“Il diritto inalienabile a vedere Lost gratis”

Matteo Bordone ha perfettamente ragione, in questo articolo uscito su Wired, sulla pirateria, lo streaming e i metodi alternativi (aka illegali) con cui in questi anni abbiamo goduto di servizi che gratis non sono.

Bordone dice bene e meglio di me, cose che ho sempre pensato e sempre detto nelle discussioni pacchiane tra amici, ovvero che se qualcuno spende dei soldi per offrire un servizio, paga attori, autori, registi and so on quel servizio non dovrebbe essere gratis.

E poi, a mio parere, e questo è un problema molto italiano, da noi il dibattito sulla pirateria e la consapevolezza su quello che si sta facendo è a livelli infimi, nel senso che alla fine chi scarica e chi guarda le cose in streaming non lo fa per rivendicare un diritto o gridare contro i soprusi delle grandi industrie, per una ragione ideologica, insomma. Lo fa perché vedere un film gratis è meglio che pagarlo e perché se c’è un modo per vederlo gratis senza che ti becchino, allora perché mai non dovrei sfruttarlo?

E non è che dico che è sbagliato e che per questo dovremmo andare tutti in galera. Le serie tv in streaming le guardo anche io. E i film mi capita di scaricarli. Il concetto, pero`, lo esprime bene Bordone quando dice:

Perché se non sei disposto a pagare, forse sei disposto a farne a meno: il diritto inalienabile a vedere Lost gratis non è garantito dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

Quindi se chiudono Megavideo puoi essere triste, ma razionalmente non è sbagliato. Poi Bordone dice un’altra cosa che dico sempre anche io quando discuto pacchianamente con gli amici:

Cioè, se facciamo i conti, possiamo anche dire che sono uno di quelli che usano molti sistemi di fruizione di roba scaricata in Rete, ma poi spendono una bella cifra per andare al cinema, comprare la roba, andare ai concerti. Questo per dire che effettivamente il catastrofismo di certe analisi va mitigato con un certo senso delle cose e del tempo, me ne rendo conto. Anzi, ribadisco, sono uno di quelli che non fanno male al mercato. Ma il punto non è quello, non sono io.

Che può sembrare che la diciamo per metterci a posto la coscienza, ma che è anche vero.

Poi voglio aggiungere una cosa che Bordone non dice, ma che va aggiunta. In Italia è veramente difficile fare le cose legalmente: non esiste Netflix che ti manda i dvd a casa via posta per 20$ al mese (tre alla volta) e che ti permette di vedere anche film in streaming. Non esiste, ufficialmente, il servizio di iTunes che ti permette di affittare i film. Non esiste Pandora, per ascoltare la musica gratis. Non esistono i servizi per comprare lo streaming di film da Amazon e YouTube. Non puoi vedere le serie tv in contemporanea con gli Stati Uniti in televisione oppure dal giorno dopo sui siti di Fox, Nbc, Tbs eccetera eccettera. Al cinema, poi, devi vedere i film doppiati in italiano, che magari per la maggior parte di voi è meglio, ma per me è, invece, decisamente peggio.

Insomma, negli USA è molto diverso: il livello del dibattito è migliorato e ha portato servizi migliori, noi siamo fermi al 2000. Che per chi non l’ha realizzato è 12 anni fa. Per questo, quando sono negli USA non ho l’esigenza di utilizzare i cosiddetti metodi alternativi, qui si.

 

Viaggiare, we must

Jonah Lehrer scrive cose molto interessanti che l’autore di questo blog consiglia vivamente. Avevo già parlato qui di lui, poi ho letto altri libri, ho scoperto il suo fantastico blog su Wired dal nome “Frontal Cortex”, e provo a leggere i suoi articoli sul Guardian. Devo dire che scrive di cose davvero interessanti, riuscendo abbastanza bene a parlare di neuroscienze in maniera divulgativa e comprensibile anche ai profani come il sottoscritto.

Ne parlo perché su Internazionale e` uscita la traduzione (non disponibile su internet) di un suo articolo scritto sul Guardian appunto, che spiega “perché viaggiamo”.

L’articolo e` molto interessante, come al solito, e sostiene che viaggiamo perché viaggiare ci rende più creativi e l’idea che sia cosi` mi piace molto.

Mi piace viaggiare, ma non ho mai razionalizzato il perché. Questo articolo mi ha dato delle risposte e, per concludere, leggetevi Jonah Lehrer.

Chiudono Condor, complimenti eh…

Voglio fare i piu` vivi complimenti a chi chiude le trasmissioni radio divertenti, interessanti, ben riuscite, che fanno ascolti, ben condotte e che mi hanno fatto conoscere due persone intelligenti come Luca Sofri e Matteo Bordone (le quali, tra l’altro, mi hanno ispirato ad aprire questo blog e mi hanno fatto avvicinare al magico “Wired World”).

Voglio fare i piu` vivi complimenti a chi chiude le trasmissioni radio che mi fanno pensare che piacerebbe a me condurre una trasmissione cosi`, che non sono mai noiose, che sono uno spot per la radio in generale e per la radio pubblica in particolare, che fanno conoscere buona musica e che, per una volta, dicono cose con cui sono quasi sempre d’accordo e che mi interessano pressoche` sempre (hanno chiuso, insomma, un programma che era un po’ il mio “Pandora” di cose interessanti…)

Ovviamente sto facendo i miei complimenti al genio della lampada che ha chiuso “Condor” su Radio2.