Calma e sangue freddo

marzo 18, 2010

Ci vuole coerenza, in politica. Non scopro di certo l’acqua calda, ma sono convinto che spesso ad un comportamento, appunto, coerente, si preferisce agire “per convenienza” ed e` un rischio che ora il PD non si può permettere. Nel merito, parlo dell’arresto del ex-vicepresidente della regione Puglia, sotto la giunta Vendola, Sandro Frisullo, avvenuto oggi con l’accusa di “associazione per delinquere finalizzata a commettere un numero indeterminato di reati contro la Pubblica amministrazione e contro la fede pubblica e turbativa d’asta”.

Mi e` piaciuta, devo dire, la dichiarazione in merito alla questione, rilasciata oggi dal Segretario Bersani:

«Noi comunque ci affidiamo alla magistratura affinchè faccia bene il suo lavoro e possibilmente lo faccia con rapidità»

Insomma, come dire, “noi non accusiamo la magistratura di aver architettato un arresto fasullo per indebolire le chance di vittoria del candidato Presidente Nichi Vendola, come avrebbero fatto gli altri e, anzi, anche se quello sotto inchiesta e` nostro, noi rispettiamo l’operato della magistratura fiduciosi che lo faccia in buona fede e senza pregiudizi di tipo politico”. Posizione entro la quale mi rivedo, da vero garantista e, prima ancora, legalitarista.

Mi e` piaciuta molto meno, invece, la dichiarazione di Latorre:

«Arresto di Frisullo, tempistica sospetta»

Insomma, come dire, “la magistratura fa bene a lavorare correttamente quando lo fa contro la destra, quando lo fa contro di noi, pero`, non va bene”. Ora, questa non e` coerenza ed e` proprio quello che, come dicevo, il PD non deve fare; noi non siamo il PdL, noi non crediamo in complotti di magistrati corrotti politicamente che vogliono dettare l’agenda politica a suon di inchieste; se lo crediamo, quando l’indagato e` Berlusconi o un Prosperini o chicche` sia, lo dobbiamo credere anche quando l’indagato e` un ex-vicepresidente del PD.

Comunque, il premio incoerenza  sul “Frisullo-gate”, come qualche giornale o telegiornale nostrano avra` sicuramente chiamato tutto l’ambaradan successo oggi, lo vince, nientepopodimeno che il “grande” Maurizio Gasparri:

«Avendo parlato da tempo e per tempo degli scandali della gestione Vendola in materia di sanità, compresa la ancor più scandalosa operazione del Pd per portare Tedesco al Senato, siamo curiosi di sapere cosa hanno da dire i moralisti stile Quercia-Oak alla D’Alema». Non solo: «I fatti parlano da soli – ha aggiunto Gasparri -. Chi sa se le ridicole indagini di Trani non siano state un colpo di teatro per bilanciare, con il nulla, la sostanza degli scandali veri della sinistra».

Insomma, come dire, “quando l’indagato e` nostro -ed e`, magari, anche il Presidente del Consiglio- siamo tutti garantisti, quando l’indagato e` vostro viva il giustizialismo selvaggio!”. Direi che le parole di Gasparri si commentano da sole, non c’e` bisogno di aggiungere altro. (Anzi, cosa c’entrano Tedesco e D’Alema?)

Per completezza dell’informazione c’e` da dire un’altra cosa: Vendola, otto mesi fa, azzero` l’intera giunta regionale, per una questione di tipo morale, per coerenza; nel momento in cui i suoi assessori sono stati coinvolti nell’inchiesta, pesante, sulla sanita` , Vendola ha chiarito subito di voler essere trasparente al massimo, di voler aspettare una sentenza della magistratura sulla questione, per capire chi ha ragione e chi ha torto, ma che intanto, chi e` indagato per fatto cosi` gravi non essendo in grado di dedicarsi al popolo pugliese ne` di rappresentarlo degnamente, va sostituto. Detto, Fatto! Ha azzerato la giunta e ne ha formata una nuova.

Per concludere, dunque, questa “vicenda Frisullo” l’ho tirata fuori per dimostrare quanta poca coerenza ci sia nella politica italiana e, soprattutto, quanto l’anomalia Berlusconi faccia male al nostro paese, perche` e` proprio questa anomalia che sfasa ogni discorso politico, dal momento che, in base ad essa, si creano divisioni e posizioni per le quali i nostri politici si battono per una tesi nel particolare (cioe` nell’anomalia), per poi sconfessare essa stessa in un discorso piu` “universale”.


