Vergogna bipartisan

giugno 25, 2011

Il senatore Ricardo Levi del Partito Democratico, il mio partito, ripropone una norma bipartisan (si mettono d’accordo solo sulle cose peggiori) che va assolutamente contro i consumatori e a favore di rigurgiti corporativisti. Ecco, vorrei che qualcuno alzasse la voce, perché io mi sono proprio rotto di un paese in cui i diritti dei consumatori sono costantemente ignorati e di un paese dove la concorrenza e` limitata per legge. Basta. Queste non sono le cose che ci faranno tornare a crescere. Bersani, quello delle liberalizzazioni, cosa dice?

La proposta di legge di Levi mira a contemperare gli interessi dei piccoli e dei grandi editori, così come della piccola e della grande distribuzione e del commercio elettronico. Viene stabilito che il prezzo di vendita dei libri è «liberamente fissato dagli editori». Su tale prezzo è consentito «uno sconto fino ad una percentuale massima del 15 per cento».


Ed e` cosi`

giugno 23, 2011

Oggi molte donne di sinistra si sono scandalizzate per il manifesto della festa democratica romana perché sarebbe offensivo e maschilista. Io non sono d’accordo e Massimiliano Gallo, su Linkiesta, spiega benissimo perché non e` cosi`. Bisogna capire, infatti, che

…non è una mini a trasformarti in Nicole Minetti.

E non e` un manifesto cosi`, non particolarmente bello, ma certo non offensivo, a rendere Bersani Berlusconi, e il Pd il PdL.

Cerchiamo di vedere un po’ di più le cose per quello che sono.


Cose che uno registra e mette in un cassetto

giugno 13, 2011

Formigoni, da un po’ di tempo (incidentalmente da quando nel centrodestra c’e` puzza di fine di un ciclo) e` sempre in televisione. Alla giovane eta` di 64 anni, forse si ritiene pronto a passare il Rubicone. Letteralmente.

Viva i giovani.


Premesso che…

gennaio 27, 2011

Premesso che:

-della casa di Montecarlo non me ne frega nulla, come anche a tutti gli Italiani.

-che la questione della casa di Montecarlo e` una questione legata a fatti “privati”, che non concernono la “cosa pubblica”.

-che il Ministro degli Esteri dovrebbe occuparsi di altre cose in un momento in cui si dice che il premier era convinto che Ruby fosse la nipote del Presidente egiziano Moubarak (in un momento in cui l’Egitto e` a ferro e fuoco).

-che la questione della casa di Montecarlo che torna alla ribalta e` legata alla necessita` del Pdl di spostare l’attenzione su altro rispetto alle prime pagine di cronaca attuali e che serve per consolidare l’elettorato berlusconiano che in questo momento potrebbe essere suscettibile proprio ai fatti di cronaca e che e` molto sensibile alla questione della casa di Montecarlo.

-che moralismi da chi vive come Hugh Hefner ed e` Presidente del Consiglio sono francamente inaccettabili e che le richieste di dimissioni a Fini per questa cosa fanno gridare “ma da che pulpito?!”.

-che nella storia ci sono stati innumerevoli leader politici che hanno svolto il ruolo di Presidente della Camera, basti ricordare gli ultimi due (Bertinotti e Casini).

-che nulla lascia pensare che Fini si sia comportato parzialmente, violando le norme comportamentali richieste al Presidente della Camera nello svolgere il suo ruolo e che quindi la richiesta di dimissioni perché Fini non sarebbe imparziale non ha ragion d’essere.

-che il comportamento del Pdl in questo periodo non merita alcuna attenzione, perché sembra che vivano in un mondo che non esiste.

-che della casa di Montecarlo non me non occuperò più.

Premesso tutto questo, io credo che Fini si debba dimettere per un semplice motivo: la casa e` di Tulliani e Fini ha detto che se si fosse provato che la casa era di suo cognato, lui si sarebbe dimesso, indipendentemente dalle circostanze e dalle modalità con cui ciò si sarebbe provato.

In un momento in cui le parole vengono pronunciate a vanvera, Gianfranco Fini dimostrerebbe di essere una persona coerente.

