Primarie ora, primarie subito

dicembre 1, 2011

Le primarie per i parlamentari sono la soluzione migliore per aggirare il Porcellum, la peggior legge elettorale del mondo occidentale. Noi ci siamo stufati di avere un parlamento di nominati perché, come abbiamo visto in questi giorni, le persone che siedono in parlamento sono (o dovrebbero essere) più di meri schiacciatasti e cambiano le sorti di governi e legislature.

Prossima Italia e Pippo Civati (ma anche Renzi e molti altri) chiedono ai dirigenti del PD che i nostri parlamentari siano scelti dagli elettori e non dalla segreteria (qualunque essa sia) nelle stanze dei palazzi romani.

Se sostenete questa proposta ora é possibile firmare l’appello anche su internet, qui. Fatelo, gioca solo a vostro favore (e se non lo fate, poi pero` non lamentatevi).


Cosa sarebbe potuto essere se…

agosto 27, 2011

…nel 2008 avessimo vinto noi e non loro.

…nel 2009 non avessimo linciato il segretario del partito.

…nel 2010 avessimo fatto opposizione come si deve e portato il paese a nuove elezioni.

…nel 2011 lottassimo con forza per un nuovo paese, piuttosto che piangerci addosso, tutti.

ecco poteva essere, oggi, questo governo:

E poi : un nuovo patto del lavoro che, secondo la proposta Ichino, giustizi la precarietà e elevi la produttività, una riforma fiscale che contrasti l’evasione in un contesto di “pagare meno, pagare tutti”. La rinuncia all’idea che lo Stato debba fare tutto e la fiducia nelle risorse sociali diffuse da attivare in un contesto di sussidiarietà, la fine della occupazione partitica della Rai e delle aziende locali, l’una affidata a meccanismi tipo Bankitalia e le altre ad un mercato regolato e orientato a valorizzare forze produttive innovative. Il dimezzamento da subito dei parlamentari e un sistema elettorale bipolare e uninominale , lo snellimento radicale di tutta la diffusa “professionalizzazione” della politica oggi smisuratamente più grande che nel passato. Partiti più lievi possono ritrovare il senso della loro passione ed essere più aperti, come da progetto originale del Pd. E poi la fine delle scandalose retribuzioni e liquidazioni di manager pubblici e privati, la lotta contro ogni forma di corruzione e contro quei poteri criminali che irrompono tra le maglie di una crisi economica forte e di uno Stato debole. Giustizia più rapida, meno carcere, diritto di voto agli immigrati per le amministrative, norme di sostegno al lavoro delle donne e alle politiche familiari. Scelta netta per gli Stati Uniti d’Europa e l’elezione diretta del loro Presidente , più forti politiche comuni di difesa e di bilancio, a cominciare dagli eurobond. Diritti dei gay , a cominciare dalle unioni civili, e scelta netta per le energie rinnovabili, defiscalizzazione dei contributi privati per ricerca e cultura e investimento pubblico forte e selettivo su scuola e università. E poi individuazione delle dieci opere strutturali fondamentali per il paese e affidamento del potere di realizzazione a persone oneste e stimate che possano definire tempi certi e regole per la loro realizzazione. Non manovre ogni sei mesi, ma riforme. Per spezzare il più pericoloso elemento di continuità della storia italiana: l’immobilismo rissoso.

Invece abbiamo questo e questo. E non dite che sono tutti uguali. E non dite che se non abbiamo un governo che fa quelle cose li` la colpa e` del controllo delle televisioni da parte di Berlusconi. E non dite che e` colpa degli Italiani, che sono ignoranti. E non dite che e` colpa del “ma anche”. Dite che e` colpa nostra, principalmente nostra, iscritti, militanti e politicanti del Partito Democratico. Si perché anche oggi, a distanza di anni quando abbiamo fondato il partito per fare queste esatte cose c’è ancora chi, su un programma simile avrebbe da dire su ognuno di questi punti. Molti di loro, peraltro, compongono la segreteria del partito.

