindi la peggiore).

In ogni caso, faccio un appello, che rimarrà inascoltato. Dato che la norma statutaria che vincola, per il PD, la sola candidatura del segretario c’è (su questa norma ci faccio un post a parte), Bersani, oggi, domani, tra una settimana, ma non tra due mesi o tra un anno dice, senza giri di parole, senza metafore da osteria romagnola, senza quell’atteggiamento che “se sto parlando davanti a voi vi sto facendo un favore”, se ha intenzione di candidarsi alle primarie oppure no. In questo modo ci regoliamo tutti di conseguenza. Rosy Bindi può candidarsi contro Renzi (e vediamo chi prende più voti), Letta può candidare Profumo, Della Valle, Montezemolo e tutti i nomi, più o meno originali che ha tirato fuori nel corso di questi anni da vicesegreterario e poi, magari, esce dal cilindro anche un altro candidato o magari anche due, pensate che bello!

Se Bersani si candidasse, inizieremmo dal giorno successivo a fare la non-campagna per lui, senza foto e senza simboli, ma solo col il forte brand del Partito (Solidissimo) Democratico, in stile campagne elettorali anni ’60, tipo quelle che si vedono nei film.

Se, invece, Bersani decide di non candidarsi gli altri possono iniziare a fare campagna elettorale come Vendola, che e` in campagna dal 2009 (che dite, e` il caso di muoversi o no?), cosi` magari, non ci troviamo alle prossime elezioni a dover scegliere tra Berlusconi, Casini e, appunto, Vendola (giuro se e` davvero lo scenario, piuttosto voto Berlusconi, per fare dispetto, e poi scappo all’estero).

Insomma, senza perdermi in ulteriori parole e stupide battutine poco simpatiche (noi giovani siamo immaturi, cosa vi aspettate?) invito il mio segretario a fare il suo “Coming Out”, che qui, di sentir parlare a vanvera la Bindi, non ne possiamo più.

 


Cosa sarebbe potuto essere se…

agosto 27, 2011

…nel 2008 avessimo vinto noi e non loro.

…nel 2009 non avessimo linciato il segretario del partito.

…nel 2010 avessimo fatto opposizione come si deve e portato il paese a nuove elezioni.

…nel 2011 lottassimo con forza per un nuovo paese, piuttosto che piangerci addosso, tutti.

ecco poteva essere, oggi, questo governo:

E poi : un nuovo patto del lavoro che, secondo la proposta Ichino, giustizi la precarietà e elevi la produttività, una riforma fiscale che contrasti l’evasione in un contesto di “pagare meno, pagare tutti”. La rinuncia all’idea che lo Stato debba fare tutto e la fiducia nelle risorse sociali diffuse da attivare in un contesto di sussidiarietà, la fine della occupazione partitica della Rai e delle aziende locali, l’una affidata a meccanismi tipo Bankitalia e le altre ad un mercato regolato e orientato a valorizzare forze produttive innovative. Il dimezzamento da subito dei parlamentari e un sistema elettorale bipolare e uninominale , lo snellimento radicale di tutta la diffusa “professionalizzazione” della politica oggi smisuratamente più grande che nel passato. Partiti più lievi possono ritrovare il senso della loro passione ed essere più aperti, come da progetto originale del Pd. E poi la fine delle scandalose retribuzioni e liquidazioni di manager pubblici e privati, la lotta contro ogni forma di corruzione e contro quei poteri criminali che irrompono tra le maglie di una crisi economica forte e di uno Stato debole. Giustizia più rapida, meno carcere, diritto di voto agli immigrati per le amministrative, norme di sostegno al lavoro delle donne e alle politiche familiari. Scelta netta per gli Stati Uniti d’Europa e l’elezione diretta del loro Presidente , più forti politiche comuni di difesa e di bilancio, a cominciare dagli eurobond. Diritti dei gay , a cominciare dalle unioni civili, e scelta netta per le energie rinnovabili, defiscalizzazione dei contributi privati per ricerca e cultura e investimento pubblico forte e selettivo su scuola e università. E poi individuazione delle dieci opere strutturali fondamentali per il paese e affidamento del potere di realizzazione a persone oneste e stimate che possano definire tempi certi e regole per la loro realizzazione. Non manovre ogni sei mesi, ma riforme. Per spezzare il più pericoloso elemento di continuità della storia italiana: l’immobilismo rissoso.

Invece abbiamo questo e questo. E non dite che sono tutti uguali. E non dite che se non abbiamo un governo che fa quelle cose li` la colpa e` del controllo delle televisioni da parte di Berlusconi. E non dite che e` colpa degli Italiani, che sono ignoranti. E non dite che e` colpa del “ma anche”. Dite che e` colpa nostra, principalmente nostra, iscritti, militanti e politicanti del Partito Democratico. Si perché anche oggi, a distanza di anni quando abbiamo fondato il partito per fare queste esatte cose c’è ancora chi, su un programma simile avrebbe da dire su ognuno di questi punti. Molti di loro, peraltro, compongono la segreteria del partito.

E, sono d’accordo che la lettera ad un giornale, come forma di comunicazione ha un po’ stufato e sono d’accordo che Veltroni, in prima persona non e` più presentabile (ma non e` il punto, se Bersani dice di sostenere questo programma per me non ci sono problemi), ma, come d’altro canto dice Pippo, per favore, date un chance alle idee, a queste idee e dateci una mano a portarle avanzi, senza se, senza ma e, queste si, senza “ma anche”.


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