L’apologia del ministro (sullo spazio pubblico)

Appena l’ho letto ci sono rimasto male, di stucco, mi sono proprio incavolato. Appropriarsi di uno spazio che e` pubblico, che e` di tutti (questo vale sia per uno spazio fisico che per uno sulla rete), per difendersi e` sbagliato. Nel caso di Brunetta lo definirei “approfittarsi di posizione dominante”. L’espresso e` un settimnale, e` il suo ruolo quello di condurre inchieste e di rivelare la posizione della testata, nessuno dice che Brunetta non abbia il diritto di difendersi, ma non lo puo’ certo fare sul sito del ministero. Cosa succederebbe se ogni critica di ogni quotidiano ad ogni politico avesse una risposta sui vari siti ufficiali della Repubblica?

Se Brunetta avesse avuto bisogno di difendersi dalle accuse dell’Espresso (per altro ben documentate e non campate per aria) l’avrebbe dovuto fare ove cio` gli e` consentito, su una sua pagina web personale, sul sito del pdl, al massimo, ma non sul sito del ministero del quale e` ministro, perche` quello spazio e`, lo ribadisco, pubblico, non del ministro e il ministro e` un “servo” del popolo (il ministrum latino era lo schiavo, il servitore).

Tra l’altro, forse, sarebbe il caso che il Ministro Brunetta non perda il tempo che dovrebbe dedicare a svolgere la sua funzione pubblica (ahi ahi ahi povero fannullone) piuttosto che scrivere proprie apologetiche!

Per fare un esempio della gravita` della sua azione, sarebbe come se il preside di una scuola si difendesse dalle accuse di essere troppo severo rivoltegli da qualche studente , con una circolare ministeriale;  sarebbe come se un giudice si difendesse dalle accuse di essere politicizzato ed imparziale sul sito del ministero della giustizia o del tribunale. E` sbagliato, nessun italiano ha richiesto la difesa di Brunetta. Il ministro ha preso un’iniziativa che non gli compete, che sarebbe stata legittima se fosse comparsa tra le pagine di un quotidiano o di uno spazio privato in rete che gli avrebbe, gentilmente, offerto lo spazio.

(anche luca sofri ne parla su Wittgenstein)

3 thoughts on “L’apologia del ministro (sullo spazio pubblico)

  1. Egregio Sig. Sofri, mi definisco da sempre un elettore superpartes e quindi fuori da qualsiasi dietrologia politica ideologica …entrando quindi nel merito; ho la sensazione che molti giornalisti (e il suo articolo me ne ha dato una conferma) agiscano scrivendo più per un fatto ideologico che per una pura vocazione di ricerca giornalistica (a riprova che fare il proprio mestiere con coscienza e proprio giudizio è molto duro e difficile). In questo caso semplicemente avrei posto l’attenzione non tanto sul “dove” un Ministro ha fatto la sua difesa (mezzi tecnologici di dominio comune e che tutti possono usare e manifestare la propria opinione) ma sul “merito” del suo operato.
    Le posso assicurare che la gente (i lettori) avrebbero avuto molti più vantaggi nel leggerla e una migliore capacità di giudizio.
    Cordialmente
    Michelangelo

  2. Il motivo della nostra scelta è semplice: la copertina e l’ “inchiesta” de L’Espresso (curiosamente affidata a un service giornalistico estraneo alla redazione del settimanale) mirano a screditare l’azione puntuale svolta da oltre un anno dagli uffici del Dipartimento della Funzione Pubblica in stretta collaborazione con l’Istat. Si tratta quindi della difesa dell’operato non della ‘persona’ Renato Brunetta ma del Ministro Brunetta e di tutti gli uffici di Palazzo Vidoni. E’ quindi giusto che proprio sul sito del Ministero si dia il massimo rilievo a questo scalcagnato bluff: pubblicando le pagine de l’Espresso, la nostra replica puntuta ai numerosi e grossolani errori in esse contenuti e infine tutti i documenti statistici pubblicati in questi mesi e da tutti consultabili online. Trasparenza, trasparenza, trasparenza.

    Vittorio Pezzuto, portavoce del Ministro Brunetta

  3. Pingback: Delucidazioni « E.N.BLOG- Democratically Speaking

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