Referenda: come la vedo.

Avviso: il post e` lungo. Questo perché l’argomento richiede un post lungo, come hanno richiesto tanto tempo le decisioni che ho preso.

Vorrei aprire questo post con un commento sullo strumento del referendum in generale e devo dire che sul tema mi trovo molto d’accordo con Francesco Costa. Io credo molto fermamente che il referendum possa essere uno strumento utile e che ci sono situazioni in cui la democrazia diretta abbia senso, penso al referendum sull’aborto o a quello sul divorzio. Quelli sono referendum che hanno senso, in cui i cittadini fanno un voto di opinione, che non richiede conoscenze specifiche da acquisire, ma rappresenta il sentire di ogni persona. Si tratta, quindi, di un voto in cui la discussione non e` su questioni tecniche, come invece sono i quesiti su cui siamo chiamati a votare questo week-end. Questi, infatti, per quanto qualcuno voglia farci credere diversamente, non mettono in ballo “questioni ideologiche” o “grandi valori”, ma solo questioni “puramente tecniche”, che richiedono competenze specifiche, che, nel caso dell’acqua possono essere acquisite “studiando” ed informandosi, mentre nel caso del nucleare, a mio parere, vanno oltre le possibilità della maggioranza degli italiani, me compreso (non perché siamo scemi, ma perché siamo ignoranti) . Esprimere un voto consapevole in questi quesiti, quindi, e` molto più difficile di quanto appaia ed e` per questo ritengo che le tematiche proposte, non siano tematiche “da referendum”, non si può pretendere che i cittadini siano competenti in energia nucleare ed e` da irresponsabile lasciare decisioni di questo tipo ad incompetenti. Credo che la politica, ovvero i nostri rappresentanti, si debbano assumere la responsabilità di decidere su queste cose (dopo aver ascoltato i pareri tecnici) e assumersi le responsabilità delle scelte prese. Insomma, il referendum e` un bello strumento, ma non si può abusarne.

Detto questo entro nel merito dei quesiti. Premetto che mi sono trovato di fronte a tre scelte: la prima e` votare come vorrebbe il partito di cui sono iscritto, ovvero 4 si, senza pormi troppe domande. Sarebbe stata una presa di posizione lecita, ma l’ho esclusa perché ritengo che nei referendum si debba votare secondo la propria personale coscienza e nel merito di ciò che e` sulla scheda.

Avrei, inoltre, potuto votare per “dare un segnale”, insomma fare un voto politico contro il governo. Poi sempre perché ritengo che nei referendum si debba votare secondo la propria personale coscienza e nel merito di ciò che e` sulla scheda, ho pensato che fare degli errori in termini di servizi o politica energetica per punire Berlusconi sia una cosa da irresponsabili.

La terza possibilità era prendere i quesiti, leggerli e votare senza preconcetti o influenze politiche, ma solo e unicamente esprimere un voto su quello che si trova sulla scheda. Ho scelto questa, anche per la natura tecnica dei referendum.

Allora come voto?

SI al primo quesito sull’acqua, quello, detto volgarmente, in cui mi si chiede di abrogare il Ronchi (ne avevamo discusso qui).

Questo voto merita una spiegazione: sono diciamo in linea con quello hanno detto Francesco Costa e Pietro Ichino, gli unici due a cui ho sentito dire cose convincenti per il si. Gli altri pareri li ho trovati spesso superficiali oppure troppo di matrice ideologica, troppo poco nel merito oppure espressi senza le giuste conoscenze della materia in questione.

