Che bella scuola!

Ogni giorno che passa la scuola italiana e` sempre piu` umiliata. Oggi, per molti il giorno del rientro, e` stato contraddistinto dalle stupide ed insulse parole del Ministro dell’istruzione MariaStella Gelmini, la quale, con il solito tono sprezzante, ha invitato i professori (di sinistra)  a non fare politica a scuola (discorso che presto sara` esteso anche ai ragazzi a cui verra` proprio impedito di pensare)  introducendo un tema di cui vorrei parlare da un po’.

”Chi fa politica deve farlo fuori dagli edifici scolatici. Si tratta di una miniranza che piega la scuola ai suoi interessi di parte”. ”Alcuni dirigenti scolastici e insegnanti, una minoranza, disattendono l’attuazione delle riforme” accusa la Gelmini “tentando di mantenere il modulo anche se il modulo è stato abolito con il passaggio al maestro unico prevalente”.

Questo intervento, che e` polemica inutile e sterile, parte da una posizione  stereotipata (che novita`, da parte di questo governo!) ed insostenibile, oltre ad essere oltraggiante ed umiliante. I professori che fanno politica a scuola vanno innanzi tutto distinti e va detto che sono rimasti in pochi a “fare” politica e a macchiarsi di comportamenti fastidiosi; la maggior parte, infatti, ha le proprie idee, come qualsiasi individuo di questo mondo, ma non fa ne` propaganda ne` si trova a dibattere di questioni puramente politiche, cosa che tra l’altro e` assolutamente negativa, la scuola dovrebbe educare alla politica, dovrebbe incentivare gli studenti ad interessarsene e dovrebbe stimolarne il dibattito, piuttosto che disincentivarla e demonizzarla, specie se di sinistra.

Ad ogni modo non e` corretto da parte del ministro dell’istruzione intimorire gli insegnanti a pensare, a dare la loro opinione. L’ho detto e lo diro` mille volte: il valore della scuola non e` quello didattico/nozionistico, perche` le nozioni si imparano anche leggendo autonomamente. Gli insegnanti devono educare e devono invitare gli alunni a riflettere, a dibattere, anche di politica, anche esponendosi in prima persona. Questo e` l’ennesimo tentativo di censura nei confronti di chi la pensa diversamente. Ci sono effettivamente due o tre professori meno moderati di me, con cui non mi trovo spesso d’accordo, eppure non mi sognerei mai di incolparli per aver espresso il loro punto di vista. Si discute, ci si manda anche a cagare, ma fa parte del dibattito quotidiano. Suggerire , anzi invitare a non pensare ed esprimersi e` un fatto gravissimo da parte di un Ministro della Repubblica, non dimentichiamolo.

Comunque, i professori di cui parla la Gelmini sono davvero pochi nella scuola italiana, si tratta della generazione sessantottina che vede ormai molti individui in pensione o sull’orlo del pensionamento; quelli che esagerano ci sono sempre, ma e` assurdo generalizzare a questo modo, anzi e` indecente ed intimidatorio.

Un altro passaggio scandaloso della sua presentazione e` il seguente:

“Dall’anno prossimo ci sarà un tetto del 30% di studenti stranieri per classe” spiega a Mattino 5. “In alcuni casi la presenza è del 100%, e questo certo non favorisce l’integrazione. Stiamo studiando gli aspetti tecnici di un provvedimento per introdurre questo tetto, e ci sarà anche una nuova materia, l’educazione alla cittadinanza e alla Costituzione”.

Proclamare come vittoria la diminuzione degli immigrati e` leghista e scandaloso. Regolamentare il numero di immigrati per classe non solo riporta la mente al ventennio d’oro, ma e` anche un discorso che non dovrebbe essere fatto. La scuola e` di tutti, italiani ed immigrati, ricordiamocelo. Ricordiamoci che il diritto all’istruzione e` di tutti, italiani ed immigrati.

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5 thoughts on “Che bella scuola!

  1. Purtroppo è la facciata del governo berlusconiano: siamo molto oltre la negazione dell’evidenza… Il mondo intero fraintende sempre pure e soprattutto ciò che è documentato.
    E la Gelmini è una delle più rappresentative figurine dell’album di questo governo.
    Cmq, tornando all’argomento più gettonato: si rigirano le carte in tavola a loro piacimento (soprattutto sondaggi e percentuali), il maestro unico è simbolo di qualità mentre più maestri no (ma io mi chiedo come ho fatto avendo sempre almeno 4-5 insegnanti -validi, peraltro, e “penetranti” a livello di insegnamento- e a ritrovarmi con un’ottima cultura di base pur avendo studiato il minimo…), i docenti precari verranno riciclati (sì, dove, come, quando, perché), e tante belle idee…
    Insomma, siamo noi che non capiamo nulla di questa meraviglia di riforma.
    Spero che quand’anche avrò figli, io possa mandarli a studiare all’estero o pensare personalmente alla loro istruzione.
    Perché, a questo punto, mi chiedo chi -la scuola o io- possa fare meno danni…

