La solita Repubblica

Spatuzza e` un mafioso, un criminale mafioso. Spatuzza e` un criminale mafioso che parla dopo quasi vent’anni dalle stragi di Falcone e Borsellino. Spatuzza e` un mafioso che ha deciso di parlare adesso (e per adesso intendo questo preciso momento storico-politico, con tutte le implicazioni del caso).

Ci sarebbero elementi sufficienti per poter dire che forse non si puo’ dare l’importanza che si e` data alle confessioni del “pentito” siciliano (o che non bisognerebbe prenderle per verita` assolute) e che il “timing” con cui sono state fatte e` perlomeno sospetto. Bisogna capirlo: creando un caso cosi` grande da queste dichiarazioni non si fa altro che offrire al premier un assist per fare la vittima, etc etc… come un vecchio saggio mi ha suggerito, la reazione sarebbe dovuta essere un’altra, quella sotto la linea del “verifichiamo”, senza raccolta firme, titoli ridondanti e campane di San Pietro, solo “lasciamo che la magistratura verifichi la veridicità di queste pesanti accuse contro lo Stato, il Primo Ministro e le istituzioni, di allora e di oggi.

Invece, a Repubblica oramai si tende a fare l’esatto opposto, ovvero enfatizzare tutto cio` che chiunque ha da dire contro il premier, talvolta senza verificarlo, senza neanche realizzare che questo modo di fare non solo non danneggia il premier, ma lo rafforza, come persona agli occhi degli italiani, come governo riuscendo ad unire la sua divisa coalizione. Tanto piu` che ora, le dichiarazioni di Spatuzza, sono state  smentite da un altro mafioso. Forse, mi viene da pensare, tutto cio` a Repubblica non interessa, forse l’obiettivo e` vendere qualche copia in piu`, come quando, per giorni nel 2007/2008 contribui` a far credere alla gente che Roma fosse una citta` insicura (tipo Caracas) ed invasa da criminali stranieri, aiutando, cosi`, Alemanno a vincere  su Rutelli… (ma questi sono sospetti infondati, per l’appunto).

Tutto cio`, stiamo ben attenti, non vuol dire che dichiarazioni cosi` pesanti non vadano ascoltate, sentite, verificate, sarebbe gravissimo non andare fino in fondo nello scoprire il ruolo che ha avuto lo stato e che hanno avuto i politici di oggi nelle stragi degli anni ’90; bisogna, pero`, farlo con cautela, calma e sangue freddo, anche solo per permettere alla magistratura di agire senza la pressione con cui ora, grazie alla straordinarietà e popolarità della notizia,  e` costretta a lavorare; specie in questo periodo dove per i magistrati sarebbe comunque molto difficile  indagare su una pista del genere; i giornali, specie quelli che si dichiarano “amici”, dovrebbero cercare di buttar acqua sul fuoco, non fomentare l’incendio.

In conclusione bisogna sempre tenere presente che tutti sono innocenti fino ad una sentenza del tribunale che prova il contrario e, specialmente, che Repubblica non e` un tribunale, non e` un partito, non e` un sindacato, e` un quotidiano e come tale, nel nome dell’informazione precisa, puntuale e veritiera, si dovrebbe sempre comportare.

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