E, sono d’accordo che la lettera ad un giornale, come forma di comunicazione ha un po’ stufato e sono d’accordo che Veltroni, in prima persona non e` più presentabile (ma non e` il punto, se Bersani dice di sostenere questo programma per me non ci sono problemi), ma, come d’altro canto dice Pippo, per favore, date un chance alle idee, a queste idee e dateci una mano a portarle avanzi, senza se, senza ma e, queste si, senza “ma anche”.


Oggi Milano, Domani l’Italia

maggio 28, 2011

Si perché di questa gente proprio non ne posso più. Ci vuole un cambiamento vero, ci vuole la fine della seconda repubblica, ci vogliono politici responsabili e capaci. Tutto quello che la destra di oggi dimostra di non essere, in questi ultimi giorni più che mai.

Borghezio: per me Mladic è un patriota: «Non ho visto le prove, i patrioti sono patrioti e per me Mladic è un patriota. Quelle che gli rivolgono sono accuse politiche. Sarebbe bene fare processo equo, ma del Tribunale dell’Aja ho una fiducia di poco superiore allo zero» ha detto l’eurodeputato della Lega Nord Mario Borghezio…

(hat tip: Ciwati)


A proposito di…

aprile 12, 2011

Tommaso Nannicini, professore di economia in Bocconi (quindi e` UN ECONOMISTA), scrive su “Qualcosa di Riformista”, dicendo alcune delle cose che ho scritto ieri in merito ai comportamenti un po’ illiberali (per non usare altri termini) di una certa sinistra e sostenendo tesi sul mercato del lavoro che mi piacciono assai.

Lo faccio notare perché QdR non e` un blog/giornale “di destra”, lo faccio notare a chi dice che certe posizioni anche tra i riformisti, anche tra i progressisti, anche tra i democratici, possono esistere tranquillamente.

Quindi, eccetto l’eccessiva critica a Civati (inopportuna per i riferimenti alla “rottamazione”), che sul tema ha idee diverse dalle mie (ma non e` un problema) mi sento in dovere di sottoscrivere totalmente queste parole.

Il responsabile economia del Pd Fassina non è stato da meno sul suo blog e sull’ Unità , scagliandosi contro un “paradigma culturale sbagliato e subalterno”. Su Left Wing, Massimo D’Antoni ha bollato la proposta come “di destra”, perché, a quanto pare, quelli di sinistra sanno bene che ” i diritti tendono a crescere in modo solidale, che in qualche modo tutela chiama tutela, che essi traggono forza dalla loro indivisibilità e dal fatto di essere applicati in modo quanto più possibile esteso e uniforme”. Di questi attacchi, pur nella loro diversità, colpiscono due elementi. Primo: il tono liquidatorio e ostile. Come ci insegna Toqueville, l’arma di ogni dispotismo culturale è semplice: non la pensi come me? Ebbene, da oggi, tu sei “straniero tra noi”. Sei di destra all’interno della comunità della sinistra (versione Left Wing). Oppure, sei un “fuoriuscito” o uno in procinto “di fuoriuscire” (versione Prossima Fermata Italia). Peccato che l’eccesso di zelo di alcuni non si limiti a voler epurare i riformisti, ma finisca per epurare una bella fetta di elettori del Pd (passati o potenziali).

Poi fa una proposta che mi sento in dovere di riproporre:

Sarebbe bello se, un po’ come avviene con i referendum dei cantoni svizzeri, il Pd convocasse subito un congresso tematico su lavoro e welfare. A quel punto, tutti i dirigenti del Pd dovrebbero dire da che parte stanno rispetto a piattaforme alternative. Veltroni in qualche modo ha già scelto, iscrivendo le proposte Ichino nell’impianto del Lingotto. Bersani, Letta, Franceschini e Zingaretti che cosa pensano del lodo Fassina e del suo impianto culturale? E Renzi cosa pensa delle posizioni del sito dei rottamatori? Vi prego: dite qualcosa. Anche non di riformista, ma qualcosa. L’Italia ha un disperato bisogno di politica.

 


Adesso basta!

aprile 11, 2011

Inseguito alla lettera di Ichino, Montezemolo e Nicola Rossi, di domenica scorsa ho deciso di commentare questo post di Pippo Civati.

