La (triste) minoranza nella maggioranza

Appare evidente leggendo le prime pagine di tutti i quotidiani italiani ( qui una rassegna stampa) che l’editoriale di Feltri di ieri contro Gianfranco Fini abbia creato un enorme caos nella maggioranza di governo.

Come scrivevo ieri (anticipando, a dire il vero le grandi testate) questi attacchi mirati del Giornale al Presidente della Camera sono paradigmi dell’evidente incapacita` del premier di fare politica. Per dirla con un veltronismo, e` l’apoteosi “dell’io” che supera il “noi”.

Oggi appare piu` chiaro l’effetto suscitato da tale editoriale: i finiani e Fini sono adirati, dispiaciuti, ma determinati ad andare avanti come scrive Repubblica:

“Il clima, neanche a dirlo, però resta tesissimo. “Sarebbe bene non continuino a tirare la corda” confida Benedetto della Vedova, insieme a Bocchino, Granata, Briguglio, Bongiorno, pronto a sposare fino all’estremo la battaglia di Fini, fosse pure fino alla creazione del partito-kadima in salsa italiana, voltando le spalle al Pdl.”

Questo dimostra quanto la situazione sia tesa e questo e` solo l’ultimo tassello di una battaglia che era inizia un mese fa con le dichiarazioni di Gasparri contro Fini ed alcuni finiani. Fini, in quel caso, autorizzo` i propri uomini a “rispondere senza tirarsi indietro” e difatti, specie nel sud, il Pdl e` piu` diviso che mai. Repubblica, ventila, addirittura, un’ipotesi di scissione, la quale, non mi sorprenderebbe affatto.

Oggi, Feltri, mediante il giornale di Berlusconi, rincara addirittura la dose. Attacca, duramente, i finiani che non hanno gradito il suo editoriale (Alemanno) e scrive un falso e quasi simpatico tentativo di autodeterminazione:

“Quando scrivo un articolo non mi aspetto gli applausi del presidente del Consiglio, scrivo un articolo perchè penso che sia giusto farlo – ha poi replicato Feltri – è la mia opinione, che non riflette quella di nessun altro e che è normale non sia condivisa da qualcuno. E se tra questi qualcuno c’è il presidente del Consiglio, pazienza”. “Non faccio un quotidiano di partito – ha rivendicato il direttore de Il Giornale – e non intendo fare il reggicoda di nessuno. Alemanno ha detto che ho invitato Fini a rientrare nel centrodestra e che piuttosto dovrei farlo io: ma io non sono mai stato nel centrodestra, faccio un altro mestiere. Il mio compito è stimolare anche dibattiti, non è contribuire a far chiarezza nel Pdl o a portarvi la concordia”. “Ogni persona – ha, quindi, ricordato Feltri – ha una sua soggettività. Se l’editore dovesse giudicare che non sono adatto a dirigere il Giornale, trarrà le sue conseguenze. Ma credo che quando mi hanno assunto qui sapevano che non sono Scalfari, Mieli, de Bortoli, ma sono uno che si chiama Feltri e che non fa questo mestiere da due giorni: nell’ambiente è abbastanza risaputo come lavoro”

“L’Emilio Fede dei quotidiani” pretende davvero che noi crediamo alla sua totale autonomia? Crede davvero che l’opinione pubblica (quella che ragiona e che, ergo, non legge il suo giornale) sia cosi` stupida da non aver capito che Berlusconi crede di poter fare a meno dei voti dei finiani e che forse, anzi, preferibilmente, farebbe meglio senza Gianfranco?

Io credo che Feltri sia esattamente l’opposto dei grandi giornalisti della storia, credo che il sig. Feltri sia obbligato dall’improponibilita` del suo quotidiano (o meglio, del quotidiano del premier) e dai soldi  che guadagna (mai cosi` tanti in Italia per dirigere un giornale) a fare, come dice Fini, un becero “killeraggio” del nemico. La sua non e` finezza giornalistica, il suo e` un rozzo, maleducato e clientelare modo di fare giornalismo, un modo che, evidentemente, puo’ attirare solo un certo tipo di lettori, quelli appunto, di destra, del Giornale.

Leggendo gli sgrammaticati commenti sul sito del Giornale riguardo al killeraggio feltriano “in hostem Silvii” penso che l’antipatia verso chi ragiona, a destra, sia palese.

Io, che sono molto divertito da questo caos che regna in una maggioranza imbarazzante, vorrei che adesso il PD si dimentichi le proprie beghe congressuali e che scocchi il colpo. Una voce unica che metta in evidenza la debolezza del premier e la sua solitudine, come ha detto Marino, in una lettera agli altri due candidati alla segreteria.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...