Cosa mi chiede infatti il quesito? Se desidero abrogare il decreto Ronchi, nel quale si propone la possibilità per i privati di entrare nella gestione dei servizi idrici o nelle gestioni di altre municipalizzate e non per mantenere l’acqua pubblica. L’acqua rimane pubblica in ogni caso, se mai e` la gestione degli acquedotti a poter essere privata, cosa che ritengo sacrosanta. Il mio SI, infatti, non e` contro la gestione dei privati ai servizi idrici, ma al fatto che il decreto Ronchi non e` “completo”. Il Ronchi non chiarisce come devono essere fatti i bandi per assegnare ai privati i servizi, non prevede l’istituzione di una authority per controllare i prezzi e non obbliga in nessun modo il privato ad investire nelle reti idriche italiani, scadenti ed inefficienti, insomma si tratta della solita semi-privatizzazione all’italiana; memore del passato, preferisco abrogare la norma nella speranza che il prossimo governo ne faccia una migliore. Credo, allo stesso tempo, infatti, che con questi accorgimenti la gestione privata potrebbe essere una soluzione utile. Siccome, peraltro, ho scoperto una cosa che nessuno dei referendari “per l’acqua pubblica” dice, ovvero che se il Ronchi venisse abrogato il vuoto legislativo verrebbe colmato da alcune norme stabilite dall’Unione Europea che prevedono che i bandi per la gestione dei servizi idrici (e non solo) siano aperti anche ai privati (con regolamentazioni più rigide del Ronchi), abrogare mi va bene.

Voglio precisare un’ultima cosa. Voto SI anche se sono consapevole della strumentalizzazione che i gruppi per il Si farebbero del voto nel caso passasse. Questi usano argomentazioni berlusconiane e false per portare la gente a votare. Si dice che l’acqua diventerà un bene per pochi, che l’acqua verrà tolta sempre a chi non paga la “bolletta”, che i prezzi aumenteranno a dismisura e, infine, quella che mi piace di più che la gestione pubblica funziona. Niente di più fazioso. La gestione pubblica e` pessima in molti luoghi d’Italia, gli acquedotti sono vecchi e ci sono sprechi pazzeschi (si parla del 40% di acqua dispersa tra la fonte e il rubinetto), per non parlare del fatto che sono tutte gestioni in perdita (e non voglio neanche stare ad analizzare il perché). Il fatto che siano in perdita si ricollega all’altro fatto, quello che vorrebbe che se arrivassero i privati aumenterebbero i prezzi del bene. Può anche essere vero, ma non ci vedo nulla di male. Ricordiamoci che le gestioni in perdita vengono finanziate dal debito. Insomma lo stato si indebita per poter mandare avanti quelle gestioni: pensate che fare debito sia gratis? Pensate forse che il debito lo paghi qualcun altro? Nella migliore delle ipotesi lo paghiamo noi con le tasse, nella peggiore facciamo altro debito per finanziare il debito di prima. Quindi niente e` gratis e, come mi ha fatto presente un amico, troppo spesso lo stato in Italia “toglie risorse ai cittadini da una parte per poi ridargliele indirettamente da un’altra”. Not smart!

NO nel secondo quesito sull’acqua.

Chi investe lo fa per fare profitti e nessuno vive facendo beneficenza. Per i discorsi in lunga parte fatti già per il primo quesito voterò quindi No. Credo nel modello economico che abbiamo e credo che se un privato si accolla i rischi di un investimento (e i costi che questo comporta -ricordiamo che per raggiungere l’efficienza gli acquedotti vanno sistemati-) questi meriti il diritto alla remunerazione (se la sua gestione e` virtuosa, ovviamente, nessuno ti regala niente, in un senso e in un altro).

ANNULLATA la scheda del nucleare e lo dico da uno che non ha mai considerato l’astensione una grande soluzione: non scegliere non mi fa onore, ma preferisco non essere degno di onore che fare una cagata (detto poeticamente). Lascio a chi e` più intelligente di me il compito di indicarci la retta via.

Detto questo voglio prendere parte alla votazione perché vorrei che si raggiungesse il quorum, essendo io assolutamente contrario al concetto di quorum (come dissi già qui).

