Sinistra o non Sinistra?

Questa riflessione nasce come commento al manifesto di Orgoglio Democratico di Pierpaolo Farina e finisce per essere, un po’ una riflessione sul futuro della sinistra.

Cambiare vuol dire anche abbandonare quello che c’era prima. Ora, la tradizione, la storia, il passato possono essere una fonte di ispirazione ed hanno effetti diretti su noi, ma non sono il presente ed il futuro. Dopo Hegel c’e` stato un Marx e dopo un Marx c’e` stato un Bernstein e dopo Bernstein tanti altri. Questo solo per fare esempi nella storia della sinistra, ma e` possibile farli ovunque.

Possiamo affermare oggi che di marxisti ortodossi, per fortuna, ce ne sono ben pochi. Questo non perche` Marx fosse un millantatore od un fallito, questo e` perche` i tempi cambiano. Il marxismo, in quel periodo storico, era la “trovata perfetta”, una risposta geniale ai problemi dell’industrializzazione, o almeno lo sembrava, oggi si puo’ dire che, preso alla lettera, ha fallito, miseramente. Dico questo per dire che, per quanto il marxismo del Capitale non possa essere applicabile, il valore di Marx rimane assolutamente intatto e che Marx e`comunque, a pieni titoli, uno dei piu` grandi pensatori della storia.

Noi, invece, in quanto eredi parziali di quel pensiero siamo poi andati avanti. Abbiamo abbandonato parole come “rivoluzione”, come “lotta di classe”, come “guerra al capitale”, come “proletariato” perche` nei contesti storici successivi ed odierni non hanno piu` senso: la societa` si e` evoluta diversamente. Arrivo, percio`, al punto: per costruire la “nuova sinistra” bisogna abbandonare la parola “sinistra” intesa come espressione di un’ideologia che non esiste piu`, perche` non ha piu` senso di esistere. Questo non sminuisce i grandi della sinistra del passato (italiani e non) come, appunto, Marx, Bernstein, Gramsci,Togliatti, Pertini, Berlinguer, ma anzi rende la loro opera e la loro memoria piu` intatta, nitida, viva.

A me, la parola sinistra, in quanto espressione di una politica del secolo scorso, proprio non piace piu`. La possiamo usare per definirci “storicamente”, in quanto siamo eredi di quella storia, ma non “contenutisticamente”, perche` la parola sinistra appartiene alla politica di un’altra epoca. Essa e` come una automobile vecchia 20 anni, una macchina con cui hai fatto viaggi indimenticabili, grazie alla quale hai ricordi meravigliosi, quella e` l’auto cui hai legato su seggiolino il tuo primo figlio, insomma la Tua auto. Solo che oggi, quella macchina, inquina, si rompe in continuazione, ha perso affidabilita`e ti costa un sacco di soldi metterci una pezza di qua ed una di la` quando si rompe questo pezzo o quello, ti conviene acquistarne una nuova. Un’auto euro 5, affidabile, moderna, col navigatore, una cosa nuova, anziche` una vecchia continuamente rattoppata. Certo, per te non sara` mai quella “Tua” auto, ma lo sara` per i tuoi figli. Per i nostri bisnonni fu difficile capire che le auto erano meglio dei cavalli, molto piu` signorili ed eleganti gli animali, poi la maggiore efficienza ha prevalso, non senza lasciare una certa nostalgia.

Lo stesso deve accadere alla “Sinistra”, che da vecchia, rattoppata, non piu` al passo con i tempi (e con le norme) deve cambiare radicalmente. Il nuovo soggetto rimarra` sempre espressione di una politica, ma non piu` l’espressione di una politica vecchia, autoreferenziale, incapace di capire le necessita` dell’oggi e troppo impegnata a riparare i danni che gli anni le hanno inflitto. Insomma la Sinistra di oggi propone e` una politica del XX secolo nel secolo XXI. Perche` oggi non si puo’ piu` parlare di “lotta di classe”, di “borghesia e proletariato”, di “rivoluzione” (i valori della sinistra del ‘900) e cosi` non si puo’ piu` parlare neanche di “sinistra” che e` l’espressione di quei valori. Oggi si deve parlare di progressismo, riformismo, chiamiamolo come vogliamo, anche “liberalism”, ma non “sinistra”, non attacchiamoci a vuote etichette ma partiamo dai contenuti. Il nuovo soggetto politico, la nuova auto deve porre al centro le tematiche del XXI: digital divide, immigrazione, vera e reale parita` dei diritti di tutti (uomini, donne, gay, etero, bianchi e neri), liberta` di espressione con internet. La destra ha capito queste tematiche e le sta cavalcando creando danni enormi. Il nostro attaccamento ad un termine ci ha lasciato indietro.

Le esigenze sono diverse da quelle di un tempo e le risposte devono essere diverse. Ecco perche` credevo nel PD di Veltroni; con Veltroni stavamo andando verso il superamento di certi tabu` che la caduta del muro di Berlino non aveva sconfitto, stavamo cambiando e riformando per davvero. Ecco il valore veltroniano di dire che il PD non e` “di sinistra”, mal interpretato da tutti, ma proprio tutti, a partire dai nostalgici cgiellini, fino ai giovani delle organizzazioni studentesche.

