Ecco qui come sarebbe la mia scheda elettorale se vivessi a Monza. Al Consiglio Comunale, voterei Tommaso Cereda, un ragazzo serio e un amico.
Qui la pagina web di Tommaso Cereda. Qui quella Facebook. Qui Twitter.
Stefano,
dal tuo articolo sull’Unita`(da leggere prima di leggere la risposta), sembra emergere che provare a dare lavoro ai giovani e preoccuparsi della cosa sia solo “trendy”, un vezzo che non ci possiamo permettere. Quasi non fosse un problema reale, quel 30% abbondante di disoccupazione giovanile. Tanto i giovani possono stare a casa di mamma e papa` fino a 35 anni, non e` mica la fine del mondo! Queste sono esattamente le cose che accendono gli animi e creano conflitto generazionale e politico. Questi toni, poi, sono semplicemente inutili. Sminuire cosi` i problemi di noi giovani e` un insulto che dal responsabile economico del mio partito non accetto.
I problemi dei giovani e del lavoro, di noi giovani, non sono trendy e non sono cool e chi se ne preoccupa non va schernito. Sono i problemi di una generazione che, diversamente dalla tua, non può permettersi di giocare a fare la generazione rivoluzionaria con i soldi di mamma e papa`. Di una generazione che, diversamente dalla tua, non andrà in pensione a 67 anni, ma a 75, se mai ci arriverà, alla pensione. Di una generazione che si e` stufata di sentirsi dire da altri, come devono essere fatte le cose, secondo paradigmi che non solo non ci piacciono, ma evidentemente neanche ci interessano.
Inoltre, a me non risulta che siamo in questa crisi per l’eccesso di neoliberismo in Italia. Per esempio, tu vedi concorrenza da qualche parte? O che ne so, vedi maggiore competitività? O vedi riforme utili alla crescita da qualche parte? Le hai mai viste? No perché io vedo, per esempio, corporazioni medievali, gli ordini professionali, che governano il paese (non esattamente capisaldi neoliberisti), vedo monopoli nei trasporti (tolto quello aereo, che infatti, grazie a concorrenza permette di viaggiare a Londra andata-ritorno con meno di 50 euro, pero` non sento tanta gente protestare, anzi vedo molti consumatori soddisfatti), vedo uno stato che non sa riformare, abbiamo assistito per decenni a politiche del debito e degli sprechi, non esattamente politiche neoliberiste, che pero` sono causa principe della situazione in cui siamo, ho visto per anni comuni che potevano spendere a piacere e senza vincoli, bastava mandare il conto a Roma, non vedo liberalizzazioni da nessuna parte (eccetto quelle che abbiamo fatto noi, grazie al Nostro segretario); insomma vedo che in Italia, di politiche liberali o liberiste, ne abbiamo adottate ben poche. Eppure non mi sembra che oggi navighiamo nell’oro.
Quindi, articoli come quello tuo sull’Unita`, non solo sono offensivi, per come sminuiscono un problema enorme, quello del lavoro dei giovani, ma sono anche faziosi, perché presentano a lettori che sono mediamente “economicamente ignoranti” e tendenzialmente “aprioristicamente favorevoli a quello che dici” tesi ben espresse e, all’apparenza, molto convincenti. Come quando dici che “il Fmi qualche mese fa abbia radicalmente confutato le loro tesi (intese come le tesi “neoliberiste” di Giavazzi e Alesina)”, frase che non e` supportata dal alcuna “prova” e che, detta cosi`, sa solo di intellettualmente disonesto.
Ora, io non voglio creare ulteriore conflitto, le soluzioni che proponi sono perlopiù accettabili: sostegno alla crescita (cosa che peraltro sostengono anche i tanto vituperati Giavazzi e Alesina), un’Europa più forte ed unita anche dal punto di vista politico (io, figurarsi, sono federalista europeo), la BCE prestatore di ultima istanza, un solo grande istituto europeo di vigilanza, federalismo fiscale (vero) e, ragionandoci bene, anche gli eurobond, se fatti con certi vincoli, possono andare. Ma, quello che dovrebbe farti riflettere e` che molti liberali (quelli che tu chiami neo-liberisti tatcheriani) pensano le stesse cose o cose simili. Insomma possiamo discutere e trovarci. Ma i tuoi toni non aiutano, anzi aiutano solo a fomentare gli ultras della politica. E questo non va bene per il PD, per l’Italia e per l’Europa.
Elia Francesco Nigris
p.s. Stefano e` Stefano Fassina, responsabile economico del Partito Democratico
Le primarie per i parlamentari sono la soluzione migliore per aggirare il Porcellum, la peggior legge elettorale del mondo occidentale. Noi ci siamo stufati di avere un parlamento di nominati perché, come abbiamo visto in questi giorni, le persone che siedono in parlamento sono (o dovrebbero essere) più di meri schiacciatasti e cambiano le sorti di governi e legislature.
Prossima Italia e Pippo Civati (ma anche Renzi e molti altri) chiedono ai dirigenti del PD che i nostri parlamentari siano scelti dagli elettori e non dalla segreteria (qualunque essa sia) nelle stanze dei palazzi romani.
