Convincetemi

Invito tutti a provare a convincermi, nella sezione dei commenti, a votare SI o NO nei referendum sull’acqua pubblica, apportando, per favore, motivazioni ben argomentate.

Non saranno ben viste motivazioni del tipo “l’acqua pubblica deve essere pubblica” (le tautologie qui non ci piacciono)  o motivazioni esclusivamente ideologiche o ancora cose del tipo “i capitalisti sono mostri cattivi”.

Se qualcuno, poi, riesce anche a fare un riassunto di come funziona l’acqua privata oggi (visto che ci sono enti privati che in Italia controllano la distribuzione dell’acqua) tanto meglio.

Io da parte mia linko questo, che può servire come spunto.

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39 thoughts on “Convincetemi

  1. si a tutto ma no all’acqua pubblica perché la legge Ronchi è anti costituzionale, ma anche così come sarebbe modificata dal referendum sarebbe anti costituzionale.
    questo perché la normativa europea sancisce il diritto delle comunità locali (comuni, province e regioni) a scegliere in completa autonomia quale modello (pubblico, privato o misto) adottare.

    il decreto ronchi è anticostituzionale perché obbliga tutte le comunità a privatizzare, anche quelle che non lo vorrebbero. la legge referendaria è anticostituzionale perché obbliga tutte le comunità locali a “pubblicizzare”, anche quelle che non lo vorrebbero.

  2. Dalle informazioni che so e per come la vedo io, aver privatizzato l’acqua in Italia significa avere istituito monopoli territoriali, come abbiamo dimostrato in altri miliardi di tentativi di liberalizzazione finiti in farse tragicomiche… Passare da un’amministrazione statale porcina che può fare il bello e il cattivo tempo senza preoccuparsi di nulla (tantomeno dell’ambiente), a un’amministrazione privata monopolista che può fare il bello e il cattivo tempo senza preoccuparsi di nulla (e potrebbe almeno essere multata per gli sprechi, ma ciò avviene?)… quale sceglierai?
    Io ho scelto nel momento in cui, a Carrara, l’ente locale mi ha staccato l’acqua per 3 giorni a secco, invocando il rimborso di bollette non pagate (in realtà mai giunte a domicilio) e accettando di riattivare la fornitura solo col pagamento di un conguaglio, che poi si è rivelato sbagliato. E da quelle parti l’acqua vale oro. Il prezzo non raggiunge valori concorrenziali, non è calmierato, e malgrado tutto i disservizi sono enormi… come ho scoperto rimanendo nella sede Gaia, in attesa del mio turno.
    Questo è quanto.
    Smentiscimi pure con tutti i documenti e le osservazioni che vuoi, sono ancora in tempo a cambiare voto. Ma a quel punto devi convincermi anche tu. 😛

  3. il decreto ha ragione di esistere perchè la corte di giustizia europea si era già espressa a favore della privatizzazione dei servizi pubblici locali e dovevamo riparare alle infrazioni. per il resto, leggete l’articolo 15 del decreto e scoprirete che l’acqua rimane comunque pubblica, è la sua distribuzione che viene affidata tramite l’istituzione di gare d’appalto etc. (a cui il pubblico non viene escluso, scusate la banalità)
    tra l’altro, ronchi aveva già nobilmente concesso a chi protestava l’istituzione di una autorità di garanzia indipendente, cosa che l’unione europea aveva dimenticato di consigliarci. nell’improbabile caso che il quorum venga superato e vincano i sì, a volere essere coerenti con la volontà popolare, andremmo avanti per anni con multe e sanzioni, fino a quando stanchi di disobbedire, applicheremmo le norme senza quelle garanzie che i contrari avevano preteso un po’ di mesi fa.

