Affari Radicali

ottobre 6, 2010

Ritorna di moda la questione delle firme false per la presentazione della candidatura di Roberto Formigoni a Presidente della Lombardia. Ai tempi mi ero espresso cosi`, in questo post:

Le regole, quando ci sono, vanno rispettate, e` verissimo, e fare un’eccezione comporterebbe la violazione di un principio fondante del nostro stato: “la legge e` uguale per tutti”, ma far rispettare la norma alla lettera, in maniera poco elastica,  va contro un principio, se vogliamo ancora piu` alto, quello di moralita`, che e` al di sopra delle leggi o che comunque e` alla base delle stesse. Isocrate diceva che non serve a niente riempirsi di leggi scritte ovunque se non si ha il principio di legalita` nelle anime (prima di tutto “to dikaion en tais psukais”) e ha sostanzialmente ragione; in questo caso, se loro fossero meno arroganti, se non fossero “loro”, non ci sarebbero dubbi che bisognerebbe far prevalere il nostro buon senso, la giustizia morale nostra, personale, individuale (quella di Kant, quella dentro di noi, quella che ci dice, che in fondo, cosi` non e` giusto fare) e permettergli, favorendo la creazione di una legge, di presentarsi. Il punto e` che si tratta di “loro”, di un partito arrogante, barbaro nei modi, sguaiato nelle dichiarazioni, tracotante e assolutamente peccatore di “ubris”. Ecco, questo e` cio` che a me non va bene in questa storia ed e` per questo che, come dice Bersani, con cui per una volta sono d’accordo, qualora questi individui chiedano scusa agli italiani, ai partiti, ai magistrati, al Presidente della Repubblica (ingiustamente tirato in ballo quando conviene),  qualora ammettano pienamente le resonsabilita` della vicenda, la loro inettitutide e qualora riescano, perche` no, a farci un minimo di pena, noi dovremmo a quel punto proporre e votare una legge che li riammetta.

Ai tempi, pero`, si pensava che le firme fossero semplicemente insufficienti o che non fossero state presentate in tempo, inoltre sembrava che ci fosse stato un disguido tecnico invece, come appare chiaro da queste immagini e come appurera` un perito grafico le firme erano false: insomma oltre all’errore “tecnico” erano anche in cattiva fede e cosi`, a me non va bene (anche perche` continuano a mentire). Vediamo come andra` a finire, se si appurera` che le firme erano false Formigoni dovra` dimettersi, senza se e senza ma, anche perche` invocare il voto popolare in questa situazione non ha alcun senso logico. Quindi, una volta dimessosi potremo fare nuove elezioni, in cui il popolo si esprimera` ancora a favore del candidato di centrodestra. Non di Formigoni pero`, che come presidente e` gia` illegale di per se`, per aver violato il limite dei tre mandati.

(Ad andare avanti in questa battaglia ci stanno pensando i Radicali).


Elezioni Regionali 2010- Lombardia- FAC SIMILE SCHEDA

marzo 24, 2010

Ecco qui un FAC-SIMILE della scheda che troverete qui in Lombardia e un consiglio di come dovra` essere quando uscirete dall’urna.

Vi ricordo che consegnando la scheda come la vedete qui sopra votereste automaticamente anche per Filippo Penati come presidente; qualora, invece, vogliate fare voto disgiunto (ovvero votare per Pietro Bussolati come consigliere regionale e un presidente sostenuto da un’altra coalizione), dovrete mettere una croce anche  sul simbolo del candidato presidente che intendete votare.



Fatelo!

marzo 7, 2010

Ragazzi vi consiglio vivamente di spendere due minuti cliccando qui e di cliccare poi su “subscribe” e di guardarvi, ogni tanto, i video del candidato consigliere regionale che dovrete votare, non solo perche` e` giovane e bello, ma anche, e soprattutto, perche` e` bravo, preparato, perche` e` espressione di una politica nuova, che e` stufa dell’arroganza della destra e che non ha paura di farlo sapere al mondo: Vota Pietro Bussolati alle elezioni regionali in Lombardia.

Intanto vi lascio con un video veloce che merita di essere guardato:


Ragionandoci bene

marzo 4, 2010

Ho cambiato idea. O meglio, ci ho riflettuto bene (e ho parlato con un amico, che spesso sa placare la mia impulsivita` e lo ringrazio). Sulla questione liste delle regionali, commentando un post di Pippo Civati, ho scritto cosi`.

Pippo, tu ti sentiresti legittimato a governare in una giunta regionale che non e` sostenuta da almeno il 60% dei cittadini che governeresti? Io non lo sarei, sarei profondamente a disagio e sarei moralmente in gravi difficolta`.