Pippo pare essere contrario alle proposte della triade, che, invece, a me piacciono da sempre (le proposte più che alcuni membri della stessa). La flexsecurity ideata dal senatore democratico Pietro Ichino e`, a mio modo di vedere, il futuro, l’unico possibile e sostenibile, per il mercato del lavoro di questo paese.

Mi rendo conto che nel mio partito la mia sia una posizione, al momento, minoritaria, questo pero` non mi dovrebbe impedire di proporla e non dovrebbe “far sentire in colpa”.

Mi spiego: nel Partito Democratico, se sei liberale vieni trattato da alcuni elettori del PD e da alcuni iscritti del PD, fondamentalmente a “pesci in faccia”. Ti diranno che non “sei di sinistra” (ma cosa vuol dire essere di sinistra nel 2011, non me lo sanno spiegare), ti diranno che “sei di destra”, che il PD “non e` il posto giusto per te”, poi arriveranno a dire “ma perché non te ne vai?” e poi proseguiranno su questa falsa riga, forse ti daranno anche del berlusconiano.

Questo perché io credo che il mercato del lavoro debba essere più flessibile di come e` adesso, perché credo sia necessario liberalizzare (a quanto pare lo credeva anche il segretario del PD, che da Ministro era liberale, ma oggi se ne e` dimenticato) oppure che sulla riforma della giustizia proposta dal centrodestra si possa ragionare (tipo sulla divisione delle carriere) oppure perché non necessariamente voterò 4 si convinti ai referendum. O per molti altri motivi.

Tutto questo mi ha stufato e la goccia che ha fatto traboccare il vaso e` stata una discussione nata proprio nei commenti a quel post di Civati. Un altro lettore ha usato esattamente questo metodo, ha agito proprio in quel modo.

Ora io non pretendo di avere ragione, non chiedo che tutti siano d’accordo con me, ma chiedo che non mi si venga a dire che io “non dovrei essere nel PD” se credo, per esempio, che la FIOM sia un sindacato che con la sua faziosità e le sue posizioni ideologiche danneggi il paese e i lavoratori. Anche perché (e poi lo vedrete) io con il post che ho scritto ho detto chiaramente che volevo semplicemente dialogare, confrontarmi, capire.

Per concludere vi dico come e` andata: ho scritto questo messagio, il 6, tra i commenti al post di Pippo, per verificare andatevelo a cercare qui. (Altrimenti e` copiato qui sotto -precisazione: se non avete voglia di leggerlo tutto non fatelo, il punto che voglio fare non e` ora sui contenuti di quello che dico, ma su un’altra cosa-). 

Lasciamo da parte la figura di LCdM, come dice Francesco e riflettiamo sul fatto che Ichino, per esempio, che e` un senatore del PD, ha idee economiche di un certo tipo. Idee economiche che a me, iscritto al PD, piacciono molto. Mi piace l’idea di un paese in cui il mercato del lavoro e` piu` flessibile, mi piace l’idea di un paese in cui si liberalizzi, in cui non esistano piu` le vere caste italiane (oltre a quella, banale, della politica), come farmacie e taxi, come gli ordini professionali.
Oggi in Italia bisogna fare delle scelte economiche precise e coraggiose, bisogna ridurre il debito pubblico, ridurre il deficit e gli sprechi e impegare le risorse in maniera intelligente e razionale. Bisogna capire che se oltre il 30% dei giovani sono disoccupati, le politiche che in italia regolano il mercato del lavoro funzionano poco e male. Se poi del 70% degli occupati, molti sono precari, si puo` dire che le politiche attuali funzionano pochissimo e malissimo.

Qual e` la soluzione? Perdere altri treni verso la modernizzazione dei nostri rapporti industriali, delle nostre politiche lavorative, della gestione del denaro messa in atto dallo stato, e quindi opporsi ad un mercato in cui e` piu` facile essere licenziati, ma anche molto piu` facile essere assunti, un mercato in cui i lavoratori sono tutelati da sussidi alla disoccupazione “scandinavi” (o belgi, o tedeschi), per “partito preso” e condizionamenti di natura ideologica?

