Ogni tanto resuscitano

giugno 15, 2011

Era da tempo che non avevamo più notizie di Renato Brunetta, più o meno da quando perse le comunali a Venezia e accusò la Lega di non averlo sostenuto a sufficienza.

Era strano perché Renato Brunetta, per i primi due anni di legislatura era stato uno dei ministri più attivi e “rumorosi”, sempre sulle prime pagine dei giornali e a dire la sua in televisione. Brunetta, quello che se sei dipendente statale sei uno sfigato fannullone, era una star.

Poi di lui abbiamo perso notizie, nell’ultimo anno e` stato il Ministro più anonimo di tutti, contendendo lo scettro al duo Meloni-Prestigiacomo. Non sappiamo perché o per come, non sappiamo cosa sia successo al Ministro Brunetta, di cui, peraltro, avevo parlato qui, sappiamo pero` che era scomparso. Chi vuole pensar male può addirittura spingersi a dire che il Ministro Brunetta sia stato il tipico dipendente statale, stando alle sue definizioni della cosa.

Eppure Brunetta ultimamente e` riapparso, risorto. Prima e` andato da Santoro, all’ultima puntata di Annozero (che ho visto per 5, dico 5, minuti prima di cambiare disgustato canale), e` stato ad Otto e Mezzo,  poi e` tornato a far parlare di se` sui giornali dicendo ad un gruppo di giovani precari che “sono l’Italia peggiore”.

Non so perché abbia detto un’assurdità simile (certe volte verrebbe davvero voglia di fare una battaglia generazionale, contro questi vecchi bacucchi che, con le loro politiche economiche sconsiderate hanno reso l’Italia uno dei paesi più indebitati al mondo, facendo pagare questo debito alla mia di generazione), ma il dubbio che anche lui, come Formigoni, senta puzza di fine di un’epoca e debba marcare il suo territorio, far sentire che esiste e ricordare che per una satrapia c’è anche lui, e` forte.

 


Cose che uno registra e mette in un cassetto

giugno 13, 2011

Formigoni, da un po’ di tempo (incidentalmente da quando nel centrodestra c’e` puzza di fine di un ciclo) e` sempre in televisione. Alla giovane eta` di 64 anni, forse si ritiene pronto a passare il Rubicone. Letteralmente.

Viva i giovani.


Affari Radicali

ottobre 6, 2010

Ritorna di moda la questione delle firme false per la presentazione della candidatura di Roberto Formigoni a Presidente della Lombardia. Ai tempi mi ero espresso cosi`, in questo post:

Le regole, quando ci sono, vanno rispettate, e` verissimo, e fare un’eccezione comporterebbe la violazione di un principio fondante del nostro stato: “la legge e` uguale per tutti”, ma far rispettare la norma alla lettera, in maniera poco elastica,  va contro un principio, se vogliamo ancora piu` alto, quello di moralita`, che e` al di sopra delle leggi o che comunque e` alla base delle stesse. Isocrate diceva che non serve a niente riempirsi di leggi scritte ovunque se non si ha il principio di legalita` nelle anime (prima di tutto “to dikaion en tais psukais”) e ha sostanzialmente ragione; in questo caso, se loro fossero meno arroganti, se non fossero “loro”, non ci sarebbero dubbi che bisognerebbe far prevalere il nostro buon senso, la giustizia morale nostra, personale, individuale (quella di Kant, quella dentro di noi, quella che ci dice, che in fondo, cosi` non e` giusto fare) e permettergli, favorendo la creazione di una legge, di presentarsi. Il punto e` che si tratta di “loro”, di un partito arrogante, barbaro nei modi, sguaiato nelle dichiarazioni, tracotante e assolutamente peccatore di “ubris”. Ecco, questo e` cio` che a me non va bene in questa storia ed e` per questo che, come dice Bersani, con cui per una volta sono d’accordo, qualora questi individui chiedano scusa agli italiani, ai partiti, ai magistrati, al Presidente della Repubblica (ingiustamente tirato in ballo quando conviene),  qualora ammettano pienamente le resonsabilita` della vicenda, la loro inettitutide e qualora riescano, perche` no, a farci un minimo di pena, noi dovremmo a quel punto proporre e votare una legge che li riammetta.