Loro sono dei cazzoni, governaro pessimamente da 15 anni, facendo danni assurdi, pero` la democrazia li ha sempre legittimati a farlo su questo non ci sono dubbi.

Loro hanno sbagliato, sono stati (e sono anche ora) arroganti, superficiali, inetti, ma purtroppo e` impensabile, in una democrazia, che il maggiore partito italiano in termini di consenso possa essere lasciato fuori, non e` proprio accettabile, democraticamente parlando.

Le regole, quando ci sono, vanno rispettate, e` verissimo, e fare un’eccezione comporterebbe la violazione di un principio fondante del nostro stato: “la legge e` uguale per tutti”, ma far rispettare la norma alla lettera, in maniera poco elastica,  va contro un principio, se vogliamo ancora piu` alto, quello di moralita`, che e` al di sopra delle leggi o che comunque e` alla base delle stesse. Isocrate diceva che non serve a niente riempirsi di leggi scritte ovunque se non si ha il principio di legalita` nelle anime (prima di tutto “to dikaion en tais psukais”) e ha sostanzialmente ragione; in questo caso, se loro fossero meno arroganti, se non fossero “loro”, non ci sarebbero dubbi che bisognerebbe far prevalere il nostro buon senso, la giustizia morale nostra, personale, individuale (quella di Kant, quella dentro di noi, quella che ci dice, che in fondo, cosi` non e` giusto fare) e permettergli, favorendo la creazione di una legge, di presentarsi. Il punto e` che si tratta di “loro”, di un partito arrogante, barbaro nei modi, sguaiato nelle dichiarazioni, tracotante e assolutamente peccatore di “ubris”. Ecco, questo e` cio` che a me non va bene in questa storia ed e` per questo che, come dice Bersani, con cui per una volta sono d’accordo, qualora questi individui chiedano scusa agli italiani, ai partiti, ai magistrati, al Presidente della Repubblica (ingiustamente tirato in ballo quando conviene),  qualora ammettano pienamente le resonsabilita` della vicenda, la loro inettitutide e qualora riescano, perche` no, a farci un minimo di pena, noi dovremmo a quel punto proporre e votare una legge che li riammetta.

Io ritengo, e so di andare controcorrente, che sia addirittura nostro dovere, in quanto garanti della democrazia (e lo dobbiamo essere sempre e senza bandiere), favorire un processo che permetta agli italiani elettori del Pdl di votare il loro partito. E credo, anche, che sia una mossa che pagherebbe a livello politico e a livello di risultato elettorale, piuttosto che sfavorirci, come tu sostieni in questo post. Poi, anche mi sbagliassi, preferisco perdere 10 voti, piuttosto che fare i “Di Pietro” e ancora una volta risultare incoerente o fare la cosa sbagliata. Obama ha detto: “preferisco fare il buon presidente 4 anni piuttosto che uno pessimo per 8, perche` i politici, ogni tanto, devono anche fare cose impopolari”, e` verissimo, facciamolo anche noi.
Il valore della democrazia e` alla base di tutto, sempre e comunque. Non e` antidemocratico sbagliare a raccogliere le firme, e` solo un comportamento da incapaci (magari anche da scorretti, ma per un paio di pirla, che dovranno pagare per i loro errori, non possono rimetterci 6 milioni di Lombardi). E` antidemocratico lasciare che il maggiore partito italiano non possa essere votato. E poi e` una questione di rispetto, non per il Pdl, quello l’hanno perso tempo fa, ma per gli Italiani, per i cittadini italiani.

Detto questo, se capitera` che Penati vincera` le elezioni perche` non ci sara` Formigoni non piangero`, perche`, perlomeno, avremo una giunta capace, tuttavia, non saro` in pace con me stesso. Puo’ non interessare a voi, ma a me si.

P.S. Il PdL rimane comunque tutte le cose dicevo qui e confermo anche quello che ho detto qui, il mio non e` un giudizio politico, per chi l’avesse inteso come tale, ma morale.


Stato dell’Arte

marzo 4, 2010

Pippo Civati ci dice, con grande precisione, come stanno le cose in Lombardia, dopo che i giudici (comunisti di sicuro) hanno escluso il listino di Roberto Formigoni dalla corsa elettorale per le elezioni regionali in Lombardia, previste tra meno di un mese.