Dobbiamo, sempre per partito preso, difendere il contratto nazionale, quando, per esempio, un’insegnante a catania vive bene con il suo stipendio, mentre a milano da sola, con due figli non ce la farebbe a tirare avanti? Oppure dobbiamo difendere per partito preso le posizioni di un sindacato come la cgil che e` piu` preoccupato a difendere le pensioni, che a tutelare il futuro del paese (i giovani, che poi sono coloro che le pensioni le pagano ad altri e forse non vedranno mai?). Gli stessi giovani che se non hanno lavoro non potranno pagarle le pensioni e… insomma avete capito che si tratta di un gatto che si morde la coda, e di un approccio cieco e fallimentare nel lungo periodo.

Non sarebbe il caso di discutere di queste cose, del ruolo dello Stato, come partito e come paese? Lo sarebbe. Il dramma del berlusconismo e` che ha ucciso ogni dibattito, ogni discussione che non sia su di lui e o legata a lui. E noi del PARTITO DEMOCRATICO NE SIAMO COMPLICI, con persone come Rosy Bindi che porpongono aventini, che preferiscono grida acritiche a discussioni serie.

Potrei andare avanti per altro tempo, molto a lungo, il discorso e` molto complicato. Ma concludo con due concetti:
1. A 19 anni la prospettiva di un mercato “stile anni ’70″, in cui entro a lavorare in qualsiasi posto a 25 anni e ci esco a 60 per poi godermi una lauta pensione, mi piacerebbe molto, la garanzia del posto fisso sarebbe meravigliosa, ma e` utopica e non ce la possiamo piu` permettere. Questo non e` argomento di dibattito, purtroppo, e` un fatto.
2. Nel PD ci sono posizione come le mie e quelle di Ichino, oppure come quelle di Fassina e mi pare di capire anche Pippo e Bersani, altrettanto rispettabili, che capisco, ma non condicido, perche` diametralmente opposte. Come la mettiamo? Cioe` come risolviamo questo problema. “Il Problema” del PD a mio modo di vedere.
Una sintesi tra molte cose si puo` trovare ma tra un’idea di mercato liberista (o liberalsocialista) e una invece tipicamente socialdemocratica, come si fa a trovare una sintesi?

Mi piacerebbe molto che Pippo rispondesse a questa mia sollecitazione, che nasce senza spirito polemico, lo voglio sottolineare, ma proprio “per capire”.

un saluto,
Elia Nigris

A questo punto, se avete voglia leggete il dibattito proprio dai commenti sul blog di Civati, altrimenti vi faccio un breve riassunto. Io ho provato ad argomentare, il soggetto in questione ha risposto con arroganza non solo a me, ma anche ad altri che sostengono idee simili alle mia, suggerendo più volte ad Ichino e quelli che la pensano come lui di cambiare partito, che Ichino non capisce niente di economia perché e` un giuslavorista, che lui (e Fassina) sono detentori della verità assoluta della sinistra e custodi di una sorta di ortodossia.

Io poi ho smesso di rispondere, per poi decidermi a scrivere questo messaggio “finale”: (Ganon e` il soggetto in questione).

Prima legge del partito democratico secondo Ganon: “esiste una solo ortodossia della sinistra, Ganon ne e` profeta e in quanto tale ha sempre ragione e chi la pensa diversamente non e` di sinistra”

Seconda legge del partito democratico secondo Ganon: “chi la pensa diversamente da Ganon/Fassina, non merita di essere nel partito democratico e deve iscriversi in un partito di destra”.

Terza legge del partito democratico secondo Ganon: “i giuslavoristi non sanno nulla di economia, anche se il mercato del lavoro e` fondamentale per capire il sistema macroeconomico”.

Quarta legge del partito democratico secondo Ganon: “se sei liberale nel pd non c’e` posto per te.”

Quinta legge del partito democratico secondo Ganon: “se la pensi diversamente dalla cgil nel pd non c’e` posto con te, sei uno sporco capitalista che pensa solo al profitto e vuole ridurre il lavoratore a una macchina”.

Sesta legge del partito democratico secondo Ganon: “Ganon ha sempre ragione, perche` ha studiato alla bocconi; se anche tu hai studiato alla bocconi ma non sei Ganon, non vale”.

