Udite, Udite!

Una nuova Tangentopoli? L’Italia del 2010 come quella del 1992? «No. Per certi versi, siamo oltre. Allora crollò il sistema del finanziamento dei partiti. Oggi è la coesione sociale, è la stessa unità nazionale a essere in discussione, al punto da venire apertamente negata, anche da forze di governo. Si chiude l’orizzonte dell’interesse generale e si aprono le cateratte dell’interesse privato, dell’arricchimento personale, della corruzione dilagante»

Parole forti, parole vere. A pronunciarle, pero`, non e` stato un politicante della infame sinistra giustizialista, un mero antiberlusconiano incallito, uno, per intenderci, del partito dell’odio; e` stato, invece uno che di Berlusconi e` stato ministro, ovvero Beppe Pisanu, in un discorso estremamente lucido sulla situazione italiana.

Pisanu ha usato parole forti, ha parlato di un paese corrotto nel suo insieme, in cui non e`, e di questo sono assolutamente convinto, solo la classe politica ad agire in maniera spesso illecita ed indecorosa, ma sono anche tanti troppi italiani. Le truffe e gli illeciti praticati da politici, infatti, sono da combattere, contrastare, condannare, perche` chi le pratica e` in una posizione di potere (e questo, certo aggrava la cosa), eppure in Italia siamo tutti, o quasi, dei furbi, non abbiamo un vero e proprio senso di legalita` , anzi non seguire regole e regolamenti e` una prassi praticata da molti e, anzi, spesso, chi le regole le segue e` considerato e trattato come uno “sfigato”.

In Italia i politici e i potenti sono sono espressione di chi li vota e li rende tali. Se il politico ruba 100, c’e` uno sconosciuto che ruba almeno 50, e ruba di meno, non perche` e` piu` onesto del politico, ma perche` non e` in condizione di riuscire a rubare di piu`.

In Italia tangentopoli non ha mai avuto inizio e non avra` mai una fine, tangentopoli c’e` e c’e` sempre stata perche` gli Italiani sono cosi` da sempre, ricordate Giolitti e lo scandalo della Banca Romana? Certo in alcuni momenti storici il sistema diventa talmente esasperato e insostenibile da esplodere, come nei primi anni ’90. Qualcuno paga, qualcuno fa del finto moralismo, che poi si traduce in un giustizialismo deprecabile ed esasperato, poi per uno o due anni si finge di comportarsi tutti bene e poi si rincomincia, da capo. Non basta mettere in galera qualche politico per risolvere la cosa, bisognerebbe fare uno sforzo collettivo, da parte di tutti i cittadini onesti, che devono emarginare, condannare, ostacolare tutta quella parte di societa` corrotta e ladra che vediamo tutti i giorni sotto i nostri occhi. Imprigionare il politico che ruba, e incitare perche` cio` accada, e` lecito solo se non si compra piu` la carne dal macellaio che non elargisce lo scontrino fiscale, se non si paga piu` il pizzo (li` il discorso e` piu` complicato, ma la sostanza e` quella), se non si accetta che l’amico -dell’amico ti dia le informazioni su quando vendere e comprare in borsa perche` un suo amico-di-un-amico gli ha detto che la Parmalat falsifica in bilancio e che prima o poi scoppia il caso e le azioni si svalutano, e potrei andare avanti.

Perche` in Italia la prassi del rubare, dell’illecito, della “tangente” abbia una vera e definitiva fine (almeno in quanto prassi, poi chi ruba c’e` sempre e dappertutto) bisognerebbe che gli Italiani onesti si impegnino a cambiare la cultura del loro paese, decenni e decenni di patrimonio culturale che deve essere dimenticato, cambiato: bisogna, insomma, smettere di essere “Italiani”, per quello che essere Italiani significa oggi. Sembra un paradosso, ma e` cosi`; noi siamo figli e nipoti di una societa` in cui gli amici di Cesare come Sallustio potevano edificare dove non si poteva, di una societa` che aveva nel “do ut des” (non solo nei confronti del Dio) un valore forte e fondante. Cosi`, finche` non nascera` una nuova generazione interamente cresciuta ed educata secondo il principio di legalita` le cose non cambieranno e il mio non e` affatto un discorso giustizialista, e` un discorso legalitarista (una cultura che si deve diffondere) frutto di riflessioni sociali, antropologiche, culturali, ma, attenzione bene, non necessariamente politiche.

Cosi` le parole di Pisanu suonano come una conferma di cio` che vado dicendo:

C’è la corruzione endemica, denunciata dalla Corte dei Conti; e c’è quella più strutturata e sfuggente delle grandi organizzazioni criminali, tra le più potenti al mondo. In ordine d’importanza: ’ndrangheta, Cosa Nostra, camorra». La ’ndrangheta calabrese più importante della mafia siciliana? «Sì. A Milano controlla il 90% delle cosche. Ogni anno le mafie riversano su tutta l’Italia fiumi di danaro sporco, che vengono immessi nell’economia legale con l’attiva collaborazione di pezzi importanti della società civile: liberi professionisti, imprenditori, banchieri, funzionari pubblici e uomini politici a ogni livello. Tiri le somme, e capirà perché l’Italia è così in basso nelle graduatorie mondiali sulla corruzione e le libertà economiche».

«Il Paese rischia di piegarsi sotto il peso dell’illegalità. Non sarei così preoccupato se fossi sicuro della tenuta della società civile e dello stesso patto costituzionale».

“Questo Paese non si salverà, la stagione dei diritti e delle libertà si rivelerà effimera, se non nascerà in noi un nuovo senso del dovere”».

(qui l’articolo sulle parole di Pisanu).

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