Remembering

Sta per arrivare il quarantesimo anniversario della Strage di Piazza Fontana, a Milano, per la bomba scoppiata proprio nella sede della Bna il 12 Dicembre 1969 e in molti stanno parlando a vanvera, i centri sociali, che parlano di “strategia della tensione” oggi al pari di ieri e faranno due cortei per piazza Fontana, uno l’11 (che non c’entra poi in realta` nulla con la strage) e uno il 12, senza un vero perche`, giornalisti dotti, che preferiscono parlare dell’interminabile polemica su Pinelli, Calabresi, Sofri… senza un minimo di sensibilita` e anteponendo le proprie idee politiche (e soventi coinvolgimenti personalissimi) alla realta` dei fatti, piuttosto che ricordare ed informare, giovincelli saputelli (come il sottoscritto) che commentano e parlano come se loro ci fossero stati, in quel periodo (io pero`, perlomeno, parlo con una certa cognizione di causa, modestamente parlando).

La verita` e` che Piazza Fontana sara` sempre ricordata come l’inizio di un periodo nefasto per il nostro paese, un periodo di bombe senza colpevoli, omicidi pure senza colpevoli, morti innocenti, sparatorie dimenticate e tanta tanta paura; quello era un periodo in cui, per altro, non si sa ancora bene che ruolo avesse avuto lo stato, quello era un periodo in cui c’erano tante persone pronte a fare la rivoluzione e altre pronte ad impedirlo; tutto e` iniziato con Piazza Fontana.

Ecco perche` a pochi giorni dall’anniversario mi sono messo a pensare e a leggere cosa fosse l’Italia di allora attraverso i giornali di allora e ho provato a fare un confronto con  l’Italia di adesso: cosi` facendo cresce in me un’incazzatura gigantesca nei confronti di coloro che usano a vanvera parole ridondanti e fuori luogo: la “strategia della tensione” non c’entra proprio nulla con quello che sta succedendo oggi e congetturare possibili attentati mai verificatosi negli ultimi anni, mi sembra tanto uguale alle balzane teorie tipo che le torri gemelle le abbiano fatte saltare gli Americani (e che l’uomo non e` mai andato sulla luna).

Cioe` che e` successo a Piazza Fontana, quel periodo,  quei morti vanno rispettati e non vanno “svalutati” paragonandoli a una carica della polizia (comunque condannabile) contro studenti che manifestavano senza permesso e provocatoriamente, creando disordini nel centro della citta`. Sono due cose ben diverse, sono due cose che proprio non c’entrano nulla l’una con l’altra. La “Strategia della tensione” era altra cosa, gli “Anni di Piombo” furono altra cosa.

Grazie a Dio oggi non si puo’ piu` parlare di Anni di Piombo o di Strategia della Tensione, dire cio` non vuol dire affatto negare i problemi dell’Italia di oggi, vuol dire comprenderli meglio, vuol dire avere un’idea concreta su come risolverli, vuol dire essere consapevoli di cosa sia il presente e vuol dire agire pensando e con cognizione di causa, tutte cose che molti, oggi, in Italia, non sanno fare.

Detto questo, dopo essermi sfogato, vi lascio ad un bell’articolo sul Corriere su Piazza Fontana.

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