Settima legge del partito democratico secondo Ganon: “Se hai lavorato al FMI, se l’unico che puo` parlare di economia… nel mondo”.

Ottava legge del partito democratico secondo Ganon: “la flessibilita` porta i cattivi capitalisti del mondo a sfruttare i lavoratori come fossero bestie da soma”.

Nona legge del partito democratico secondo Ganon: “Ichino, che di economia non puo` capire nulla per le leggi di prima, e` “messo li`” da Goldman Sachs, dalla lobby ebraica e dai repubblicani del texas, per distruggere il PD dall’interno”.

Decima legge del partito democratico secondo Ganon: “non esiste altra sinistra al di fuori di me”.

Mi spiace ma non ho resistito, io ho provato a fare un ragionamento serio, all’inizio, scrivendo in fondo a chiare lettere che non pretendevo di avere ragione o di voler inclulcare la mia idea in testa a qualcuno, ma volevo semplicemente confrontarmi con persone che la pensavano come me o diversamente da me su questioni molto, molto importanti.
Tu, Ganon, hai avuto l’arroganza di volerti imporre come detentore unico della verita`, questo e` un atteggiamento molto poco democratico.
Io ho quasi 20 anni, studio economia nella stessa universita` dove dici di esserti laureato tu e sono un fiero iscritto al PD da sempre. Mi sono avvicinato al PD da subito, all’eta` di sedici anni e mi OFFENDE, sentire che qualcuno si senta in diritto di dire quali siano i requisiti per essere “democratico”. Il tuo, per capirci, e` lo stesso atteggiamento che avevano i Gasparri, i La Russa, i Cicchitto, nei confronti di chi nel PdL aveva idee diverse da loro. Solo che la differenza tra me e la gente di FLi e` che io non me ne andro`. Io credo nel PD, dedico tempo al MIO PARTITO e pretendo rispetto per le mie posizioni. E` sempre la solita storia, da liberale del PD devo sentirmi sempre dire che non sono di sinistra, che devo andare a dire certe cose altrove, che se la penso come ichino allora sono di destra, che se ho idee diverse da quelle di alcuni altri membri del partito, me ne devo andare. Ma quando mai?

Le dieci leggi sono esattamete paradigma di come pensano alcuni elettori ed iscirtti del pd, che lottano per la democrazia (che vogliono aventini a destra e a manca) e non si rendono conto di essere poco democratici nei confronti di chi ha idee diverse.

Per fortuna nel PD non sono tutti cosi`, per fortuna ci sono persone (non poche) che la pensano come me e persone che non la pensano come me che non hanno la presuzione di “possedere la verita`”, di essere “profeti della sinistra alaGadLerner”.

Ganon, hai toppato, chiedi scusa e poi torniamo a discutere civilmente di questioni “nel merito” delle cose.

Ciao.

Ecco tutto, potrei avervi annoiato e so che questa e` una “magagna personale”. Ma e` da tempo che sento di dover dire queste cose, di evidenziare come il Partito Democratico sia popolato anche, fondamentalmente, da antidemocratici ottusi e condizionati da vecchi tabù. Io sono sempre stato della filosofia che “i panni sporchi vadano lavati in casa propria”. Ma forse ora e` il caso di farci sentire un po’ anche noi, liberali, anzi liberalsocialisti, del PD, dicendo queste cose non come Di Pietro ad Annozero, ma civilmente, come sempre.

Scusate ancora.


Sulla Fiat che andrebbe a Detroit

febbraio 8, 2011

Ho commentato cosi` questo post di Pippo Civati perché in questo periodo il tempo per scrivere post ad hoc e` poco (faccio notare per altro che la discussione che ne e` scaturita e piuttosto interessante e, diversamente da quanto spesso capita sui blog, pacata, senza insulti, ma solo un confronto tra persone con diversi punti di vista):

Quando la finiremo di commentare nel merito le scelte strategiche delle imprese italiane? il compito della politica e` creare le condizioni perche` queste rimangano da noi, se marchionne e tante altre imprese vogliono spostare la governance altrove non e` che forse dovremmo farci tutti un esame di coscienza per capire cosa non va in Italia? Perche` andare in america non e` certo una scelta dettata dall’esigenza di abbassare i costi o di impiegare manodpoera a prezzi piu` bassi, e` molto di piu`: un manager che decide di spostare la governance altrove (perche` di quello stiamo parlando non di spostamento di produzione, ma di governance) lo fa perche` vede che altrove ci sono maggiore potenzialita` per la propria impresa e che nel luogo attuale non ci sono le condizioni per crescere e fare bene a lungo termine.