Secondo i nostri servizi segreti, è finita e Firmigoni è fuori definitivamente, perché anche al Tar dovrebbero dargli torto, stante la situazione, perché pare che le firme regolari, dopo la verifica, siano addirittura diminuite. A meno che il governo non intervenga, ovviamente, con la norma ad Formigonem. Questo post sarà aggiornato costantemente.


Pazzesco, scandaloso, disastroso PdL

marzo 1, 2010

Dopo il casino laziale, il PdL ha delle grane grossissime anche in Lombardia dove rischia di non avere un candidato (che tra l’altro e` anche incandidabile, ma sono dettagli). Vi prego, non accogliete le richieste di Fini e Granata, mantenete i triumiviri anche dopo le elezioni, vi prego, vi prego vi prego! Verdini, Bondi, La Russa forever (e intanto che ci siete tenete pure gli stessi coordinatori locali, quelli che al posto che presentare le liste vanno a mangiarsi un panino e credono davvero che sia una attenuante). E pensare che questi ci governano ovunque! (bhe` perlemeno dove si ricordano anche di presentarsi).

L’esclusione della lista Formigoni in Lombardia. La Corte d’Appello di Milano ha escluso dalle elezioni la lista ‘Per la Lombardia’ di Roberto Formigoni per l’invalidità di 514 firme, accogliendo il ricorso presentato dalla lista Bonino-Pannella. La legge impone che le firme siano non meno di 3.500 e non più di 5 mila. In particolare le irregolarità riguardano la “mancanza di timbri sui moduli”, mancanza di data dell’autenticazione e “mancanza del luogo dell’autenticazione. (La Repubblica)

MILANO – Dopo il Lazio, problemi anche in Lombardia per la presentazione delle liste per le elezioni regionali. La lista Per la Lombardia di Roberto Formigoni non è stata ammessa alle elezioni regioni per invalidità di 514 firme. Lo ha deciso la Corte di appello di Milano accogliendo il ricorso presentato dalla lista Bonino-Pannella. I radicali hanno presentato lo stesso ricorso anche contro la lista Penati Presidente, che appoggia il candidato del Pd, per insufficienza delle firme dei sottoscrittori, ma il ricorso non è stato accolto dalla Corte d’appello. (Il Corriere della Sera)

MILANO,
La Lista per Lombardia di Roberto Formigoni non è stata ammessa alle elezioni regioni per invalidità di oltre 500 firme. Lo ha deciso la Corte di Appello di Milano. I giudici della Corte d’appello di Milano dopo un controllo formale delle firme (l’unico consentito in questa sede) ha ritenuto «fondate» le «doglianze» contenute nel ricorso dei radicali. Le firme risultate non conformi sono state 514 sulle 3.935 presentate. Questo comporta che le firme valide sono 3.421, un numero inferiore da quello previsto dalla legge la quale impone che le firme siano non meno di 3.500 e non più di 5 mila. In particolare le irregolarità riguardano la «mancanza di timbri sui moduli», mancanza di data dell’autenticazione e «mancanza del luogo dell’autenticazione. (La Stampa)

La decisione della Corte d’appello I giudici della Corte d’appello di Milano dopo un controllo formale delle firme (l’unico consentito in questa sede) ha ritenuto “fondate” le “doglianze” contenute nel ricorso dei radicali. Le firme risultate non conformi sono state 514 sulle 3.935 presentate. Questo comporta che le firme valide sono 3.421, un numero inferiore da quello previsto dalla legge la quale impone che le firme siano non meno di 3.500 e non più di 5mila. In particolare le irregolarità riguardano la “mancanza di timbri sui moduli”, mancanza di data dell’autenticazione e “mancanza del luogo dell’autenticazione”. Il ricorso dei radicali non è invece stato accolto in riferimento alla lista “Penati presidente”. (Il Giornale)

Ancora tensioni e polemiche sul caso delle liste elettorali del Pdl nel Lazio. Mentre dalla Lombardia arriva un’altra notizia clamorosa: la lista di Roberto Formigoni, per decisione della Corte d’Appello di Milano, non è stata ammessa alle elezioni regionali per invalidità di oltre 500 firme. I giudici, dopo un controllo formale delle firme (l’unico consentito in questa sede) ha ritenuto «fondate» le «doglianze» contenute nel ricorso dei radicali. Le firme risultate non conformi sono state 514 sulle 3.935 presentate. Questo comporta che le firme valide sono 3.421, un numero inferiore da quello previsto dalla legge la quale impone che le firme siano non meno di 3.500 e non più di 5 mila. In particolare le irregolarità riguardano la «mancanza di timbri sui moduli», mancanza di data dell’autenticazione e «mancanza del luogo dell’autenticazione. Il ricorso dei radicali non è invece stato accolto in riferimento alla lista “Penati presidente”. (l’Unita`)