Quindi, riprendendo il discorso fatto in apertura di post, annullo principalmente perche` non ho le competenze per fare altrimenti, perché, per esempio,  non so e non posso sapere se tra 5 anni la scienza troverà una forma di energia nucleare sicura e pulita; un SI bloccherebbe la ricerca e la possibilità di fare marcia indietro. Non voglio che una mia decisione ignorante influenzi la politica energetica di questo paese negli anni futuri (ragionamento che non ho fatto solo io, per fortuna ma anche Francesco Costa, per esempio).Non credo, pero`, sia il caso di votare NO, proprio per gli stessi motivi: perche` non so se il nucleare e` davvero sicuro, perché non so come intendono smaltire le scorie, perché questa classe dirigente non sa far funzionare neanche le poste e perché il nucleare costa davvero tanti soldi in un momento in cui forse e` meglio spenderli per altro. Chi sostiene che il NO e` una soluzione intelligente perché le “energie rinnovabili non saranno disponibili nel prossimo futuro”, dimenticano che il nucleare non sarà pronto, comunque, prima di 15/20 anni, tutto il tempo per poter trovare soluzioni alternative.
Non votare in questo quesito e` la scelta piu` responsabile che ritengo una persona possa fare oggi, perche` la presunzione che i cittadini possano decidere su questioni cosi` tecniche non e`, a mio modo di vedere, vera democrazia. La democrazia rappresentativa funziona in modo tale che io eleggo qualcuno per prendere decisioni che io non so prendere, non perché non voglio, ma perché non sono in condizione di farlo. Sul nucleare si sarebbe dovuto agire cosi`: si sarebbe dovuta istituire una task force di scienziati, fisici, ingegneri ed economisti e lasciar decidere chi ha le competenze per farlo, senza pregiudizi, pressioni e influenze politiche. Questi si sarebbero assunti la responsabilità della loro decisione, per poi presentarla alla nostra classe politica, che su essa, poi avrebbe dovuto votare in parlamento.Quindi, io non voto sul nucleare perché sono ignorante, perché non mi e` bastata una settimana in cui ho cercato di documentarmi per diventare un fisico nucleare e perché (come già detto) non credo che io, il mio panettiere, il barista, ma anche un laureato in filosofia o il genetista del San Raffaele dovremmo poter decidere sull’energia nucleare e sulla politica energetica di un paese, insomma che possiamo, noi ignoranti, decidere riguardo a cose di cui non conosciamo nulla. Questo e` un compito che spetta a tecnici e politici, ci sono per quello!
Preciso una cosa, tenendo presente che già fare il mio perché si raggiunga il quorum e` un bel favore a chi vota Si, io ad oggi, nella situazione in cui siamo adesso, sarei per non fare il nucleare. Ma il voto e` una cosa che ha conseguenze nel tempo, essere convinto che oggi non sia una soluzione adatta non basta a convincermi che non lo sia in assoluto.
NO nel quesito sul legittimo impedimento.

Il tema non mi appassiona, voto perché votare e` diritto e dovere e per la questione del quorum. Voto il No perché la norma non e` più quella voluta dal premier ma una sua “versione intelligente” stabilita dalla Corte Costituzionale. Chi sono io per pormi al di sopra della Corte in materia di giustizia? Nessuno. Peraltro, a Berlusconi questa norma cosi` com’è non interessa e penso che anche venisse abrogata non gli importerebbe nulla. Quindi non e` che votando SI si fa un dispetto al premier. Credo, infatti, che ora che e` il giudice a decidere se c’è o meno legittimo impedimento sia anche giusto che se il premier, un ministro (o chiunque in linea di principio) hanno davvero un impegno istituzionale, non cambi nulla al magistrato anticipare l’udienza di un giorno o posticiparla di un altro.