La fiat che sposterebbe (sono poi solo indiscrezioni in fin dei conti) la governance a detroit e` un segnale molto chiaro: l’Italia, i suoi politici, i suoi sindacati, il suo immobilismo, l’incapacita` di affrontare i grossi problemi strutturali del nostro paese impediscono alle imprese di rendere come potrebbero e, continuando cosi`, non si puo` biasimare i tanti altri che sceglieranno di abbandonare il paese, seguendo la fiat.

Non si puo` incolpare l’amministratore delegato di un’impresa se sceglie di fare il bene dei propri azionisti, e` il suo mestiere. Chi ha colpe sono i politici, questo governo in particolare che non fa nulla per sistemare i problemi del paese e far ripartire l’economia, e tutti i governi dal dopoguerra ad oggi che non hanno mai fatto le riforme che avrebbero permesso all’italia di essere in una posizione migliore oggi, oltre ai sindacati italiani, lobby antimeritocratiche ed ottocentesche, piene di cialtroni ciechi e incapaci di guardare allo scenario economico mondiale.

Quando si diceva di dare un occhio a quello che succedva nel mondo era proprio per questo, perche` noi a furia di pensare alle “figure che facciamo all’estero”, non ci rendiamo conto che all’estero non ci caga nessuno perche` siamo un paese di cialtroni, governato da papponi e puttane, un paese in cui l’impresa fa una fatica bestia a proliferare (e non esiste praticamente in tutto il sud), in cui gli stranieri non hanno mai praticamente investito e in cui si preferisce sistemare i problemi mettendo le persone a libro paga degli enti locali, come la regione sicilia, che, come pippo fece notare, ha appena assunto 10.000 persone, pensando che questo sia un rimedio contro la disoccupazione. Questa mancanza di reponsabilita` collettiva, prima o poi la pageremo: oggi l’Italia e` piu` vicina alla grecia di quanto lo sia alla Germania.

Risponendo al commento di prima [ndr uno dei commenti prima del mio]: si e` proprio il riformismo che e` mancato all’Italia, e` proprio la modernita` che ci manca e` proprio un sindacato europeo diveso dall fiom (della cisl non parlo neanche cioe` sono imbarazzanti), di un partito liberalsocialista (non liberaldemocratico, rosselli docet) e di un progetto per il paese come era quello che veltroni propose nel 2008, ma che e` fallito miseramente per colpa di TUTTI.

Sacconi mandiamolo pure a detroit, ma fate attenzione, le decisioni di marchionne sono una conseguenza dello stato pietoso in cui versa questo paese non la causa dei suoi mali. Io non sto con Marchionne, ma lo capisco in quanto ad di un’impresa che si confronta con un mercato globale e che dall’italia fatica ad avere successo. Se l’Italia avesse un tasso di crescita del 3,5%, un debito pubblico piu` basso, una disoccupazione giovanile minore di 25 punti percentuali, scuole di eccellenza, un numero di precari molto piu` bassom un governo solido e (ma solo come ultima cosa) un’immagine solida all’estero, Marchionne non avrebbe nessun motivo per andare a Detroit (se e` vero poi che va a Detroit).

Dare la colpa a Marchionne e` come incolpare il cliente che compra la frutta da un altro fruttivendolo, dopo che il primo gli ha rifilato roba marcia per anni. (E i prestiti dello stato alla fiat, sono roba del passato, non dovevano essergli concessi, ma non si puo` cambiare la storia).


