De “Massimi” Opionione

Pippo Civati risponde cosi` a Massimo D’Alema sulle sue ultime discussioni tramite il sito di Prossima Fermata Italia:

Egregio Presidente D’Alema, leggiamo che secondo lei criticare il dialogo con Fini e Casini è da cretini, da mentecatti, e che il voto di martedì è stato un successo. Siccome la pensiamo diversamente e non da oggi, da cretini quali siamo, ne prendiamo atto.

Dice questo – con la consueta grazia, e in numerosa compagnia – dopo aver sostenuto per mesi che in Parlamento esisteva una maggioranza alternativa, che era necessario un governo di responsabilità nazionale, che il Pd non poteva chiedere le elezioni perché prima andava cambiata la legge elettorale.

Lo dice prendendo la parola al posto del segretario Bersani, che forse in questo momento sarebbe più titolato a parlare. Specie dopo aver portato il popolo del Pd in piazza a sostegno di una tesi che è stata smentita tre giorni dopo.

Lo dice in seguito al voto che ha confermato la fiducia a Berlusconi, che lei e altri presentate come un successo. E se la fiducia a Berlusconi è un successo allora forse davvero siamo cretini, perché nella nostra ingenuità pensavamo che successo fosse sconfiggere Berlusconi, e non venirne sconfitti.

Noi, pensi che cretini, credevamo invece che dopo la batosta del voto di fiducia finalmente non si parlasse più di alleanze contro natura e di effimere alchimie di Palazzo. Doppiamente cretini, perché visto come è andata ci illudevamo ci venisse almeno riconosciuto di aver avuto ragione sin dall’inizio, quando dicevamo che Berlusconi va battuto alle elezioni, e che questo è l’unico messaggio che i nostri elettori vogliono sentire. Cretini anche in questo, ci perdoni se può, Presidente.

Del resto, avevamo anche capito che lei, Presidente, aveva tanto da fare con la sua fondazione, e che non si sarebbe più occupato di queste cose. Di nuovo, cretini.

Ma ci stiamo provando, Presidente, ci stiamo provando. E se, al contrario di quel che dice, di queste faccende continuerà ad occuparsi – è il caso di dire che lo capirebbe anche un cretino – abbiamo compreso che dovremo essere noi a non occuparci più di lei, o almeno ci proveremo.

Di sicuro ci piacerebbe.

Questa e` il mio commento (presente anche tra i commenti al post) sulle parole di Pippo.

Sono d’accordo, anche perche` tanto i numeri per fare un governo tecnico non ci sono, perche` se alla camera anche si riuscisse ad ottenere una maggioranza (di uno o due voti), al senato non si riesce. Sono anche d’accordo nel criticare i toni usati da D’Almea, arrogante come solo chi crede di averle viste tutte puo` essere.
Non sono d’accordo su una cosa, pero`. Dialogare con Fini e Casini e` esattamente uguale a dialogare con Di Pietro e Vendola, ogni alleanza e` di per se` “contro natura” . Perche` da noi, dovrebbero essere tutti e 4 equidistanti, l’ex-fascismo di Fini e il giustizialismo dipietrista, il clericalismo casiniano e il “post”-comunismo di Vendola. Quindi se si decide di perseguire la assurda politica delle alleanze, bisogna dialogare con tutti quelli che sono oggi opposizione. Altrimenti, e questo e` quello che auspico, si tirano fuori gli attributi e si va avanti da soli, nell’ottica che vide nascere questo partito, nell’ottica del lingotto che non dobbiamo dimenticare, nell’ottica di un’Italia bipolare, riformata e non piu` frenata da vecchi tabu`.

 

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