Ti piacerebbe, eh?

Ho letto con particolare interesse questo articolo di Maurizio Crippa sul Foglio, in cui sostiene che i giornali di destra siano fatti meglio di quelli di sinistra, citando anche come fonte Adinolfi, il blogger del PD.

In questo pezzo ho notato un tono strano, di illusione, speranza, come fossero anni che Crippa volesse scrivere un articolo cosi`, ma non ha mai trovato l’occasione, ne` lo spunto (ne` il coraggio e il buon gusto) per farlo. Si nota pero` anche la consapevolezza di scrivere delle assurdita` , si nota, chiaramente, che si tratta di un sogno, piu` che un’analisi della realta` e, si nota, che il tono fa sembrare la questione come una lotta fra due coalizioni, i buoni e i cattivi, uno contro l’altro.

La ovvia esaltazione dell’operato feltriano, le lodi al giornale di Belpietro, il ritorno di Giordano a Mediaset, come non fosse una bocciatura dell’ex-direttore di Studio Aperto e del Giornale, pero` non dicono la verita`.

Il Giornale ha guadagnato il 30% di copie con il passaggio di Feltri alla testata di Berlusconi, tutto vero, eppure, cio` che Crippa dimentica di citare e` che quella percentuale e` un quasi fisiologico passaggio di lettori da Libero al Giornale stesso. Libero e`, infatti, in vera e propria “caduta libera”, ha perso il 20% di lettori in un anno.  Quei lettori sono i fedelissimi di Feltri,che, cambiata la testata di direzione, lo hanno “seguito”, come anche grande parte della redazione di Libero stesso. Il restante 10% e`  un fisiologico aumento dei lettori che coincide con una curiosita` maggiore verso un prodotto nuovo e che ha saputo far parlare di se`. Poi che Feltri attiri i destrorsi non e` certo una novita`.

Dire che i Giornali di destra sono piu` rilevanti nella discussione politica rispetto a quelli di sinistra e` falso e quasi ridicolo, spero che Crippa non lo creda per davvero, ma che il suo intento fosse solo quello di provocare. Basta guardare il numero (non le percentuali) totale delle persone che comprano i quotidiani della sinistra paragonati a quelli che comprano i giornali di destra. Repubblica, da sola, vince il confronto, poi ci sono l’Unita, il Riformista… e poi ci sono le testate “neutre” guidate da noti simpatizzanti di sinistra, Sole 24 Ore, Corriere della Sera e La Stampa. Come si fa allora a parlare di maggiore rilevanza nel mondo giornalistico di Libero e Giornale rispetto alle altre? Come si puo’ essere cosi` ingenui ed illusi? Non e` che, forse, ci si e` lasciati ingannare dalla propria “fede” politica?

E` anche vero che un discorso sulla rilevanza e su “quali giornali siano fatti meglio” e` un discorso sterile fin da principio; Crippa parla di giornalisti in trattative come fossero calciatori e di calcio-mercato del giornalismo, io, rimanendo nella stessa area semantica, credo che la base della discussione sia la stessa di un tifoso del Napoli che prova a sostenere che la sua squadra e` la piu` forte in Italia, perche` formata da giocatori di grande esperienza e da giovani interessanti, dimenticandosi che cio` non basta a vincere lo scudetto e che le corazzate del campionato sono altre.

Chi si loda si imbroda, dice il proverbio, Crippa dovrebbe tenerlo a mente mentre stende la seconda parte dell’analisi. (Mi piacerebbe anche capire cosa voglia dire “essere fatto meglio”, perche` non e` che mi sia chiarissimo, se vuol dire avere appeal tra chi vota a destra, forse il giornalista del Foglio ha ragione).

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