Se sostenete questa proposta ora é possibile firmare l’appello anche su internet, qui. Fatelo, gioca solo a vostro favore (e se non lo fate, poi pero` non lamentatevi).
Da queste parti si sostiene Davide Faraone alle primarie per eleggere il candidato del centrosinistra a Palermo.
Faraone ci piace, non solo perché ha avuto il coraggio e la dignità di dimettersi dal consiglio comunale in segno di protesta nei confronti di un Partito Democratico Siciliano che sembra sempre più tutto fuorché un partito democratico, ma perché ha delle idee intelligenti su cosa deve essere Palermo, la Sicilia e su quello che ci vuole al sud, nel PD e perché ci da` l’impressione che qualcosa, finalmente, si muova anche al sud. Insomma, più “Faraone” e meno “Bassolino”, per intenderci.
Quindi, amici palermitani, votatelo e dategli una mano e, invece, amici non palermitani, segnatevi questo nome, perché e` uno che merita di essere ascoltato e conosciuto.
I gruppi NO-TAV sono gruppi fascisti e antidemocratici, ormai non c’è più alcun dubbio.
E` fascista chi:
E potrei andare avanti. Il punto e`, che indipendentemente da quello che si crede sulla TAV e delle opinioni che si hanno a riguardo, questa gente e` criminale, e` fascista, e` egoista ed e` antidemocratica.
E quando ci scapperà il morto, sappiate che la colpa sarà solo e unicamente dei movimenti NO-TAV e dei loro leader che l’hanno cercato, in tutti questi anni, come pretesto per scatenare una guerra civile. Nei confronti di questa gente non si può più essere tolleranti. Perché non siamo negli anni di piombo e non siamo nel Far West. Certe cose, in Italia, in Europa, nel 2011, non sono più accettabili, non possono più succedere.
E, per una volta, sulla TAV e sul movimento NO-TAV sono fiero della posizione del mio partito.
Somebody stop this madness before it’s too late.
(il video e` di ieri alla festa democratica di Milano)
P.S. Spunto di riflessione: perché dall’altra parte della valle, in Francia, nessuno protesta per l’alta velocità?
Si è scatenato un putiferio nel Partito Democratico e non sto parlando del caso Penati. Renzi ha dichiarato in un’intervista a Repubblica che potrebbe essere aperto a candidarsi alle primarie del centrosinistra, qualora si facessero. Al di la` dei giudizi del caso, mi pare che fosse una cosa scontata e mi pare che Renzi, dopo essersi reso conto di essere l’unico iscritto del Partito Democratico (insieme forse a Nicola Zingaretti) che potrebbe prevalere su Nichi Vendola, faccia bene a dire che e` disponibile.
Quello che e` pazzesco e` che il partito di Bersani, quindi una parte di partito, benché sia la maggioranza uscita dal congresso, se l’è presa manco fosse un’offesa personale. Rosy Bindi “avvisa” Renzi che non può farlo perché per statuto “qualora il Partito Democratico aderisca a primarie di coalizione per la carica di Presidente del Consiglio dei Ministri è ammessa, tra gli iscritti del Partito Democratico, la sola candidatura del Segretario nazionale”, ma aggiunge (sempre con tono come se sesse minacciando qualcuno) che, qualora Bersani non si candidasse, Renzi non sarebbe l’unico iscritto del PD a partecipare alle consultazioni (cosa che mi pare ovvia e che penso Renzi stesso desse per scontato). Rosy Bindi ha detto insomma che, nel caso, ci sarebbe anche lei.
Lo stesso giorno che Rosy Bindi, Presidente del Partito Democratico (espressione della segreteria), invitava il sindaco di Firenze, suo compagno di partito, ad uscire dal PD “perché qui si sostiene Bersani, l’Obama di Piacenza”, il vicesegretario del partito, Enrico Letta, dichiarava che fosse per lui candiderebbe Alessandro Profumo, che per carità, sarà anche competente, ma avete rotto le palle per anni su Renzi che non era di sinistra e bla bla bla e adesso volete candidare Profumo che non e` esattamente Che Guevara? E poi soprattutto, il candidato non era Bersani?
Bersani, appunto. In tutto questo non dice nulla. Sappiamo che i suoi, come dischi rotti, ripetono a rotazione che “il nostro candidato e` Bersani” e sappiamo che se lui vincesse le primarie farebbe una campagna “fantasma”, nel senso che crede che sia intelligente non mettere il suo nome sul simbolo e non fare una campagna improntata sulla sua figura di Bersani leader della coalizione (quando si dice “fare di necessità, virtù”). Magari, se diventa Presidente del Consiglio, (non lo diventa, tranquilli), non si farà mai vedere in giro, che poi la gente pensa che e` un leader (che nel lessico innocente di Bersani e` una parolaccia alla stregua di “pupù marrone”, quindi la peggiore).
