1 per 3, 1 per tutto

Le regionali si avvicinano e, come dire, il Partito Democratico si sta facendo cogliere decisamente impreparato. La chiave di lettura dei problemi del PD sono sicuramente 3 regioni che probabilmente perderemo ma dove, in realta`, si sarebbe potuto vincere almeno in due e fare bella figura nella terza: parlo di Lombardia, Lazio e Puglia.

In una sola di queste tre regioni il PD ha un candidato certo, si tratta di Filippo Penati. Le altre due sono ancora in alto mare, in Lazio si punta a candidare Nicola Zingaretti, gia` Presidente della Provincia di Roma, , in Puglia il partito spinge per una candidatura di Emiliano, gia` sindaco di Bari.

Ognuna di questa regioni e le scelte che porteranno alle candidature di queste tre regioni vanno analizzate singolarmente per capire come ci sia davvero un problema comune nel Partito Democratico: l’assenza di persone ritenute capaci o in grado di essere candidate.

Penati e` stato il Presidente della Provincia di Milano, prima di essere sconfitto per qualche migliaia di voti dal “signor nessuno” Guido Podesta`, sara` il candidato (perdente in partenza) per la Regione Lombardia, dove Formigoni, governando pessimamente, guadagnera`, grazie al voto ciellino, il quarto mandato consecutivo per l’ufficio al Pirellone. A Milano, tra l’altro, gia` si parla e si parlava di Penati come il quasi-sicuro candidato per il comune di Milano, nel 2011, contro Letizia Moratti (dove una sconfitta non puo’ essere data per scontata). Se analizziamo la situazione vediamo che in Lombardia e a Milano c’e` solo un uomo per tre posizioni, o meglio, da Roma “vedono” un solo uomo per tre poltrone (quando di politici in gamba ce ne sono eccome, per esempio, Pier Francesco Majorino e Pippo Civati, giusto per dirne due). Inoltre, candidando Penati alla guida di una regione persa in partenza si vanno a colpire direttamente le sue possibilita` di vittoria e addirittura di candidatura per Palazzo Marino, unica posizione dove si sarebbe potuto vincere.  E` ovvio che c’e` qualcosa che non va.

Nel Lazio, in realta`, niente e` deciso, ma ci sono buonissime probabilita` che il candidato che sfidera` Renata Polverini (PdL), sara` l’eccellente Nicola Zingaretti, che personalmente stimo molto. Il problema e`, ovviamente, che Zingaretti e` gia` il Presidente della Provincia di Roma. Una sua candidatura alla guida della regione implicherebbe nuove elezioni anche in provincia con il rischio di perdere non solo una regione che sarebbe conquistabile, ma anche di perdere la provincia, come gia` era successo nel 2008, quando si perse il Campidoglio dopo le dimissioni di Veltroni (che appena due anni prima aveva vinto con oltre il 60% dei consensi). Nel Lazio, come detto, si e` gia` visto che l’elettorato risponde male a questi “magheggi”, nel 2008, ci furono persone che votarono Zingaretti alla Provincia ed Alemanno per il Comune, sentendosi traditi da Veltroni, vogliamo ripeterci? Mi rendo conto che il Lazio venga da un momento difficile, dopo Marrazzo c’e` bisogno di una figura solida ed intatta come Zingaretti, ma ai suicidi politici dico di no. Bisogna anche dire che in moltissimi vedono/vedevano Zingaretti come il candidato che sfidera` Gianni Alemanno nel 2013 e che riportera` il Campidoglio nelle giuste mani. E` ovvio, che si tratti di uno scenario lontano e che molte cose possono cambiare, ma, anche qui, abbiamo un uomo,  per quanto valido, per tre posizioni. E` inaccettabile.

La situazione peggiore ce l’abbiamo in Puglia. Regione in cui c’e` un attuale governatore, Nichi Vendola, che avevamo appoggiato nel 2004, che ha governato bene, che e` rimasto praticamente immune dallo scandalo della sanita` pugliese e che, per discorsi politici e di alleanze non verra` ripresentato. Piuttosto si sta facendo di tutto per convincere Michele Emiliano, sindaco di Bari, alla guida della Regione Puglia (per la cronaca, Emiliano e` stato rieletto poco piu` di 6 mesi fa). Il discorso qui e` complicato in doppia maniera: c’e` un candidato vincente che non verra` presentato, si rischia cosi` di perdere la Regione Puglia e il comune di Bari, in un luogo dove dopo lo scandalo sanita` sarebbe piu` che auspicabile un minimo di serieta` e sobrieta`. Ovviamente c’e` anche l’altro problema: un uomo per due poltrone (perlomeno non tre, ma aspettiamo le elezioni per la Provincia di Bari!).

Come possiamo vedere c’e` un vero e proprio problema, “a breach in the system”. Non sto discutendo il valore di Penati, Zingaretti ed Emiliano, i quali avrebbero le carte in regola per guidare le rispettive regioni, il problema e`, pero`, che non si puo’ avere un solo uomo per tre poltrone; appare, inoltre, evidente che non si puo’ rinviare ancora una volta il rinnovamento della classe politica, bisogna partire da queste occasioni, come fu nel 2005 in Puglia con la vittoria inaspettata di un giovane politico emergente, Nichi Vendola (il quale si e` rivelato migliore come governatore che leader di partito).

Inoltre, in tutti questi casi si sta dimenticando che lo statuto del PD prevede le primarie per decidere i candidati per queste cariche, cosa che non sara` fatta in nessuna delle regioni nelle quali si dovra` eleggere il governatore a Marzo.

Insomma il PD ha un grosso problema, che difficilmente sara` in grado di risolvere e questo problema potrebbe essere quello che fa fuori il terzo segretario in due anni, saro` pure Cassandra, ma la mia sensazione e` quella.

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