Platini, dacci l’Half Time Show in finale di Champions

febbraio 6, 2012

Ieri si è giocato il Super Bowl XLVI  e, surpise surprise, contrariamente a quanto avessi pronosticato, hanno vinto i NY Giants in una partita al cardiopalma che si è decisa nei 57 secondi finali.

I Giants, che erano sotto di due punti, hanno segnato un touchdown portandosi sopra di quattro con appunto 57 secondi ancora da giocare. Brady, il QB dei Patriots, ha fatto tutto il possibile, compreso un drive di oltre 50 yards con 5 secondi ancora da giocare che stava per entrare, ma non è entrato e ha dato la vittoria a New York.

I Giants hanno fatto una cosa pazzesca: sembravano spacciati con due partite di regular season rimanenti, ma vincendo le ultime due della stagione contro avversari diretti (compreso il derby di New York con i Jets) hanno conquistato un posto ai playoff. Poi hanno battuto i Falcons, i Packers, superfavoriti per la vittoria finale e capitanati dall’MVP della stagione, Aaron Rodgers, e poi i 49ers, quindi i Patriots di Brady (3 anelli all’attivo, ma reduce da due sconfitte consecutive proprio contro i Giants al Super Bowl) con il risultato di 21-17, nella finale delle finali.

Eli Manning ha quindi vinto il suo secondo anello, dopo quello del 2008, conquistato sempre contro i Patriots, superando il fratello maggiore Payton, fermo ad uno, nel suo stadio. Payton Manning è considerato il Quarteback più talentuoso della famiglia, se non della lega, eppure bisogna ricordare che Eli gioca a New York, in un palcoscenico molto diverso da quello di Indianapolis, con molta più pressione alle spalle e ha portato, per due volte, alla vittoria squadre ottime, ma mai veramente favorite. Per dire, i Patriots quest’anno, in stagione regolare avevano vinto 13 partite, i Giants appena 9, avendone perse 7. Quindi onore a Eli.

Tom Brady, l’altro Quarteback della sfida, non ha certo sfigurato: è diventato il QB con il maggior numero di passing yards nella storia del Super Bowl a 34 anni  (e c’è  da scommettere che questa non sarà la sua ultima partita a febbraio della carriera) e, inoltre, ha battuto anche il record di 15 passaggi consecutivi completati in una partita. Ieri ne ha fatti 16.

Abbandonando i discorsi più tecnici il Super Bowl di Indianapolis è stato un enorme successo, compreso l’Half Time Show di Madonna, che, vi assicuro, merita di essere visto (e io non è che sia un fan di Madonna). Mi permetto di suggerire a Platini di fare una cosa simile per la finale di Champions League, che è vero che voi direte che a noi europei ‘ste pacchianate non piacerebbero, ma io invece dico che dopo che avremo fatto per bene gli snob e gli altezzosi sulla cosa e avremo tirato in ballo la tradizione e questo e quest’altro, se i Muse, per dire, suonassero tra un tempo e l’altro della finale di Champions proprio schifo non ci farebbe.

Lo show completo, comunque è qui sotto, enjoy.

P.S. le pubblicità mi erano piaciute di più l’anno scorso.


La vigilia del Super Bowl n. XLVI

febbraio 4, 2012

Domani notte si giocherà il quarantaseiesimo Super Bowl della storia dell’NFL e si sfideranno i New England Patriots, di Tom Brady e Bill Belichick, e i New York Giants di Eli Manning e Tom Coughlin.

Questa partita non è una sfida qualunque. Innanzi tutto perché si sfidano una squadra di Boston ed una di New York, città rivali in tutti gli sport e in tutto il resto. Inoltre, questa sarà la rivincita del Super Bowl XLII. Quattro anni fa, infatti, i Giants e i Patriots si sono ritrovati a giocare la stessa partita. Ai tempi, la vinsero i Giants grazie ad una prestazione fenomenale di Eli Manning; quella sconfitta, peraltro, per i Patriots brucia ancora: è stata, infatti, l’unica gara persa in una stagione altrimenti perfetta, in cui la squadra di Brady, fino a quel momento, non aveva ancora perso neanche una partita tra stagione regolare e playoff. Tom Brady ha dichiarato che quella ferita è ancora aperta e che non ha mai riguardato quella partita in televisione: troppo grande la delusione per aver perso partita, Super Bowl e stagione perfetta da superfavoriti.