Ai tempi, pero`, si pensava che le firme fossero semplicemente insufficienti o che non fossero state presentate in tempo, inoltre sembrava che ci fosse stato un disguido tecnico invece, come appare chiaro da queste immagini e come appurera` un perito grafico le firme erano false: insomma oltre all’errore “tecnico” erano anche in cattiva fede e cosi`, a me non va bene (anche perche` continuano a mentire). Vediamo come andra` a finire, se si appurera` che le firme erano false Formigoni dovra` dimettersi, senza se e senza ma, anche perche` invocare il voto popolare in questa situazione non ha alcun senso logico. Quindi, una volta dimessosi potremo fare nuove elezioni, in cui il popolo si esprimera` ancora a favore del candidato di centrodestra. Non di Formigoni pero`, che come presidente e` gia` illegale di per se`, per aver violato il limite dei tre mandati.

(Ad andare avanti in questa battaglia ci stanno pensando i Radicali).


Ecco, cosi`, pero`, no

marzo 7, 2010

Ho sostenuto che il Pdl, alle elezioni di fine marzo, doveva esserci, per una questione “di democrazia”. Ho sostenuto che una strada bisognava trovarla, tutti insieme, per garantire ai cittadini di esprimere la loro preferenza, anche se loro non erano stati capaci di rispettare le leggi basilari che regolamentano la nostra democrazia, cosi`, pero`, non ci si comporta.

Sono tre i comportamenti che condanno senza possibilita` d’appello tenuti dal nostro governo arrogante per riammettere le liste del proprio partito e i propri candidati governatori alla corsa elettorale:

1. La strada che e` stata scelta per permettere a Formigoni (e presto al Pdl come partito a Roma) di tornare in corsa, ovvero quella di un decreto interpretativo, varato solo dal Consiglio dei Ministri e` una strada autoritaria, arrogante ed irrispettosa. Io ho invocato un accordo tra le parti politiche, in nome della democrazia, che poteva essere una sorta di sanatoria o una legge votata tutti insieme, ma un decreto, deciso dal solo governo, non era il modo di farlo, tanto piu` senza una reale ammissione di colpa, perche` da` proprio l’impressione di un tentativo di nascondere le loro colpe sotto il tappeto.

2. La mancanza, appunto, di un’ammissione di colpa, la mancanza di scuse ai cittadini per un errore tutto loro, che c’e` stato e che e` stato confermato dai giudici per ben due volte (in ognuno dei casi in questione). Invece, la nostra destra, con il suo solito stile, ha preferito inveire contro i giudici, parlare di “golpe” e non ammettere una mancanza propria evidente a tutti (e sono convinto che per questo alle elezioni, gli amici azzurri verranno puniti). So che e` difficile ammettere la propria totale incompetenza, pero` forse, ogni tanto, ci dovrebbe essere rispetto per gli Italiani e in questo caso, chiedere scusa, era il minimo. Invece, ora leggo addirittura dichiarazioni di questo tipo:

FORMIGONI: «NESSUN AIUTINO» – «Abbiamo dimostrato di avere perfettamente ragione».

Cosa che per altro e` assolutamente falsa, il Tar ha tenuto assolutamente conto del decreto “salva liste” per riammettere Formigoni, affermare il contrario e` una bugia, una menzogna, una falsita`, ma si sa, parliamo del Pdl.