  4. La storia della corte europea è decisamente l’argomento meno adatto per convincere chiunque a votare no: non mi risulta che mai, da quando siamo nell’UE, all’italia sia fregato qualcosa delle sanzioni. Altrimenti rete4 sarebbe sul satellite, le spiagge avrebbero concessioni più brevi…
    Io sono per il SI, innanzitutto perchè siamo in Italia e sappiamo come andranno a finire le privatizzazioni: ad andar bene non cambierà, è il caso di dirlo, un tubo. Altrimenti, c’è una tale sfilza di orribili scenari possibili che potrebbe persino iniziare a valere la pena di comprare l’acqua in bottiglia. Anche per lavarsi. Tra una pessima situazione, che un buon governo potrebbe migliorare, e un salto nell’Abisso da cui solo il Cielo sa se e come riemergeremo, beh preferisco lo schifo di adesso.
    Poi, come ha detto Alberico su FB, non vedo perchè i privati dovrebbero iniziare a guadagnarci con le strutture di distribuzione costruite e mantenute per anni con i nostri soldi. Le multe costeranno, ma sono sempre meglio delle privatizzazioni all’italiana.

  5. l’infrazione su rete 4 viene ignorata per il semplice fatto che sin dall’inizio anche l’opposizione ha riconosciuto che sarebbe stata una cosa a breve termine, cioè fino al passaggio definitivo al digitale; scorretto quanto si voglia, ma stiamo parlando di ben altro.
    in sicilia quasi il cinquanta per cento dell’acqua si perde nel percorso tra i condotti ai rubinetti; sarebbero queste le magnifiche infrastrutture che lo stato ci lascia?
    premesso che nutro qualche dubbio sull’effettivo valore delle strutture di distribuzione, lo stato potrebbe benissimo affittarle fino al termine del loro valore d’uso.
    quali sarebbero gli orribili scenari che ci si prospettano, cioè nel caso decidessimo di fare a meno di questo monopolio non naturale?

  6. Chi propone il si deve spiegare i danni che questa legge HA GIA’ fatto, non quelli che secondo le loro opinioni, farà. Non valgono neanche eventuali scelte sbagliate delle amministrazioni locali, a, meno che queste siano state prese perché oblligati dalla legge.
    se invece si deve votare si per affermare un principio, basta dirlo.

  7. Scenario numero 1 (il meno peggio e soprattutto il meno probabile): una ditta nuova, e relativamente onesta, vince gli appalti sulla distribuzione, si trova una struttura colabrodo (che è comunque molto più facile da riparare di una rete da progettare da zero) e alza i costi per coprire le riparazioni. Finiti i lavori, i prezzi rimangono gli stessi.
    Scenario numero 2: l’appalto se lo piglia Ligresti, o simili (il che mi pare già un’ottimo motivo per non privatizzare). Alza i prezzi e non il culo e quindi paghiamo una riparazione mai fatta.
    Scenario numero 3: gli appalti se li piglia la mafia, che quindi alza i prezzi, non fa i lavori e solo il cielo sa cosa altro fa nelle infrastrutture. O magari li piglia a prezzi ridicoli in cambio di favori (voti) al politico di turno e via così…

    Inoltre, rimango dell’idea che privatizzare un bene primario come l’acqua (o anche solo la sua distribuzione) sia eticamente sbagliato. Qualcuno mi spieghi perchè un privato dovrebbe guadagnare su un bene che non gli appartiene in alcun modo. E se non bastasse, basta vedere la velocità con cui i francesi si stanno pentendo di aver privatizzato, per rendersi conto di quanto sia una mossa stupida.

  8. Scusate, riprendo un concetto di espresso da aristarco, visto che preme anche a me. Voglio chiedere a quelli che si sono espressi per il SI: la legge e` in vigore da tempo ormai, esempi concreti in cui le cose sono peggiorate?

    In più, come spunto, chiedo, perché l’acqua e` diversa dagli altri beni primari?

  9. In quei posti dove l’acqua è gestita totalmente dai privati le bollette sono aumentate a dismisura e ,a chi non riesce a pagare, viene tolto il diritto all’acqua. Votare sì significa dire no alla trasformazione dell’Italia in un paese da quarto mondo, un paese in cui l’acqua diventa un lusso, dove non tutti possono bere e lavarsi.