Questa volta la musica è diversa e sono in molti a scommettere che i Giants partono con qualche chance in più. Non tanto perché hanno fatto meglio dei Patriots durante la stagione regolare (anzi hanno fatto peggio), quanto perché arrivano a questa partita dopo una cavalcata ai playoff impressionante che gli ha dato fiducia e, come dicono gli americani, “momentum”. I Giants giocano “finali” dal giorno di Natale quando nella penultima gara di stagione regolare hanno incontrato nel derby cittadino i New York Jets. La partita era “must-win” per entrambe le squadre: chi l’avrebbe persa sarebbe stato praticamente eliminato dalla corsa playoff. I Giants hanno vinto con autorità e sono arrivati ad un altro scontro diretto, la domenica successiva, contro i Dallas Cowboys: la vincente sarebbe andata ai playoff. Vinta anche quella partita hanno ottennero la wild card valida per andare i playoff. Poi, nella prima partita della post-season (wild-card game), hanno battuto gli Atlanta Falcons 24-2, vittoria che li ha proiettati verso il match della stagione contro Aaron Rodgers e i Green Bay Packers, campioni in carica e reduci da una stagione regolare da una sola sconfitta. I Giants hanno vinto, fuori casa, anche quella partita e si sono trovati in finale di Conference contro i San Francisco 49ers, rivelazione della stagione. In una partita tiratissima New York ha avuto la meglio e si trova oggi a lottare per vincere l’intero torneo. Talk about momentum!

I Patriots, invece, vengono da una stagione regolare più tranquilla dove hanno raggiunto i playoff con una certa facilità. Nel primo incontro hanno hanno demolito i Denver Broncos della sensazione del momento Tim Tebow, di cui ho parlato qui, e poi, con molta fortuna a dire il vero, hanno sconfitto i Baltimore Ravens, due settimane fa, nella gara che è valsa il Super Bowl.

Tom Brady, la star indiscussa della squadra, marito della top model brasiliana Gisele Bundchen, l’uomo che ha già vinto tre Super Bowl in 10 anni, perdendone un quarto, e uno dei giocatori più forti della lega, contro i Ravens non ha giocato particolarmente bene, ma ha promesso che ad Indianapolis, domani, la musica cambierà e ha giurato ai tifosi che tornerà a Foxborough, dove i Pats hanno lo stadio, con il quarto anello: sarebbe un record personale e per una coppia QB-allenatore (Brady-Belichick, appunto).

Un’altra curiosità di questo Super Bowl XLVI è che si gioca proprio ad Indianapolis, nella città e nello stadio di Payton Manning, fratello maggiore di Eli, QB dei Giants, considerato da tutti il più forte Quarterback della NFL e star dei Colts dal 1998. Payton è sempre stato considerato, fino ad oggi, il fratello più forte in famiglia, ma le cose potrebbero presto cambiare se Eli vincesse il suo secondo anello, uno in più del fratello maggiore. Peraltro, Payton Manning si trova a doversi riscattare da una stagione in cui non ha giocato nemmeno una partita a causa di un infortunio alla spina dorsale proprio mentre i Colts, che senza di lui hanno vinto appena due partite tutto l’anno, hanno la scelta numero 1 nel prossimo draft e pare vogliano scegliere Andrew Luck, un QB sensazionale dall’università di Stanford, che potrebbe anche rubargli il posto in squadra.

Insomma questo è quanto dovete sapere per prepararvi al Super Bowl di domani.

Ora arrivano i pronostici. Devo dire che me la sono cavata discretamente: ancora prima che iniziassero i playoff avevo scelto i Patriots da una parte e i Saints dall’altra (con i Giants o i 49ers come seconde scelte). Poi, prima delle “semifinali” ho detto proprio Patriots-Giants. Ora, per rispettare la legge che negli sport americani non vince mai il favorito, dico Patriots, anche per rispettare quell’altra legge universale che dice che le rivincite le vince sempre la squadra che ha perso la prima volta. In ogni caso, comunque vada, sarò contento: i Patriots sono la prima squadra che ho tifato da quando hanno vinto il Super Bowl 2004 ed ero negli USA, i Giants, invece, sono la squadra di New York, quindi, “tifo” per una “bella partita”, come direbbero i telecronisti Rai.


NFL Update

gennaio 16, 2012

Come già scritto una settimana fa, sono iniziati i playoff di NFL, anzi siamo arrivati a buon punto, ovvero alle semifinali e, siccome mi ero esposto facendo alcuni pronostici, è solo giusto che ora non mi sottragga ai miei doveri e renda conto di quanto accaduto.