514 firme irregolari (clandestine?). Allo stato attuale, Formigoni è fuori, perché la lista in questione è proprio il listino del presidente (e dell’igienista dentale, per capirci). Proprio quel listino sul quale il Pdl ha discusso fino alle ultime ore. L’avevo detto io che un giorno e mezzo per raccoglierle era molto poco…
P.S.: mi chiedono, come può accadere un doppio flop (una sorta di “gara a ciapanò”, come la chiama qualcuno)? Quando non hai grande rispetto per le regole e ti senti al di sopra di tutto, invincibile e insindacabile, può accadere… (Civati)


Di male in peggio

febbraio 22, 2010

Pippo Civati, ottimo consigliere regionale del Partito Democratico, ci propone uno scenario pessimo nel caso, all’apparenza ottimo, che Formigoni non fosse costituzionalmente eleggibile.


E “c’ha” ragione

gennaio 18, 2010

Ma questo, siccome e` bravo, lo teniamo in disparte?

Cara Emma, è proprio necessario?

Cara Emma, sei candidata presidente per la Regione Lazio. Il Pd, dopo qualche tentennamento, ti sostiene in modo convinto. Mi spieghi perché in Lombardia, oltre a presentare un candidato diverso da quello del Pd, ti candidi capolista in tre circoscrizioni (Milano compresa)? Volete costringere gli elettori a non andare più a votare, né in Lombardia, né nel Lazio? Così, per capirci. Con simpatia, tuo, giuseppe


1 per 3, 1 per tutto

dicembre 27, 2009

Le regionali si avvicinano e, come dire, il Partito Democratico si sta facendo cogliere decisamente impreparato. La chiave di lettura dei problemi del PD sono sicuramente 3 regioni che probabilmente perderemo ma dove, in realta`, si sarebbe potuto vincere almeno in due e fare bella figura nella terza: parlo di Lombardia, Lazio e Puglia.

In una sola di queste tre regioni il PD ha un candidato certo, si tratta di Filippo Penati. Le altre due sono ancora in alto mare, in Lazio si punta a candidare Nicola Zingaretti, gia` Presidente della Provincia di Roma, , in Puglia il partito spinge per una candidatura di Emiliano, gia` sindaco di Bari.

Ognuna di questa regioni e le scelte che porteranno alle candidature di queste tre regioni vanno analizzate singolarmente per capire come ci sia davvero un problema comune nel Partito Democratico: l’assenza di persone ritenute capaci o in grado di essere candidate.

Penati e` stato il Presidente della Provincia di Milano, prima di essere sconfitto per qualche migliaia di voti dal “signor nessuno” Guido Podesta`, sara` il candidato (perdente in partenza) per la Regione Lombardia, dove Formigoni, governando pessimamente, guadagnera`, grazie al voto ciellino, il quarto mandato consecutivo per l’ufficio al Pirellone. A Milano, tra l’altro, gia` si parla e si parlava di Penati come il quasi-sicuro candidato per il comune di Milano, nel 2011, contro Letizia Moratti (dove una sconfitta non puo’ essere data per scontata). Se analizziamo la situazione vediamo che in Lombardia e a Milano c’e` solo un uomo per tre posizioni, o meglio, da Roma “vedono” un solo uomo per tre poltrone (quando di politici in gamba ce ne sono eccome, per esempio, Pier Francesco Majorino e Pippo Civati, giusto per dirne due). Inoltre, candidando Penati alla guida di una regione persa in partenza si vanno a colpire direttamente le sue possibilita` di vittoria e addirittura di candidatura per Palazzo Marino, unica posizione dove si sarebbe potuto vincere.  E` ovvio che c’e` qualcosa che non va.

Nel Lazio, in realta`, niente e` deciso, ma ci sono buonissime probabilita` che il candidato che sfidera` Renata Polverini (PdL), sara` l’eccellente Nicola Zingaretti, che personalmente stimo molto. Il problema e`, ovviamente, che Zingaretti e` gia` il Presidente della Provincia di Roma. Una sua candidatura alla guida della regione implicherebbe nuove elezioni anche in provincia con il rischio di perdere non solo una regione che sarebbe conquistabile, ma anche di perdere la provincia, come gia` era successo nel 2008, quando si perse il Campidoglio dopo le dimissioni di Veltroni (che appena due anni prima aveva vinto con oltre il 60% dei consensi). Nel Lazio, come detto, si e` gia` visto che l’elettorato risponde male a questi “magheggi”, nel 2008, ci furono persone che votarono Zingaretti alla Provincia ed Alemanno per il Comune, sentendosi traditi da Veltroni, vogliamo ripeterci? Mi rendo conto che il Lazio venga da un momento difficile, dopo Marrazzo c’e` bisogno di una figura solida ed intatta come Zingaretti, ma ai suicidi politici dico di no. Bisogna anche dire che in moltissimi vedono/vedevano Zingaretti come il candidato che sfidera` Gianni Alemanno nel 2013 e che riportera` il Campidoglio nelle giuste mani. E` ovvio, che si tratti di uno scenario lontano e che molte cose possono cambiare, ma, anche qui, abbiamo un uomo,  per quanto valido, per tre posizioni. E` inaccettabile.

