Italiani, quando serve

Di tutta la questione legata a Cesare Battisti ho notato una cosa: siamo diventati tutti dei fieri italiani, di colpo, d’improvviso. Tutti coloro che si sono spesi a commentare il presunto scandalo che ha portato il Brasile a decidere di non estradare il terrorista Cesare Battisti, Frattini e  governo compresi,  si sono spesi per dire “che no, che non era possibile mettere in dubbio il sistema giudiziario italiano!”, “che no, noi non accettiamo lezioni da nessuno!”, “che no, l’Italia merita rispetto!” e bla bla bla.

La cosa fa specie perché, a dire certe cose, e` chi ha passato legislature intere a dire che la magistratura italiana e` piena di comunisti e magistrati politicizzati e che non vale un fico secco (non mi spendo neanche a linkare le agenzie che supportano queste mie parole).

Queste persone mi mettono tristezza perché passano mesi interi a calunniare il nostro paese, le nostre istituzioni, la nostra onestà (quando si dice che la magistratura italiana e` disonesta si insulta l’onestà di un popolo intero) e poi pretendono di essere rispettati: costoro pretendono di essere considerati cittadini di un paese civile.

Allo stesso modo mi scandalizzano e preoccupano tutti coloro che, stante questa situazione politica, stante il disastro in cui versano le condizioni politico-economico-sociali della nostra bella Italia, stante la classe politica che ci rappresenta, sono Italiani e tirano fuori un po’ di orgoglio solo per Cesare Battisti (e quando vinciamo i mondiali, ovviamente!), anche loro a dire “che no, va boicottato il Brasile!”, “che no, in Italia fa schifo tutto, lo dico sempre, ma rivogliamo Cesare Battisti, perché non siamo mica l’Uganda!”, “che no, cosi` si fa un torto a tutti gli Italiani” and so on.

Anche queste persone, persone buone solo a lamentarsi (e in Italia ne abbiamo tante), persone di destra come di sinistra, come anche di centro, si ricordano di essere italiani, di appartenere ad una comunità più grande del proprio orticello, solo quando vengono “umiliati” da una nazione come il Brasile (per non citare la Francia, per la quale, noi Italiani fieri non ammetteremo mai di avere un vero e proprio complesso di inferiorità).

Forse, ed e` un consiglio rivolto a tutti, conviene che “ci teniamo” al nostro paese 365 giorni l’anno, che dimostriamo di volergli bene e di esserne fieri, che facciamo i patriottici non con dichiarazioni eclatanti e grandi gesta una volta all’anno, ma con le piccole cose quotidiane (raccolta differenziata obbligatoria ovunque, sempre, tipo).

E forse, e questo e` un consiglio che rivolgo alla classe politica, in particolare alla maggioranza, se si sputa merda sulla magistratura italiana con costanza, se poi gli altri ti prendono alla lettera, dire “ma no, io non intendevo, no ma, sono stato frainteso, no ma…” non serve a nulla.

Grazie a Berlusconi, dunque, per l’ennesimo, grande, fantasmagorico, successo del suo governo “del fare”.

PS. Detto questo, anche secondo me sarebbe meglio che Battisti fosse in carcere in Italia, piuttosto che in Brasile, penso anche, pero`, che il nostro Paese abbia problemi più urgenti e più importanti di Cesare Battisti.

 

 

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