3. L’assoluta mancanza di una punizione per i responsabili di tutto questo macello. Essi manterranno le loro poltrone, saranno, in alcuni casi votati ed eletti, in altri rimarranno dove sono. Questo decreto e` stato un ottimo modo per evitare che qualcuno dovesse assumersi le responsabilita` dell’accaduto, come e` tipico fare nel Pdl (e` per questo che il Pdl e` l’unico partito del mondo coordinato da tre persone).

Insomma, il Pdl ha perso ancora una volta l’opportunita` di agire con senno, responsabilita` ed umilta`, tutte qualita`, queste, che, alla nostra maggioranza, nessuno ha mai insegnato.

(e per un volta, giusto per puntualizzare, Bersani e` stato impeccabile).


Ragionandoci bene

marzo 4, 2010

Ho cambiato idea. O meglio, ci ho riflettuto bene (e ho parlato con un amico, che spesso sa placare la mia impulsivita` e lo ringrazio). Sulla questione liste delle regionali, commentando un post di Pippo Civati, ho scritto cosi`.

Pippo, tu ti sentiresti legittimato a governare in una giunta regionale che non e` sostenuta da almeno il 60% dei cittadini che governeresti? Io non lo sarei, sarei profondamente a disagio e sarei moralmente in gravi difficolta`.

Loro sono dei cazzoni, governaro pessimamente da 15 anni, facendo danni assurdi, pero` la democrazia li ha sempre legittimati a farlo su questo non ci sono dubbi.

Loro hanno sbagliato, sono stati (e sono anche ora) arroganti, superficiali, inetti, ma purtroppo e` impensabile, in una democrazia, che il maggiore partito italiano in termini di consenso possa essere lasciato fuori, non e` proprio accettabile, democraticamente parlando.

Le regole, quando ci sono, vanno rispettate, e` verissimo, e fare un’eccezione comporterebbe la violazione di un principio fondante del nostro stato: “la legge e` uguale per tutti”, ma far rispettare la norma alla lettera, in maniera poco elastica,  va contro un principio, se vogliamo ancora piu` alto, quello di moralita`, che e` al di sopra delle leggi o che comunque e` alla base delle stesse. Isocrate diceva che non serve a niente riempirsi di leggi scritte ovunque se non si ha il principio di legalita` nelle anime (prima di tutto “to dikaion en tais psukais”) e ha sostanzialmente ragione; in questo caso, se loro fossero meno arroganti, se non fossero “loro”, non ci sarebbero dubbi che bisognerebbe far prevalere il nostro buon senso, la giustizia morale nostra, personale, individuale (quella di Kant, quella dentro di noi, quella che ci dice, che in fondo, cosi` non e` giusto fare) e permettergli, favorendo la creazione di una legge, di presentarsi. Il punto e` che si tratta di “loro”, di un partito arrogante, barbaro nei modi, sguaiato nelle dichiarazioni, tracotante e assolutamente peccatore di “ubris”. Ecco, questo e` cio` che a me non va bene in questa storia ed e` per questo che, come dice Bersani, con cui per una volta sono d’accordo, qualora questi individui chiedano scusa agli italiani, ai partiti, ai magistrati, al Presidente della Repubblica (ingiustamente tirato in ballo quando conviene),  qualora ammettano pienamente le resonsabilita` della vicenda, la loro inettitutide e qualora riescano, perche` no, a farci un minimo di pena, noi dovremmo a quel punto proporre e votare una legge che li riammetta.