La situazione peggiore ce l’abbiamo in Puglia. Regione in cui c’e` un attuale governatore, Nichi Vendola, che avevamo appoggiato nel 2004, che ha governato bene, che e` rimasto praticamente immune dallo scandalo della sanita` pugliese e che, per discorsi politici e di alleanze non verra` ripresentato. Piuttosto si sta facendo di tutto per convincere Michele Emiliano, sindaco di Bari, alla guida della Regione Puglia (per la cronaca, Emiliano e` stato rieletto poco piu` di 6 mesi fa). Il discorso qui e` complicato in doppia maniera: c’e` un candidato vincente che non verra` presentato, si rischia cosi` di perdere la Regione Puglia e il comune di Bari, in un luogo dove dopo lo scandalo sanita` sarebbe piu` che auspicabile un minimo di serieta` e sobrieta`. Ovviamente c’e` anche l’altro problema: un uomo per due poltrone (perlomeno non tre, ma aspettiamo le elezioni per la Provincia di Bari!).

Come possiamo vedere c’e` un vero e proprio problema, “a breach in the system”. Non sto discutendo il valore di Penati, Zingaretti ed Emiliano, i quali avrebbero le carte in regola per guidare le rispettive regioni, il problema e`, pero`, che non si puo’ avere un solo uomo per tre poltrone; appare, inoltre, evidente che non si puo’ rinviare ancora una volta il rinnovamento della classe politica, bisogna partire da queste occasioni, come fu nel 2005 in Puglia con la vittoria inaspettata di un giovane politico emergente, Nichi Vendola (il quale si e` rivelato migliore come governatore che leader di partito).

Inoltre, in tutti questi casi si sta dimenticando che lo statuto del PD prevede le primarie per decidere i candidati per queste cariche, cosa che non sara` fatta in nessuna delle regioni nelle quali si dovra` eleggere il governatore a Marzo.

Insomma il PD ha un grosso problema, che difficilmente sara` in grado di risolvere e questo problema potrebbe essere quello che fa fuori il terzo segretario in due anni, saro` pure Cassandra, ma la mia sensazione e` quella.


This is the end

dicembre 17, 2009

Hanno arrestato Gianni Prosperini. Avevo parlato di lui cosi` in tempi non sospetti, perche` quello, a me non piaceva per niente:

Scanalando ho assistito ad una parte della puntata Iceberg su Telelombardia in cui si parlava della questione del crocifisso; sono rimasto allibito quando ho sentito Pier Gianni Prosperini dire che “dobbiamo portarlo a Strasburgo il crocefisso”, e che dovremmo fare “una specie di nuova crociata”, ma mi preoccupa meno che sentirgli dire che l’UE si deve fare i fatti propri e che non si puo’ permettere di dire a noi quel che dobbiamo fare. Questo mancato senso di identita` europea e` gravissimo (cioe` da Prosperini non mi sarei aspettato di meglio, penso sia politicamente il peggio del peggio, ma ci sono tanti che la pensano come lui).

Adesso che si e` scoperto che era un vero e proprio boss della truffa non posso che tirare un sospiro di sollievo, la politica italiana si libera, finalmente, di una persona disonesta intellettualmente e di un truffatore.

L’assessore è accusato di aver ricevuto 230mila euro tramite un meccanismo di sovrafatturazione in relazione a programmi televisivi a cui partecipava per attività istituzionale. «Prosperini ha la disponibilità in via diretta o indiretta di cinque società offshore: Htk con sede a Vienna, Finley Serive Llc, Chamonix Llc, Willow Overseas e Kenana ltd» scrive il gip. Secondo il giudice, Prosperini deve restare in carcere perché potrebbe inquinare le prove e reiterare i reati di corruzione e turbativa d’asta.

Adesso vi lascio con un viedo of the best of Prosperini:


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