  10. Ok, parto ammettendo di aver cercato su wikipedia questa famosa citazione da Aristarco di Samotracia per tipo 20 minuti prima di rileggere i commenti sopra e capire cosa diavolo volessi dire.
    Non è che l’acqua è diversa da altri beni primari, è che siamo ancora in tempo per fermarne la privatizzazione. Oppure, prova a spingere più in là il tuo ragionamento: perchè l’aria dovrebbe essere diversa da altri beni primari? Perchè privatizzare l’acqua si e l’aria no? Ci sono tre possibilità: c’è una differenza che vale solo per l’aria (ma non potrebbe valere anche per l’acqua) o si privatizza anche l’aria, oppure i beni primari non si privatizzano.
    Detto questo, danni concreti ad ora non li ho visti, ma, visto come l’hanno apprezzato in francia (dove gli imprenditori galleggiano sul livello di decenza) attendo fiducioso sviluppi. Ammetto di non avere fiducia nei privati, ma perchè dovrebbe convenire al cittadino passare la gestione degli incassi da qualcuno che non punta a lucrare a qualcuno che lo fa? Quando ci si guadagna?

  11. Daniel, io capisco il discorso sui rincari eppure la mia domanda e`, se la gestione pubblica e` in passivo, ovvero i ricavi non coprono i costi, lo stato, per coprire questi buchi deve indebitarsi ulteriormente oppure aumentare le tasse. Non e` questo semplicemente un altro modo per pagare di piu`? Cioè, ti chiedo, qual e` la differenza tra pagare di più in bolletta o pagare di più da un’altra parte?

    Lorenzo, l’acqua e` diversa dall’aria perché l’acqua va distribuita tramite impianti, mentre l’aria no. Infatti, non e` l’acqua a diventare privata ma la sua distribuzione. Sbaglio?

  12. Bè è come dire che differenza c’è tra pagare le tasse per la scuola pubblica e sopprimere le scuole pubbliche in modo che ogni famiglia senza pagare le tasse, possa coi soldi risparmiati mandare i figli alle private? Bè la differenza è che le tasse in Italia dovrebbero essere progressive e basate su un principio di sussidiarità, mentre il prezzo di un prodotto “privato” può essere uguale per tutti. Ecco allora che un bene primario, sia l’acqua sia alla scuola, è subordinato al reddito del “cliente-consumatore” che non ha più diritto all’acqua e all’istruzione in quanto essere umano, ma in quanto cliente-consumatore( solo ovviamente se dispone di una certà quantità di soldi). E qui si crea un problema culturale per la sinistra/progressisti/ come dir si voglia…accettiamo che il capitalismo s’imponga in modo totalitario sulla società, oppure riteniamo che debba restare qualcosa di “pubblico”, al di fuori delle logiche del mercato? Dunque, so che può sembrare paradossale, portando il discorso alle estreme conseguenze, perchè non privatizzare anche la giustizia?

  13. http://www.repubblica.it/cronaca/2011/01/21/news/battaglia_acqua-11473779/

    Ho trovato questo articolo che a me ha chiarito un po’ le idee, spero possa esservi utile.
    Io voterò sì ad entrambi i quesiti, più che altro perchè se non ho fiducia nello Stato, ne ho ancora meno nei suoi abitanti.

    Vi inviterei anche a dare un’occhiata alla fine dell’articolo: parla del privato che gestisce la rete idrica ad Agrigento. Pare che “vendesse” la maggior parte dell’acqua alla Coca Cola Company, lasciando la città a secco. Metto “vendesse” tra virgolette perchè mi chiedo come si faccia a vendere qualcosa su cui non si detiene diritto di proprietà: non vorrei che altri privati fraintendessero, e credessero comprando i diritti di distribuzione di acquistare anche l’acqua in sé.

  14. Allora, qui fioccano le imprecisioni:

    “Non è che l’acqua è diversa da altri beni primari, è che siamo ancora in tempo per fermarne la privatizzazione. Oppure, prova a spingere più in là il tuo ragionamento: perchè l’aria dovrebbe essere diversa da altri beni primari? Perchè privatizzare l’acqua si e l’aria no? Ci sono tre possibilità: c’è una differenza che vale solo per l’aria (ma non potrebbe valere anche per l’acqua) o si privatizza anche l’aria, oppure i beni primari non si privatizzano.”