Ecco, cosi`, pero`, no

marzo 7, 2010

Ho sostenuto che il Pdl, alle elezioni di fine marzo, doveva esserci, per una questione “di democrazia”. Ho sostenuto che una strada bisognava trovarla, tutti insieme, per garantire ai cittadini di esprimere la loro preferenza, anche se loro non erano stati capaci di rispettare le leggi basilari che regolamentano la nostra democrazia, cosi`, pero`, non ci si comporta.

Sono tre i comportamenti che condanno senza possibilita` d’appello tenuti dal nostro governo arrogante per riammettere le liste del proprio partito e i propri candidati governatori alla corsa elettorale:

1. La strada che e` stata scelta per permettere a Formigoni (e presto al Pdl come partito a Roma) di tornare in corsa, ovvero quella di un decreto interpretativo, varato solo dal Consiglio dei Ministri e` una strada autoritaria, arrogante ed irrispettosa. Io ho invocato un accordo tra le parti politiche, in nome della democrazia, che poteva essere una sorta di sanatoria o una legge votata tutti insieme, ma un decreto, deciso dal solo governo, non era il modo di farlo, tanto piu` senza una reale ammissione di colpa, perche` da` proprio l’impressione di un tentativo di nascondere le loro colpe sotto il tappeto.

2. La mancanza, appunto, di un’ammissione di colpa, la mancanza di scuse ai cittadini per un errore tutto loro, che c’e` stato e che e` stato confermato dai giudici per ben due volte (in ognuno dei casi in questione). Invece, la nostra destra, con il suo solito stile, ha preferito inveire contro i giudici, parlare di “golpe” e non ammettere una mancanza propria evidente a tutti (e sono convinto che per questo alle elezioni, gli amici azzurri verranno puniti). So che e` difficile ammettere la propria totale incompetenza, pero` forse, ogni tanto, ci dovrebbe essere rispetto per gli Italiani e in questo caso, chiedere scusa, era il minimo. Invece, ora leggo addirittura dichiarazioni di questo tipo:

FORMIGONI: «NESSUN AIUTINO» – «Abbiamo dimostrato di avere perfettamente ragione».

Cosa che per altro e` assolutamente falsa, il Tar ha tenuto assolutamente conto del decreto “salva liste” per riammettere Formigoni, affermare il contrario e` una bugia, una menzogna, una falsita`, ma si sa, parliamo del Pdl.

3. L’assoluta mancanza di una punizione per i responsabili di tutto questo macello. Essi manterranno le loro poltrone, saranno, in alcuni casi votati ed eletti, in altri rimarranno dove sono. Questo decreto e` stato un ottimo modo per evitare che qualcuno dovesse assumersi le responsabilita` dell’accaduto, come e` tipico fare nel Pdl (e` per questo che il Pdl e` l’unico partito del mondo coordinato da tre persone).

Insomma, il Pdl ha perso ancora una volta l’opportunita` di agire con senno, responsabilita` ed umilta`, tutte qualita`, queste, che, alla nostra maggioranza, nessuno ha mai insegnato.

(e per un volta, giusto per puntualizzare, Bersani e` stato impeccabile).


Quando si dice “tirarsi la zappa sui piedi”

febbraio 27, 2010

Diamine Bersani, la questione relativa all’eleggibilità o meno di Formigoni ed Errani non puo’ essere trattata con questo fare sprezzante e questa superficialita` (e lo sai meglio di me).


Spiegazioni

gennaio 20, 2010

Ignazio Marino spiega l’indiscrezione del corriere della sera su YouTube. Una considerazione, io alla buona fede ci credo (se non ci crede lui ai complotti ci devo credere io?), pero` sta di fatto che non passa giorno che questo partito non viene investito da uno scandalino o da cose che non si vorrebbero sentire.


Ormai l’abbiamo capito

gennaio 15, 2010

La politica del PD sulle regionali l’abbiamo capita e non ci piace per niente, ultimo caso quello della Calabria. La politica delle non-primarie non la vogliamo e di certo non vogliamo la politica del “regaliamo-regioni a-caso-all’UdC”, che va con noi solo quando gli conviene, senno` “vai con Silvio!”. Bersani si faccia i suoi conti molto bene, perche` se si perde senza fare le primarie la sconfitta vale doppio. Uomo avvisato mezzo salvato.