In ogni caso, faccio un appello, che rimarrà inascoltato. Dato che la norma statutaria che vincola, per il PD, la sola candidatura del segretario c’è (su questa norma ci faccio un post a parte), Bersani, oggi, domani, tra una settimana, ma non tra due mesi o tra un anno dice, senza giri di parole, senza metafore da osteria romagnola, senza quell’atteggiamento che “se sto parlando davanti a voi vi sto facendo un favore”, se ha intenzione di candidarsi alle primarie oppure no. In questo modo ci regoliamo tutti di conseguenza. Rosy Bindi può candidarsi contro Renzi (e vediamo chi prende più voti), Letta può candidare Profumo, Della Valle, Montezemolo e tutti i nomi, più o meno originali che ha tirato fuori nel corso di questi anni da vicesegreterario e poi, magari, esce dal cilindro anche un altro candidato o magari anche due, pensate che bello!
Se Bersani si candidasse, inizieremmo dal giorno successivo a fare la non-campagna per lui, senza foto e senza simboli, ma solo col il forte brand del Partito (Solidissimo) Democratico, in stile campagne elettorali anni ’60, tipo quelle che si vedono nei film.
Se, invece, Bersani decide di non candidarsi gli altri possono iniziare a fare campagna elettorale come Vendola, che e` in campagna dal 2009 (che dite, e` il caso di muoversi o no?), cosi` magari, non ci troviamo alle prossime elezioni a dover scegliere tra Berlusconi, Casini e, appunto, Vendola (giuro se e` davvero lo scenario, piuttosto voto Berlusconi, per fare dispetto, e poi scappo all’estero).
Insomma, senza perdermi in ulteriori parole e stupide battutine poco simpatiche (noi giovani siamo immaturi, cosa vi aspettate?) invito il mio segretario a fare il suo “Coming Out”, che qui, di sentir parlare a vanvera la Bindi, non ne possiamo più.
…nel 2008 avessimo vinto noi e non loro.
…nel 2009 non avessimo linciato il segretario del partito.
…nel 2010 avessimo fatto opposizione come si deve e portato il paese a nuove elezioni.
…nel 2011 lottassimo con forza per un nuovo paese, piuttosto che piangerci addosso, tutti.
ecco poteva essere, oggi, questo governo:
E poi : un nuovo patto del lavoro che, secondo la proposta Ichino, giustizi la precarietà e elevi la produttività, una riforma fiscale che contrasti l’evasione in un contesto di “pagare meno, pagare tutti”. La rinuncia all’idea che lo Stato debba fare tutto e la fiducia nelle risorse sociali diffuse da attivare in un contesto di sussidiarietà, la fine della occupazione partitica della Rai e delle aziende locali, l’una affidata a meccanismi tipo Bankitalia e le altre ad un mercato regolato e orientato a valorizzare forze produttive innovative. Il dimezzamento da subito dei parlamentari e un sistema elettorale bipolare e uninominale , lo snellimento radicale di tutta la diffusa “professionalizzazione” della politica oggi smisuratamente più grande che nel passato. Partiti più lievi possono ritrovare il senso della loro passione ed essere più aperti, come da progetto originale del Pd. E poi la fine delle scandalose retribuzioni e liquidazioni di manager pubblici e privati, la lotta contro ogni forma di corruzione e contro quei poteri criminali che irrompono tra le maglie di una crisi economica forte e di uno Stato debole. Giustizia più rapida, meno carcere, diritto di voto agli immigrati per le amministrative, norme di sostegno al lavoro delle donne e alle politiche familiari. Scelta netta per gli Stati Uniti d’Europa e l’elezione diretta del loro Presidente , più forti politiche comuni di difesa e di bilancio, a cominciare dagli eurobond. Diritti dei gay , a cominciare dalle unioni civili, e scelta netta per le energie rinnovabili, defiscalizzazione dei contributi privati per ricerca e cultura e investimento pubblico forte e selettivo su scuola e università. E poi individuazione delle dieci opere strutturali fondamentali per il paese e affidamento del potere di realizzazione a persone oneste e stimate che possano definire tempi certi e regole per la loro realizzazione. Non manovre ogni sei mesi, ma riforme. Per spezzare il più pericoloso elemento di continuità della storia italiana: l’immobilismo rissoso.
Invece abbiamo questo e questo. E non dite che sono tutti uguali. E non dite che se non abbiamo un governo che fa quelle cose li` la colpa e` del controllo delle televisioni da parte di Berlusconi. E non dite che e` colpa degli Italiani, che sono ignoranti. E non dite che e` colpa del “ma anche”. Dite che e` colpa nostra, principalmente nostra, iscritti, militanti e politicanti del Partito Democratico. Si perché anche oggi, a distanza di anni quando abbiamo fondato il partito per fare queste esatte cose c’è ancora chi, su un programma simile avrebbe da dire su ognuno di questi punti. Molti di loro, peraltro, compongono la segreteria del partito.
E, sono d’accordo che la lettera ad un giornale, come forma di comunicazione ha un po’ stufato e sono d’accordo che Veltroni, in prima persona non e` più presentabile (ma non e` il punto, se Bersani dice di sostenere questo programma per me non ci sono problemi), ma, come d’altro canto dice Pippo, per favore, date un chance alle idee, a queste idee e dateci una mano a portarle avanzi, senza se, senza ma e, queste si, senza “ma anche”.