Primarie giuste, ma attenzione

febbraio 4, 2011

Ho commentato cosi` questo post di Pippo Civati, che giustamente invoca le primarie per scegliere le liste dei parlamentari PD in parlamento in caso si vada a votare con il Procellum:

Sono d’accordissimo sull’idea: i democratici devono scegliere i loro parlamentari e il porcellum va sconfitto, pero` una domanda, si puo` candidare chiunque? Io vorrei che si aggiungesse una cosa molto chiara: chi si candida alle primarie per diventare parlamentare del partito democratico DEVE essere iscritto al Partito Democratico e SOLO al Partito Democratico e si impegna a dimettersi da parlamentare qualora, nel corso della legislatura, non si trovasse più nella linea del partito.
Sara` una banalità ma non lo e`.

Inoltre, siamo sicuri sia una buona idea aprire le primarie per eleggere i parlamentari del PD a tutti, iscritti e non iscritti? Non si rischia che vengano elette personalità nel PD che non espressione del partito?

Io sono sempre stato uno dei più ferventi sostenitori delle primarie di partito e sono sempre stato un fervente oppositore delle primarie di coalizione (prima ancora sono sempre stato un fervente oppositore delle coalizioni, che non hanno, a mio modo di veder,e proprio senso di essere), io vorrei che le primarie si rivelassero un’opportunità per esprimere i candidati che più piacciono ai militanti del pd, non ai militanti di altri partiti di sinistra, che, se gliene sarà lasciata l’opportunità, verranno, (anche giustamente a quel punto) a votare alle NOSTRE primarie, per decidere i NOSTRI parlamentari, perché i leader dei LORO partiti invece preferiscono scegliere (da loro) Razzi e Scilipoti e guidano partiti che sono movimenti personalistici e padronali, come l’italia dei valori e sinistra e liberta`.

Questa sarebbe anche un’occasione per aumentare il numero di tessere e di persone che partecipano con passione e partecipazione al progetto PD.

E` una scelta difficile quella di chiudere queste primarie ai non iscritti (badate bene che non intendo generalizzare, io dico che vanno chiuse QUESTE primarie ai non iscritti, non LE primarie in generale) me ne rendo conto, ma lo ritengo necessario perché queste sono e sarebbero primarie più delicate di altre, specie in una repubblica parlamentare come la nostra in cui il sistema delle preferenze, fondamentale e garanzia di democrazia, si e` pero` troppo spesso trasformato in un “gioco” per pochi potenti e ha dato vita a forme di clientelato e corruzione non indifferente: tradotto, per un posto in parlamento quello che e` successo a Napoli alle primarie per eleggere il sindaco, se non si fa molta attenzione, si può ripetere su più vasta scala: chiuderle agli iscritti renderebbe questa triste evenienza più difficile da realizzarsi.

E voi cosa ne pensate?

Lasciate un commento qui sotto.


De “Massimi” Opionione

dicembre 16, 2010

Pippo Civati risponde cosi` a Massimo D’Alema sulle sue ultime discussioni tramite il sito di Prossima Fermata Italia:

Egregio Presidente D’Alema, leggiamo che secondo lei criticare il dialogo con Fini e Casini è da cretini, da mentecatti, e che il voto di martedì è stato un successo. Siccome la pensiamo diversamente e non da oggi, da cretini quali siamo, ne prendiamo atto.

Dice questo – con la consueta grazia, e in numerosa compagnia – dopo aver sostenuto per mesi che in Parlamento esisteva una maggioranza alternativa, che era necessario un governo di responsabilità nazionale, che il Pd non poteva chiedere le elezioni perché prima andava cambiata la legge elettorale.

Lo dice prendendo la parola al posto del segretario Bersani, che forse in questo momento sarebbe più titolato a parlare. Specie dopo aver portato il popolo del Pd in piazza a sostegno di una tesi che è stata smentita tre giorni dopo.

Lo dice in seguito al voto che ha confermato la fiducia a Berlusconi, che lei e altri presentate come un successo. E se la fiducia a Berlusconi è un successo allora forse davvero siamo cretini, perché nella nostra ingenuità pensavamo che successo fosse sconfiggere Berlusconi, e non venirne sconfitti.

Noi, pensi che cretini, credevamo invece che dopo la batosta del voto di fiducia finalmente non si parlasse più di alleanze contro natura e di effimere alchimie di Palazzo. Doppiamente cretini, perché visto come è andata ci illudevamo ci venisse almeno riconosciuto di aver avuto ragione sin dall’inizio, quando dicevamo che Berlusconi va battuto alle elezioni, e che questo è l’unico messaggio che i nostri elettori vogliono sentire. Cretini anche in questo, ci perdoni se può, Presidente.