    c’è una grossa differenza tra l’acqua e l’aria: la prima è un bene economico, la seconda no. Un bene è detto bene economico se possiede due attributi: la rivalità nel consumo e la non escludibilità. La rivalità nel consumo significa che se un bene viene consumato dal consumatore 1, è impossibile che contestualmente lo consumi anche il consumatore 2.
    Un bene è poi detto escludibile se è fisicamente possibile escluderne i consumatori dalla fruizione.
    L’aria è un bene pubblico, perchè è assente ogni rivalità nel consumo e non è un bene escludibile; l’acqua è un bene economico, perchè se la bevo io non la bevi te, ed è possibile escludere i consumatori dalla sua fruzione.
    Detto questo, secondo me parlare di questo referendum in termini ideologici (del tipo “l’acqua è un diritto inalienabile, i capitalisti cattivoni ce lo vogliono togliere”) impedisce di averne una visione “scientifica”. Probabilmente voterò SI (ancora non ho deciso, devo informarmi meglio), perchè la gestione dei servizi idrici è un monopolio naturale, e come tale è impossibile da liberalizzare: una sua privatizzazione ci porterebbe a passare da un monopolio pubblico ad un monopolio privato. I monopoli sono economicamente inefficienti dal punto di vista del consumatore e del benessere sociale, quindi tanto vale che sia in mano al pubblico.

  15. Scusate, errore: un bene è detto economico se possiede la rivalità nel consumo e l’escludibilità (e non la non-escludibilità)

  16. Il comitato Acqualiberatutti spiega le proprie posizioni: ecco perché votare No

    di Giovanni Boggero

    LA CAMPAGNA referendaria sui due quesiti inerenti i servizi idrici è stata zeppa di scarsa informazione, molta demagogia e tanti slogan fuorvianti.

    Innanzitutto, il bene acqua resta demaniale, così come l’accesso da parte degli utenti rimane universale. Come ha onestamente riconosciuto l’ex-sindaco di Torino Sergio Chiamparino, convinto sostenitore del NO, in palio c’è la messa a gara per l’affidamento in gestione del servizio idrico (e di tutti gli altri servizi pubblici locali!), con la possibilità che vi partecipino tanto società private quanto società pubbliche. Nulla che somigli, quindi, ad una privatizzazione dell’acqua.

    A differenza delle risorse idriche dei laghi e dei fiumi, l’acqua potabile ha un suo prezzo, in quanto servizio industriale svolto da un’impresa, pubblica o privata che sia. Nessuno mai si sognerebbe di dire che gas, riscaldamento, luce e cibo debbano essere gratuiti o sottratti alle regole della domanda e dell’offerta. Perché mai ciò dovrebbe valere per l’acqua? La scelta di procedere alla messa a gara della gestione idrica è virtuosa, perché favorisce la concorrenza e può consentire quegli investimenti per l’ammodernamento delle reti, pari a 60 miliardi nei prossimi vent’anni, che la gestione pubblica non è stata in grado, e non è in grado, di fare.

    Con il secondo quesito, il referendum intende negare una remunerazione del capitale investito, un po’ per ideologia (il profitto continua a fare orrore a tutti gli statalismi), un po’ perché prigionieri del pregiudizio che il profitto implichi un aumento delle tariffe. Ma il capitale ha un costo, come dimostra il fatto che nessuno investirebbe mai in un BOT a tasso 0%.

    Ebbene, se il costo degli investimenti non è coperto dalle tariffe, secondo il principio di pagare quello che si consuma, si continuerà a non sapere il costo dell’acqua che si usa e il costo di quella che si scarica nelle fogne. Ma, come ricordava Milton Friedman, “nessun pasto è gratis” e così oggi a pagare le tante inefficienze e sprechi sono soprattutto i contribuenti con reddito da lavoro dipendente. Un sistema, insomma, profondamente regressivo. Peraltro, il finanziamento tramite le tasse non consente alle imprese – pubbliche o private che siano – di comprendere appieno il costo del servizio e ad effettuare appropriati investimenti.

    Una prevedibile conseguenza di una vittoria del SI, come ricordava anche il professor Giulio Napolitano dalle pagine di Milano&Finanza, sarà quella di ridurre gli investimenti su una rete colabrodo, che perde in media circa il 37% dell’acqua trasportata e sulla depurazione degli scarichi di cui buona parte del territorio è tuttora sprovvisto.

    Per questo invitiamo i cittadini a non farsi abbagliare dai falsi slogan dei sostenitori del SI e ad andare a votare NO per migliorare il servizio e difendere l’ambiente.