Conclusione

Spero che per queste posizioni Bersani non mi cacci. Queste posizioni non sono frutto di ragionamenti tra me e me, ma sono il risultato di due settimane in cui ho cercato di informarmi il più possibile ed ascoltare tutti coloro che avevano qualcosa da dire, tutte le idee e le opinioni che stavano dietro le intenzioni di voto delle persone con cui ho parlato. E` quindi evidente che altri avranno detto (prima di me) cose simili a quelle ivi scritte, se non li ho citati direttamente mi spiace, di alcuni ragionamenti non riesco a risalire alla persona che me li ha esposti. Voglio inoltre complimentarmi con tutti coloro che sono arrivati in fondo, non era facile, ma spero di essere stato il più chiaro e dettagliato possibile, di non aver lasciato ambiguità e nulla al caso.

Vi lascio con alcuni documenti interessanti sui referendum per chi ancora non avesse deciso:

http://www.pietroichino.it/?p=15095 http://www.pietroichino.it/?p=13932 http://www.pietroichino.it/?p=14999

http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002313.html

http://www.ilpost.it/2011/06/03/guida-ai-referendum-abrogativi/2/

http://www.repubblica.it/cronaca/2011/01/21/news/battaglia_acqua-11473779/

http://www.thepostinternazionale.it/

http://qdr.elog.it/2011/4/26/11_marattin.aspx

PS. Sui referendum a Milano 5 SI.

7 thoughts on “Referenda: come la vedo.

  1. penso che per il nucleare, l’astensione sia un modo inutIle di prendere una non posizione, giustificandosi con il “noi siamo ignoranti e non scienziati nucleari”. non serve aver studiato ingegnieria nucleare per preferire che la tua nazione si svilppi basandosi su energie che non mettono a rischio la salute e l’equilibrio del suo territorio, penso anzi che sia da cittadini responsabili. ti contraddici, perchè esattamente come per il nucleare il referendum è importante per quanto riguarda l’aborto e il divorzio, eppure non siamo tutti ginecologi e molte poche persone sanno come si sviluppa effettivamente un feto, quando comincia ad avere impulsi di ragionamento, quando emotivi, eccetera eccetera, così come non siamo tutti psicologi o psichiatri, in grado di considerare tutti gli elementi che dipendono da un divorzio, soprattutto quelli che coinvolgono la mente umana.

    • Quoto. Bisogna cmq prendersi la responsabilità di una scelta, anche se difficile, e delle conseguenze che comporta. se non sai scegliere, o non ti senti pienamente consapevole, puoi sempre scegliere il male minore.
      Troverai sempre ragioni per il sì e altrettante, e valide per il no. Perché SI, il nucleare non sarà l’unica forma di energia e potremo sempre puntare sulle rinnovabili e perché NO, il nucleare in ogni caso non ci renderà indipendenti dal punto di vista energetico perché dovremo in ogni caso acquistare il combustibile (materiale fissile) e i servizi di manutenzione dall’estero (Francia in primis). Solo la gestione delle scorie rimarrebbe interamente in capo a noi.

      • Io credo se un voto non e` pienamente consapevole e` meglio che quell’elettore non voti. Chi vota si assume la responsabilita` di fare scelte che non riguardano solo se` stessi, ma un’intera comunità. Che la politica energetica di una nazione, cosa che ci riguarda tutti, possa essere decisa da inconsapevoli, sinceramente, mi preoccupa e non poco.

  2. Mi pare francamente un’argomentazione un po’ tirata per i capelli. Onestamente credi che i valori e le conoscenze specifiche necessarie per prendere una decisione sul divorzio o sull’aborto siano le stesse che vengono prese in campo di politica energetica? A me pare che non esista un solo tipo di contatto tra le due cose. Tutte le motivazioni che ti spingono a votare in un modo o in un altro in referendum su questioni “etiche”, non dovrebbero neanche essere prese in considerazione quando si parla di nucleare.

