Come a Grant Park

Sorvoliamo il fatto che dal palco hanno suonato la musica dell’Internazionale, sorvoliamo il fatto che le bandiere di Rifondazione erano davvero troppe, sorvoliamo il pirla con la bandiera della DDR, ieri in Piazza del Duomo si respirava davvero una bella atmosfera. Davvero bella.

E checché se ne dica, quella che si respirava era aria di cambiamento, un cambiamento “intergenerazionale”, un cambiamento al quale abbiamo contribuito tutti con gli stessi meriti: noi giovani, sia quelli un po’ annoiati dalle tradizioni della sinistra e lontani dalla cultura sessantottina (tipo me) sia quelli che ancora mettono le magliette del Che e giocano a fare i rivoluzionari anticonformisti, ma anche la generazione dei trenta-quarantenni e poi tutte le altre, compresa quella dei sessantenni di cui parla Luca.

Ecco, sarà che sono giovane, sarà pure anche che di vittorie ultimamente ne ho viste poche, sarà pure che sono uno dei pochi che ancora oggi non si vergogna di dire che Obama, per noi, dovrebbe essere un modello, ma io quest’atmosfera di Piazza del Duomo, in cui c’eravamo tutti, nonostante le differenze (anche  antropologiche in molti casi), l’avevo vissuta solo a Grant Park a Chicago quando nel 2008 vinse Obama. Fu una festa di tutti: gente, di tutti i tipi, di tutte le eta`, etnie, religioni che esprimeva, insieme, genuino entusiasmo per quel che era successo e a cui stava assistendo (history on the making), gente che viveva, insieme, l’emozione della speranza che il futuro sarebbe stato migliore. Saranno banalità, ma nell’Italia di oggi e` già qualcosa, anzi e` più di qualcosa: e` la speranza che domani può essere diverso.

Ora, prima che mi linciate, non voglio dire che Pisapia e` Obama, non voglio neanche dire che con Pisapia tutti i problemi di Milano saranno magicamente risolti, non voglio neanche dire che tutti gli esiti di queste amministrative sono stati positivi e che i problemi della sinistra non esistono più, anzi sto preparando un post di critica (perché se ci si piace troppo non si va nessuna parte, se non si riportano i piedi per terra non si governa bene e se non si e` perfezionisti alle prossime elezioni si perde).

Detto questo, vorrei che ci godessimo questo momento, ci dicessimo “bravi” e prendessimo un istante per realizzare che quello che e` stato, questa campagna fino alla serata in Piazza del Duomo, e` stato, in una semplice e banale parola, “bello”.

7 thoughts on “Come a Grant Park

  1. Pingback: Amministrative, l’Italia svolta a sinistra « La Golpe et il Lione

  2. Grazie del “pirla”, purtroppo sono uno attaccato alle tradizioni… vabè tanto con il Giulianone abbiamo vinto tutti, lasciaci sognare anche a noi sfigati utopici.

    LA STASI TI SORVEGLIA

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...