Io ritengo, e so di andare controcorrente, che sia addirittura nostro dovere, in quanto garanti della democrazia (e lo dobbiamo essere sempre e senza bandiere), favorire un processo che permetta agli italiani elettori del Pdl di votare il loro partito. E credo, anche, che sia una mossa che pagherebbe a livello politico e a livello di risultato elettorale, piuttosto che sfavorirci, come tu sostieni in questo post. Poi, anche mi sbagliassi, preferisco perdere 10 voti, piuttosto che fare i “Di Pietro” e ancora una volta risultare incoerente o fare la cosa sbagliata. Obama ha detto: “preferisco fare il buon presidente 4 anni piuttosto che uno pessimo per 8, perche` i politici, ogni tanto, devono anche fare cose impopolari”, e` verissimo, facciamolo anche noi.
Il valore della democrazia e` alla base di tutto, sempre e comunque. Non e` antidemocratico sbagliare a raccogliere le firme, e` solo un comportamento da incapaci (magari anche da scorretti, ma per un paio di pirla, che dovranno pagare per i loro errori, non possono rimetterci 6 milioni di Lombardi). E` antidemocratico lasciare che il maggiore partito italiano non possa essere votato. E poi e` una questione di rispetto, non per il Pdl, quello l’hanno perso tempo fa, ma per gli Italiani, per i cittadini italiani.

Detto questo, se capitera` che Penati vincera` le elezioni perche` non ci sara` Formigoni non piangero`, perche`, perlomeno, avremo una giunta capace, tuttavia, non saro` in pace con me stesso. Puo’ non interessare a voi, ma a me si.

P.S. Il PdL rimane comunque tutte le cose dicevo qui e confermo anche quello che ho detto qui, il mio non e` un giudizio politico, per chi l’avesse inteso come tale, ma morale.


Stato dell’Arte

marzo 4, 2010

Pippo Civati ci dice, con grande precisione, come stanno le cose in Lombardia, dopo che i giudici (comunisti di sicuro) hanno escluso il listino di Roberto Formigoni dalla corsa elettorale per le elezioni regionali in Lombardia, previste tra meno di un mese.

Secondo i nostri servizi segreti, è finita e Firmigoni è fuori definitivamente, perché anche al Tar dovrebbero dargli torto, stante la situazione, perché pare che le firme regolari, dopo la verifica, siano addirittura diminuite. A meno che il governo non intervenga, ovviamente, con la norma ad Formigonem. Questo post sarà aggiornato costantemente.


Che amarezza

marzo 3, 2010

La bassezza (e tristezza) del dibattito politico italiano, della destra italiana, dei suoi esponenti lombardi, dei mezzi usati per conquistare il voto di un certo pubblico senza mai parlare di politica sono tutti riassunti qui.


Pazzesco, scandaloso, disastroso PdL

marzo 1, 2010

Dopo il casino laziale, il PdL ha delle grane grossissime anche in Lombardia dove rischia di non avere un candidato (che tra l’altro e` anche incandidabile, ma sono dettagli). Vi prego, non accogliete le richieste di Fini e Granata, mantenete i triumiviri anche dopo le elezioni, vi prego, vi prego vi prego! Verdini, Bondi, La Russa forever (e intanto che ci siete tenete pure gli stessi coordinatori locali, quelli che al posto che presentare le liste vanno a mangiarsi un panino e credono davvero che sia una attenuante). E pensare che questi ci governano ovunque! (bhe` perlemeno dove si ricordano anche di presentarsi).

L’esclusione della lista Formigoni in Lombardia. La Corte d’Appello di Milano ha escluso dalle elezioni la lista ‘Per la Lombardia’ di Roberto Formigoni per l’invalidità di 514 firme, accogliendo il ricorso presentato dalla lista Bonino-Pannella. La legge impone che le firme siano non meno di 3.500 e non più di 5 mila. In particolare le irregolarità riguardano la “mancanza di timbri sui moduli”, mancanza di data dell’autenticazione e “mancanza del luogo dell’autenticazione. (La Repubblica)

MILANO – Dopo il Lazio, problemi anche in Lombardia per la presentazione delle liste per le elezioni regionali. La lista Per la Lombardia di Roberto Formigoni non è stata ammessa alle elezioni regioni per invalidità di 514 firme. Lo ha deciso la Corte di appello di Milano accogliendo il ricorso presentato dalla lista Bonino-Pannella. I radicali hanno presentato lo stesso ricorso anche contro la lista Penati Presidente, che appoggia il candidato del Pd, per insufficienza delle firme dei sottoscrittori, ma il ricorso non è stato accolto dalla Corte d’appello. (Il Corriere della Sera)

