Convenzione Provinciale

Vorrei fare un breve resoconto della Convenzion Provinciale a Milano del PD, che si si e` svolta stamane, e alla quale ero presente in qualita` di delegato per Ignazio Marino.

E` stata una bella giornata tutto sommato. Gli interventi sono stati interessanti e tutti coloro che hanno parlato, da Casati alla Pollastrini non si sono limitati a dire banalita` (ed e` gia` qualcosa).

Tra tutti gli interventi, pero`, uno e` stato molto piu` che un buon intervento, e` stato un intervento di altissimo livello politico. L’autore di questo discorso e` stato Francesco Laforgia, che presentava la mozione Marino.

Laforgia ha espresso quello che tutti in quella sala credevano, ha ricevuto numerosi applausi, avrebbe convinto, ne sono sicuro, persone che votavano altri candidati a votare Marino se fosse stato possibile, perche`, di certo, gli applausi venivano da tutti i lati della sala, da giovani e meno giovani, uomini e donne: dai democratici di Milano.

Queste sono i veri volti nuovi del PD, persone di valore, che hanno studiato, che non possono essere piu` considerate giovani emergenti e che adesso dovrebbero avere il loro spazio. E` vero che la data di nascita su una carta di identita` non puo’ essere indice di preparazione, di abilita` politica, ma e` altrettanto vero che questa non puo’ piu` essere usata come scusa per mettere a tacere persone che meritano di essere ascoltate e che hanno qualcosa di davvero interessante da dire. Non si puo’ piu` ignorare l’esigenza di sostituire (non interamente, sia chiaro, ma almeno in parte) una classe dirigenze che e` stata protagonista di numerose sconfitte e di poche (e spesso risicate) vittorie.

“L’effetto Serracchiani” e` paradigma di cio` che sto affermando. Debora, per quanto abbia poi fatto scelte che non condivido, e` brava e dice cose intelligenti, ma ha avuto successo per caso e per la semplice fortuna di essere filmata mentre pronunciava il famoso discorso che l’ha resa nota; chissa` quante persone ci sono nei circoli di pari capacita`, che dovrebbero avere il diritto di diventare i nuovi dirigenti del partito, ma non hanno avuto la sua stessa fortuna, chissa` quanti interventi, come quello di Laforgia oggi, rimarranno chiusi ed imprigionati nelle mura di qualche sala congressi; eppure questi sono gli uomini e le donne che dovrebbero gestire il partito e che dovrebbero governare il nostro paese perche` loro lo meritano davvero; questi sono i veri democratici e mi stupisce come poi possa esserci tanta gente che, alla luce poi di tutto questo, dopo averne riconosciuto la bravura e dopo averne condiviso le parole, andranno a votare Bersani.

Concludo un paio di osservazioni e proposte; la prima e` quella di filmare e registrate, per poi mettere tutto il materiale sul sito del Partito, tutte le convenzioni provinciali, la convenzione nazionale e tutte le assemblee regionali (quando ci saranno) oltre che tutti gli incontri di quella nazionale. Questa e` trasparenza, questa e` democrazia, questo dovrebbe essere il Partito Democratico.

La seconda osservazione e`  segnata da una nota di rammarico: tanta, troppa gente nel partito democratico, pur essendo convinta da quello che dice Marino, pur avendo applaudito Laforgia molto calorosamente, alle primarie alla fine votera` Bersani o Franceschini, segno che, forse, in Italia e nel PD siamo troppo capaci di accontentarci. La cosa che mi spiace e` che (ovviamente su piani diversi) le motivazioni che vengono date dai democratici quando spiegano il voto a Bersani sono le stesse che vennero date dai repubblicani quando spiegavano perche` avrebbero votato McCain e non Obama: “perche` e` una persona di esperienza” “perche` sa come funziona l’economia” “perche` in periodo di crisi c’e` bisogno di qualcuno che appia fatto tanti anni a Washington e sappia come funzionano le cose” “perche` non possiamo lasciare la nazione in mano ad uno che non ha esperienza politica”. Tutti obamiani allora, tutti bersaniani adesso, simbolo di come sia sempre piu` facile giudicare a casa degli altri. Quando si dice che Obama non avrebbe mai vinto in Italia, la motivazione e` banalmente questa: siamo un popolo conservatore anche tra i “riformisti”.

Democratici, non si vota un segretario perche` ha lessico economico, non si vota un segretario perche` ha fatto le liberalizzazioni, si vota un segretario che ha davvero chiaro quale sia la direzione che deve prendere il partito, si vota il segretario che capisce che si deve guardare avanti e non indietro, si vota il segretario che vuole cambiare cio` che fino ad ora non e` andato e dei tre questo candidato e` solo uno: Ignazio Marino.

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