    A questo link tutte le bugie sull’acqua

    Giovanni Boggero – Comitato Acqualiberatutti http://www.noreferendumacqua.it

  17. la cosa secondo me è molto semplice: l’acqua (inseme all’aria, al fuoco) deve essere qualcosa la cui distribuzione non può essere affidata ai privati, perchè credo che i beni primari debbano essere di tutti in modo diretto, senza che nessuno abbia la possibilità di guadagnarci sù. non è il solito discorso tautologico l’acqua pubblica deve essere pubblica, bensì è una posizione in un certo senso diversa. L’acqua è affidata allo stato, perchè spetta allo stato salvaguardare la vita dei cittadini e fornirne assistenza, impedendo che uno o più uomini si impadroniscano dell’acqua e ne facciano un bene di guadagno. Lo stato, ricordiamoci, è il risultato di un contratto 🙂

  18. Per favore, gente, non paragoniamo l’acqua all’aria ed al fuoco: non c’entrano una mazza! L’acqua è un bene economico, l’aria no. Come fai a distribuire l’aria? Come fai a venderla? Tra i beni primari figura anche il pane, ma il pane è venduto dai privati. Possiamo dire che anche l’elettricità è un bene primario, ma viene venduta dai privati.

  19. Non e` una questione di rincari della bolletta: la mamma non ti ha mai detto da piccolo di non sprecare l’acqua (come anche il cibo)? Ecco, non bisogna andare ideologicamente chissa` dove per realizzare che:
    – l’acqua e’ un bene comune
    – l’acqua non va sprecata
    – l’acqua deve essere accessibile a tutti
    Se entra in scena la logica del profitto, secondo te, si sara’ portati a risparmiare l’acqua o a sprecarla? Se vendere piu’ acqua mi portera’ maggiori profitti, come incentivero` il risparmio del bene comune?
    Esattamente come la logica dell’usa e getta, del consumo sfrenato ci ha portati a sprecare milioni di tonnelate di cibo al giorno, di consumare le preziose risorse minerali e geologiche per allevamenti di vacche destinate al macello per qualche multinazionale del burger, vogliamo fare la stessa fine con l’acqua? Gia’ ora milioni di litri di acqua sono sprecati in settori assurdi come la produzione di biocombustibili (il mondo muore di fame e sete e noi sprechiamo acqua e cibo per alimentare automibili in modo scarsamente sostenibile)
    Da aggiungere a questo, si potrebbe aprire il capitolo dei cambiamenti climatici che di certo non aiutano. Siccita` diffusa, desertificazione e scoglimento delle riserve pure di acqua presenti nei monti di tutto il mondo dovuti all’effetto serra. Molte persone hanno precognizzato che l’acqua sara` l’oro nero del futuro, prevedendone la scarsita` – ma soprattutto sapendo che a livello qualitativo sta peggiorando di giorno in giorno. Noi vogliamo bere acqua pubblica sana, depurata, erogata e disponibile a tutti. Vogliamo l’acqua pubblica perche` e’ un bene comune.
    Grazie dell’ascolto!

    • Cara Elena, se entrasse in gioco “la logica del profitto”, da un punto di vista teorico, verrebbe distribuita semmai meno acqua, non di più, perchè un monopolista produce meno di quanto produrrebbe in una situazione di concorrenza perfetta. Comunque puntualizzo che non sto facendo campagna per il no nè per il sì, perchè non ho ancora deciso come schierarmi: stavo soltando facendo delle puntualizzazioni sul metodo, perchè mai come in questi casi il metodo di analisi è importante almeno quanto la posizione cui si giunge.
      Il resto del tuo intervento è molto romantico, ma che c’entra? sarebbe interessante invece sentire una tua risposta alla domanda di Elia.

  20. Elena oggi, con la gestione pubblica, circa il 40% dell’acqua viene persa nel tragitto dalla fonte ai rubinetti. Credo che questo si tratti di uno spreco. Ti chiedo quindi: su quali basi dici che la gestione pubblica sprecherebbe meno di quella privata?

    • Se voto per il No, lo faro` proprio per i motivi elencati in questo articolo, non avrei potuto scriverlo meglio io stesso, grazie Tommaso!