MILANO,
La Lista per Lombardia di Roberto Formigoni non è stata ammessa alle elezioni regioni per invalidità di oltre 500 firme. Lo ha deciso la Corte di Appello di Milano. I giudici della Corte d’appello di Milano dopo un controllo formale delle firme (l’unico consentito in questa sede) ha ritenuto «fondate» le «doglianze» contenute nel ricorso dei radicali. Le firme risultate non conformi sono state 514 sulle 3.935 presentate. Questo comporta che le firme valide sono 3.421, un numero inferiore da quello previsto dalla legge la quale impone che le firme siano non meno di 3.500 e non più di 5 mila. In particolare le irregolarità riguardano la «mancanza di timbri sui moduli», mancanza di data dell’autenticazione e «mancanza del luogo dell’autenticazione. (La Stampa)

La decisione della Corte d’appello I giudici della Corte d’appello di Milano dopo un controllo formale delle firme (l’unico consentito in questa sede) ha ritenuto “fondate” le “doglianze” contenute nel ricorso dei radicali. Le firme risultate non conformi sono state 514 sulle 3.935 presentate. Questo comporta che le firme valide sono 3.421, un numero inferiore da quello previsto dalla legge la quale impone che le firme siano non meno di 3.500 e non più di 5mila. In particolare le irregolarità riguardano la “mancanza di timbri sui moduli”, mancanza di data dell’autenticazione e “mancanza del luogo dell’autenticazione”. Il ricorso dei radicali non è invece stato accolto in riferimento alla lista “Penati presidente”. (Il Giornale)

Ancora tensioni e polemiche sul caso delle liste elettorali del Pdl nel Lazio. Mentre dalla Lombardia arriva un’altra notizia clamorosa: la lista di Roberto Formigoni, per decisione della Corte d’Appello di Milano, non è stata ammessa alle elezioni regionali per invalidità di oltre 500 firme. I giudici, dopo un controllo formale delle firme (l’unico consentito in questa sede) ha ritenuto «fondate» le «doglianze» contenute nel ricorso dei radicali. Le firme risultate non conformi sono state 514 sulle 3.935 presentate. Questo comporta che le firme valide sono 3.421, un numero inferiore da quello previsto dalla legge la quale impone che le firme siano non meno di 3.500 e non più di 5 mila. In particolare le irregolarità riguardano la «mancanza di timbri sui moduli», mancanza di data dell’autenticazione e «mancanza del luogo dell’autenticazione. Il ricorso dei radicali non è invece stato accolto in riferimento alla lista “Penati presidente”. (l’Unita`)

514 firme irregolari (clandestine?). Allo stato attuale, Formigoni è fuori, perché la lista in questione è proprio il listino del presidente (e dell’igienista dentale, per capirci). Proprio quel listino sul quale il Pdl ha discusso fino alle ultime ore. L’avevo detto io che un giorno e mezzo per raccoglierle era molto poco…
P.S.: mi chiedono, come può accadere un doppio flop (una sorta di “gara a ciapanò”, come la chiama qualcuno)? Quando non hai grande rispetto per le regole e ti senti al di sopra di tutto, invincibile e insindacabile, può accadere… (Civati)


Quando si dice “tirarsi la zappa sui piedi”

febbraio 27, 2010

Diamine Bersani, la questione relativa all’eleggibilità o meno di Formigoni ed Errani non puo’ essere trattata con questo fare sprezzante e questa superficialita` (e lo sai meglio di me).


Di male in peggio

febbraio 22, 2010

Pippo Civati, ottimo consigliere regionale del Partito Democratico, ci propone uno scenario pessimo nel caso, all’apparenza ottimo, che Formigoni non fosse costituzionalmente eleggibile.


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