Talk to talk and walk to walk

La gestione Brunetta e` stata protagonista dell’ennesimo “bluff”, tanto per usare una terminologia gia` conosciuta.

La legge n.102/2009 ha, infatti, ridimensionato notevolmente la crociata del Ministro della Pubblica Amministrazione contro i “fannulloni” e la cosa grave e` che tutto cio` sia passato del tutto inosservato, anche perche` quel decreto risale al giorno 1 Luglio 2009, quasi tre mesi fa.

La cosa e` strana, anche perche` dal Ministro Brunetta siamo abituati a sentire proclami e “rumorose” dichiarazioni ogni qual volta venga messo agli atti un nuovo provvedimento relativo alla pubblica amministrazione, o, addirittura, come abbiamo visto di recente, anche solo per rispondere alle ben documentate accuse di alcune testate.

E` ovvio che i cambiamenti siano una sconfitta per Brunetta e che quello del ministro sia un operato basato su un populismo banale e di cattivo gusto.

Andando a vedere cosa e` cambiato con questa legge di luglio, possiamo notare che, finalmente, e` stata abolita una norma da molti ritenuta incostituzionale circa la reperibilita` dei dipendenti pubblici in malattia. Brunetta aveva proclamato come una grande vittoria il fatto che i dipendenti pubblici dovessero essere reperibili per la visita fiscale di routine per 11 ore al giorno, un periodo piu` lungo rispetto alla stessa giornata lavorativa, come sottolinea La Stampa. Ora i dipendenti pubblici hanno gli stessi obblighi di reperibilita` dei dipendenti privati: dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19.

Repubblica riporta anche altri cambiamenti che, a onor del vero, non sono riuscito a verificare altrove, percio` non mi sento di riportarli con assoluta certezza.

Ad ogni modo e` evidente che il Ministro abbia appena subito una sconfitta cocente, a pochi giorni dai dati provati e comprovati dell’Espresso che dimostravano come in realta` il rigorismo brunettiano non abbia affatto portato i risultati desiderati e che si trattasse piu` che altro di un vero e proprio “bluff” che andava a punire i dipendenti onesti piuttosto che quelli fannulloni e disonesti, che pure ci sono, ma in quantita` nettamente inferiore rispetto a quanto venga descritto; d’altronde il motto di questo governo e` stereotipare, attaccare, “slogheggiare”.

Per concludere vi lascio con una dichiarazione che prendo dalla Stampa e Repubblica:

Non a caso un sindacalista della Uil interpellato da Repubblica.it ironizza: «quando sono state introdotte certe norme, come la reperibilità di 11 ore al giorno in caso di malattia, lo si è fatto con le fanfare. Ora che fa marcia indietro, il ministro Brunetta non rilascia nemmeno una misera dichiarazioncina alla stampa?».

Vi lascio con i due articoli di Stampa e Repubblica.

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