    Nel primo caso uno vota a seconda delle proprie convinzioni personali, di come uno ha scelto di vivere la propria vita, a seconda dei propri riferimenti culturali e religiosi: spero che tu non abbia preso in considerazioni questi fattori quando hai votato per il nucleare. Peraltro il divorzio, l’aborto sono decisioni che ogni singolo individuo prende per conto suo senza condizionare l’intera società, voglio dire, se decido di divorziare, la scelta condiziona il mio parter, i figli, se ci sono, magari qualche parente più stretto, al massimo qualche amico intimo. La decisione che invece riguarda la politica energetica di una nazione riguarda e ha effetti su tutti noi: per questo ci vogliono conoscenze specifiche di tipo tecnico fuori dal comune per poter valutare con senno e in maniera consapevole.

    Ecco, insomma, non credo di essermi contraddetto, poi ogni lettura e` lecita.

    Ribadisco, anche, che essere andato a votare ha sicuramente favorito il SI, mi fossi astenuto sarebbe stato diverso.

  3. Partendo dal principio che il Referendum è uno strumento sovrano, degno di uno stato democratico, l’ultimo baluardo di un’Italia che la democrazia l’ha lasciata dentro le polverose aule del nostro parlamento, considero un dovere oltre che un diritto andare a votare, ritengo indegno che oggi ci siano italiani, che osano ancora chiamarsi tali e che abbiano perorato la causa dell’astenzione!!
    Premetto che sono iscritta in Fisica, ma non sciorinerò qui le mie conoscenze sul nucleare perchè non serve essere laureati in fisica o in ingegneria per capire quanto sconveniente, inappropriato e fuori da ogni logica sia essere a favore del nucleare. Il secolo scorso insegna! Noi non abbiamo bisogno di quantità illimitate di energia, già oggi consumiamo un quantità immane di energia elettrica, perchè l’era del consumismo ci ha portato ad avare più di due televisioni, computer e quant’altro attinente la tecnologia, non ci accontentiamo mai!! tutto questo consumismo ci ha portati alla crisi che stiamo vivendo, non dobbiamo costruitre centrali per avere più energia,dobbiamo sensibilizzare la gente a consumare meno!
    questo non significa fare un passo indietro, significa farne mille avanti per un futuro migliore.
    io sono sempre e solo a favore di energie reversibili, i pannelli solari, le turbine eoliche se non funzionano li si può sempre smontare senza intaccare l’ambiente, una centrale nucleare una volta che è in attivo non la si può smantellare, resterà li, per sempre, con le sue tonnellate di cemento e morte! quanti sanno che le vecchie centrali nucleari non sono state dismesse? ci sono fisici e ingegneri che lavoro là per mantere le centrali stabili!
    per non parlare che una sola centrale nucleare che esplode significa compromettere per i secoli a venire la vita dei nostri discendenti!
    e non è un alibi il fatto che francia e germania hanno il nucleare!
    noi dobbiamo sempre migliorarci,garantire un futuro sicuro ai nostri figli,in questa terra italiana che nonostante i suoi mille difetti io amo, dobbiamo investire nella cultura, nella ricerca, dobbiamo sostenere la nostra economia!
    sono questi gli investimenti che ci servono non il nucleare!
    in merito al fatto che si frena la ricerca votanto si, scusate la volgarità che di solito non mi appartiene, ma è una minchiata! non esiste la ricerca in italia! e se in futuro si scopriserro metodi sicuri per produrre enrgia nucleare (cosa di cui dubito), già avremmo costruito centrali che risulterebbero vecchie e insicure. Dopo tutti i soldi sprecati per costruirle, non solo non avremmo la possibilità economica per rinnovarle e costruirne di nuove, ma quelle già costruite sarebbero una macchia indelebile sul meraviglioso suolo italiano.
    concludo, non serve essere fisici per capire che il nucleare non può funzionare, basta solo un pò di riflessione e buon senso.
    ho scritto tutto ciò perchè credo che possiamo sperare in un futuro migliore, perchè possiamo migliorarci, e non perchè voglio salvare il pianeta, come spesso molti cretini osano pensare! il pianeta terra non ha bisogno di essere salvato da noi, quando non tollererà più la nostra razza noi tutti saremo spazzati via, smettiamola con questo schifoso egocentrismo, inutile e malsano!

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