“volemose bene”

Questo clima da “volemose tutti bene” descritto da Tommaso Labete su Riformista rispetto alla sconfitta europea “del baffo” e (a quanto pare) dell’Italia, mi suona un po’ strano; o e` falso o siamo proprio degli sfigati: “per fortuna” scelgo la prima (o forse entrambe).

D’Alema, aggiornato in tempo reale di quanto stava accadendo a Bruxelles, ha giocato anche l’ultima carta. E Giorgio Napolitano, dalla Turchia, ha fatto il “passo ufficiale” a sostegno della candidatura italiana: «Massimo D’Alema ha le carte in regola per questo incarico, ora bisogna vedere da chi sarà sostenuto e da chi sarà avversato».

Alle 18, ora in cui l’intervento di Napolitano veniva ripreso dalle agenzie, il film era ai titoli di coda. La liturgia delle nomine. Il capogruppo Schulz che, parlando del tramonto della candidatura D’Alema, chiamava in correità il governo italiano per il sostegno «non fattivo». E le reazioni. Quella furibonda di Bersani («Nomine di basso profilo»), quella dispiaciuta di Cicchitto («Il no a D’Alema è una sconfitta oggettiva per l’Italia»), quella amareggiata di Casini («Un’occasione persa»). Il tutto mentre «Massimo» rimaneva chiuso coi suoi all’ufficio della fondazione ItalianiEuropei e Berlusconi abbandonava silente l’eurovertice che ha messo l’Italia nell’angolo.

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