Adesso basta!

Inseguito alla lettera di Ichino, Montezemolo e Nicola Rossi, di domenica scorsa ho deciso di commentare questo post di Pippo Civati.

Pippo pare essere contrario alle proposte della triade, che, invece, a me piacciono da sempre (le proposte più che alcuni membri della stessa). La flexsecurity ideata dal senatore democratico Pietro Ichino e`, a mio modo di vedere, il futuro, l’unico possibile e sostenibile, per il mercato del lavoro di questo paese.

Mi rendo conto che nel mio partito la mia sia una posizione, al momento, minoritaria, questo pero` non mi dovrebbe impedire di proporla e non dovrebbe “far sentire in colpa”.

Mi spiego: nel Partito Democratico, se sei liberale vieni trattato da alcuni elettori del PD e da alcuni iscritti del PD, fondamentalmente a “pesci in faccia”. Ti diranno che non “sei di sinistra” (ma cosa vuol dire essere di sinistra nel 2011, non me lo sanno spiegare), ti diranno che “sei di destra”, che il PD “non e` il posto giusto per te”, poi arriveranno a dire “ma perché non te ne vai?” e poi proseguiranno su questa falsa riga, forse ti daranno anche del berlusconiano.

Questo perché io credo che il mercato del lavoro debba essere più flessibile di come e` adesso, perché credo sia necessario liberalizzare (a quanto pare lo credeva anche il segretario del PD, che da Ministro era liberale, ma oggi se ne e` dimenticato) oppure che sulla riforma della giustizia proposta dal centrodestra si possa ragionare (tipo sulla divisione delle carriere) oppure perché non necessariamente voterò 4 si convinti ai referendum. O per molti altri motivi.

Tutto questo mi ha stufato e la goccia che ha fatto traboccare il vaso e` stata una discussione nata proprio nei commenti a quel post di Civati. Un altro lettore ha usato esattamente questo metodo, ha agito proprio in quel modo.

Ora io non pretendo di avere ragione, non chiedo che tutti siano d’accordo con me, ma chiedo che non mi si venga a dire che io “non dovrei essere nel PD” se credo, per esempio, che la FIOM sia un sindacato che con la sua faziosità e le sue posizioni ideologiche danneggi il paese e i lavoratori. Anche perché (e poi lo vedrete) io con il post che ho scritto ho detto chiaramente che volevo semplicemente dialogare, confrontarmi, capire.

Per concludere vi dico come e` andata: ho scritto questo messagio, il 6, tra i commenti al post di Pippo, per verificare andatevelo a cercare qui. (Altrimenti e` copiato qui sotto -precisazione: se non avete voglia di leggerlo tutto non fatelo, il punto che voglio fare non e` ora sui contenuti di quello che dico, ma su un’altra cosa-). 

Lasciamo da parte la figura di LCdM, come dice Francesco e riflettiamo sul fatto che Ichino, per esempio, che e` un senatore del PD, ha idee economiche di un certo tipo. Idee economiche che a me, iscritto al PD, piacciono molto. Mi piace l’idea di un paese in cui il mercato del lavoro e` piu` flessibile, mi piace l’idea di un paese in cui si liberalizzi, in cui non esistano piu` le vere caste italiane (oltre a quella, banale, della politica), come farmacie e taxi, come gli ordini professionali.
Oggi in Italia bisogna fare delle scelte economiche precise e coraggiose, bisogna ridurre il debito pubblico, ridurre il deficit e gli sprechi e impegare le risorse in maniera intelligente e razionale. Bisogna capire che se oltre il 30% dei giovani sono disoccupati, le politiche che in italia regolano il mercato del lavoro funzionano poco e male. Se poi del 70% degli occupati, molti sono precari, si puo` dire che le politiche attuali funzionano pochissimo e malissimo.