 

 


No alle correnti, Si alle fondazioni

ottobre 12, 2010

I due piu` importanti partiti italiani, il PD ed il PdL, appena nati avevano subito condannato le correnti, affermando di volersi liberare da quel modo di fare politico vecchio e tipico della Democrazia Cristiana. Eppure in entrambi i partiti la lotta al correntismo ha dato il via ad un correntismo mascherato, il correntismo fatto da “fondazioni”, enti fondati dalle varie personalita` di spicco dei vari partiti e il cui “mestiere” e` diffondere l’opinione del politico di riferimento “per interposta persona”, tramite editoriali, post e quant’altro pubblicati sul sito della fondazione stessa. Un esempio Farefuturo e` la fondazione di Gianfranco Fini dai tempi in cui il Presidente della Camera era nel PdL ed e` stata usata come arma principale del “dissenso finiano”. I vari Filippo Rossi, Alessandro Campi, Mario Ciampi, Adolfo Urso etc etc si occupavano di far sapere al mondo quello che il loro leader e Presidente di fondazione stava pensando, creando scompiglio nel partito del premier. Cosi` e` anche nel Pd, dove D’Alema e Veltroni hanno le loro fondazioni e cosi` via.

Quindi dai tempi del correntismo democristiano non e` cambiato quasi nulla, le fondazioni hanno preso il posto delle correnti, svolgendone la stessa funzione “fuori” dal partito piuttosto che “dentro”. Siamo sicuri, a questo punto che il correntismo classico sia davvero tanto peggio? Almeno nella DC i leader non si mascheravano dietro scagnozzi e subordinati e il dialogo (nelle sue forme perverse) c’era, ora non c’e` piu` neanche quello. Dico questo, pur stimando molto Veltroni, il quale, dopo aver tentanto di sconfiggere il correntismo si e` lasciato ingolosire dal “fondazionismo”. Non lo so, sono riflessioni cosi`, intanto mi sono letto questo articolo di Lettera43 in cui si elencano tutte le fondazioni del PdL e sono rimasto molto poco entusiasta del fenomeno nelle sue forme (quanti soldi buttati, mi piacerebbe dare un’occhiata ai loro bilanci d’esercizio).


Berlusconi ed il berlusconismo, fenomeni difficili da comprendere

ottobre 9, 2010

Esce oggi il mio nuovo articolo sul Post Internazionale; tema del giorno: il comizio di SB domenica scorsa.

MILANO - Domenica pomeriggio il Castello Sforzesco a Milano era “tinto di azzurro”. C’erano tante persone, c’erano famiglie con bambini, coppie di anziani, giovani, uomini e donne di bell’aspetto e ben vestiti; molte di queste persone indossavano una maglietta ed un cappellino di colore azzurro, quasi tutti avevano in mano un sacchetto azzurro con all’interno numerosi “gadgets” e “stickers”, ovviamente si camminava su un lungo tappeto rigorosamente azzurro, dello stesso azzurro di cappellini, magliette e sacchetti. Domenica pomeriggio al Castello Sforzesco di Milano, pero`, non c’era nessuna azienda appena uscita con un nuovo prodotto da sponsorizzare, nessuna grande impresa che si faceva pubblicità regalando gadget e stickers, c’era una festa di partito. In effetti, osservando più attentamente le varie magliette, i vari cappellini e le scritte sui sacchetti ci si accorgeva che si trattava di t-shirt con scritte tipo: “Meno male che Silvio c’e`” oppure: “Noi siamo il Popolo dell’amore”, i cappellini da baseball avevano stampato sopra di essi il simbolo di un partito politico, il “PdL”, e sui sacchetti appariva la scritta “L’amore vince sempre sull’invidia e sull’odio”. Domenica pomeriggio al Castello Sfrorzesco a Milano, si chiudeva la seconda “Festa della Libertà” e le persone presenti costituivano il popolo della libertà, giunto da tutta Italia per assistere, applaudire ed acclamare il proprio leader e Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che avrebbe tenuto un comizio di li` a poco. [...]

Continua a leggere qui.

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Studia il nemico e poi sconfiggilo

ottobre 2, 2010

Domani, nell’ottica di cui qui sopra, vado a sentire Silvio Berlusconi che chiude la Festa della Liberta`, al Castello Sforzesco, a Milano. Non ci vado per sentire cosa ha da dire (dira` sempre  le stesse cose: magistrati comunisti, siamo fighi e siamo belli, e` merito mio se l’uomo e` andato sulla luna e se e` finita la guerra del Vietnam…), ci vado, piuttosto, per “vedere che aria tira”, per capire qual e` il target di persone che va a sentire Berlusconi e per capire perche` Berlusconi piace cosi` tanto a certa gente.

Noi di centrosinistra abbiamo sempre snobbato e considerato i berlusconiani come “esseri inferiori”; dall’altro della nostra superiorita` culturale non abbiamo mai preso in considerazione l’ipotesi che Berlusconi possa vincere solo perche` e` piu` bravo di noi al “gioco della politica”. Noi non abbiamo mai cercato di fare lo sforzo di capire perche` “Lui” piace, perche` vince, perche` vincera`, abbiamo sempre pensato che accadesse per fattori esogeni (leggi “ad personam”, controllo dell’informazione, etc etc), che probabilmente hanno contribuito al suo successo politico, ma che non ne sono di certo l’unica spiegazione; quindi il modo migliore per capire cosa cerca chi vota Berlusconi e` andare a sentire Berlusconi: una volta che lo abbiamo capito, possiamo fare il passo successivo: batterlo e prendere piu` voti di lui.


