L’Europa unita non è più un “optional”, è un “must”

Ecco qui il mio ultimo articolo per il The Post Internazionale, sono graditi commenti e critiche, specie sui contenuti.

L’Europa unita non è più un “optional”, è un “must”

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MILANO – QUESTO  é un periodo di crisi nera per l’Unione Europea: una crisi anzitutto economica, che, tuttavia ha fatto emergere, inevitabilmente, questioni e problematiche politiche, sociali e culturali. Perché se é vero, come é vero, che l’Euro ultimamente “se l’é vista brutta”, a causa delle gravi condizioni in cui versano le economie di alcuni paesi dell’eurozona e a causa della crisi economica internazionale, é altrettanto vero che per risolvere i problemi della moneta unica, messa fin troppo in discussione di questi tempi, sarà necessario affrontare una serie di domande che noi Europei avevamo ingenuamente trascurato e alle quali ora, invece, bisogna assolutamente dare una risposta, onde evitare una nuova devastante situazione di difficoltà dalla quale difficilmente potremmo uscire indenni. […]

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3 thoughts on “L’Europa unita non è più un “optional”, è un “must”

  1. Trovo molto interessante l’articolo e ottimo l’approccio con cui è stato affrontato.
    Il discorso sull’UE è vasto. In questo pezzo ritrovo i punti fondamentalii che l’Europa credo, al momento, dovrebbe tentare di sviluppare. Tutto l’articolo segua una linea piuttosto precisa, talvolta con richiami ad un quasi-saggio-, e si riesce ad interagice veramente con l’autore: stimolante. Un intervento era d’obbligo.

    Ottimo il titolo, il finale e le proposte critico-costruttive volte a trovare una possibile soluzione. L’istruzione comune sarebbe un grande passo avanti. Una nota breve: quando si fa riferimento a ” …se il sistema bancario del loro paese è al collasso e se il debito pubblico è alle stelle, la colpa non è delle politiche sconsiderate e della cattiva amministrazione dei loro governi, ma, piuttosto dell’Europa: questo, per l’Unione Europea è il pericolo più grande.”

    Questa è una grande frase; un’ottima, sempre a mio parere, interpretazione. Bisognerebbe capire come mai, però, in Europa il ‘governo’ è visto -come difatti implicitamente evidenziato nel testo- come una ‘rete di salvataggio’ e non come ‘un mezzo’ attraverso il quale fare i soldi. E’ forse perchè il dibattito sulle classi sociali è più che mai aperto in Europa, mentre in altri paesi o aeree (vedi America) ci si concentra maggiormente sui ‘values’, i valori? Questa è una distinzione netta, che, seppur solo superficialmente, emerge in continuazione in Europa, e che va sempre tenuta a mente.

    Molto bello.

    Giulio Gambino.

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