Qual e` la soluzione? Perdere altri treni verso la modernizzazione dei nostri rapporti industriali, delle nostre politiche lavorative, della gestione del denaro messa in atto dallo stato, e quindi opporsi ad un mercato in cui e` piu` facile essere licenziati, ma anche molto piu` facile essere assunti, un mercato in cui i lavoratori sono tutelati da sussidi alla disoccupazione “scandinavi” (o belgi, o tedeschi), per “partito preso” e condizionamenti di natura ideologica?

Dobbiamo, sempre per partito preso, difendere il contratto nazionale, quando, per esempio, un’insegnante a catania vive bene con il suo stipendio, mentre a milano da sola, con due figli non ce la farebbe a tirare avanti? Oppure dobbiamo difendere per partito preso le posizioni di un sindacato come la cgil che e` piu` preoccupato a difendere le pensioni, che a tutelare il futuro del paese (i giovani, che poi sono coloro che le pensioni le pagano ad altri e forse non vedranno mai?). Gli stessi giovani che se non hanno lavoro non potranno pagarle le pensioni e… insomma avete capito che si tratta di un gatto che si morde la coda, e di un approccio cieco e fallimentare nel lungo periodo.

Non sarebbe il caso di discutere di queste cose, del ruolo dello Stato, come partito e come paese? Lo sarebbe. Il dramma del berlusconismo e` che ha ucciso ogni dibattito, ogni discussione che non sia su di lui e o legata a lui. E noi del PARTITO DEMOCRATICO NE SIAMO COMPLICI, con persone come Rosy Bindi che porpongono aventini, che preferiscono grida acritiche a discussioni serie.

Potrei andare avanti per altro tempo, molto a lungo, il discorso e` molto complicato. Ma concludo con due concetti:
1. A 19 anni la prospettiva di un mercato “stile anni ’70”, in cui entro a lavorare in qualsiasi posto a 25 anni e ci esco a 60 per poi godermi una lauta pensione, mi piacerebbe molto, la garanzia del posto fisso sarebbe meravigliosa, ma e` utopica e non ce la possiamo piu` permettere. Questo non e` argomento di dibattito, purtroppo, e` un fatto.
2. Nel PD ci sono posizione come le mie e quelle di Ichino, oppure come quelle di Fassina e mi pare di capire anche Pippo e Bersani, altrettanto rispettabili, che capisco, ma non condicido, perche` diametralmente opposte. Come la mettiamo? Cioe` come risolviamo questo problema. “Il Problema” del PD a mio modo di vedere.
Una sintesi tra molte cose si puo` trovare ma tra un’idea di mercato liberista (o liberalsocialista) e una invece tipicamente socialdemocratica, come si fa a trovare una sintesi?

Mi piacerebbe molto che Pippo rispondesse a questa mia sollecitazione, che nasce senza spirito polemico, lo voglio sottolineare, ma proprio “per capire”.

un saluto,
Elia Nigris

A questo punto, se avete voglia leggete il dibattito proprio dai commenti sul blog di Civati, altrimenti vi faccio un breve riassunto. Io ho provato ad argomentare, il soggetto in questione ha risposto con arroganza non solo a me, ma anche ad altri che sostengono idee simili alle mia, suggerendo più volte ad Ichino e quelli che la pensano come lui di cambiare partito, che Ichino non capisce niente di economia perché e` un giuslavorista, che lui (e Fassina) sono detentori della verità assoluta della sinistra e custodi di una sorta di ortodossia.

Io poi ho smesso di rispondere, per poi decidermi a scrivere questo messaggio “finale”: (Ganon e` il soggetto in questione).

Prima legge del partito democratico secondo Ganon: “esiste una solo ortodossia della sinistra, Ganon ne e` profeta e in quanto tale ha sempre ragione e chi la pensa diversamente non e` di sinistra”

Seconda legge del partito democratico secondo Ganon: “chi la pensa diversamente da Ganon/Fassina, non merita di essere nel partito democratico e deve iscriversi in un partito di destra”.

Terza legge del partito democratico secondo Ganon: “i giuslavoristi non sanno nulla di economia, anche se il mercato del lavoro e` fondamentale per capire il sistema macroeconomico”.

Quarta legge del partito democratico secondo Ganon: “se sei liberale nel pd non c’e` posto per te.”