Vergognoso

settembre 27, 2010

Ora, io non sono per le mozioni di sfiducia, in genere. Primo perche`, in genere, non portano da nessuna parte, secondo perche` andrebbe “sfiduciata” un’idea, una proposta di legge, bisognerebbe fare battaglia sui contenuti non sulle persone, insomma, per esempio, le mozioni di sfiducia contro Berlusconi, settimanalmente invocate da gentaglia come Di Pietro, sono cio` che permette ai berlusconiani di dire che noi siamo solo antiberlusconiani, privi di un programma e un’ idea di governo.

Detto questo sono assolutamente favorevole alla mozione di sfiducia invocata dal PD contro Umberto Bossi per le sue frasi schifose di quest’oggi. Sono Porci Questi Romani, questo vorrebbe dire S.P.Q.R., secondo il Senatur. Ora, a questo schifo va messa la parola fine, ci sono dei LIMITI che un Ministro della Repubblica non puo` superare e che gli Italiani non possono accettare. Roma e` la nostra capitale politica e culturale. Roma e` la capitale di una nazione nata grazie alle azioni eroiche di alcuni patrioti durante il risorgimento. Se a Bossi non va bene se ne vada, non sentiremo la sua mancanza.

La mozione di sfiducia, quindi, va presentata, Bossi va sfiduciato e se i finiani sono gente seria, voteranno a favore della mozione. Quanto sarei felice se la crisi di governo si aprisse con una mozione di sfiducia contro Bossi non posso neanche esprimerlo a parole. Facciamolo, dunque, sfiduciamolo (facciamo si` che cada il governo come conseguenza naturale della mozione di sfiducia) e facciamo un governo tecnico che faccia la legge sul conflitto di interessi e la legge elettorale e poi si vada a nuove elezioni. Sarebbe una bella occasione per rimettere questo paese sulla retta via. E sara` “merito” di Bossi.


Laboratorio

settembre 22, 2010

Io non lo so, ma a me Lombardo e` sempre sembrato uno che alla sua terra e alla sua gente ci tiene. Lo dicevo quando si parlava di partito del sud ed era a capo di una giunta di centro destra, lo dico ora che e` a capo di una giunta che definirei (per ora solo a parole, attendiamo i fatti) riformista di “centrodestrasinistra” (forse il bello e` proprio che finalmente si e` capito che destra e sinistra non sono ormai nulla piu` che mere sigle). Quindi prima di dire che il “Lombardo quater” e` una “minchiata” (come si dice da quelle parti), attenderei, se non altro perche` sulla carta le aree politiche che si vociferano essere piu` vicine alla malavita non sostengono la giunta (per esempio i senatori dell’UdC piu` vicini a Cuffaro e i lealisti del PdL). Tra l’altro alcuni finiani, come Granata, che e` anche vice-presidente della commissione parlamentare antimafia, percio` molto sensibili alla questione malavita, “garantiscono” per Lombardo stesso, quindi non c’e` motivo per cui non fidarsi. Dunque attendo le riforme e rimando il giudizio. Invito tutti a fare lo stesso.


Meno male

settembre 20, 2010

Quando leggo certi articoli, mi ricordo, come d’improvviso, perche` non sono di destra.

Tuttavia all’interno del Popolo della libertà sarebbe sommamente utile una “fronda” con la grinta di una Sarah Palin, anche perché pure presso di noi ci sono troppi che “se la sono cercata”.

Invocare una Sarah Palin nel Pdl e` fenomenale. I Repubblicani veri, in America, non la possono vedere, troppo idiota, troppo ignorante, troppo impreparata. Bhe`, allora voglio rassicurare l’editorialista del Foglio, Francesco Forte: il Pdl in Italia e` il partito della Meloni, di Stracquadanio, di Capezzone, della Carfagna, della Prestigiacomo e cosi` via, quindi tranquilli gente come Sarah Palin, ne avete eccome, anzi, secondo me riuscite, talvolta, a fare di meglio.

Un’ultima considerazione che mi viene da fare leggendo il titolo dell’articolo:

solo in Italia il Financial Times e` considerato “stampa liberal” e di sinistra: questo per la cattiva abitudine dei berluschini di credere che tutti quelli che criticano il capo sono comunisti.


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