  2. Elio, premesso che, come sai, di politica, politici, politicanti e vari, proprio nulla mi interessa, non ho parte e non ci tengo a trovarne una, ugualmente, ci terrei a farti notare che NON FARE LA PROPRIA POLITICA IN CLASSE, da parte del professore, non significa NON PENSARE, significa non cercare di influenzare gli studenti giovani e plasmabili con le proprie idee, e se tu avessi un professore fascista che fa propaganda pro duce, saresti d’accordo ad eliminare tale comportamento. Inoltre, un tetto del 30% PER CLASSE non significa PER SCUOLA, significa solo che non ci sarà una classe di cui 20 studenti su ventidue sono stranieri; questo non è necessariamente negativo, perchè può significare che, invece che avere una classe solo di stranieri e 7 classi solo di italiani, potrebbero esserci classi più mescolate… è più facile integrarsi stando con coloro con cui devi integrarti, o stando nel gruppo cui già appartieni? Prima di mettere in croce completamente tutto questo, aspetta di vedere cosa vuole davvero fare, poi riflettici, poi, se proprio devi, di’ la tua, magari senza aggiungere sentenze banali degne di uno Studio Aperto senza veline.

  3. Trovo che le tue osservazioni, mio caro amico, siano corrette fino ad un certo punto. E` ovvio che una professoressa che porta avanti ideali fascisti non mi renderebbe felice ed e` ovvio che non starei zitto, ma proprio perche` l’apologia al fascismo e` reato in Italia e non ci sono scuse per un apologetica del fascismo nella scuola pubblica italiana. Professori di destra, invece, ne abbiamo avuti, e, piu` di una volta, questi hanno espresso le loro opinioni, anche non totalmente condivisibili, ma in maniera pacata ed onesta e ti ricordi forse una mia reazione fuori posto?
    Il problema dell’intervento della Gelmini e` che va letto in chiavi molteplici e va letto tra le righe. Perche` e` ovvio che sia un attacco a professori di una certa ala politica ed e` altrettanto chiaro che sia una minaccia di censura, di e di eventuale allontanamento; la politica non puo’ essere limitata alla discussione in parlamento (cosa che per altro non avviene neanche piu`), ma deve essere estesa a tutte le situazioni della vita pubblica, compresa la scuola, specie quella superiore, in cui, si spera, gli studenti sono in grado di non farsi influenzare da un professore schierato, anzi, che vedono in questi una ricchezza per il dibattito. Poi ti chiedo, nella tua esperienza scolastica, quanti professori, evidentemente schierati politicamente (anche in maniera netta) hanno mai provato ad inculcarti nella testa le loro idee e di forzartele nel cervello? Credo nessuno. Per quanto di professori attivi politicamente noi,appunto, ne abbiamo.
    Inoltre, in questi giorni in cui tanto si parla di censura una dichiarazione di questo tipo non puo’ che essere una rivendicazione di una posizione piu` che netta da parte dell’esecutivo. Zittire e allontanare chi ne ostacola o ne critica l’operato e questo e` un dato di fatto con tanto di prove disponibili a conferma delle mie parole, tanto piu` che non ci sarebbe una manifestazione sulla liberta` di informazione a Roma proprio sabato prossimo.
    Sulla questione degli immigrati, sono d’accordo che classi con troppi immigrati non favoriscono l’integrazione, ma siccome l’intento e` quello di comunicare un’altra cosa: ovvero che la minaccia immigrazione verra` diluita su piu` classi (perche` l’immigrato e` una minaccia e non una ricchezza anche a 6 anni in prima elementare), io, gentilemnte esprimo il mio dissenso.

  4. A quanto pare non più l'unico che legge questo blog, di tanto intanto, e solo perchè mi arrivano le email, in ha detto:

    Secondo me, a volte ti capita di leggere tra le righe cose che non sono necessariamente tali, come molti del resto; d’altra parte, è anche vero che non necessariamente leggi male, e ciò va tenuto in considerazione, ma senza mai esagerare…ad esempio la storia della ‘minaccia immigrazioni’ mi sembra esagerato, almeno nel piccolo brandello di dichiarazione che hai riportato (non so come vada avanti, mi baso su quello letto qua) non fa assolutamente accenni a cose simili, sembrano piuttosto paranoie di paranoie…stessa cosa per i professori, dei nostri, anche i politicamente schierati, nessuno ha mai fatto ‘pressioni’ o propaganda tra gli studenti, nè ha mai affrontato l’argomento della politica a lungo in classe, e comunque è sempre stato in maniera abbastanza obbiettiva, e per questo motivo non credo che la Gelmini si riferisse a loro o a gente come loro, bensì più probabilmente ad un altro tipo di professori (che tutt’ora esiste e non è neppure così raro, anche se fortunatamente è molto meno diffuso di un tempo), che insegnano la propria materia secondo il proprio punto di vista politico, che cercano di inculcare agli allievi le proprie visioni. Comunque, si suppone che un 18enne in terza liceo non si faccia influenzare, ma di ragazzini freschi di medie che abbiano già proprie idee forti sulla politica ce ne sono pochi. Concludo dicendoti che No Politica Nelle Scuole non significa politica solo in parlamento, significa politica ovunque tranne che nelle scuole, e questo è il genere di deduzioni che sarebbe più utile evitare, altrimenti finirai per dire che la suina ci sterminerà tutti perchè un vecchiaccio già con due piedi nella tomba, quando ha tirato le cuoia, aveva anche l’influenza…generalizzare ed esagerare, le due regole d’oro del giornalismo italiano, non sono quelle che meno apprezzi?

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