Oltre il danno la beffa

dicembre 8, 2009

Immaginate cosa deve provare il povero Veltroni dopo aver letto quest’articolo apparso oggi sul Riformista in cui direttore del quotidiano elogia il neo-segretario del PD Pier Luigi Bersani per aver fatto quello che voleva fare proprio Veltroni: politica ed opposizione, quella vera pero`.

Il problema e` che quando era Veltroni a fare politica ed opposizione, quella vera, tutti i dirigenti del partito, gli iscritti, i simpatizzanti, gli elettori (molti dei quali scioccamente non piu` tali) i giornalisti dotti e gli alleati lo accusavano di essere molle, poco incisivo, troppo poco antiberlusconiano… insomma poco rumoroso, ovvero non piaceva al partito di repubblica, che ama la ridondanza, gli slogan altisonanti, i calzini azzurri di Franceschini e l’opposizione fatta a Ballaro` piuttosto che in parlamento.

Polito, e sono d’accordo, dice che l’opposizione che sta facendo Bersani e` quella giusta e deve andare avanti: va bene, pero` non l’ha inventato Bersani questo modo di fare politica e quello prima di lui e` stato linciato perche` faceva cosi`.

Bersani sta facendo bene perche` sta facendo, da questo punto di vista, quello che voleva fare Veltroni, ovvero un’opposizione nuova, “americana/inglese/europea”, efficace e una che non agisse “dipietramente” e populisticamente per slogan e grida, solo che ai tempi questo stesso modo di fare opposizione non piaceva a Bersani stesso e a tanti altri che ora lo sostengono, tant’e` che Veltroni fu costretto da loro a scendere in piazza e portare il partito di repubblica al circo massimo, segnando la propria fine. Questa e` la prova provata che Veltroni non piaceva a molti e stava scomodo alla dirigenza perche` era Veltroni, non per ragioni politiche e questo e` gravissimo.

Povero Walter, oltre il danno la beffa di essere marchiato da Polito come uno di quelli che volevano la piazza:

Però Bersani sembra fatto di un’altra pasta rispetto a chi l’ha preceduto. Il suo «lodo viola» è stato perfetto: vada chi vuole, io non vado. Amici sì, servi no. Propongo anzi che da ora in poi a tutte le manifestazione autoconvocate da Repubblica ci vadano sempre Franceschini e la Bindi, e se ha tempo anche Veltroni. Delegati alla piazza. Gli altri nei circoli a far politica.

Polito poi dimentica un dettaglio fondamentale: la settimana prossima il PD scende in piazza da solo.

Concludendo, non scendere in piazza puo’ essere la tattica giusta (come ho gia` detto qui), ma lo diciamo ora che non c’e` piu` Veltroni ed e` sbagliato ed ingiusto, inoltre scendere in piazza settimana prossima e` una gran presa per i fondelli, in tutti i sensi.


A ognuno il suo circo massimo

novembre 24, 2009

Non vuole essere un bacio di giuda, questo, non vuole essere nulla piu` che lo stupore di un blogger e di un democratico che fa davvero fatica a capire come diamine funziona e ragiona questo partito. Non voglio entrare nel merito della questione se sia giusto o no scendere in piazza, voglio solo fare un paio di considerazioni sul modo in cui il PD e` sceso in piazza in passato e sul modo in cui ha scelto di scendere (o non-scendere) in piazza oggi.

Da veltroniano dico che il piu` grande errore di Walter e` stato il “circo massimo”, quando fu costretto dai “militanti veterani” (chiamo cosi` tutti quei militanti sui 50/60 anni che ancora credono che l’unico modo di fare opposizione sia gridare nelle piazze) e dalle pressioni suoi colleghi di partito a portare il PD in piazza il 25-10-2008, al Circo Massimo a Roma, rimangiandosi tutto cio` che aveva detto sul cercare di fare una opposizione nuova in Italia, un’opposizione che non  aveva il bisogno di scendere in piazza per essere forte (come tutte le opposizioni europee), ma che riesce comunque a proporre e a svolgere la sua funzione di critica e dibattito nelle sedi della politica.