Per concludere, io sono un riformista, un progressista, un liberal, vengo da una tradizione di sinistra, ma la sinistra non puo’ piu` rispondere alle mie esigenze di cittadino del XXI secolo, perche` rispose, e bene, a quelle del passato. E` ora di cambiare, abbandonare il ‘900, mettere da parte i sentimenti nostalgici and “move on”. La sinistra per salvare la sua storia deve lasciare la scena a qualcosa d’altro. Dopo Marx, Bernstein, dopo Bernstein il ‘900, dopo il ‘900, NOI.

7 thoughts on “Sinistra o non Sinistra?

  1. Scrivi bene, comunque le teorie di Marx sono migliori di quelle che la loro messa in pratica farebbe pensare. In fondo Marx rimane poco conosciuto, ad esempio (in pochi lo sanno) Marx era un anarchico: il comunismo aveva per lui l’obiettivo di abolire lo Stato. Tutti i sistemi comunisti si sono arenati proprio sulla cultura dello Stato.

    • Se Marx era anarchico io sono Cappuccetto Rosso. http://en.wikipedia.org/wiki/Hague_Congress_%281872%29
      E’ vero che Marx pensava che la vittoria del proletariato avrebbe portato all’annullamento del sistema di classe, e che questo avrebbe portato alla fine dello stato (proprio perche’, come ha fatto notare il mio esimio collega, Marx pensava allo stato come sovrastruttura, come frutto dei rapporti economici fra classi). Ma da questo a dire che Marx era “anarchico” ci passa un oceano.
      Invece, per quanto riguarda l’articolo: studiando un pensatore, considerare l’ambiente sociale, politico, economico e storico in cui tale pensatore ha vissuto e’ senz’altro di grande aiuto. Allo stesso tempo, non bisogna dimenticarsi i contenuti, parola per parola cio’ che e’ stato detto, e per quali motivi. Il fatto che quando Marx era in vita quello che diceva non sembrava completamente irragionevole, non significa che non avesse torto. I pensatori e le correnti intellettuali non vanno considerate in termini delle loro conseguenze storiche, ma piuttosto dei loro contenuti e dei loro metodi. I metodi di Marx avevano ambizioni troppo alte fin dall’inizio, e infatti i contenuti del suo pensiero si sono rivelati falsi. Non pensiamo, quindi, agli orrori storici che il comunismo ci ha lasciato, ma pensiamo piuttosto a cosa significa affiliarsi
      ideologicamente a un movimento fallimentare. Il punto non e’ solo che, come viene detto nell’articolo, la “vecchia Sinistra” non puo’ risolvere i problemi dell’Italia moderna, ma soprattutto che qualsiasi cosa che sia nata da essa non puo’ portare lontano.

      • Se ti riferisci al PD la speranza e` che sia un’altra cosa. Veltroni ci stava provando, ora si vedra`.

  2. Mi piace. Ben scritto e concordo.
    Con una riflessione : quando questo nuovo mondo “ne’ di destra ne’ di sinistra, ma NEANCHE di centro” avrà il coraggio di cominciare a mettere in discussione “á la Marx” il Sistema? Una volta abbandonato finalmente il leninismo quando avremo il coraggio di immaginarci una nuova rivoluzione? Berlusconi vince anche perchè, senza dirlo, fa capire al mondo che lo vota che vuole stravolgere le regole del gioco. La costituzione è gia, de facto, sostituita dai buoni sconto. Parole e opere a sua difesa, sono sacrosante. Peccato che è saltato, da tempo, il patto che l’ha originata. E questo vale, ahime, per “i proletari di tutto il mondo” non solo per noi, poveri, sciagurati e cialtroni italiani.

  3. 9 ore di aereo ti hanno fatto bene!

    mi piace come hai scritto e mi piace cosa hai scritto; non sono certo però che Veltroni avrebbe potuto pienamente realizzare questo concetto di nuova sinistra del XXI secolo, avrebbe aperto la strada per le nuove generazioni politiche e qui la domanda sorge spontanea: quale è la nuova generazione politica nel PD (e nella sinistra in generale)? Ce ne è?

  4. 1.Infatti, la grandezza di Marx e` stata quella di individuare i problemi, poi il modo in cui risolverli praticamente non si e` rivelato altrettanto valido, ma questo non cambia di una virgola il valore intellettuale di Marx.
    2.Mettere in discussione il sistema e` la cosa piu` complicata, non ci e` riuscita neanche tangentopoli e una nazione intera in rivolta.
    3. La nuova generazione siamo noi, e non POSSIAMO darci per vinti.

  5. marx NON era anarchico. nella maniera più assoluta. gli anarchici credevano che la causa dell’oppressione del proletariato fosse lo stato; marx era convinto che fosse il capitalismo, che lo stato fosse soltanto una sovrastruttura.

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