  21. Marco Esposito nei commenti su NfA:

    Mi associo a Marco Ardemagni e altri sui dubbi sulla “privatizzazione” del servizio idrico.

    I dubbi riguardano la legge, non il concetto pubblico-privato, che in questo caso, secondo me, non c’entra.

    1. La gara. Non c’è alcuna indicazione su come dovrebbe essere svolta. Io, per esempio, avrei scritto che la gara è affidata a chi si offre di investire di più e far pagare di meno, perchè il concetto da cui si parte oggi è che il 40 % circa dell’acqua immessa viene persa, se investi è per recuperare quel 40 %, se recuperi quel 40 % non hai assolutamente bisogno di alzare le tariffe, anzi le devi abbassare. Di questo concetto non c’è traccia nella legge, tra l’altro per superare il referendum bastava indicare le modalità di gara in maniera minuziosa, invece c’è la genericità più totale. Allora io voto SI’ all’abrogazione, perchè siamo in Italia, e non in Finlandia, perchè non è vero che gli Enti Pubblici possono fare quello che vogliono, essendo anche loro soggetti al Patto di Stabilità, e le assunzioni devono avvenire per concorso (teoricamente, come le aggirino non lo so).

    2. La renumerazione del capitale investito.

    Il quesito che sarà sottoposto a referendum abrogativo riguarda l’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (c.d. Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa costituisce il corrispettivo del servizio idrico integrato ed è determinata tenendo conto dell’adeguata remunerazione del capitale investito.

    Tale renumerazione è fissata dalla stessa legge (?) al 7% annuo (non abroga la possibilità di fare debiti, chi ha scritto questo è fuori strada), e non capisco proprio perchè “investire nelle reti idriche”, un’attività sostanzialmente priva di rischio, visto che se non paghi ti tagliano l’acqua e senza, pare, muori, debba rendere più dei titoli di stato portoghesi, in cui c’è un elevato rischio di default.

    Allora, giusto parlare del “come vorremmo fosse”, ma guardiamo ai fatti: i due quesiti riguardano aspetti cruciali del modo in cui si fanno gli affari in Italia: nessuna trasparenza e rendimenti più che garantiti, che i poveri cristi nemmeno si sognano.

    Quindi, favorevoli al NO, non guardate il dito che indica la Luna, ma guardate la Luna: è giusto che un monopolio naturale sia gestito così ? Poca trasparenza e rendimenti (e che rendimenti !! il 7 % annuo!!) garantiti ? se è giusto, per favore non parlate più, ma proprio mai più, di Alitalia, Ferrovie, Poste, Banca del Sud, e qualsiaisi altra amenità partorita dai finti liberisti.

  22. Apporto alla discussione anche questo articolo che ho trovato sulla Voce. http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002313.html

    Vorrei chiedere, a coloro che sono per il SI, cosa ne pensano del fatto che abrogando l’articolo 23-bis si abroga una legge che tocca un sacco di cose oltre alla gestione dell’acqua, tipo gestione dei rifiuti, delle municipalizzate del trasporto pubblico e cosi` via.
    Perché la campagna e` solo sull’acqua? Voi sapete cosa state per cosa state votando esattamente?

    • “io le scelte dettate dall’economia le aborro”

      peccato, allora rischi di scegliere le cose in maniera irrazionale.

      Il post di Gilioli l’ho letto, in genere scrive cose più interessanti. Ora, io probabilmente alla fine voterò SI al primo quesito sull’acqua, mentre al secondo credo che voterò NO: ma a prescindere da cosa voterò, mi ha molto dato fastidio il tono disinformato e demagogico delle argomentazioni del Comitato per il SI. Secondo loro non bisogna votare SI per i motivi tal dei tali, bisogna votare SI perchè SI, perchè sennò le fontanelle spariranno, non berremo più acqua e moriremo di sete. Se si fosse affrontato questo appuntamento con più calma e buon senso, oltre a votare sì avremmo potuto presentare una proposta alternativa per una privatizzazione ben fatta, visto che da questo punto di vista il decreto Ronchi è pessimo.

  23. Pingback: Referenda: come la vedo. « DemSpeaking -Elia Nigris

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