Del resto, avevamo anche capito che lei, Presidente, aveva tanto da fare con la sua fondazione, e che non si sarebbe più occupato di queste cose. Di nuovo, cretini.

Ma ci stiamo provando, Presidente, ci stiamo provando. E se, al contrario di quel che dice, di queste faccende continuerà ad occuparsi – è il caso di dire che lo capirebbe anche un cretino – abbiamo compreso che dovremo essere noi a non occuparci più di lei, o almeno ci proveremo.

Di sicuro ci piacerebbe.

Questa e` il mio commento (presente anche tra i commenti al post) sulle parole di Pippo.

Sono d’accordo, anche perche` tanto i numeri per fare un governo tecnico non ci sono, perche` se alla camera anche si riuscisse ad ottenere una maggioranza (di uno o due voti), al senato non si riesce. Sono anche d’accordo nel criticare i toni usati da D’Almea, arrogante come solo chi crede di averle viste tutte puo` essere.
Non sono d’accordo su una cosa, pero`. Dialogare con Fini e Casini e` esattamente uguale a dialogare con Di Pietro e Vendola, ogni alleanza e` di per se` “contro natura” . Perche` da noi, dovrebbero essere tutti e 4 equidistanti, l’ex-fascismo di Fini e il giustizialismo dipietrista, il clericalismo casiniano e il “post”-comunismo di Vendola. Quindi se si decide di perseguire la assurda politica delle alleanze, bisogna dialogare con tutti quelli che sono oggi opposizione. Altrimenti, e questo e` quello che auspico, si tirano fuori gli attributi e si va avanti da soli, nell’ottica che vide nascere questo partito, nell’ottica del lingotto che non dobbiamo dimenticare, nell’ottica di un’Italia bipolare, riformata e non piu` frenata da vecchi tabu`.

 


Ci mancava solo questa

dicembre 16, 2010

Ci stavo pensando: come mai non ci erano ancora arrivati, i leghisti? Voglio dire con la loro “ossessione del territorio” e per il loro stato di propaganda permanente mi era sembrato il passo più ovvio: creare un social network leghista. Ora scopro che c’e` dal blog di Pippo Civati e non vedo l’ora che sia attivo per capire come funzionerà.

Attenzione, non snobbiamolo, un “social network” cosi` e` un’occasione d’oro per capire cosa passa per la testa dei seguaci di Umberto I di Padania.


E` bello avere ragione

novembre 19, 2010

Pippo Civati ci fornisce codeste belle notizie:

Comunicato stampa. Gli elettori del Pd promuovono i «rottamatori». Sondaggio dell’istituto Lorien. Per il 76,2 per cento degli elettori del Pd la manifestazione dei cosiddetti “rottamatori” alla Stazione Leopolda di Firenze è stata positiva. A rivelarlo è un sondaggio condotto dall’istituto Lorien su un campione di mille intervistati rappresentativi per sesso ed età. Inoltre, l’81,7 per cento degli intervistati pensa che questo gruppo rappresentato dal consigliere regionale lombardo del Pd Giuseppe Civati e dal sindaco di Firenze Matteo Renzi debba continuare a esprimere le proprie istanze all’interno del Pd. «Al di là di alcune polemiche e incomprensioni con la dirigenza del partito – ha dichiarato Civati – la rilevazione ci dice che il popolo del Partito democratico ha perfettamente compreso i motivi per cui è stata organizzata la tre giorni fiorentina. In questo momento c’è una gran voglia di partecipare, di parlare di temi concreti, di affrontare Berlusconi a viso aperto, di rafforzare il Pd riaccendendo l’entusiasmo della sua gente, senza inseguire alleanze innaturali e strategie di palazzo: questo, e non altro, è il senso della nostra iniziativa. La quasi totalità dei nostri elettori chiede inoltre che tutto questo avvenga dentro il Pd, ed è esattamente ciò che abbiamo intenzione di fare».

E poi saremmo noi i nemici del PD?


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