Quinta legge del partito democratico secondo Ganon: “se la pensi diversamente dalla cgil nel pd non c’e` posto con te, sei uno sporco capitalista che pensa solo al profitto e vuole ridurre il lavoratore a una macchina”.

Sesta legge del partito democratico secondo Ganon: “Ganon ha sempre ragione, perche` ha studiato alla bocconi; se anche tu hai studiato alla bocconi ma non sei Ganon, non vale”.

Settima legge del partito democratico secondo Ganon: “Se hai lavorato al FMI, se l’unico che puo` parlare di economia… nel mondo”.

Ottava legge del partito democratico secondo Ganon: “la flessibilita` porta i cattivi capitalisti del mondo a sfruttare i lavoratori come fossero bestie da soma”.

Nona legge del partito democratico secondo Ganon: “Ichino, che di economia non puo` capire nulla per le leggi di prima, e` “messo li`” da Goldman Sachs, dalla lobby ebraica e dai repubblicani del texas, per distruggere il PD dall’interno”.

Decima legge del partito democratico secondo Ganon: “non esiste altra sinistra al di fuori di me”.

Mi spiace ma non ho resistito, io ho provato a fare un ragionamento serio, all’inizio, scrivendo in fondo a chiare lettere che non pretendevo di avere ragione o di voler inclulcare la mia idea in testa a qualcuno, ma volevo semplicemente confrontarmi con persone che la pensavano come me o diversamente da me su questioni molto, molto importanti.
Tu, Ganon, hai avuto l’arroganza di volerti imporre come detentore unico della verita`, questo e` un atteggiamento molto poco democratico.
Io ho quasi 20 anni, studio economia nella stessa universita` dove dici di esserti laureato tu e sono un fiero iscritto al PD da sempre. Mi sono avvicinato al PD da subito, all’eta` di sedici anni e mi OFFENDE, sentire che qualcuno si senta in diritto di dire quali siano i requisiti per essere “democratico”. Il tuo, per capirci, e` lo stesso atteggiamento che avevano i Gasparri, i La Russa, i Cicchitto, nei confronti di chi nel PdL aveva idee diverse da loro. Solo che la differenza tra me e la gente di FLi e` che io non me ne andro`. Io credo nel PD, dedico tempo al MIO PARTITO e pretendo rispetto per le mie posizioni. E` sempre la solita storia, da liberale del PD devo sentirmi sempre dire che non sono di sinistra, che devo andare a dire certe cose altrove, che se la penso come ichino allora sono di destra, che se ho idee diverse da quelle di alcuni altri membri del partito, me ne devo andare. Ma quando mai?

Le dieci leggi sono esattamete paradigma di come pensano alcuni elettori ed iscirtti del pd, che lottano per la democrazia (che vogliono aventini a destra e a manca) e non si rendono conto di essere poco democratici nei confronti di chi ha idee diverse.

Per fortuna nel PD non sono tutti cosi`, per fortuna ci sono persone (non poche) che la pensano come me e persone che non la pensano come me che non hanno la presuzione di “possedere la verita`”, di essere “profeti della sinistra alaGadLerner”.

Ganon, hai toppato, chiedi scusa e poi torniamo a discutere civilmente di questioni “nel merito” delle cose.

Ciao.

Ecco tutto, potrei avervi annoiato e so che questa e` una “magagna personale”. Ma e` da tempo che sento di dover dire queste cose, di evidenziare come il Partito Democratico sia popolato anche, fondamentalmente, da antidemocratici ottusi e condizionati da vecchi tabù. Io sono sempre stato della filosofia che “i panni sporchi vadano lavati in casa propria”. Ma forse ora e` il caso di farci sentire un po’ anche noi, liberali, anzi liberalsocialisti, del PD, dicendo queste cose non come Di Pietro ad Annozero, ma civilmente, come sempre.

Scusate ancora.

2 thoughts on “Adesso basta!

  1. Pingback: A proposito di… « DemSpeaking -Elia Nigris

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