Diciamo che, tutto sommato, me la sto cavando discretamente. I Patriots, che davo finalisti da una parte, incontreranno i Ravens  di Baltimora (vincenti ieri contro i Texans), nella sfida che vale un posto al Superbowl. La squadra di Tom Brady ha infatti distrutto i Denver Broncos, che io, a onor del vero, avevo dato perdenti già domenica scorsa contro Big Ben e gli Steelers, ma che sono riusciti ad avanzare almeno fino “ai quarti”, contro ogni pronostico e in maniera incredibile grazie al loro quartetback, il fortescarsissimo, ultrareligioso Tim Tebow, nuovo “fenomeno” dello sport americano, quello di cui parlano tutti, l’uomo più discusso d’America dopo Obama (non scherzo). Proprio su Tebow e Brady, quarterback opposti e persone opposte (Brady sta con Gisele Bundchen, la modella più famosa del mondo, mentre TT sta aspettando”la prima notte di nozze) c’e` uno splendido articolo del New York Times che, anche se di football non vi frega niente, vi consiglio di leggere (qui sotto due estratti, per capirci).

Those who distrust this kind of faith-based outreach, perhaps because they detect a conservative political agenda behind it all, found an aha moment during the 2010 Super Bowl. In a 30-second commercial paid for by Focus on the Family, an evangelical Christian nonprofit organization, Tebow and his mother told the story of his birth — a “miracle baby” — and her choice not to have an abortion. There was no tebowing that week in the halls of Planned Parenthood.

Brady, 34, is living an American male fantasy, a Faustian swirl of physical prowess, sexual aura, weekly heroics and fame. He’s so cool that he can wear Uggs and get away with it.

Tornando alla cronaca sportiva, dall’altra parte del tabellone avevo dato per finalisti i Saints di Drew Brees, fresco fresco di record di passing yards lanciate in un anno. New Orleans ha vinto lo scorso week-end ma ha poi perso in una bellissima partita contro i 49ers di San Francisco, alla loro prima apparizione ai playoff da anni. Gli altri semifinalisti sono i NY Giants, che hanno sconfitto i superfavoriti Green Bay Packers (che io avevo, in effetti, dato perdenti per la regola d’oro che nello sport americano i favoriti perdono sempre).

Avevo peraltro detto che qui si sperava di vedere al Superbowl una tra Patriots, Giants e 49ers. Almeno una ci arriva di sicuro e i Patriots sono la mia scelta per la vittoria finale in un remake del Super Bowl del 2008 contro i Giants.

Insomma, qualche cantonata l’ho presa, ma poteva andare peggio, per ora. E, davvero, leggete il pezzo del NYT su Tebow, che poi, quando diventa Presidente degli Stati Uniti, ve ne pentite.


Sta sera iniziano i playoff NFL

gennaio 7, 2012

Siccome mi sono appassionato anche al football NFL vi ricordo che sta notte iniziano i playoff con Cincinnati Bengals vs Houston Texans e Detroit Lions vs New Orleans Saints.

Tra le due partite la più interessante è sicuramente la seconda. I Lions sono risorti dopo anni di schifo schifo, ma veramente schifo, con un ottime giovane Quarterback (Matt Stafford) e con uno strepitoso Wide Receiver (Calvin Johnson), mentre i Saints sono la franchise di Drew Brees uno dei più forti QB della lega, uno che quest’anno ha battuto il record di passing yards di Dan Marino, uno che quando la sua squadra gioca è sempre favorita.

Infatti, pur consapevole delle severe punizioni che gli dei infliggono ai tracotanti, ovvero coloro che si accingono a fare pronostici per sport di cui non hanno (ancora) conoscenza enciclopedica, credo che al superbowl ci arriveranno proprio i Saints e che giocheranno contro i New England Patriots, la squadra di Tom Brady.

Le altre papabili, comunque, sono i Pittsburgh Steelers di Big Ben Roethlisberger, il QB più grosso e tamarro della NFL, e i Green Bay Packers, superfavoriti di tutti, che tanto non vinceranno perché nello sport americano non vincono mai i superfavoriti (altra punizione divina in vista), ma che comunque hanno perso una sola partita in stagione.

Qui, si spera in una vincente tra San Francisco 49ers, New York Giants o, appunto, New England Patriots.

(Ah, poi, quando l’ondata raggiungerà l’Italia, prima con un articolo del Post o del Foglio, poi con Sky Sport, conoscerete anche voi la nuova “sensation” della lega, Tim Tebow, il fortescarsissimo QB dei Denver Broncos, che sono ai playoff ma hanno “zero chances” e potrete dire di averne già sentito parlare qui).


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