Veltroni si e` cosi` rovinato, infatti, piuttosto che un segnale di forza, “il circo massimo” e` stato recepito dai suoi “fedeli” come una sconfitta della sua “politica nova” e dai suoi detrattori (i militanti veterani) come un evento che doveva essere organizzato prima e che si sarebbe dovuto ripetere nelle sue modalita` anche dopo. Il 25 Ottobre 2008 il PD di Veltroni e` morto.

Oggi leggo che Bersani ha deciso di scendere in piazza, dopo che aveva detto no, la settimana scorsa, alla partecipazione democratica alla manifestazione organizzata dai blogger e sponsorizzata su facebook per il 5-12-2009.

Come al solito ci abbiamo fatto la figura dei cioccolatai, degli snob, di quelli superiori, ma, onestamente, non ce lo possiamo permettere e questo atteggiamento ci fara` sicuramente calare leggermente nei sondaggi. Non siamo stati snob ed antipatici per aver scelto di non manifestare, lo siamo stati per aver scelto di non farlo perche` l’aveva organizzata il popolo di internet. Io non so ancora, anzi, diciamo che sono ancora indeciso, se ritenere che “la piazza” sia utile ora, so, pero`, di certo, che l’unica manifestazione “utile” al PD e al paese sarebbe il NO B-Day, non di certo una cosa alternativa, elitaria, noiosa e chiusa il cui unico risultato e` far fare brutta figuara a Bersani (che aveva detto no alle manifestazioni solo la settimana scorsa) e ai militanti del PD.

Infatti puntualmente il PD ha organizzato qualcosa d’altro per la settimana dopo.

Che senso ha manifestare da soli dopo una sola settimana? Non impareremo mai dai nostri errori? Possiamo smettere di manifestare solo per accontentare quei cinquanta-sessantenni che della politica ormai non sono nulla piu` che disillusi veterani, logorati da mille battaglie e che sono un motivo per cui il progressismo non puo’ accadere in Italia?

Manifestare puo’ essere giusto e puo’ essere giusto scendere in piazza ora, non lo so, ma sicuramente non con queste modalita`, con questa presunzione.

Per concludere, Bersani, la storia dei corsi e ricorsi e` piu` che vera, non cascarci anche tu…

(la gente non m venga a dire che il NO B-DAY sara` come e` stato piazza navona, confido nell’intelligenza di chi ha organizzato.)

 


Ecco cosa e` riuscito a produrre questo pd

novembre 2, 2009

Intanto prendo atto del fatto che due personalita` se ne stanno andando, di una non mi importa piu` di tanto, ma della seconda, Cacciari intendo, mi dispiaccio eccome. Cacciari andava ascoltato, non dice mai nulla di banale ne` stupido, ma il Partito l’ha emarginato e non l’ha mai considerato.

Cosi` si perdere una delle piu` grandi teste del Partito Democratico; in un gioco che sembra il calciomercato, vendiamo Cacciari per allearci con Casini: complimenti a chi l’ha permesso. (Non sto incolpando solo Bersani, sia chiaro, la colpa e` un po’ di tutti, quello che da` fastidio, pero`, e` lo stare a guardare senza fare nulla di concreto per impedire questa diaspora).

(qui l’articolo in cui spiega le sue motivazioni)

 

 


Poteva essere peggio

ottobre 29, 2009

Come riassume molto bene l’articolo del Riformista, l’inizio di Bersani segretario non e` stato dei peggiori.

In effetti, avere qualcuno che conosce i meccanismi della politica in questo momento non e` male e le intenzioni sul da farsi (pace con Di Pietro, “opposizione politica” e non esclusivo antiberlusconismo e dialogo sulle riforme istituzionali) mi paiono piu` che legittime e mi pare che vadano nella direzione che voleva, per dire, Veltroni (perlomeno sotto questi aspetti).

Aspetto sempre fiducioso, pero`, di vedere la squadra di Bersani e di non vedere un’organizzazione del partito diessina nei nomi e nella vocazione e, da questo punto di vista, non ho ancora certezze.


Quando si dice Novita`

ottobre 27, 2009

«Guerriglia» nel Pd. Spunta la carta Prodi

Se Bersani non convincerà l’ex premier, la presidenza andrà alla Bindi

l’articolo intero qui


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